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Pomodoro e avocado, la coppia di cibi che insieme diventano super

Secondo la teoria della Food Sinergy, ci sono combinazioni di alimenti che possono apportare notevoli benefici alla salute. A coniare il concetto è stato David Jacobs, ricercatore dell’Università del Minnesota, in relazione all’idea che determinati cibi, se consumati insieme, possano potenziare notevolmente i propri effetti positivi sulla salute, preservando da disturbi e malattie.


Una di queste combinazioni vincenti è rappresentata da pomodoro avocado: uno studio condotto dalla Purdue University ha riscontrato che i carotenoidi, pigmenti colorati dalle proprietà antiossidanti e presenti in prodotti come i pomodori, non vengono assorbiti dal corpo se non si legano a una ridotta presenza di grassi. Poiché il pomodoro è noto per la presenza di carotenoidelicopene, che aiuta a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore, per ottenere il massimo dei benefici da questo alimento si può abbinare a un quarto di avocado.

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Suite della settimana: l’elegante Fashion Suite al Four Seasons Hotel di Milano

Quando penso a Milano, immagino immediatamente la magnificenza del Duomo, l’architettura spettacolare e, naturalmente, la fresca fragranza della moda nell’aria; questa è Milano per me. Fortunatamente, il Four Seasons Hotel Milano placa il mio interesse di tutto ciò che è moda; non solo è un hotel di lusso a pochi passi dai negozi della città, ma l’hotel ha ora progettato una suite di moda.

La Four Seasons ‘Fashion Suite è probabilmente una delle suite dal design impeccabile che avresti mai visto. L’attenzione ai dettagli è ciò che ha attirato la mia attenzione. La suite in stile appartamento in stile italiano è immersa in una raffinata tavolozza di colori avorio e bianco, punteggiato da vivaci pops di verde oliva. L’intero appartamento è adornato con pezzi chic che decorano elegantemente lo spazio. Lo spazio intimo è stato progettato per ospitare un soggiorno, una camera da letto, un bagno privato e una terrazza. È interessante notare come Four Seasons sia stata in grado di ospitare comodamente un’area di lavoro e una zona relax in questo appartamento di 732 m². La camera da letto comprende un letto king size e un bagno in marmo, con una profonda vasca europea. 

Area: 68 mq
Occupazione:3 adulti o 2 adulti e 1 adulto 
Tariffa: € 6750

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Una tazza di rame controllata dall’app, in modo che la tua tazza di tè sia sempre alla temperatura perfetta

La tecnologia è sicuramente entrata in ogni piccolo aspetto della nostra vita. E la racchetta per un prodotto salva-vita nuovo di zecca è Ember, un’azienda tecnologica che ha recentemente presentato una tazza in rame in edizione limitata per chi ama avere le proprie bevande alla temperatura ottimale. Progettata per mantenere la tua tazza calda o tiepida, la nuova tazza Ember è proprio ciò di cui hai bisogno in questa stagione.

L’ingegnoso prodotto è realizzato in acciaio inossidabile di alta qualità con rivestimento in ceramica ed è rifinito perfettamente per attrarre. La tazza in edizione speciale ti consente di impostare la tua temperatura di bevuta precisa e mantenerla per circa un’ora tramite un’app collegata che ti avvisa anche quando raggiunge il calore scelto. Con una temperatura regolabile da 120 °  a 145 °, la tazza Ember è ideale per l’uso a casa o in ufficio.

La tazza ti consente inoltre di cambiare il colore dei LED a tuo piacimento con l’aiuto dell’app Ember semplice e facile da usare (disponibile per IOS e Android). Un’altra funzionalità aggiuntiva è la sua modalità intuitiva incorporata che entra nella tazza in modalità di sospensione quando è vuota e si attiva automaticamente quando rileva movimenti o liquidi. La tazza di rame in edizione limitata Ember è attualmente disponibile online per € 135. 

Bene, se l’idea di utilizzare la tecnologia per mantenere il tuo caffè caldo ti eccita, prendi la tazza di Ember ora! 

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La nuova coupé della BMW è splendida

Una delle vetture ad alte prestazioni più attese di quest’anno è finalmente arrivata. Incontra la BMW M8, la prima auto della serie 8 a ricevere il trattamento “M” nella storia della casa automobilistica bavarese. Dal momento che la serie 8 originale degli anni ’90, è per la prima volta BMW ha costruito un M8 e non potremmo essere più eccitati. Sotto il lungo cofano scolpito della M8 c’è il familiare V8 da 4 litri turbocompresso, che si trova anche nella nuova BMW M5. In effetti, il motore è nello stesso stato di sintonia, il che significa che produce 600 cavalli. Il motore è accoppiato con una trasmissione Steptronic a otto velocità che trasferisce la potenza a tutte e quattro le ruote attraverso il sistema xDrive di BMW. 

BMW ha anche una variante di competizione più potente che si pone come modello di punta. Il V8 twin-turbocompresso da 4,4 litri in questa variante produce 617 cavalli, che aiutano l’auto GT ad accelerare da zero a 60 miglia all’ora in 3 secondi in piano. In termini di aspetto, la BMW M8 ha elementi di design sottili che la differenziano dai modelli standard della Serie 8, che includono specchi e spoiler in fibra di carbonio con finiture e distintivi neri lucidi. La GT ad alte prestazioni ottiene anche un tetto in fibra di carbonio a doppia bolla. La BMW M8 farà il suo debutto pubblico al NextGen evento automobilistico bavarese a Monaco di Baviera alla fine di giugno e sarà in vendita all’inizio di settembre. 


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Ermanno Scervino lancia il suo primo profumo

Il nuovo e primo profumo di Ermanno Scervino non poteva che esser lanciato a maggio. Uno dei momenti più glamour dell’anno. Le dive della Costa Azzurra, presenti come ogni anno per il Festival di Cannes, hanno stregato e ispirato Ermanno Scervino. Lo stilista, in vacanza da bambino a Forte dei Marmi, in Costa Azzurra e a Cortina, ha avuto modo di incontrare le più grandi star del cinema italiano e hollywoodiano. Da Monica Vitti a Sophia Loren, da Elizabeth Taylor a Kim Novak.

Il sogno di poterle vestire, un giorno, si è avverato nel 2000, quando il designer ha fondato la Maison toscana, con sede a Firenze, Ermanno Scervino.

Il sogno di profumarle, invece, si è avverato adesso. In collaborazione con Mavive, la casa di moda ha creato, infatti, la sua prima fragranza: l’eau de parfum Ermanno Scervino. Accordi di gianduia, petali vellutati di tuberosa e un fondo di legni e muschi, racchiusi in un flacone infiocchettato con un nastro di organza color rosa nude.

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Questa è la Rolls Royce dei tavoli da ping-pong

Se sei uno che ama gli sport indoor come il ping-pong, ecco la tua occasione per farti un tavolo da gioco all’avanguardia che è diverso da qualsiasi cosa tu abbia mai visto prima e, innalzarne il fattore gioco a un livello completamente nuovo, è un tavolo in edizione dorata di Adriano Design, rinomato studio di design torinese.

Cresciuto come edizione in oro premium Lungolinea, lo straordinario tavolo presenta giunti di collegamento realizzati in oro 24k e realizzati artigianalmente da esperti orafi italiani. Realizzato in collaborazione con Impatia, produttore di tavoli da gioco di lusso con sede a Milano, il tavolo comprende anche una superficie di gioco in vetro con una rete da gioco al centro realizzata in Alcantara. La sua tecnica di produzione ad alta precisione lo rende inoltre adatto per giocare a un gioco approssimativo e usarlo per altri sport indoor come il ping-pong o il poker.

Il tavolo d’oro Lungolinea misura 274 cm x 152,5 cm x 76 cm (h) e viene fornito un set completo di accessori composto da un kit di rete da ping pong, quattro racchette Professional e sei sfere Professional. Pesa un solido kg 250, rendendolo un pezzo estetico stabile che difficilmente può mai cadere preda di furti o altri incidenti. Oltre all’edizione in oro, la collezione Lungolinea della serie Adriano Design comprende anche una versione in legno, cromo nero e cromo. 

www.impatia.com

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BMW si avventura in mobilità personale lancia il suo elegante scooter elettrico

Scooter elettrici ed e-bike sono segmenti in forte espansione quando si tratta di mobilità personale e le case automobilistiche non sono disposte a lasciare che un’opportunità come questa scivoli via.

Aggiungete a ciò la legislazione che ha iniziato a diventare favorevole in alcuni paesi ed è facile capire perché molte case automobilistiche abbiano o iniziato a costruire i propri scooter elettrici ed e-bike, o comprino società che li fanno per avere un punto d’appoggio questo business.

Come noto produttore di biciclette e, più recentemente, di biciclette elettriche, la BMW non fa eccezione. Attraverso la sua divisione BMW Lifestyle, la compagnia bavarese ha annunciato che lancerà la BMW E-Scooter da settembre 2019.

Sviluppato in collaborazione con Micro, l’inventore del Micro Scooter, l’E-Scooter offre un’autonomia di 12 chilometri  ed è in grado di viaggiare a velocità fino a 20 km. Lo scooter elettrico è motivato da un motore da 150 watt montato sulla ruota posteriore alimentato da una batteria agli ioni di litio inserita nella pedana.

La ricarica della batteria a piena capacità richiede due ore. La potenza di arresto è assicurata da due sistemi di frenatura separati. Nonostante l’imballaggio di tutta questa tecnologia, il BMW E-Scooter punta la bilancia a soli 9 kg e presenta un design salvaspazio che consente di piegarlo molto facilmente.

Caratterizzato da un design nero opaco e luci anteriori e posteriori incorporate, l’E-Scooter sarà offerto con un prezzo di vendita consigliato di € 799 in Germania.

Oltre all’E-Scooter, BMW Lifestyle presenta il City Scooter e il Kids Scooter. Creati anche in collaborazione con Micro, sono normali scooter senza propulsione elettrica. Il City Scooter costa € 200  e viene fornito con un meccanismo di chiusura e chiusura a tripla chiusura, ruote grandi e pedana bassa con un cavalletto integrato.

Disponibile per € 120, il Kids Scooter size-shifting è disponibile in due combinazioni di colori ed è progettato per bambini tra i 3 ei 12 anni. Il sedile può essere semplicemente tolto e l’altezza del manubrio viene regolata man mano che il pilota diventa più alto.

Tutti gli scooter BMW possono essere acquistati presso rivenditori BMW selezionati.

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Torta Tropezienne. Il dolce di Brigitte Bardot

Era il lontano 1955, quando Roger Vadim gira a Saint-Tropez il film Et Dieu… créa la femme. Sul set lo chef Alexandre Micka è incaricato di preparare il pranzo a tutta la troupe. Ai tempi, il cuoco possedeva una piccola BOULANGERIE dove vendeva il dolce che la leggenda vuole fosse stato tramandato da una ricetta polacca della quale lo chef era in possesso. Il dolce tramandato dalla nonna consisteva nella preparazione di una torta aromatizzata ai fiori d’arancio, farcita con una crema al burro e una crema pasticcera. Era l’embrione della tarte Tropeziénne, che proprio in occasione della lavorazione del film Micka fece assaggiare sul set all’attrice Brigitte Bardot.

Lei disse Torta di Saint-Tropéz. Lui rispose Tarte Tropeziénne.
Oh, Mon Dieu, uno tra i più buoni dolci francesi non ha origini francesi, ma polacche: un pensiero saltuario e malizioso che di regola svanisce quando affondo il coltello nell’impasto soffice che profuma di fiori d’arancio e agrumi.

La storia

L’interprete rimase colpita dalla bontà del dessert soffice e suggerì al cuoco di chiamarla Tarte de Saint-Tropez. Partendo da quel suggerimento, il pasticciere optò invece per Tarte Tropezienne; e ne depositò subito il brevetto. E allora, che ci si senta attrici o chef, ecco la ricetta per preparare il dolce proposta da Giallo Zafferano. Ingredienti per il lievitino. Farina 00 50 gr Lievito di birra disidratato 4 gr (o fresco 12 gr, latte 40 ml. Per l’impasto. Uova 1 medio, Latte 150 ml, Farina 0 manitoba 180 gr, Farina 00, 100 gr, Zucchero 40 g, Sale 4 g, Burro morbido 60 gr. Per la crema. Latte 750 ml, Vaniglia una bacca, Uova 9 tuorli, Zucchero 225 g, Sale q.b., Farina 00 75 gr, Colla di pesce 10 g, Panna fresca liquida 350 ml, Zucchero a velo 20 gr. Per spennellare. Uova 1 albume, Zucchero granella q.b.

Il procedimento

Per realizzare la Torta Tropeziénne iniziate dal preparare il lievitino. In una ciotola ponete la farina setacciata, il lievito di birra disidratato e il latte. Poi impastate a mano gli ingredienti, fino ad ottenere un composto morbido. Ponete il lievitino in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare. Trascorso il tempo di lievitazione ponete il lievitino nella planetaria con foglia, aggiungete l’uovo intero e azionate la macchina, poi versate il latte a temperatura ambiente, le farine setacciate, il sale e lo zucchero. Sostituite la foglia con il gancio, aggiungete il burro ammorbidito, un pezzetto alla volta e aspettando che si sia assorbito prima di aggiungere un altro pezzo, continuate ad impastare fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno raccolti intorno al gancio. Trasferite l’impasto su di una spianatoia infarinata fatelo a forma sferica, ponetelo in una ciotola, copritelo con pellicola e lasciatelo lievitare per 2 ore a temperatura ambiente. Poi ponetelo in frigorifero a lievitare per 12 ore. Per la crema: estraete i semi dalla bacca di vaniglia e mettete in infusione nel latte caldo sia i semi che la bacca per circa mezzora e lasciate raffreddare il latte.

Ancora procedimento

Ammorbidite i fogli di gelatina mettendoli in acqua fredda per 10 minuti. Intanto con una frusta montate lo zucchero e i tuorli. Poi incorporate la farina setacciata. Estraete con una pinza da cucina la bacca di vaniglia lasciata in infusione nel latte ormai raffreddato.Versate il latte nel composto di tuorli e farina. Trasferitelo in un pentolino e portatelo sul fuoco. Fate addensare la crema a fuoco dolce mescolando con una frusta. Quando la crema sarà densa, incorporate la gelatina ammorbidita e ben strizzata.

La fine della ricetta

Mescolate per farla sciogliere nella crema. Spegnete il fuoco e trasferite la crema in una ciotola, copritela con la pellicola a contatto e lasciatela intiepidire a temperatura ambiente e poi ponetela in frigorifero coperta con pellicola a contatto. Intanto montate la panna e quando sarà semimontata aggiungete lo zucchero a velo. Unite la panna montata alla crema, mescolando con una spatola delicatamente. Trasferite tutto in una ciotola, coprite con la pellicola e conservate la crema in frigorifero.

Riprendete l’impasto lievitato, fatelo rinvenire a temperatura ambiente per un paio di ore prima di lavorarlo. Ponete l’impasto su una spianatoia infarinata, lavoratelo per dargli una forma sferica. Poi prendete una foglio di carta forno e disegnate la sagoma di un disco di 24 cm di diametro. Stendete l’impasto sulla sagoma e appiattitelo leggermente. Trasferite il disco su una leccarda, avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate lievitare ancora per 1 ora.

Passato il tempo necessario, riprendete il disco di pan brioche, spennellate la superficie con l’albume e ricopritela con lo zucchero in granella. Cuocete la tarte tropezienne in forno statico preriscaldato a 160° per 50 minuti (in forno ventilato a 140° per 40 minuti), se dovesse diventare troppo scura in cottura, copritela con un foglio di carta di alluminio. A cottura ultimata sfornatela, e lasciatela raffreddare completamente su una gratella. Una volta raffreddata, tagliatela a metà e farcitela con la crema. Buon appetito.

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Mio nonno teneva la cravatta anche in casa, perché voleva che nonna lo vedesse “bello” come il primo giorno. Ed è stato così fino all’ultimo.

La cravatta è l’uomo», sosteneva, a ragione, mister eleganza Lord Brummel. Regimental, rigata, cashmere, tinta unita, a disegni geometrici, con motivi animalisti o a fantasia, dai colori neutri o vivaci, la cravatta è il segno distintivo di un uomo. Per questo deve essere realizzata artigianalmente, da mani esperte.

Il mondo della cravatta è un mondo che parla sempre più italiano. Magari con tessuti presi in prestito dalla lunga tradizione anglosassone, ma la mano d’opera e la tecnica (come anche in sartoria) sono sempre quelle del nostro paese. Napoli è in questo settore la patria della cravatta fatta a regola d’arte. Tra le tante aziende, una in particolare si segnala per intraprendenza: parliamo di Ulturale, la cui storia è al contempo un mix di vecchio e nuovo.

Tutto nasce con la famiglia Ulturale: Mario opera nel settore dei tessuti dagli anni 50 trasmettendo al figlio Enzo la passione per l’artigianato e il mondo serico. Grazie a questo amore, negli anni 80, Enzo si specializza nel settore della cravatta fatta a mano. Nel 2004 la grande svolta, con il nuovo corso dell’azienda, grazie ai nuovi Soci e soprattutto a modelli inediti e innovatici. Seguirà da lì a poco l’ apertura del primo punto vendita su Napoli.

Sono tutte tagliate e confezionate a mano con la cura e la meticolosa precisione proprie dell’antica, quanto attuale, scuola sartoriale napoletana. L’altissima qualità dei tessuti in seta jacquard, garza di seta, seta stampata e cachemire, selezionati tra le più antiche e prestigiose tessiture e stamperie italiane ed inglesi, insieme all’accurata manifattura rigorosamente realizzata nei quattro, talvolta cinque o anche sei passaggi a mano, ne fanno oggetti esclusivi, di altissimo prestigio e valore, prodotti in numero limitato anche su misura, con la scelta diretta delle stoffe, sia per il tradizionale modello tre pieghe che per le raffinate sette, dieci e dodici pieghe”.

Il cavallo di battaglia dell’azienda è senz’altro la fortunatissima (e brevettata…) Tiè, ideata di Giancarlo Auriemma, che a tutt’oggi ricopre il ruolo di responsabile commerciale: “Una cravatta sette pieghe al cui interno si cela un cornetto in corallo mediterraneo con montatura dorata, agganciato ad un anellino a cui può essere attaccato un qualsiasi monile, anche personalizzato con logo aziendale. Dall’inglese tie al napoletanissimo tiè, solo un accento, ma tanta fantasia in più!”

www.ulturale.com

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Heinz ha realizzato il ketchup più raffinato del mondo?

Non stiamo parlando di green ketchup o di quelle orrende fette di ketchup, ma in realtà ci riferiamo al prodotto più nuovo e probabilmente più fantasioso del padiglione di tutti i tempi – un vaso unico in edizione limitata di “Ketchup Caviar”. Sì, è vero!

Tutto però stà nella presentazione, perché se il ketchup fosse servito come una salsina di lusso allora tutto cambierebbe, così Heinz ha pensato di trasformare il ketchup in uno dei prodotti alimentari più costosi e rinomati: il caviale.

Il caviale di ketchup Heinz non è altro che una variante della salsa proposta in piccole perle per guarnire i cibi. Il Caviale di Ketchup Heinz è confezionato anche dentro ai tipici barattolini di vetro, con tanto di etichetta personalizzata per dare un aspetto prestigioso al prodotto. Per quanto appaia come cibo di lusso però il caviale non è altro che normale ketchup in formato alternativo.

Ogni barattolo di Heinz Ketchup Caviar pesa 1,6 gr. e sorprendentemente non contiene nemmeno una traccia di uova. I piccoli blob rossi sono fatti al 100% puro Heinz Ketchup per assomigliare a piccole palline simili a caviale che possono essere usate per guarnire pasta o altri piatti a scelta. Commentando il prodotto insolito, la società in un comunicato stampa ha dichiarato: “Per 150 anni, HEINZ ha creduto nel ‘fare le cose insolite straordinariamente bene’ e non ha fatto eccezione per il gusto straordinario.” Il Ketchup Caviar è così esclusivo che ci sono solo 150 vasetti a disposizione in tutta Italia, uno per ogni anno di storia  creati appositamente per i veri Ketchup Lovers. 

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Lacoste sostituisce il logo del coccodrillo con simboli di 10 specie in via di estinzione per aumentare la consapevolezza

Lacoste è uno dei pochi marchi di abbigliamento di lusso che è stato al timone di creare consapevolezza ambientale. All’inizio dell’anno scorso, il marchio ha cambiato il suo famoso logo in cambio di quello delle specie in via di estinzione per una linea di magliette polo in edizione limitata. Continuando i suoi sforzi per diffondere consapevolezza, il tendone è tornato con uno sforzo simile, questa volta ancora per una serie di t-shirt iconiche.

Creata in stretta associazione con SOS (Save Our Species) dell’IUCN – un ente benefico per la conservazione della natura, la nuova collezione di t-shirt da polo presenta loghi di alcune specie in via di estinzione, vale a dire: il condor della California, la saola, la tigre di Sumatra, l’iguana di terra di Anegada , la vaquita, la tartaruga birmana, il lemure sportivo del nord, il rinoceronte di Giava, il gibbone di Cao-Vit e il kakapo. Ciascuno dei 10 disegni è creato in numero limitato che corrisponde alla popolazione rimanente di detta specie che rappresentano ciascuno, con il lotto più piccolo che è quello della focena californiana a soli 30 pezzi.

Una collezione in via d’estinzione.
Lacoste, attraverso una partnership con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, ha realizzato una collezione in cui l’iconico coccodrillo è stato sostituito da altri 10 animali. Il numero di polo prodotte per ciascuna serie (costo di 150 euro, per un totale di 1.775 capi) corrisponde al restante numero di animali esistenti in natura: lìiguana di Anegada (450 polo), la tigre di Sumatra (350), il Saola (250), il condor della California (231), il gibbone di Cao-vit (150), il Kakapo (157), il rinoceronte di Giava (67), il lepilemure settentrionale (50), la tartaruga rugosa birmana (40) e la vaquita, il più piccolo cetaceo del mondo (30).

Commentando la collezione, Lacoste in una dichiarazione ha dichiarato: “Per le specie in via di estinzione di questo mondo, il coccodrillo abbandona il suo posto ancestrale.” Negli ultimi 85 anni, il marchio non ha mai scambiato il suo logo esclusivo, creato originariamente come un omaggio al fondatore René Lacoste, che è stato soprannominato “Il coccodrillo” per come ha distrutto gli avversari sul campo da tennis. Le t-shirt polo ‘Save Our Species’ vendute al dettaglio a € 195 ciascuna con l’intera collezione in corso di esaurimento.

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E’ come una nuvola galleggiante di caramelle di cotone, questa potrebbe essere la tazza di caffè più bella di sempre!

La Coffee Art è superata, ha detto nessuno mai! E mentre i disegni sugli strati schiumosi del tuo latte possono sembrare un po ‘fuori dal blocco, c’è ancora molto da esplorare nella terra del caffè. Farti credere così mentre ti presenti anche un sogno, sono i tizi della catena di caffetterie cinesi Mellower Coffee che di recente hanno creato la magia con la loro nuova edizione intitolata – Sweet little Rain.

Ogni tazza della “Sweet Little Rain” arriva con il tuo Americano preferito e un gomitolo di zucchero filato bianco per accompagnarlo. Tuttavia, la lanugine di zucchero, invece di essere offerta sul lato, viene sospesa sopra la tazza. La “nuvola” fluttuante ha lo scopo di gocciolare lo zucchero quando viene colpita dal vapore del caffè, aggiungendo così dolcezza al tuo caffè mentre lo assapori. Come previsto, lo stupore di un caffè si è già fatto strada su Instagram con il suo tag di tendenza come #sweetlittlerain.

I creatori di Mellower Coffee sono venuti con le diverse miscele di caffè uniche nel passato, tuttavia, questo potrebbe di gran lunga considerarsi uno dei migliori. Anche se ci sono poche informazioni sul prezzo e sulla disponibilità della birra, è previsto che sia disponibile in ognuno dei 50 siti di Mellower Coffee in tutto il mondo. Detto questo, il tuo ultimo sogno per il caffè ora ha un nome e si chiama Sweet Little Rain!

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SOLO PER DUE: IL RISTORANTE PIÙ PICCOLO DEL MONDO… È IN ITALIA!

Un solo tavolo. Due posti disponibili. Tutto il resto è a discrezione degli ospiti. Si chiama “Solo per Due”, ed è il ristorante più piccolo del mondo. Si trova a a Vacone, un piccolo e grazioso villaggio in provincia di Rieti situato a 68 chilometri a nord di Roma.

Sapreste immaginare un luogo più indicato per trascorrere un momento speciale con la persona che amate? Non è certo un ristorante come tutti gli altri: ogni cosa è studiata nei minimi dettagli, con il menù che viene stilato e concordato con gli ospiti che prenotano. La struttura è incastonata come una pietra preziosa, in un contesto affascinante e glamour, che risale al secolo scorso.

All’esterno del ristorante sono visibili le vestigia di un’antica villa romana. Quando si aprono i cancelli del ristorante, si accede ad un giardino splendido, nel quale è possibile ammirare palme provenienti da ogni parte del mondo. Ma le emozioni più autentiche si provano nel momento in cui ci si siede a tavola: le luci si abbassano, i candelabri si accendono ed il cameriere, mai come in questo caso definibile come personale, arriva solo quando lo si chiama, attraverso un campanello d’argento a disposizione degli ospiti.

“Solo per due” è un ristorante ‘double face’. Nei mesi invernali è possibile cenare all’interno dell’antica villa, a lume di candela, davanti al camino. Con la bella stagione si può invece godere del meraviglioso giardino, ove sono coltivate palme provenienti da tutto il mondo, e del panorama mozzafiato che dà sulla vallata ricoperta di ulivi e vigneti che rimandano un leggero odore di uva fragola. In entrambi i casi, la sera, sarete accolti da un giardino magico,illuminato da fiaccole che vi indicheranno la strada.

La cucina è unicamente italiana e propone specialità tipiche del luogo, accompagnate da vini pregiati, che fanno parte della cantina (fornitissima) del ristorante. Tra i servizi offerti dalla struttura, si può usufruire di spettacoli pirotecnici personalizzati, suggestivi addobbi floreali, un taxi collegato con aeroporti ed Hotel di Roma, il noleggio giornaliero senza conducente di esclusive autovetture Ferrari oppure il servizio con autista a bordo di una fantastica Limousine che viene a prendere l’ospite direttamente a casa, permettendogli di trascorrere così il viaggio fino a Vacone nella massima tranquillità e agio. Il proprietario ed inventore di questa splendida realtà è Remo Di Claudio, con il quale abbiamo voluto approfondire e conoscere da vicino un ristorante, tra i più esclusivi del pianeta.

Come nasce l’idea di creare “il ristorante più piccolo del mondo”?

L’idea è estremamente precisa: creare un ristorante dedicato alla celebrazione della cena d’amore per antonomasia.

Quali sono le caratteristiche del locale? In che contesto è inserito?

Un tavolo, due poltrone, un caldo camino, candelabri e posate d’argento, un giardino incantato, un panorama incontaminato ed una antica villa romana adiacente, piena di misteri…

Che tipo di menù proponete?

Il menù viene concordato al momento della conferma della cena, su specifiche indicazioni fornite dagli ospiti.

In che modo differenziate accoglienza e menù in base alla stagione?

La celebrazione è profondamente influenzata dalla stagione, sia per i sapori, i profumi ed i colori che caratterizzano in modo unico ogni cena d’amore.

Che atmosfera trova chi entra nel vostro ristorante?

Come spesso accade quando si varca la soglia di un luogo incantato, si percepisce immediatamente una forte emozione. Credo che quello che si sente chiaramente sia la presenza di migliaia di frammenti di storie d’amore che si sono sedimentate qui negli anni, ed è possibile coglierne tutte le sfumature attraverso la lettura di un libro con delle pagine bianche che vengono riempite ogni sera dagli innamorati che ci raccontano la loro vita, il “libro dei pensieri”.

Quanto tempo prima bisogna prenotare?

Abbiamo prenotazioni sino al 2021, ma non tutti gli ospiti sono così previdenti, in ogni caso, poiché lo stato delle prenotazioni/conferme è in costante evoluzione, al fine di fornire informazioni corrette ed aggiornate, invitiamo gli ospiti a contattarci solo telefonicamente

Qual è il prezzo medio per degustare le vostre prelibatezze?

Il costo della cena completa (o del pranzo) è quello indicato sul sito http://www.soloperdue.it al link “come prenotare”, in fondo alla pagina (500,00 Euro inclusi i dettagli che verranno concordati all’atto della conferma).

In che modo accogliete i vostri clienti?

Con il desiderio di servirli al meglio delle nostre possibilità.

Gli ospiti vengono solo dall’Italia o anche dall’estero?

Per la maggior parte provengono dall’estero.

Qual è la cosa che stupisce maggiormente i frequentatori del vostro ristorante?

Sicuramente quella di avere la sensazione di essere trasportati fuori dal tempo.

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Suite della settimana: l’incantevole suite di Ponte Vecchio al Portrait Firenze

L’architettura storica e l’attrazione culturale di Firenze sono probabilmente uno dei motivi principali per cui visito la città. Dall’ispirazione di Ponte Vecchio al sognante paesaggio fiorentino, la città poetica di Firenze ha sempre un pezzo del mio cuore. Una visita alla città è incompleta senza un soggiorno al Portrait Firenze, la proprietà boutique della famiglia Ferragamo. Inserito tra i Leading Hotels of the World, l’hotel di lusso a cinque stelle di Firenze racchiude il concetto di lusso e lo distingue da qualsiasi altro hotel della città.

L’architetto fiorentino Michele Bönan ha sfruttato la posizione sul lungofiume dell’hotel e ha creato un capolavoro in mezzo al trambusto di questa città ricca di storia. Il tema della proprietà boutique è classico e contemporaneo, che si fonde magnificamente con la graziosa città di Firenze.

A differenza della maggior parte degli hotel, questa struttura è un hotel di sole suite, alcune con splendide viste sul fiume Arno. È interessante notare che l’hotel boutique offre un bouquet di opzioni di alloggio – una scelta di dieci suite splendidamente arredate, con la maggior parte delle viste sul fiume. Mentre ogni suite è affascinante e affascinante a modo suo, un soggiorno presso la suite dell’hotel Ponte Vecchio è altamente raccomandato.

Arroccata al sesto piano dell’hotel, la suite si affaccia sul fiume scintillante, aprendo la strada per incantevoli cene private sulla terrazza sul fiume. Con una superficie di 120 mq, la suite ospita due camere da letto rivestite in una sofisticata gamma di colori grigio e bianco.

La suite è immersa in accenti italiani, adornata con eleganti accessori. La sala da pranzo è probabilmente la mia zona preferita della suite con sedie grigio caldo straordinariamente chic e profonde lampade nere. Una vasca colossale occupa il centro della scena nel bagno padronale matrimoniale bianco vanità. 

La suite dal design impeccabile comprende due ampi bagni, due armadi, una zona salotto, una zona soggiorno e una sala da pranzo. Tutte le vostre esigenze in sala da pranzo possono essere gestite meticolosamente nell’angolo cottura interno, che funge anche da bar.

Dove: Ritratto Firenze 
Lungarno degli Acciaiuoli, 
4, 50123 Firenze FI, Italia 
Telefono: +39 055 2726 800

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La Svizzera lancia i “bedroom cinema”: divani-letto al posto delle poltrone

Abbiamo incontrato molti lussuosi home theatre nel mondo, ma questa nuova sala cinematografica in Svizzera supera tutti con il massimo comfort. Non ci credi? Bene, lo farai, una volta che avrai dato uno sguardo ai posti a sedere all’interno del lussuoso cinema situato nel comune nord-occidentale di Spreitenbach, vicino al confine svizzero-tedesco.

Parte della “camera da letto VIP” del Cinema Pathé, il nuovo concept screen ridefinisce il lusso sostituendo i normali posti con comodi letti matrimoniali. L’innovativo luogo di incontro pone particolare attenzione all’igiene e garantisce che durante le proiezioni all’interno non vadano perse attività inappropriate. Commentando l’aspetto della pulizia, Venanzio Di Bacco, amministratore delegato di Pathé Svizzera, in una dichiarazione al sito web di notizie locali 20 minuti ha dichiarato: “L’aspetto dell’igiene è molto importante per noi”. Ha inoltre aggiunto: “L’offerta è unica in Svizzera. Ma abbiamo testato il concetto all’estero e finora non abbiamo avuto problemi. “

Bacco ha anche chiarito che i fogli saranno cambiati tra ogni singolo film e che il design è provato e testato. La camera da letto VIP del Cinema Pathé dispone attualmente di undici letti matrimoniali, ciascuno dotato di poggiatesta regolabili elettronicamente. I biglietti per la nuova sede costano £ 37 (41,57 USD) e includono un prodotto alimentare gratuito e bevande per il film. L’ampia area VIP del cinema comprende anche un cinema Imax di 350 capacità e un teatro con divani singoli e doppi per coloro che non sono disposti a pagare il costo pesante di quest’ultimo.

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LA TOUR EFFEIL FA 130 ANNI

La “Signora di ferro”, compie 130 anni, ma tutt’attorno alla Tour Eiffel ferve l’attività di giganteschi cantieri. C’è polemica sugli anni di lavoro e i costi per rifare il look del simbolo di Parigi, il monumento accessibile a pagamento più visitato al mondo. Ma il 15 maggio per l’anniversario, la folla dei momenti importanti, per uno spettacolo di suoni e luci senza precedenti, alle 22 con il via dato dalla sindaca, Anne Hidalgo.


Con 7 milioni di visitatori all’anno (per tre quarti stranieri) la Tour costruita nel 1889 per l’Esposizione universale resta la vetrina della Francia. Per questo, le autorità non vogliono che l’aria invecchiata e le travi che danno l’impressione di essere arrugginite ne intacchino il prestigio planetario. Così, dallo scorso autunno – e fino al 2021 – ecco il lifting, una “spennellata” di vernice. Operazione che, però, si sta rivelando più complicata del previsto, e comunque più difficile rispetto ai 20 restyling subiti dalla sua costruzione.

“E’ uno dei più grossi cantieri che metta mano alla Tour Eiffel”, ha ammesso Anne Yannic, la direttrice generale della Sete, la Società che gestisce il monumento. In pratica, la pittura viene data alle storiche travi di ferro ogni 7 anni, ma stavolta ci si è accorti che i 19 strati precedenti presentavano profonde crepe in diversi punti, tanto da rendere impossibile l’aderenza di una nuova verniciatura. Si sta procedendo, quindi, con un’operazione di raschiatura degli strati precedenti sul 10% della struttura, circa 25.000 metri quadri, per un totale di una trentina di tonnellate di vecchia pittura che sarà eliminata.


Per consentire l’operazione, sono state erette impalcature fra il piano terra e il primo piano sui pilastri sud ed est, che non sono i più esposti sul fronte-Senna. Una volta terminata l’operazione, si passerà alla nuova mano di pittura, il famoso “colore bruno-Torre Eiffel”, che sarà applicata in 60 tonnellate.

A lavorare nel gigantesco cantiere sono un’ottantina di operai specializzati, che agiscono “in senso discendente”, dall’alto al basso, riparando e sostituendo pezzi originali quando ne ravvisano il bisogno. Ci vorranno 3 anni, per un costo di 40 milioni di euro. Come se non bastasse, la riverniciatura si aggiunge all’enorme cantiere ai piedi del monumento, dove si sta concludendo la costruzione di un un muro trasparente antiproiettile. Si tratta di vestire e proteggere la “Signora” in base ai tempi nuovi che sta vivendo, dove minacce di terroristi, di violenze durante le manifestazioni di gilet gialli e – la settimana scorsa – di un fulmine che l’ha colpita proprio in cima, non sembra vogliano rispettare la sua età.

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“Un luogo speciale”

Paper & People, con sede a Milano, è il più grande centro espositivo, di promozione e vendita a livello europeo di carte grafiche, cartoncini ad alto valore aggiunto e buste. Un ricco spazio che si presenta come un campionario vivente, dove le carte sono esposte per sfumatura di colore, per tipologia, per sensazioni tattili, per effetti speciali di trasparenza. E’ il punto di aggregazione dei professionisti della grafica, del design, della comunicazione, del marketing e di tutti coloro che amano distinguere il proprio modo di comunicare.

Nello showroom si possono vedere, toccare, testare e acquistare più di 2500 articoli tra carte, cartoncini, supporti speciali e buste coordinate(classiche, innovative, con effetti speciali, ecc) per dare forma e supporto alle idee.

I prodotti sono acquistabili anche in piccole quantità e nei formati utili alle esigenze cdi ciascuno. E’ possibile inoltre testare immediatamente i prodotti con la tecnologia di stampa Xerox, osservare esempi di prodotti e progetti finiti, realizzati con le carte in esposizione, acquistare libri e pubblicazioni specializzate, ammirare le più recenti soluzioni per l’interior decoration sviluppate da 3M per una comunicazione coordinata a tutto campo.

L’obiettivo è quello di connettere ed integrare l’intero processo, dalla produzione, alla progettazione, fino alla realizzazione del prodotto. Forme, colori e materiali verranno scelti da voi con l’aiuto del team di P&P per permettervi di realizzare il vostro un progetto su misura. Paper & People, oggi è il più grande centro espositivo in Europa, specializzato nella vendita di carte grafiche.

Dove: Milano, Via Pecchio 14

info@paperandpeole.com

www.paperandpeople.com




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Arriva la bicicletta elettrica superveloce

Realizzata da Bond Mobility, la bici dockless è in grado di raggiungere i 60 chilometri orari. Una bicicletta elettrica capace di tener testa alle automobili. Bond Mobility è una startup svizzera che ha realizzato una bici dockless in grado di raggiungere le 30 miglia orarie (circa 60 chilometri all’ora). Il doppio della velocità massima di uno scooter elettrico, ad esempio. Questo tipo di servizio potrebbe essere dedicato agli utenti che hanno bisogno di spostarsi in velocità nelle strade cittadine.

Al momento, l’occhio degli investitori è puntato sui monopattini elettrici. Lime e Bird, ad esempio, sono capaci di raccogliere centinaia di milioni di dollari in investimenti. Ma non è detto chel’attenzione dei fondi di investimento non possa spostarsi verso le biciclette veloci. Intanto Bond Mobility ha raccolto 20 milioni di dollari, investiti dalla divisione del gruppo giapponese Denso, dedicata alle soluzioni per la mobilità.

Il concorrente ideale di Bond Mobility potrebbe essere lo scooter. Questi ultimi possono arrivare al massimo a 30 chilometri orari. Ma, come riporta Techcrunch, in realtà la startup non vede questo tipo di servizi come concorrenti diretti. Molto probabilmente perchè gli scooter devono essere parcheggiati negli spazi consentiti, mentre le biciclette dockless possono essere posizionate ovunque.

Al momento il servizio è disponibile in Svizzera: a Zurigo e Berna. Mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti, non è ancora presente ma potrebbe arrivare a breve. Insomma, la compagnia ha tutte le carte in regola per acquisire un ruolo di rilievo sul mercato. Entro il 2030, il settore della micromobilità potrebbe valere 300 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 150 miliardi in Europa.

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ESEMPLARE…..

Esemplare, perché ne è esempio. L’azienda è infatti maestra nel realizzare capispalla, che uniscono la sartorialità italiana, con un fit impeccabile e tecnologia d’avanguardia. Fondata nel 2000, ora di proprietà della Pattern, rappresenta oggi a livello internazionale un punto di riferimento per la progettazione, la modellistica e la produzione di linee di abbigliamento di prestigiosi marchi nel segmento prime linee uomo e donna. 

“La collezione riprende i “classici” dello sportswear, attualizzandoli nell’uso quotidiano cittadino, convinta che l’eleganza non necessiti l’esclusione delle performance tecniche o delle nuove tecnologie, ma al contrario la esaltino. Esemplare intraprende così un percorso di qualità, dove materiali abbinati a tecnologie avanzate e ad una moderna vestibilità, si fondano con un design ricercato”. – dichiara Alessandro Pungetti, che ha disegnato l’ultima collezione di Esemplare, uomo e anche donna.Il brand nasce dal desiderio di percorrere una strada nuova nel campo dell’abbigliamento, dedicata a chi di strade ne percorre ogni giorno, con la mente o sulle proprie gambe, purché in piena libertà.

Ed è questo senso di libertà che ispira: l’essere naturale senza badare troppo a quello che si ha indosso. L’idea è che ogni capo sia diverso dall’altro perché si impregna della personalità di chi lo possiede, trasformandosi di volta in volta in qualcosa di nuovo e portando con sé un messaggio in continuo divenire. Accompagna così la storia, la strada, di chi lo indossa.

http://www.esemplare.com

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Tecnografica Italian Wallcoverings, tra tecnologia e artigianalità

La loro storia nel mondo dei rivestimenti inizia nel 1992. L’idea di base che guida questa azienda fin dal principio è quella di offrire prodotti di qualità eccellente, modellati attraverso il design più aggiornato e la tecnologia più all’avanguardia. 

Divenuta negli anni leader mondiale nel settore del design per l’industria ceramica, Tecnografica attinge oggi dalla sua profonda esperienza e dalla sua riconosciuta competenza grafica per dare vita a Tecnografica Italian Wallcoverings, il brand che crea e realizza le linee Wallpaper e Wallcovering.

Tecnografica Italian Wallcoverings propone carta da parati e pannelli decorativi, elementi d’arredo di alto livello artistico che fondono insieme industria e artigianalità, la cui unione da sempre contraddistingue l’operato della nostra azienda.

Pannelli decorativi: rivestimenti e arredamento interni

pannelli decorativi Tecnografica Italian Wallcoverings rappresentano una realtà innovativa nel mondo delle decorazioni per pareti. Il sistema di realizzazione utilizzato consiste in set di pannelli di grande formato (fino a 150×300 cm), a ridottissimo spessore. La tecnologia di rilevazione grafica e di stampa di ultima generazione permette di avere pannelli decorativi per pareti caratterizzati da una qualità grafica senza precedenti, per quanto riguarda sia l’impatto visivo (realistici pannelli effetto pietra o minerale, come effetto marmo, agata, onice e molti altri), sia i suppurti utilizzati (tra cui pannelli retroilluminati, matt, glossy e a ridotto spessore).

Sulla base delle diverse finiture proposte, questo sistema di rivestimento si divide in: Dècora Resin, Dècora Stucco, Dècora Lux e Smart Panel. La flessibilità dell’offerta Italian Wallcoverings stà anche nella misura dei pannelli decorativi, che può essere totalmente personalizzata in base alle esigenze legate al singolo progetto.

Dove: tecnografica.net

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PORTOPICCOLO DESIGNZONE 2019

Siete a PortoPiccolo a Sistiana, immersi in rilassante paesaggio marino, una piccola insenatura nel golfo di Trieste. Un borgo di mare con architettura a impatto zero e una posizione geografica unica, incastonata tra il Castello di Miramare e il Castello di Duino. Qui il prossimo weekend si svolge Portopiccolo DesignZone, una manifestazione dedicata al design declinato in tutte le sue manifestazioni: progetti, ma anche food, automobili, arte e moda. Due weekend di maggio alla scoperta delle eccellenze creative del territorio triestino, tra home visit, test drive, cooking show e concorsi fotografici

Arte, design, nautica, food e automotive. Al via la quarta edizione di Portopiccolo Design Zone, il festival della creatività ospitato nella Baia di Sistiana di Duino vicino a Trieste. Nei due weekend del 11-12 e 18-19 maggio il pubblico potrà andare a passeggio tra le suggestive vie del borgo alla scoperta di soluzioni di arredo per interni ed esterni in un percorso tra residenze vista mare che ospitano diverse formule abitative realizzate dai partner dell’iniziativa, tra cui De Padova, Flou, Torre 1961, CFM, Calligaris, Ditre, Emu e Coincasa.

Ma non si parlerà solo di arredamento: la piazzetta di Portopiccolo si trasformerà in una cucina a cielo aperto per raccontare percorsi legati al cibo e al design tramite cookingshow e degustazioni, i collezionisti di libri potranno scovare edizioni rare e tirature limitate e gli appassionati di quattro ruote si divertiranno a esplorare il territorio con i test drive di Lexus.

Non ultimo, un momento dedicato alla ricerca che vedrà coinvolti gli studenti del dipartimento di Ingegnera e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, protagonisti del concorso fotografico “Design ZOOM” organizzato in collaborazione con Studiolabo (Milano). Segnatevi in agenda gli appuntamenti di sabato 11 di Maggio con la festa di inaugurazione presso lo stabilimento balneare Maxi’s Beach Club, che inaugura la stagione estiva 2019, e la due giorni di regate della Grand Soleil Cup nel weekend del 18 e 19 maggio.

dove: Portopiccolo, Strada Costiera km 137+125 Sistiana, Trieste
tel. +39 040 291 291

designzone.portopiccolosistiana.it

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IL LETTO? E’ SUPERTECNOLIGICO

Lo smart bed HiCan non è solo un letto. La definizione sarebbe davvero riduttiva… HiCan contiene in sé una sofisticata tecnologia che trasformare questo smart bed di design in vero e proprio coach per il sonno e per il benessere della persona.

I progettisti di Hi-Interiors sono partiti dalla constatazione che lo stile di vita moderno ha modificato ritmi e modalità del riposo e che oggi dormiamo in media 1,5 ore in meno rispetto a 50 anni fa. Sapendo l’importanza del sonno per la salute, per il benessere e per il recupero delle energie indispensabili ai ritmi della vita contemporanea, hanno deciso di sviluppare questo innovativo progetto.

Lo smart bed HiCan, oltre ad essere integrato con componenti tecnologiche multimediali e domotiche, è dotato anche della funzione di personal health tracker, che monitora tempi e qualità del sonno, fornendo riscontri immediati e andamento nel tempo sul nostro benessere. Un vero e proprio sistema di automazione, intrattenimento e monitoraggio dei principali parametri biometrici sia degli utilizzatori, sia dell’ambiente in cui è inserito, in grado di sincronizzarsi con altri dispositivi intelligenti.

HiCan, a poco tempo dal suo lancio ha già partecipato alle principali fiere internazionali, e agli eventi dedicati alla tecnologiche più importanti al mondo.



Le caratteristiche tecniche di HiCan

HiCan, lo smart Bed di Hi-Interiors, è realizzata con un innovativo materiale ecologico, antibatterico e dalle altissime prestazioni: un “solid surface” italiano. La struttura interna è invece in legno laccato con rivestimenti in pelle.

Il letto HiCan dotato dei seguenti dispositivi:

Infotainment:

– proiettore HD 4k enhancement

– schermo home theater 70” motorizzato

sistema audio basato su tecnologia “exciter” (altoparlanti invisibili) + subwoofer

– impianto di sinto-amplificazione A / V di alta qualità con ingressi HDMI per collegare più dispositivi

– media center

– gaming console e TV supportati

– collegamento Wi-Fi

Health: 

– monitoraggio del sonno e dei principali parametri biometrici

– log cronologico del peso corporeo, confrontabile nel tempo

– environmental monitoring con sensori di rilevamento temperatura, umidità, qualità dell’aria e livello di rumorosità

– smart alarm per risveglio intelligente

– illuminazione ambientale RGB+W dimmerabile a LED

– luci di lettura dimmerabili

– sensori capacitivi a sfioramento

– reti motorizzate con memoria

– tende oscuranti motorizzate

– wake-up alarm con audio notifications (meteo, google calendar, news)

– è in fase di sviluppo la tecnologia a controllo vocale

Il tutto è controllabile da app OS e Android native.

Prezzo: 10mila euro.

Maggiori informazioni, sul sito : www.hi-interiors.com

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Suite della settimana: la sofisticata Terrace Suite del Bvlgari Hotel Beijing

La vivace città di Pechino è una delle mie città preferite nel mondo. La capacità di questa città cinese di fondere i grattacieli contemporanei con i monumenti storici è eccezionale. Scopri l’hotel Bvlgari di Pechino, una delle proprietà più famose di Bvlgari in Cina. Ideale per i dignitari che visitano la città, insieme ai viaggiatori alla ricerca della massima esperienza, la lussuosa proprietà è arroccata nel lussuoso quartiere delle ambasciate della città.

Mentre l’hotel ospita 119 camere e suite, ognuna delle quali offre un’esperienza unica in sé; Consiglio vivamente la Terrace Suite. Il motivo principale per cui ho scelto questa suite colossale è l’ampia terrazza esterna con vista inedita sul fiume Liangma e sul quartiere delle ambasciate, perfetta per cene private. 

La suite è cosparsa di tavoli e vasi per console ispirati alla tradizione cinese, creando un’atmosfera contemporanea. Mentre la suite è decorata con servizi moderni ed elegante legno nero, un tono abbronzatura generale è ciò che spicca davvero, dandogli un’atmosfera accogliente.

Un’ampia alcova conduce alla camera da letto dal design imponente e al bagno rivestito in marmo, ornato da una vasca da bagno in granito. La camera da letto principale comprende una ricca biancheria con trama a 600 fili, per un’esperienza ultra luxe. Per coloro che cercano un’esperienza memorabile, consiglio vivamente di prenotare un soggiorno al Terrace Suite. 



Superficie: 195 mq 
Tariffa: RMB 46,888 ++ (7000 USD ++) 
Occupazione: 3 persone

Dove: Bvlgari Hotel Pechino Cina, Pechino, 100027 
Telefono: +86 10 8555 8687

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Come stupire regalando una cappelliera di rose

È davvero possibile esprimere affetto, passione, devozione sentimentale con un gesto tanto maestoso quanto inequivocabile? La risposta è sì. Esiste un modo semplice e molto raffinato per donare una cappelleria di rose, senza risultare eccessivi! Scopritelo qui

Ha un’impronta universale ed è il gesto più romantico e raffinato, spesso anche il più seduttivo. Portare in dono delle rose non è semplicemente un messaggio d’amore: è il simbolo di un’intima devozione nei confronti di chi amiamo.

Non per nulla, sia nella cultura occidentale sia in quella orientale, la rosa ha sempre avuto uno stretto collegamento con la spiritualità e l’amore più puro: fu proprio il  “giardiniere” Valentino, secondo la leggenda, a farne un simbolo di amore e armonia sentimentale, donando una rosa di “riconciliazione” a una coppia di giovani fidanzati. Lo stesso Dante si ispirò a questo fiore dalla potenza trascendentale per descrivere la Candida Rosa, il luogo in cui collocò le anime pure del Paradiso nella sua Divina Commedia, mentre è noto come lo scrittore Antoine de Saint Exupery, nel suo Le Petit Prince, abbia scelto di esaltare il valore assoluto dell’amicizia, proprio attraverso una rosa. In Medioriente, ancora oggi, uomini e donne si profumano della sua preziosissima essenza per prepararsi alla preghiera.

Cariche di significati estetici, sentimentali e spirituali, le rose catturano l’attenzione di qualunque osservatore e conquistano sempre chi le riceve in dono, grazie all’inconfutabile bellezza che le caratterizza. E che dire del loro incantevole profumo e dell’attrazione che suscita, generando sofisticate reazioni chimiche olfattive?

Venite a scoprirle Sabato 04 Maggio Un Tè tra le Rose dalle ore 15.00 presso la Flower Boutique Rosa e Rose di Bresseo di Teolo, Via Generale dalle Chiesa 12.

www.rosaerose.it

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Manolo Blahnik, genio sul campo

Con alle spalle una carriera di oltre trent’anni Manolo Blahnik è uno dei maggiori designer al mondo, e le sue creazioni hanno stuoli di adoranti fans in ogni angolo del pianeta.

Nato nel 1942 a Santa Cruz de la Palma da madre Spagnola e padre Ceco studiò a Ginevra, dove si laureò in Letteratura, per poi trasferirsi a Parigi per studiare arti scenografiche, Manolo Blahnik è un nome impresso nel profondo dell’immaginario femminile. Una storia di un brand che narra come un uomo ha saputo negli anni interpretare e tradurre in fatti i sogni delle donne di tutto il mondo. Donne che si vogliono sentire belle, eleganti ed affascinanti, in ogni momento del giorno e della vita.

Nel 1970, in viaggio a New York, decise di mostrare i bozzetti di scenografie da lui creati a Diana Vreeland, l’allora redattore capo di Vogue America, a cui però piacquero più le sue creazioni di costumi e scarpe, e lo invitò ad abbandonare scenografie e teatri, per concentrarsi invece sulla moda.

Blahnik, che fino ad allora non aveva nemmeno considerato l’ipotesi di poter lavorare in questo campo, decise di seguire il consiglio che gli veniva offerto, ma non conoscendo nulla di creazioni di moda, decise di “imparare sul campo”, ed iniziò a visitare le più grandi ed importanti fabbriche di calzature, parlando agli operai ed imparando da loro a disegnare, tagliare e cucire una scarpa. La passione per questo lavoro si fece sentire subito, e nel 1971 si trasferì a Londra con l’intenzione di creare e vendere scarpe. Il punto di svolta fu nel 1972, quando Ossie Clark – il più grande stilista di allora – utilizzò le sue scarpe in una collezione: la carriera di Manolo Blahnik esplose letteralmente, e nel 1973 aprì il suo primo negozio a Chelsea.

Sebbene abbia oggi raggiunto una fama mondiale, Manolo Blahnik rimane un artigiano e i suoi modelli dalle splendide forme e squisiti tacchi, passano ancora dalle sue mani per gli ultimi dettagli prima di essere messe in vendita. Ed è in questo che nasce la perfezione dei suoi lavori: i suoi modelli sono unici, inimitabili per precisione ed equilibrio, uno squisito risultato di lussuoso artigianato. “le scarpe – dice lui stesso – trasformano una donna”.

Dal negozio di Chelsea il marchio si è espanso a livello mondiale e gli Stati Uniti, che lo hanno incluso nell’esclusivo “Council of Fashion Designers of America”, ne hanno premiato il lavoro nel 1987, 1990 e 1998. Dal “British Fashion Council”ha ricevuto onorificenze nel 1990, 1999 e nel 2003, mentre la sua nativa Spagna lo ha premiato con la “Aguja de Oro” nel 2001 e con la Medaglia d’Oro per le Arti, consegnatagli dal Re Juan Carlos in persona.

Nel 2003 il Design Museum di Londra ha allestito una sua mostra personale, e allo stesso tempo è stato pubblicato “Drawings”, una raccolta di bozzetti e schizzi realizzati da Blahnik ambiti almeno quanto un paio delle sue scarpe. Due anni dopo, nel 2005 il suo amico e fotografo Eric Boman gli dedicò “Blahnik by Boman”, una celebrazione fotografica delle sue creazioni, con introduzione di Paloma Picasso, amica di entrambi sin dagli anni ’70. Nello stesso anno gli venne chiesto di disegnare le scarpe che sarebbero servite a completare i costumi del film “Marie Antoinette”(il film, come è noto, prese l’Oscar proprio per i costumi).

Le sue creazioni sono pura arte : un insieme di passione, perfezione e design : “Ho il vantaggio di aver studiato – dice Blahnik – questa forma d’arte per più di vent’anni, ed è per questo che so esattamente dove e come deve essere tagliata una scarpa per essere elegante, sexy, ma soprattutto comoda. E lo stesso vale per i tacchi : se anche sono di 12 centimetri devono essere lavorati in modo da dare stabilità e sicurezza e per questo li modello personalmente: a mano e con un cesello.

www.manoloblahnik.com

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DIOR A VENEZIA, INTRAMONTABILI ELEGANZE

Christian Dior a Venezia 1951, un anno magico. Gli scorci più intriganti della città erano coprotagonisti dalla campagna che in tutto il mondo diffondeva le proposte del sarto più popolare del momento.

“Intramontabili eleganze. Dior a Venezia” è il titolo della mostra fotografica, a cura di Vittorio Pavan e di Luca Del Prete, dedicata al grande couturier francese e al suo legame con Venezia, dal 12 aprile al 3 novembre nel Museo Villa Pisani, a Stra (Riviera del Brenta).

Sempre nel 1951, il 3 settembre, si celebrava a Palazzo Labia il “Ballo del Secolo”, quel Bal Oriental voluto da Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, che richiamò mille protagonisti del jet set. Un ballo in maschera che impegnò Dior con Dalì, il giovane Pierre Cardin, Nina Ricci e altri, come creatori dei costumi per gli ospiti. Un evento che mostrò al mondo i fasti del Settecento veneziano. Testimoni di entrambi gli eventi furono i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel ’46 da Dino Jarach, che in quegli anni documentava tutto ciò che di speciale accadeva a Venezia e oltre. Per volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio di Cameraphoto (la parte storica vanta oltre 300mila negativi schedati) e di Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale Veneto, le immagini di quei due eventi vengono ora esposte al pubblico a Villa Nazionale Pisani, a Stra, la “regina” delle Ville Venete, impreziosita dagli affreschi di Giambattista Tiepolo. Artista che dominò, dai soffitti di Palazzo Labia, la memorabile festa del 1951.

Per la mostra Pavan ha selezionato 40 immagini della collezione messa in scena a Venezia da Dior. In quegli anni ogni sfilata presentava poco meno di 200 modelli. Dior era l’idolo della moda del dopoguerra. Le sue collezioni erano attese dal mondo. Si valuta che solo per vedere e acquistare le sue proposte sorvolassero l’Oceano, ogni anno, 25mila persone.

Ogni suo cambiamento di linea e ogni stagione ne imponeva uno, che veniva accolto con entusiasmo o con critiche feroci. Ma nessuna donna che volesse essere alla moda poteva ignorare i dettami del couturier parigino di Avenue Montaigne, dalla maison nata da appena 5 anni che impegnava già un migliaio di collaboratori.

Il suo New look dominava la moda. Nel 1950 aveva imposto la Linea Verticale, nel ’51 – come documentano le immagini esposte a Villa Pisani – la donna non poteva che vestire in Ovale: spalle arrotondate e maniche a raglan, tessuti modellati come una seconda pelle. Complemento indispensabile, il cappellino, per cui Dior si ispirò, quell’anno, ai copricapi dei coolies, alla cinese quindi. Per l’autunno creò invece la linea “Princesse” in cui la vita dava l’illusione di estendersi sotto al seno. Nelle immagini di Cameraphoto le belle modelle vestite da Dior duettano con Venezia. La mostra ha l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dell’archivio fotografico Cameraphoto, dichiarato di eccezionale interesse culturale dal Mibac.

Il secondo nucleo della mostra è dedicato al Gran Ballo di Palazzo Labia, per il quale il 3 settembre a Venezia giunsero da tutto il mondo mille invitati doc, su invito di don Carlos, popolare come Il Conte di Montecristo. Dior, con giovani sarti e con Dalì, creò abiti ispirati al Settecento di Goldoni e Casanova per i Duchi di Windsor, i Grandi di Spagna, l’Aga Khan III, il Re Faruq d’Egitto, Winston Churchill, re, principi e principesse, milionari, artisti, stilisti come Balenciaga e Schiaparelli, protagonisti del jet set come Barbara Hutton, Orson Welles, Daisy Fellowes, Cecil Beaton, i Polignac, Rothschild. Ad accoglierli Don Carlos svettante su platform alte 40 centimetri, abbigliato da Re Sole. Erede di un’immensa fortuna creata in Messico, viveva tra Parigi, dove possedeva una casa disegnata da Le Courbusier e decorata da Dalì, e un castello di campagna. Aveva acquistato e restaurato Palazzo Labia ed ora lo offriva ai suoi amici.

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L’uomo glamour e trendy non rinuncia mai all’orologio giusto

Elegante e sofisticato, sportivo o di foggia militare, prezioso o firmato per l’uomo l’orologio è un oggetto quasi di culto, un simbolo di personalità qualcosa che dice tanto su chi lo indossa.

L’orologio è, per eccellenza, l’ornamento dell’uomo. Pensare che l’ora la si può leggere sul cellulare, è come andare in giro in infradito. Tutto l’anno.

Non si può discutere su quanto sia più elegante girare il braccio e far uscire dal polsino il quadrante dell’orologio, piuttosto che frugare nelle tasche e tirare fuori il cellulare.

Partendo da questo presupposto, la domanda è “perché un uomo non può avere un solo orologio?”

In realtà è molto semplice: possedere un solo orologio, è come possedere solo un paio di scarpe! (oltre alle infradito)

Quell’unico paio non potrà mai essere perfetto per ogni occasione! Indosseresti delle scarpe da trekking con uno smoking? No di certo!

Un orologio, immagine di status symbol per l’uomo molto più che per il sesso opposto, non può essere da meno, e quindi puoi indossare con uno smoking lo stesso orologio che indossi per andare al mare? Penso proprio di no!

Un uso quotidiano, un evento elegante, l’attività sportiva… ogni occasione richiede un diverso tipo di scarpa, e quindi anche un diverso orologio.

VEDIAMO QUALI SONO GLI OROLOGI CON CUI BISOGNA COMINCIARE UNA COLLEZIONE.

1.La prima scelta da affrontare è sicuramente un orologio di uso quotidiano, che si possa abbinare sia a uno stile più casual, per il tempo libero, e a uno più formale, per il lavoro. Deve trattarsi di un orologio preciso, resistente, duraturo, adatto insomma ad una vita piuttosto stressante!

2. Il secondo orologio che dovrebbe entrare nella collezione di ogni uomo è sicuramente un modello sportivo e multifunzionale. Anche in questo caso occorre un orologio che sia duraturo, resistente, solido affidabile, insomma un valido compagno di avventura.

Esistono vari tipo di orologio con molteplici funzioni specifiche,altimetro, profondimetro, ghiera diver… Devi solo decidere quali funzioni sono importanti per te e per le tue attività.

3. Per le occasioni più eleganti occorre invece un orologio più rappresentativo. In questi casi è fondamentale l’abbinamento del cinturino agli altri accessori in cuoio, che deve essere in pelle, senza cuciture, o con impunture sottili.

E’ l’occasione per sfoggiare gli heritage, gli automatici, gli orologi di famiglia. Insomma, è il momento di lasciare da parte le nuove tecnologie, e portare un orologio classico, magari proprio un pezzo di qualche vecchio zio.

DUNQUE UN UOMO DOVREBBE AVERE ALMENO TRE OROLOGI DIVERSI, UNO SPORTIVO, UNO ELEGANTE, E UNO PER L’USO QUOTIDIANO.

E poi andrebbero considerate le varianti di quadrante e di cinturino da abbinare allo stile della giornata, e perchè no, alla tendenza del momento. Ma di un minimo di tre orologi non si può proprio fare a meno, se si vuole avere un’immagine sempre perfetta per gli eventi e le occasioni a cui si partecipa.

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Arriva il ponte più lungo di sempre: ecco tante idee look alle quali ispirarvi

…se non avete idea di cosa mettere in valigia. Che abbiate progettato un fine settimana al mare o una staycation cittadina, gli accessori faranno la differenza, per non sbagliare un look

Aprile porta una sorpresa molto gradita (per i fortunati che potranno approfittarne): una sequenza di festività che regaleranno un ponte della durata record di quasi dieci giorni. Sull’organizzazione delle vacanze di solito ci sono due scuole di pensiero: quella di chi organizza tutto in anticipo e nei dettagli e chi invece si lascia ispirare da un’idea last minute. Una sola variabile, di solito, lascia tutti impreparati: la valigia.

Perché qualcosa o manca o è addirittura spaiato se non completamente inadeguato al clima della nostra destinazione. Se poi siete dirette verso una meta glam le difficoltà aumentano perché oltre a pigiama e spazzolino d’ordinanza ci sono ottime probabilità che jeans e scarpe da tennis non saranno abbastanza chic. E di sbagliare abbinamento, poi, non se ne parla.

La soluzione? Portare capi versatili, in tonalità neutre e facilmente abbinabili tra loro, certo. E puntare tutto sugli accessori giusti: un brand come Eledor ad esempio, è perfetto per essere sicure di avere nella vostra borsa tutto ciò che serve. Nei suoi store, infatti, potrete completare qualsiasi outfit senza il rischio di fare errori di stile.

Le borse Eledor

Design e linee pulite. Ecco due elementi che caratterizzano le borse Eledor: chic senza esagerazioni, ma capaci di farsi notare, proprio come gli oggetti di design più riusciti. Lo stile è il punto di forza Niente eccessi, niente forme urlate, piuttosto il valore è dato dalle proporzioni e dai dettagli. Il risultato? Le borse rimangono impresse nella memoria, più per quello che sono realmente, che per il marchio.

Gli orecchini
Sono un altro tormentone di stagione. Meglio se dorati e dalle proporzioni maxi, devono farsi notare.

Gli occhiali da sole
Scegliete i cat-eye del momento: evitate la montatura grande da diva e optate per la versione slim. Decisamente più trendy.

Il foulard
Estremamente versatile, ormai non si indossa più al collo. Perfetto tra i capelli, per dare un twist anche all’hair style più semplice oppure annodato alla borsetta come dettaglio di stile in più.

Le ultraflat
Comode, easy e soprattutto ideali anche la sera. Ebbene si, sfoggiare tacchi altissimi dopo il tramonto non è più un diktat. Così le ciabattine (ricamate, intrecciate, con dettagli speciali insomma) sono perfette 24/7.

Maxicappello
Che siate al mare o in città poco importa: la fine di Aprile di solito coincide con l’inizio ufficiale della bella stagione. E i raggi del sole di quel periodo sono i più insidiosi proprio perché spesso sottovalutati. Fondamentale schermarsi, quindi, ma con stile.

Fermacapelli
Fino a poco tempo fa considerate un accessorio da scolarette, ora si sono trasformate in vero e proprio must have. Tartaruga o decorate da perle, a forma di barretta oppure di fiore, l’importante è sfoggiarne almeno una.

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“La creativita’, vuole coraggio”.

Pennelli, tempera e tavolozza non sono gli unici strumenti che permettono di fare arte. Giulia Varotto ne è la dimostrazione: la floral designer di Teolo riesce infatti a utilizzare fiori e non solo per creare delle composizioni che lasciano tutti a bocca aperta.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Giulia una fiorista tutta padovana per farci raccontare come nasce il suo business Rosa Rosae e tanto altro ancora.

Quando nasce la tua passione per i fiori?

La mia passione per i fiori nasce praticamente da sempre, dopo 11 anni di lavoro come dipendente, desideravo ardentemente di aprire qualcosa di mio, nel Settembre 2018 ci sono riuscita.

Cosa vuol dire per te essere una Flower Designer?

Essere una flower designer vuol dire riuscire a costruire una sorta di scenografia, da un singolo prodotto ad un evento, creando qualcosa che regali emozioni e sensazioni curando ogni singolo dettaglio.

Qual è il tuo stile?

Non lo descriverei perchè muta continuamente, amo il rispetto delle composizioni nella percezione più naturale. Però sono felice quando mi dicono di riconoscere un mio lavoro semplicemente da una foto e, questo mi lusinga molto.

Il tuo cavallo di battaglia?

Le mie cappelliere, sono un oggetto molto raffinato.

Come tieni la tua creatività sempre allenata? C’è qualcosa o qualcuno da cui prendi ispirazione?

Prendo ispirazione dalla bellezza della natura che si dimostra in maniera diversa per ogni stagione. C’è tanta abbondanza, così tante varietà di fiori in tutti il mondo che mantenere viva la mia creatività è abbastanza facile. Mi piace anche inserire all’interno delle mie composizioni degli elementi inaspettati, inoltre sono grata al mio maestro Luigi Modolo.

Quali gli obiettivi finora raggiunti?

Sono molto felice di quello che ho messo in piedi da sola. Per il prossimo futuro mi piacerebbe raggiungere un obiettivo nobile, che il mio logo Rosae Rosa rappresenti coerentemente i miei valori, facendolo diventare un brand impegnandomi per costruire qualcosa che possa essere unico e funzionale. La gente non acquista da un negozio perché è leader, acquista perché ha un prodotto migliore, in nessuna indagine di mercato le persone hanno mai detto “acquisto questo prodotto perché l’azienda è leader del settore”.

Il tuo rapporto con il mondo di internet e i social?

Internet, social network e smartphone, stanno cambiando il nostro modo di pensare e le nostre abitudini quotidiane in maniera radicale, li considero nella misura equilibrata che io mi pongo utili, ma non indispensabili, è possibile restare umani in un mondo tecnologico.

Giulia, Tre qualità per essere imprenditori oggi?

Innovazione, tenacia e molta perseveranza.

Tre cose che porteresti sullo spazio?

Il mio cane, la mia famiglia e il cellulare.

Il tuo rifugio?

Il mio negozio, un luogo capace di infondere calore, protezione, pace e serenità. 

Continua…..

Informazioni utili:

www.rosaerosa.it

mail: info@rosaerosa.it

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SILENT-YACHTS Il futuro è elettrico!

Non c’è dubbio, il futuro della mobilità è elettrico. Sulla terra quanto sull’acqua. Ne sono pienamente convinti Michael and Heike Kohler, fondatori di Silent Yachts, un cantiere con base in Austria ma collaborazioni in tutto il mondo, Italia compresa.

Ormai 10 anni fa, nel 2009, i due furono artefici del progetto e della costruzione di SolarWave 46, un catamarano “full solar-powered”, ovvero a propulsione completamente elettrica ed energicamente autosufficiente grazie ai pannelli solari.

Con questo catamarano girarono per ogni mare per 5 anni di fila dimostrando non solo che era possibile non fermarsi a fare gasolio, ma anche che elettrico-solare non significava per forza viaggiare a velocità ridottissime e rinunciare a tutto ciò che a bordo consumi energia, a partire dall’aria condizionata.

Sul loro catamarano, infatti i 6-8 ospiti, che si sono avvicendati nel corso dei 5 anni di viaggio, hanno potuto usufruire dell’acqua prodotta dal dissalatore, dell’aria condizionata e del riscaldamento: tutto grazie alla sola energia del sole.

A valle di questa esperienza è nato Silent Yachts che, nell’estate scorsa, ha messo in acqua la sua prima imbarcazione, il Silent 55, a cui seguirà il Silent 79 sarà una barca che potrà navigare in totale autosufficienza energetica, con un’autonomia virtualmente infinita, senza emissioni inquinanti e nel più assoluto silenzio. Tutto ciò grazie ad una coppia di motori elettrici, da 50 a 250 KW a seconda della versione scelta, alimentati da batterie al litio di ultima generazione, le stesse impiegate dalla Tesla, per un totale di 240 kWh. Abbastanza da permettere una navigazione notturna di circa 100 miglia a 6/7 nodi, mentre un inverter da 15 kVA provvede alle utenze.

Durante il giorno 70 pannelli solari che ricoprono la tuga, con una capacità di picco di circa 25 kW, sono in grado di produrre e ridistribuire l’energia elettrica per le utenze e la ricarica delle batterie (a bordo c’è comunque un generatore d’emergenza).

Il Silent 79 è disponibile  anche nella versione Hibrid Power con una coppia di motori di 220 HP e due possibilità di personalizzazione. Il designer Marco Casali dello studio Too Design, al quale è stato commissionato il design degli interni e degli esterni, ha già elaborato proposte a 4 o 6 cabine, con letti matrimoniali o separati e con bagni “en suite”. Ovviamente su richiesta sono possibili ulteriori versioni, anche in virtù degli spazi e delle possibilità offerte dalla configurazione catamarano della barca, una configurazione quasi “obbligata”, sia per la superficie disponibile ad accogliere i pannelli solari che per la maggiore efficienza idrodinamica che consente di ridurre i consumi e renderli sostenibili con la produzione di energia solare a bordo che, comunque, è sempre limitata.

Prezzo previsto: 3,4 milioni di euro, ma con molti optional inclusi. Certo non sono pochi, anche se stiamo parlando quasi di un superyacht. E poi ricordiamoci che si tratta pur sempre di una barca estremamente innovativa, sicuramente dal punto di vista tecnologico, ma anche perché rappresenta un nuovo modo di navigare, ecologico, senza rumore e emissioni, con autonomia praticamente infinita…non dimentichiamo, però, di fare cambusa.

Per informazioni: www.silent-yachts.com

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“Le borse sono i nuovi gioielli, chiudi gli occhi e vedrai la bellezza”.

É una storia sorprendente: la storia di un’amicizia di vent’anni, di un’avventura imprenditoriale e di un’evoluzione. È la storia di un piccolo laboratorio di sartoria, ora diventato un brand d’alta moda grazie al lavoro di Elena Rigon e di Dorella Bicego che hanno deciso di unire le loro sinergie in questa nuova avventura imprenditoriale, facendo nascere ELEDOR una nuova realtà tutta al femminile.

Elena cos’è Eledor?

L’eccellenza, la cura e la qualità artigianale infondono ad ogni creazione il valore dell’eleganza oltre il tempo, destinata a durare per sempre, come il dettaglio distintivo che spicca su ogni borsa, quasi fosse un gioiello prezioso, insomma “il saper fare”.

Cosa significa essere imprenditori oggi?

Un antico proverbio giapponese dice “cadi sette volte, rialzati otto”. Un chiaro invito a non smettere mai di provarci, nonostante le difficoltà. Non importa quanto tempo impiegherai per raggiungere il tuo Sogno, se è veramente quello che vuoi, è tuo dovere crederci fino in fondo!

L’imprenditore è, prima di tutto, colui che ha fantasia e creatività, il significato del suo lavoro stà in questo: realizzare qualcosa che altri non fanno. Dare forma a quello che pensa e inventa, “ la creatività”, è questa la parola che fa la differenza.

Quali obiettivi volete raggiungere?

Desideriamo che il nostro brand venga riconosciuto e ricordato per la sua artigianalità, perché la ricerca dell’eccellenza non si ferma, non consente pause, non permette eccezioni. Richiede un lavoro quotidiano, perché si basa sui nostri valori, quelli che ogni giorno ci mettono alla prova, quelli che vediamo il tutto ciò che facciamo e che ci accade. Se qualcosa è importante per noi, l’ideale è lavorarci tutti i giorni, senza eccezioni, perché l’artigianalità è un linguaggio universale.

In cosa si riconosce Eledor?

Sicuramente per l’alta qualità! La fattura delle collezioni che è controllata in ogni sua fase di lavorazione: dalla creatività alla concia e al taglio delle pelli, per arrivare al prodotto finito. Eledor è sempre alla ricerca di prodotti unici, dall’anima artigianale e realizzati su misura.

Elena ci dice tre valori “Made in  Italy” che la vostra azienda traspone nei prodotti?

Creatività, Artigianalità e Contemporaneità, queste sono le caratteristiche che per noi rispecchiano il “Made in Italy”, in aggiunta il processo stesso di creazione delle nostre collezioni, partendo da materie prime eccellenti, rispecchia tutta la tradizione artigianale, l’arte del bello e l’attenzione al dettaglio che fa la differenza in tutte le cose ben fatte.

Tre cose che non può rinunciare?

In primis il mio cellulare, è fondamentale devo essere sempre connessa, le scarpe da ginnastica per la comodità e la praticità e, infine le foto delle mie montagne trentine.

La comunicazione e internet?

Per una azienda la comunicazione è indispensabile, è un piccolo ecosistema che cresce all’interno di un mercato più vasto, grazie alle risorse umane che la compongono. Una buona comunicazione è fondamentale per migliorare l’efficienza della nostra azienda e le sue possibilità di crescita in un mercato che richiede sempre maggiori competenze e professionalità. E’doveroso trasmetterle a livello comunicativo in modo che vengano riconosciute e si affermino nel mercato Nazionale ed Internazionale.

Che voto darebbe alla vostra azienda?

Un 7+, abbiamo fatto tante cose e abbiamo anche commesso degli errori, ma siamo convinte che la strada intrapresa ci possa permettere di riuscire a trasmettere e ricevere valore!

Continua…….

Indirizzi utili:

www.eledor.it

mail:shop@eledor.it

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The Grand House.

A Roma soggiornare in case private con servizi da hotel di lusso

Né grande hotel né casa privata. Ma qualcosa a metà tra i due, che include caratteristiche di entrambi mettendo a punto una nuova forma di ospitalità. “Nel mondo non esiste una cosa del genere, solo qualche esperienza isolata: un paio a Roma, qualcuna a Londra e a Parigi”. Insomma nulla che somigli al progetto The Grand House, ideato da Massimo e Maurizio Micangeli che mirano a imporsi come leader del settore a livello internazionale.

Eredi di una famiglia da sempre nel mondo dell’ospitalità – il nonno ebbe tra i suoi ospiti anche Re Vittorio Emanuele, il padre è stato lo storico presidente della mitica azienda alberghiera Ciga, e loro si occupano di alberghi all’estero – i due hanno dato seguito a un’esigenza personale e ne hanno fatto un format innovativo. Che mira a intercettare la domanda di quei viaggiatori (non solo low budget) che preferiscono soggiornare in appartamenti privati godendo dei comfort e dei servizi propri di un hotel di lusso. “Siamo convinti che ci sia una richiesta crescente e due anni di studi di fattibilità, interviste e verifiche ce lo confermano”.

The Grand House. Il progetto

L’idea nasce in aereo verso New York, “leggendo di un giornalista americano che ha vissuto per un anno in affitto con Air b&b, cambiando almeno una abitazione al mese” spiega Massimo “raccontava di case bellissime e incontri interessanti, ma anche di problemi ed esperienze negative, come sporcizia o malfunzionamenti, per cui Air b&b non è responsabile né interviene in nessun modo”. Cercando ha scoperto altre piattaforme simili, che sono solo intermediarie e non si occupano delle strutture, “non sanno neanche se le case sono pulite o no, non danno servizi, al massimo qualcuno consente di prenotare esperienze di vario tipo senza garantire nulla”. Da lì nasce la scintilla: “case con pulizia, vantaggi e servizi come quelli degli alberghi”. E oltre.

Il progetto è appena partito e a oggi include 7 case a Roma (ma il numero cresce con buon ritmo), tutte bellissime, dimore storiche e maisons particulières indimenticabili, in posizioni strategiche e con qualcosa di particolare come la vista negli angoli più belli della città o qualche elemento che le rende uniche, con una storia da raccontare che si può leggere nel ‘cahier de maison’ insieme a informazioni sul quartiere e i suoi dintorni. Uno degli omaggi che attende ogni ospite per rendere indimenticabile il soggiorno. Così come il ventaglio di extra di cui possono godere gli ospiti.

E a breve (il 9 maggio) inaugurerà anche The Grand Club, a via Arco della Fontanella, ovviamente in pieno centro, uno spazio aperto 24 ore al giorno in cui lasciare bagagli, fare check in e check out, ma anche fermarsi per un caffè o un drink, approfittare di un’area relax o delle postazioni internet, chiedere consigli o servizi.

Cosa è The Grand House?

Una collezione di appartamenti in cui soggiornare godendo dei servizi di un grande hotel. I servizi sono uno dei pilastri su cui si basa il progetto.

Che genere di servizi?

Di vario tipo. Partiamo da quelli base, come la pulizia quotidiana degli appartamenti: il nostro personale – qualificato e in divisa – ogni giorno si occupa della pulizia come in un hotel, rifare i letti e pulire ogni cosa nei momenti in cui gli ospiti non sono presenti, tutto organizzato e informatizzato.

E poi?

Tantissime cose. Per esempio il servizio di baby sitting: abbiamo un accordo con Le Cicogne, una struttura che ho testato più volte con i miei figli. E poi personal shopper, personal trainer, accompagnamento da e per l’aeroporto. Poi secondo le esigenze, dal frigo pieno, ai kit di cortesia per adulti e bambini, con i pannolini e il necessario per i più piccoli.

The Grand House: gli appartamenti

Che caratteristiche deve avere un appartamento per essere parte di Grand House?

Di due tipi, da una parte estetici: deve essere bello, particolare, caratteristico e in Centro Storico. Dall’altra strutturali: verifichiamo per esempio che la caldaia e tutti gli impianti siano in regola e perfettamente funzionanti. La selezione è molto lunga.

Fate anche interventi sulle case?

Non strutturali. Spesso cambiamo i materassi, installiamo il wifi o aggiungiamo un mobile dove riteniamo sia necessario. Poi ci occupiamo di alcune dotazioni: accappatoi, lenzuola, kit da bagno e caricabatterie, provvediamo a riempire il frigorifero per gli ospiti.

Le case devono essere libere?

Non è detto. Abbiamo qualche appartamento di persone che vivono in un’altra città o all’estero e che dunque si riservano di tenere qualche giorno per loro.

Quali sono i prezzi?

Da 380 euro a 2500 per un appartamento da 5 stanze, ideale anche per famiglie numerose, tutto incluso, eccetto la tassa di soggiorno. Decisamente meno di un albergo di lusso.

Ma voi quanto avete investito in questo progetto?

Per ora siamo sopra i 2 milioni di euro, principalmente per il personale, anche perché la struttura esiste da parecchi mesi prima della partenza, abbiamo investito in corsi di formazione, informatizzazione e creazione di piattaforme web per le prenotazioni e la gestione di tutti i processi, e poi in comunicazione, soprattutto orientata su canali di fascia (e costi) alti negli Stati Uniti.

Chi c’è dietro Grand House?

Grand House è una start up innovativa posseduta al 100% da una holding, Compagnia Grandi Alberghi. Tra i soci numerosi vengono dal mondo della cultura, dell’arte e dell’imprenditoria.

Ma questa è una nuova forma di turismo esclusivamente extralusso?

I numeri sono in crescita e le previsioni sono buone, non escludiamo, un domani, di fare due fasce di livello diverso. Gli studi dicono che ci sarà carenza di 5 stelle nei prossimi 10 anni e già nei prossimi 5 anni, solo dalla Cina, arriveranno migliaia di turisti alto spendenti, giovani e acculturati, che spesso hanno studiato in università occidentali che cercano vacanze ed esperienze. Per questo ci siamo concentrati sulla fascia alta, anche perché quando abbiamo cominciato piattaforme come Air b&b, che invece ora ha anche un upgrade, non la consideravano.

Come vi rapportate alla città?

Roma soffre un turismo che lascia ben poco, il nostro piccolo contributo è di fare rimanere più soldi alla città.

In che modo?

Cerchiamo di fare proposte interessanti per i turisti, stiamo lavorando molto sulle cose da fare e luoghi da visitare a Roma e nelle vicinanze. Perché non è raro che un turista da Roma vada a Pompei in giornata, ma mai a Viterbo.

Quali sono i punti critici?

C’è molto da fare per alzare la qualità, via Veneto nell’immaginario comune di un americano è ancora il luogo in cui andare a passeggiare e invece oggi non è più così attrattivo. Mancano tante cose: una persona molto ricca a Roma non sa come spendere i soldi.

www.thegrandhouse.com/it/

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Il virtual training piace sempre di più

La lezione viene proiettata su megaschermi e la classe è trasportata in luoghi di grande impatto emozionale

Sei pronta per una seduta di yoga sulle spiagge della California? O preferirsci qualcosa di più tosto, come una lezione di cycling a New York? Ovviamente sempre seguita da trainer certificati e famosi.

È il virtual training proposto da alcune catene di palestre:la lezione viene proiettata su megaschermie la classe è trasportata in luoghi di grande impatto emozionale.

Il fenomeno piace ed è in crescita: secondo il Wexer Global Consumer Survey Report, la frequenza dei cyber-workout è più che raddoppiata negli ultimi tre anni, soprattutto da parte delle donne (64%). E il coinvolgimento è altissimo, al punto che, in media, questi corsi si frequentano tre volte a settimana.

È un’esperienza fortemente immersiva», conferma Luca Torresan, direttore marketing della catena McFit, che offre questo tipo di proposta, «Inoltre si ha a disposizione un ventaglio di lezioni molto ampio: dance, gag, Pilates, yoga, Bootcamp, funzionale, total body, bike… ogni gym activity ha il suo corso.

Un allenamento virtuale, che dà risultati reali perché richiede fiato, fatica e impegno come nei corsi tradizionali.

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” I DETTAGLI NON SONO PER CHIUNQUE”

Gecko Hotel & Beach Club

Separata da Ibiza da poche miglia di mare aperto, Formentera, con le sue acque blu zaffiro e le infinite sabbie, è il luogo perfetto per ricalibrare la sua sorella più edonistica. Come uno dei pochi posti in cui soggiornare sulla piccola isola, questo affascinante hotel e beach club sfrutta al massimo la sua posizione privilegiata su Playa Migjorn, un idilliaco tratto di sabbia e mare di 10 km. Inizierai a decomprimere non appena scendi dalla barca al porto di La Savina, dove incontrerai uno dei Range Rover di Gecko che ti consegnerà direttamente alla piscina della club house in soli 15 minuti. La club house a pianta bassa del Gecko, le varie aree relax e il ristorante ne fanno l’emblema dell’eleganza balearica rilassata; una miscela di stile Riviera anni ’50 e minimalismo moderno corre in tutto l’hotel e le sue 30 camere. La svolta a stella è il Gecko Loft: una suite attico che si completa con vista sul Mediterraneo dalla sua terrazza privata, ideale per drink al tramonto e osservare le stelle.

Uno splendido hotel direttamente sulla spiaggia di Migjom per vivere l’isola di Formentera nella sua versione più tranquilla e chic. L’isola di Formentera può essere vissuta nel suo lato più romantico, tranquillo e naturalistico nel bel resort Gecko Beach Club, una hotel di grande charme, dallo stile moderno e chic, situato direttamente in riva al mare sulla bianca spiaggia di Migjom nella zona più tranquilla di Ca-Marì.

La struttura alberghiera è perfettamente inserita nella natura circostante, raffinata e contraddistinta in tutte le sue parti, dall’architettura agli arredi, dal colore bianco. Il resort offre una serie di servizi e di pacchetti completi, dai massaggi rigeneranti ai corsi di yoga, dal un ristorante di pregio alla possibilità di celebrare matrimoni e organizzare eventi in riva al mare, tutto permette di trascorrere delle vacanze rigeneranti in un vero paradiso.

Gecko Beach Club, infatti, accontenta i gusti della sua poliedrica clientela, si può godere dell’offerta gastronomica o trascorrere momenti di relax in giardino, o, i più romantici, possono passeggiare mano nella mano sulla spiaggia al chiaro di luna…

per maggiori informazioni www.geckobeachclub.com

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RIMETTERE L’ ARTE AL CENTRO DELL’ ATTENZIONE

Il patrimonio artistico italiano è cosi vasto che talvolta è necessario riportare qualche capolavoro al centro dell’attenzione per non dimenticarlo. Come ha fatto Milano con il Ciclo di Orfeo, in passato attribuito al Grechetto che da una sala della Biblioteca Sormani è stato portato nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e riallestito nell’originaria sequenza pensata per il palazzo Visconti di Via Monte Napoleone.

Le tele seicentesche che raffigurano l’universo animale e vegetale sono lo spunto per una mostra messa in scena con un riuscito effetto teatrale. Ma l’intento è quello di rilanciare la raccolta fondi per il restauro delle tele, di cui si vede qualche saggio, ammesso ai benefici fiscali dell’Art Bonus.

A proposito di restituzioni di beni monumentali, un caso esemplare è rappresentato dal Complesso conventuale di San Francesco a Lucca, dopo anni di abbandono è stato riconsegnato alla fruizione di cittadini e turisti dall’intervento della Cassa di Risparmio di Lucca. Ora ospita convegni, eventi culturali e concerti come quelli del Lucca Classica Music Festival, a fine aprile.

Complesso di San Francesco Lucca

Una raccolta museale non deve essere per forza immutabile, ma può diventare, come nel caso della Fondazione Querini Stampalia di Venezia, un museo vivo che continua ad accrescersi. In queste pagine raccontiamo l’ultima acquisizione: l’importante collezione di dipinti e sculture di Intesa Sanpaolo, esposta da novembre nelle sale ripensate dall’architetto Michele De Lucchi.

Fondazione Querini Stampalia Venezia
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NON SI CUCINA PIÙ?

NON SI CUCINA PIÙ. IN ARRIVO KIT DI PASTI PRONTI, SANI, BIO E SENZA SCARTI.

Basta ricette, fornelli accesi e cucine da ripulire. Meglio i kit di pasti pronti. Nulla a che vedere con scatolette e junk food, oppure con i pasti sostitutivi dietetici, anche se prendono spunto dal successo di tali prodotti. Si tratta di nuovi preparati, in genere per due persone, che si preparano a casa in massimo 30 minuti e che però ambiscono ad essere più sani, arricchiti di vitamine, omega 3 e minerali perché siamo consumatori sempre più attenti al benessere. Avranno anche un tocco di esotico e molte contaminazioni da altri paesi tanto che in cima agli ingredienti al top del 2019 ci sono zenzero, curcuma, estratti dalle foglie del tè e una varietà di funghi ad attività integrativa pseudo-medicinale, come il ganoderma (la canadese Organo Gold ha linee di caffè biologico, the, cioccolata con dentro il millenario reishi) che sono tornati prepotentemente alla ribalta (privi di attività allucinogena).

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IL PAESE PIÙ FELICE DEL MONDO?

Un negozio di Helsinki

LA FINLANDIA SI CONFERMA IL PAESE PIÙ FELICE DEL MONDO

Chi cerca la felicità dovrebbe pensare a trasferirsi in Finlandia. A suggerirlo è il nuovo rapporto dell’Onu che per il settimo anno consecutivo rivela la classifica dei paesi più felici del mondo. In testa ci sono tre paesi scandinavi: oltre alla Finlandia che si conferma al primo posto, Danimarca e Norvegia. Notizie positive pure per l’Italia: sebbene sia lontana dalla vetta è più felice che in passato, risalendo dal 47esimo al 36esimo posto.

Il World Happiness Report 2019, elaborato dal Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite in base a dati Gallup, e sostenuto dalla Fondazione Ernesto Illy, prende in esame la percezione della felicità dei cittadini in 156 paesi, tenendo conto di fattori come prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale. Nella top ten ci sono anche Islanda, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada, Austria. Retrocedono gli Stati Uniti, dal 18esimo al 19esimo posto. E in fondo alla lista compaiono Siria, Malawi, Yemen, Ruanda, Tanzania, Afghanistan, Centrafrica e infine Sud Sudan.

“La felicità e il benessere delle persone rappresentano il fine ultimo e la missione di ogni società e governo – afferma l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente all’Onu – Possiamo considerare la felicità come un prodotto della combinazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Le politiche pubbliche devono tener conto in maniera coerente di tutti i fattori sociali, economici ed ambientali che incidono sul benessere della persona. L’Italia è stata tra i primi paesi ad adottare questo paradigma”. 

Notizie positive arrivano anche per l’Italia: sebbene sia lontana dalla vetta è più felice che in passato, risalendo dal 47esimo al 36esimo posto. Per quanto concerne la top ten ci sono anche Islanda, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada, Austria. Retrocedono gli Stati Uniti, dal 18esimo al 19esimo posto. E in fondo alla lista compaiono Siria, Malawi, Yemen, Ruanda, Tanzania, Afghanistan, Centrafrica e Sud Sudan.

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Emozioni

Barollo wine

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.

Ci sono articoli difficili da comporre. Non per mancanza di contenuto ma, al contrario, per le troppe cose da dire. Quando incroci persone speciali, che ti lasciano addosso tante emozioni, poi devi trovare il modo di incanalarle, trasmetterle, comunicarle poco per volta.

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