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Il nuovo prodotto per la cura della pelle di Marc Jacobs

La progressione dai prodotti chimici carichi a quelli più naturali è già iniziata e il più recente su questo carrozzone è nientemeno che Marc Jacobs L’iconico marchio di moda è pronto per fare la sua incursione nel mondo della cura della pelle con la nuovissima Crema Idratante per Retexturizing Youthquake Hydra-Full. Per essere una “crema idratante multitasking”, la crema al gel è caricata con enzimi naturali.

Alimentato da enzimi di ananas, la crema Youthquake sembra fornire un’idratazione profonda e funziona perfettamente per aumentare la luminosità. È fatto con il 54% di acqua ananas enzimatica e il 5% di ialuronato di sodio incapsulato, ingredienti che promettono di fornire un’idratazione duratura fino a 24 ore. Oltre ad essere infuso con la bontà tropicale di ananas, il gel viene fornito anche con l’essenza di estratti ricchi di carambole e di dracene.

Il prodotto è privo di parabeni, ftalati, SLS, solfati, formaldeide, olio minerale e altri ingredienti controversi e si dice che sia l’ideale per pelli da normali a secche. The Youthquake Gel di Marc Jacobs è già stato utilizzato da Lady Gaga al Met Gala ed è in vendita al prezzo di € 60.00 

Può essere acquistato online su marcjacobsbeauty.com.

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La nuova felicità?

La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti. Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital detox’ è nel menù della Spa, dove i telefonini vanno depositati all’ingresso (e all’uscita vengono riconsegnati puliti e lucidati). Chi ama il ‘fai da te’ può invece provare le nuove App per lo smartphone che frenano a monte il flusso di connessioni e il bombardamento social oppure passare al dumb-phone (cellulari vecchi stampo, senza connessione internet), come fanno sempre più manager e ricconi londinesi. 


Siamo troppo appiccicati al telefonino e dopo l’abbuffata digital seguirà la dieta. Il 2019 è infatti l’anno dell’astinenza digitale e delle vacanze dal telefonino? Niente internet, niente social, niente followers è il nuovo lusso per i sempre più numerosi ‘tecnofobici’ che non vogliono più essere sempre reperibili e vanno alla ricerca di nuovo relax, contemplazione, rapporti con gente in carne ed ossa e natura come fonte di felicità, pace e nuove forze. 

Il fenomeno è stato analizzato all’ultimo Global Wellness Summit (GWS)svolto a Cesena. Gli ‘scollegati’ nel 2018 sono scesi al 37%, erano il 50% nel 2017. Il lavoro richiede di essere sempre più reperibili e la fame da rapporti social fa il resto perciò non si riesce più a staccare gli occhi dallo schermo dello smartphone. Cresce così il popolo degli infelici digitali sempre sotto pressione. Ha dichiarato l’economista inglese Thierry Malleret al Summit di Cesena: “Non siamo tutti già tecnofobici ma il 2018 è stato l’anno del battesimo di chi, a forza di essere sempre reperibile o dipendente da internet, si sente male, più infelice e perfino meno produttivo. Il 2019 sarà quindi l’anno del recupero del proprio stato mentale restando ‘unplugged’. 

Il 59% degli americani si sente troppo distratto a causa del lavoro che lo segue con lo smartphone anche durante le vacanze, attesta una vasta indagine sulle famiglie in viaggio negli States condotta da Alamo Rent a Car. La percentuale media dei ‘sempre connessi’ nel tempo libero è scesa dal 36% al 27% nel 2018. Anche ‘condividere’ le proprie vacanze con i colleghi tramite selfie e fotografie postate sui social è in declino. I millennials sono i più ‘tecnofobici’ e i nati fra il 1980 e il 2000 che non si staccano mai dai social anche durante le ferie sono scesi dal 68% al 38% in un anno.


Spiegano gli analisti del report GWS: “La reazione contro Big-Tech è appena iniziata. Aumentano le ricerche che attestano i disastrosi effetti delle connessioni digital e social costanti sul nostro cervello e sulla felicità. Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa’, in cui si assistiva ad una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute ma anche ad una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno. Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto e offre soprattutto tempo ‘off’ e cure per digital addicted”.

Il business del benessere abbandona la tecnologia e prende una piega perfino monastica in nome del silenzio rigenerante e trattamenti rilassanti a zero innovazione hi-tech, niente wi-fi e niente social. Il report mondiale cita l’Italia come fonte per ritemprarsi dall’overdose di smarpthone: dall’ Eremito di Parrano, monastero ristrutturato vicino ad Orvieto che propone pacchetti silenzio, nessun wi-fi, sale illuminate da candele e ‘ritiri benessere’ di 50 ore, al faro di Capel Rosso, sull’Isola del Giglio, che offre corsi di digital detox immersi nella natura. Aumenta inoltre il numero dei club del fitness, dei centri yoga, tai-chi e di meditazione in cui è caldamente sconsigliato l’uso del cellulare. 


Per contenere il generale e crescente malcontento ‘digitale’ è possibile infine modificare le impostazioni del proprio smartphone con applicazioni anti-social. Di successo l’App ‘Off the Grip-digital detox’ che filtra l’uso del cellulare a cena, la notte e blocca il tempo in cui si è online se si supera il limite stabilito. Supera i 100.000 download l’App ‘Stay Focused – App Block’ che aiuta a concentrarsi sul lavoro o durante lo studio bloccano i social a tempo. Il business si fa interessante tanto che anche la rinomata giornalista fondatrice dell’Huffington Post, Arianna Huffington, ha fiutato le nuove dipendenze digitali fondando l’App ‘ThriveAway’ per settare limiti orari ad email, Apps, notifiche e tempo passato avanti allo schermo.

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Il walkman, la musica da passeggio compie 40 anni

Steve Jobs lo definì un mattone mal digerendo che la figlia Lisa ascoltasse musica da quella scatoletta ingombrante. Tuttavia prima ancora che ci fosse l’iPod o l’iPhone, c’era il Walkman. Quella scatoletta, a dispetto di Jobs, 40 anni fa rivoluzionò il modo di ascoltare la musica. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato il dispositivo, un lettore di musicassette, che sarebbe diventato una delle creazioni tecnologiche di maggior successo anche dal punto di vista commerciale soprattutto negli anni ottanta. Offrendo la possibilità di portare la musica sempre con sé divenne inoltre l’icona di un’intera generazione. Creato da Akio Morita, Masaru Ibuka e Kozo Ōsone, e prodotto dalla Sony che ne registrò anche il marchio, il Walkman ebbe il vero e proprio lancio a livello globale grazie al film ‘Il tempo delle mele’ (1980). In una scena passata alla storia, infatti, la protagonista Vic (all’epoca una giovanissima Sophie Marceau) indossava un paio di cuffie e ascoltava musica romantica nella baraonda di una festa assieme al suo ragazzo proprio da un Walkman. Fu quella scena a fare del dispositivo un’icona della generazione degli anni ’80.

Il prototipo del Walkman fu ispirato da registratore a cassette usato dai giornalisti e conosciuto come Sony Pressman. Anche se simile nell’aspetto, il Walkman sostituì la capacità di registrare con la capacità di riproduzione stereo. “Questo è il prodotto – disse allora Akio Morita (presidente di Sony. Ndr) – che soddisferà le esigenze di quei giovani che vogliono ascoltare musica tutti i giorni. Lo porteranno ovunque”. Il primo modello, di colore blu e argento, fu lanciato in Giappone il 1 luglio del 1979 e venduto all’equivalente di 150 dollari. L’anno successivo arrivò anche negli Stati Uniti. Fu subito un successo. Geniale anche l’idea di dotarlo di due jack anziché uno in modo che due persone potessero ascoltare musica allo stesso tempo. Il Walkman sopravvisse anche all’epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un po’ più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Il declino a partire dal 2001 con l’avvento della musica digitale e l’introduzione sul mercato dell’iPod. Il Walkman fu mandato in pensione definitivamente nel 2010.

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Pershing Yacht Terrace presso il resort 7Pines di Ibiza

L’emozione unica e senza eguali di Pershing ha conquistato il cuore dei proprietari di tutto il mondo, regalando loro incredibili raffiche di adrenalina ad ogni svolta, mentre il mare scorre rapidamente. Questo brivido esclusivo ora ha lasciato il segno sulla terra, a Sant Josep de sa Talaia, Ibiza. Con la sua posizione in cima a una scogliera con viste spettacolari sull’incantevole isola rocciosa di Es Vedrà, il Pershing Yacht Terrace ti toglierà il fiato. Nessun altro posto al mondo può essere paragonato al cocktail bar nel centro del lussuoso resort a cinque stelle 7Pines di Ibiza . Con 186 suite, una spa di 1.500 m² e 13 piscine private, offre ad ogni singolo ospite un’esperienza Ibiza unica e su misura.

Inaugurato nel giugno 2018 , il Pershing Yacht Terrace è la prima lounge al mondo ad essere stata progettata da Pershing architects e designer per riflettere lo stile e i valori che rendono unica la gamma. Pershing e 7Pines si sono uniti per fondere divertimento e raffinatezza in questo spazio affascinante, che è il luogo ideale per rinfrescarsi durante il giorno e godersi il tramonto la sera. A completare la gamma delle meraviglie di 7Pines c’è un servizio di noleggio yacht, che consente agli ospiti di provare il brivido delle corse attraverso il mare o il fascino di una cena romantica a bordo di un Pershing 74, Pershing 5X o Pershing 9X.

Pershing Yacht Terrace ha un design accattivante ed esclusivo con superfici e linee delicate che richiamano alla mente i tratti distintivi delle navi Pershing. Da segnalare soprattutto l’ ala laterale Pershing che incornicia la parte anteriore del bar: realizzata in fibra di carbonio con finestre integrate, questo dettaglio esclusivo corre lungo il bancone ed è immersa in uno stile dinamico, elegante, leggero e scorrevole, che lo rende perfetto abbinare per gli yacht sbalorditivi nella gamma. I colori della lounge sono ispirati alle classiche tonalità di Pershing: il grigio è completato da sfumature di beige, marrone e nero in combinazioni raffinate e inedite.

Lo Yacht Terrace propone un invitante menu di cocktail con una combinazione di classici senza tempo e creazioni originali, sviluppate appositamente da esperti mixologi per offrire una miscela equilibrata di innovazione e tradizione, incarnando così perfettamente lo spirito del marchio. Guardando verso l’orizzonte, i proprietari e gli ospiti possono esplorare un’ampia selezione di gin e tonic o semplicemente assaporare un buon bicchiere di vino accompagnato da una serie di deliziosi piatti.

L’atmosfera sul Pershing Yacht Terrace è resa ancora più affascinante da uno speciale programma di musica dal vivo. Le performance rendono l’esperienza ancora più magnifica e celebrano il legame naturale del marchio con il mondo della musica.

I suoni sofisticati aggiungono il tocco finale alle meravigliose meraviglie offerte in un ambiente con viste mozzafiato da godersi durante il giorno e al tramonto, mentre sorseggiate bevande sublimi: il Pershing Yacht Terrace incanta gli ospiti in un viaggio attraverso lo stile e la bellezza, intrecciando il delizie di un ambiente celeste con le gioie di correre tra le onde alla massima velocità.

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Il Buon Essere: LA POSA DEGLI AGRI

Ogni tanto ci si deve fermare per godersi la vita. Non si può sempre avere il fiato sul collo degli impegni, dalle faccende da sbrigare o delle scadenze da rispettare.

A volte l’unica cosa della quale abbiamo bisogno è solamente un momento di relax tutto per noi. Ed è nel tuo centro del BuonEssere che trovi tutto il relax del quale hai bisogno.

Nulla di più e nulla di meno.

Nel cuore della campagna padovana, immerso tra siepi e alberi, sorge La Posa degli Agri. Il ristorante sarà la cornice ideale per il vostro grande giorno, in quanto vi offrirà eleganza, esclusività, ma soprattutto grande qualità. Vi offrirà lo scenario ideale, immerso nella natura, dove creare suggestive e romantiche atmosfere.

Ci piace definirli un’officina di idee, in continuo cambiamento, alla rincorsa delle nostre e vostre passioni e alla ricerca di nuove materie prime, sempre nel rispetto della natura e delle sue regole.

La Posa degli Agri è un luogo da scoprire, nelle tante sfaccettature che sa offrire. Un ristorante immerso nel verde della campagna veneta, alle porte di Padova e a poca distanza da Venezia e Verona, lontana dal caos della città. Un luogo dove fermarsi per ritrovare il valore del tempo che passa, riscoprire l’avvicendarsi delle stagioni, comprendere profumi, sapori, colori e suoni del territorio veneto.

Un resort di campagna in un’atmosfera calda, venata di legno grezzo ed impastata di terra, per rigenerare corpo e mente. E qui accogliamo i nostri ospiti, facciamo scoprire la terra ai viaggiatori, nutriamo la curiosità dei sensi.

Rispetto della natura, di tempi ed esigenze della terra, e della materia prima. È questo che ci guida tutti i giorni, spingendoci a valorizzare ogni aspetto del nostro territorio. I piatti del nostro ristorante seguono il cambiamento delle stagioni e gli accostamenti si adattano ai prodotti che la natura ci offre. Utilizziamo materie prime di piccoli produttori locali, che selezioniamo personalmente tutti i giorni, con la costante attenzione all’impatto ambientale e al Km 0.

Utilizzano materie prime di piccoli produttori locali, ricercando qualità ed esclusività.
Rispettano il mercato del mare, favorendo il pescato locale. Seguono il flusso delle stagioni, selezionando i migliori prodotti biologici della nostra campagna. “Cucinare il Veneto” è l’obiettivo che si pongono, per consentire ai loro ospiti di godere dei sapori unici di una cucina che affonda le radici nella semplicità territoriale.

Nove camere e un appartamento al vostro servizio, per trasformare una tappa di un viaggio in un’esperienza rigenerante.

Ampie finestre aperte sulla campagna padovana, materiali naturali, pareti di argilla, pavimenti in legno, solo il rumore della natura che emerge dal silenzio.

Nell’antico casale del 1800 in provincia di Padova, a pochi chilometri da Agripolis (Università di Padova), sono stati ricavati nove alloggi, un bilocale con soggiorno e angolo cottura ed una sala lettura dove è possibile prendersi una pausa di relax accanto al camino. Ogni camera è unica perché ogni ospite è unico: diversi i disegni di luce e la vista che entrano dalle finestre, diversa la geometria e le altezze, diversi i colori ed il carattere.

“Venite a scegliere la vostra dimensione di viaggio preferita”.

Link e informazioni utili
www.laposadegliagri.com
mail: info@laposadegliagri.com
Polverara(Pd)
Via Orsaretto 4

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Barcellona Negozi artigianali di proprietà familiare con radici antiche

Ogni volta che viaggiamo in un paese diverso, i nostri amici o parenti ci chiedono di ritornare perché ci sono troppe cose da scegliere tra i classici gingilli che tutti acquistano, ci sono così tante opzioni che ti fanno sentire al settimo cielo. 

Bagués-Masriera

Dal 1830, il gioielliere Bagués-Masriera  ha deliziato l’alta società dalla Catalogna e oltre. Visita il flagship store vicino a Casa Batlló di Gaudi su Passeig de Gracia e scoprirai pezzi accattivanti di due marchi distinti. L’art noveau di Masriera si concentra su elementi floreali, serpentini e sensualità femminile, mentre Bagués combina tecniche moderne e tradizionali per creare gioielli ispirati all’arte, alla musica e alla gente di Barcellona.

Lupo Barcellona

Fondato nel 1920, l’opulento bagmaker Lupo trae ispirazione da Gaudi, il genio architettonico della Sagrada Familia e molti altri simboli emblematici di Barcellona. Ogni borsa è realizzata in modo univoco, utilizzando pelle conciata con tecniche tradizionali. L’ampiezza della collezione del designer è vasta, sia per gli uomini che per le donne.

Dualart

Situato nel Quartiere Gotico, Dualart è lo studio e il negozio di designer di gioielli e gemmologi Amparo Valencia e Isabel Arlà. Le loro collezioni incredibilmente fantasiose sono create sul posto e le opere possono essere fatte su ordinazione, mentre il negozio espone anche gioielli, dipinti, sculture e artigianato di altri artisti.

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Perché due ore di natura alla settimana andrebbero prescritte dal medico

Una “dose” di 120 minuti nel verde ogni 7 giorni migliora la salute e il benessere psicofisico: vale per qualunque età e forma fisica, e anche se si sta semplicemente seduti su una panchina.

Due ore di immersione settimanale nella natura sono un toccasana per il benessere psicofisico e la qualità della vita, a prescindere da come si passi questo tempo. Che la vicinanza ad aree verdi o al mare sia un balsamo per la salute è un fatto noto, ma uno studio britannico molto ripreso in queste ore è il primo a chiarire dopo quanto tempo di contatto diretto con parchi, fiumi, spiagge, montagne, foreste e colline questi effetti diventino visibili.

I risultati sono basati su una ricerca inglese, la Monitor of Engagement with the Natural Environment (MENE) condotta su 20 mila persone. I partecipanti hanno raccontato le loro attività nella precedente settimana e riferito il loro stato di salute e soddisfazione personale (un indicatore di benessere in generale). Tra coloro che nei sette giorni precedenti non avevano trascorso tempo nella natura o ne avevano trascorso poco, un quarto ha riportato problemi di salute, e la metà uno stato di insoddisfazione. Al contrario, solo un settimo delle persone che aveva trascorso almeno due ore nella natura ha lamentato problemi di salute, e solo un terzo si è detto poco soddisfatto.

SENZA DISTINZIONI. Il fatto più sorprendente è – secondo gli autori dello studio – che i benefici valgono per qualunque tipo di persona: giovani e meno giovani, più o meno abbienti, abitanti delle campagne e delle città, tipi sportivi o semplici “contemplatori” di alberi e fiori. Gli stessi effetti positivi sono stati riportati da chi, per motivi di salute, poteva solo stare seduto a godere della pace e della bellezza, senza praticare attività fisica.

Non importa dove si trascorrano questi 120 minuti, né che siano continuativi: il contatto diretto con la natura fa bene sia diluito a piccole dosi, sia concentrato in lunghe sessioni una o due volte a settimana. Superare la soglia delle due ore non comporta benefici aggiuntivi oltre quelli trovati (ma può essere comunque divertente e piacevole).

CHE COSA, FA BENE? I motivi di questa iniezione di benessere non sono chiari: i ricercatori hanno provato a verificare se si debba a un aumento dell’attività fisica, ma i risultati non sono stati convincenti: sembra che il guadagno ci sia anche per chi non raggiunge la soglia consigliata di 150 minuti settimanali di esercizio. Per qualche ragione, è la natura, l’elemento discriminante: forse per l’azione distensiva che ha sull’umore, soprattutto se alla presenza di verde si uniscono quiete, elevata biodiversità e luoghi di interesse da contemplare.

Del resto, ricordano gli autori, da tempo si sostiene che la pratica giapponese dello shinrin-yoku – letteralmente “bagno nella foresta” -garantisca vari benefici psicofisici (miglioramento dell’umore, riduzione dello stress e della frequenza cardiaca, potenziamento del sistema immunitario), anche se svolta in modo puramente contemplativo.

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Le slingback di stagione: tutta una questione di tacco

La scarpa più trendy per l’estate 2019 è a punta con tacco midi, o anche flat, puché abbia una fascetta dietro il tallone. Stiamo parlando della slingback, must di stagione. Sono scarpe apparentemente semplici ma capaci di dare quel tocco in più a ogni tuo outfit. Sono dette anche ‘scarpe Chanel’ perché a creare il primo modello fu proprio lei, la celebre Coco Chanel, nel 1957.

E da subito divennero una vera e propria icona dello stile bon ton, da portare con gonne midi sotto il ginocchio ma anche con pantaloni over o slim fit, e ancora sotto gonne longuette. Sono scarpe che stanno davvero bene a tutte, comode in ogni stagione… impossibile resistere.

Dunque la comodità è a portata di piede, ehm mano!

Solitamente hanno un’aria elegante e classica, quindi difficilmente non si adatteranno alle svariate occasioni d’uso. Potete sdrammatizzare con un jeans o rendere più formali sotto un tailleur. Possono essere indossate anche con gonne od abiti, ma pensateci bene, dovrete essere alte o comunque molto proporzionate in quanto, il tacco di quella portata non slancia la figura.

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Anticitera. L’isola greca dove nacque il primo computer cerca abitanti

Con una popolazione ridotta a 40 unità la splendida isola a sud del Peloponneso, dove venne costruita la prima “macchina calcolatrice” della storia, lancia un bando: ai neo residenti una casa, un appezzamento di terra e 500 euro al mese per tre anni Alte scogliere a picco sul mare, calette nascoste e grotte da scoprire, un piccolo villaggio fermo nel tempo e una natura verde e rigogliosa che profuma di elicriso e rosmarino.

Benvenuti ad Anticitera, piccola isola greca vicino la (ben) più grande Creta. Situata a sud del Peloponneso (in traghetto dista circa 4 ore da Laconia nel Peloponneso e 2 ore da Creta), questa perla delle isole Ionie è una terra rocciosa, selvaggia, ricca di natura incontaminata che ricopre per intero i venti chilometri quadrati che la compongono. Con le sue acque cristalline è perfetta per fare diving, ma anche per vacanze al mare lontano dalla solita folla delle destinazioni più gettonate. E’ la meta perfetta per staccare la spina, sentirsi fuori dal mondo, immersi nella pace.

Date le dimensioni ha un solo paese, tranquillo ma suggestivo, fatto di case bianche e un sali-scendi di vicoli, con un paio di taverne e una manciata di botteghe.

L’isola, insomma, non ha nulla a che invidiare alle arci-famose Cicladi, come Paros, Mykonos e Santorini, che saranno pure più grandi, ricche di attrazioni e posti alla moda, sono diventate veri poli turistici per amanti della movida. Anticitera, dal canto suo, rappresenta il volto più autentico della Grecia. Eppure nessuno la conosce, i turisti la snobbano e persino la sua popolazione sembra averle voltato le spalle. Sull’isola infatti sono rimasti solo quaranta abitanti – e neanche un bambino – tutti concentrati nel villaggio principale, Potamos (che è anche il porto).

Da qui l’idea: lanciare una campagna per ripopolare l’isola, cercando nuovi abitanti che siano disposti a trasferirsi e mettere su famiglia in questo avamposto greco. Per convincere più persone possibile, però, gli abitanti del posto sanno che non basta evidenziare i punti di forza, gli ambienti rilassanti, la pace della natura, la bellezza dei panorami, la ricchezza delle sue acque. E per rendere la proposta più allettante, ed attrarre magari i giovani, hanno messo a disposizione di nuove famiglie di avventori sia una casa, che un appezzamento di terra da coltivare o per avviare un’attività e un assegno di 500 euro al mese per i primi tre anni. Non c’è –  almeno allo stadio iniziale – un limite massimo alle richieste, visto che l’obiettivo è ripopolare l’isola. E sono già 4 le famiglie che si sono prenotate.

Tra le sue alte falesie e le terre selvagge, nasconde anche delle vere meraviglie. Come il suo castello, l’antica città fortificata costruita verso la fine del IV secolo a.C. e l’inizio del III a.C., appollaiata nella parte nord, sopra la baia di Xeropotamos, un tempo porto della città. Circondata da alte mura di cinta, tra le sue numerose rovine, offre un viaggio indietro nel tempo. Nella zona del porto è stato ritrovato anche un tempio di Apollo, con una statua di marmo dedicata la dio, ora in mostra al Museo Archeologico di Atene. Sia il porto che la città fortificata sono in ottime condizioni e creano uno straordinario tour archeologico. Tra i siti storici da non perdere, ci sono anche i mulini alimentati da vento o acqua, a partire dal più importante, il vecchio mulino di Potamos, che risale all’Ottocento. Senza contare gli straordinari reperti recuperati da un antico naufragio, tra cui l’Efebo, la statua di bronzo, e il Meccanismo di Antichitera, un marchingegno tutto ingranaggi considerato il primissimo, rudimentale esempio di computer.

E poi le spiagge. Che sono poche, piccole e defilate. Ma il bello sta proprio lì. Le più interessanti sono quella di Xiropotamos e la baia di Kamarilla. Bagnate da acque smeraldo, di sabbia dorata o di ciottoli bianchi, sono la cartolina perfetta dell’isola greca.

Se siete interessati fatevi avanti! 

Questi i contatti:

Comunità di Antikythera
Antikythera, 80100
Tel:. +30 2736033004
Fax: +30 2736033471
info@antikythera.gr





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Forte dei Marmi diventa un brand per raccontare l’eccellenza italiana

È stato presentato il brandForte dei Marmi dal sindaco Bruno Murzi e dal vicesindaco Graziella Polacci. Al tavolo anche Matteo Bocelli, figlio del Maestro Andrea, a testimoniare la qualità di vita della Perla della Versilia dove la sua famiglia vive ormai da anni.

Il mito Forte dei Marmi deriva dalla sua spiaggia larghissima e dorata, dai suoi stabilimenti balneari attrezzati ed esclusivi, dai locali notturni quali la Capannina di Franceschi, dai suoi ristoranti stellati, dalle molteplici boutique di grandi marche che affollano le vie del centro, dalle case immerse nel verde delle pinete e, soprattutto, dalla natura ancora incontaminata tra il mare e la quinta sontuosa e impagabile delle Apuane.

Tutte queste particolarità hanno contribuito a creare un’eccellenza nel panorama turistico italiano. Un nome il cui sinonimo è turismo di qualità. Oggi Forte dei Marmi si dota di un proprio brand nella consapevolezza che il posizionamento sul mercato debba avvenire attraverso un moderno processo di consolidamento della propria immagine e soprattutto tramite una adeguata gestione di tutti i moderni strumenti di informazione, comunicazione e promozione.

“Ci sono stati tanti equilibri da rispettare da un punto di vista grafico e semantico – afferma il Sindaco Bruno Murzi. Il nome Forte dei Marmi, in un carattere grafico che richiama lo stampatello a mano, è racchiuso in un pittogramma che ricorda le tipiche cabine di legno allineate lungo tutta la spiaggia che hanno avuto il primo progetto all’inizio degli anni venti del secolo scorso. Ieri come domani quindi, proprio come il nostro claim. Assieme al pontile rappresentano il nostro orizzonte e per molte famiglie la storia di generazioni”. 

Ma non è solo questo il messaggio che la nuova forma di comunicazione vuole mandare. Non è solo l’evocazione di una stagione estiva ma di una Forte dei Marmi vivibile tutto l’anno. “La Forte dei Marmi che non ti aspetti e che vogliamo invece far scoprire – conclude il Sindaco”. Oggi il Comune di Forte dei Marmi si sviluppa su 9 chilometri quadrati, ha 54 alberghi di cui 6 a 5 stelle. Alle strutture ricettive si aggiungono 100 stabilimenti balneari per una offerta turistica di altissima qualità.

Inoltre a Forte dei Marmi si lanciano mode, nascono amori destinati a finire sulle pagine delle riviste di gossip e si vive la “bella vita” dei locali notturni e alla moda.

Un turismo che vede una grandissima percentuale di stranieri. Soprattutto i magnati russi hanno eletto Forte dei Marmi una delle loro mete preferite. Per questo motivo in città, e in particolare nel quartiere di Vittoria Apuana, si sono moltiplicate le ville sfarzosi circondate da enormi parchi.

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Pomodoro e avocado, la coppia di cibi che insieme diventano super

Secondo la teoria della Food Sinergy, ci sono combinazioni di alimenti che possono apportare notevoli benefici alla salute. A coniare il concetto è stato David Jacobs, ricercatore dell’Università del Minnesota, in relazione all’idea che determinati cibi, se consumati insieme, possano potenziare notevolmente i propri effetti positivi sulla salute, preservando da disturbi e malattie.


Una di queste combinazioni vincenti è rappresentata da pomodoro avocado: uno studio condotto dalla Purdue University ha riscontrato che i carotenoidi, pigmenti colorati dalle proprietà antiossidanti e presenti in prodotti come i pomodori, non vengono assorbiti dal corpo se non si legano a una ridotta presenza di grassi. Poiché il pomodoro è noto per la presenza di carotenoidelicopene, che aiuta a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore, per ottenere il massimo dei benefici da questo alimento si può abbinare a un quarto di avocado.

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Suite della settimana: l’elegante Fashion Suite al Four Seasons Hotel di Milano

Quando penso a Milano, immagino immediatamente la magnificenza del Duomo, l’architettura spettacolare e, naturalmente, la fresca fragranza della moda nell’aria; questa è Milano per me. Fortunatamente, il Four Seasons Hotel Milano placa il mio interesse di tutto ciò che è moda; non solo è un hotel di lusso a pochi passi dai negozi della città, ma l’hotel ha ora progettato una suite di moda.

La Four Seasons ‘Fashion Suite è probabilmente una delle suite dal design impeccabile che avresti mai visto. L’attenzione ai dettagli è ciò che ha attirato la mia attenzione. La suite in stile appartamento in stile italiano è immersa in una raffinata tavolozza di colori avorio e bianco, punteggiato da vivaci pops di verde oliva. L’intero appartamento è adornato con pezzi chic che decorano elegantemente lo spazio. Lo spazio intimo è stato progettato per ospitare un soggiorno, una camera da letto, un bagno privato e una terrazza. È interessante notare come Four Seasons sia stata in grado di ospitare comodamente un’area di lavoro e una zona relax in questo appartamento di 732 m². La camera da letto comprende un letto king size e un bagno in marmo, con una profonda vasca europea. 

Area: 68 mq
Occupazione:3 adulti o 2 adulti e 1 adulto 
Tariffa: € 6750

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L’ultimo televisore Samsung “The Wall Luxury” misura ben 292 pollici

Erano stati preannunciati un anno fae Samsung ha rispettato i tempi del lancio effettivo. Durante l’evento Info Comm 2019, Samsung ha presentato la prima versione commerciale degli schermi con tecnologia MicroLED. Li ha chiamati “The Wall Luxury”. Un lusso per le pareti, insomma.

Meet the Wall Luxury, l’ultima versione della tecnologia TV espandibile MicroLED di Samsung che può scalare da una modesta 73 pollici in definizione 2K fino a 292 pollici nella definizione 8K (che è più di 24 piedi nella diagonale). Nonostante le sue enormi dimensioni, Samsung The Wall Luxury ha una profondità di soli 30 mm e presenta un design totalmente privo di cornice. The Wall Luxury ha anche specifiche di alto livello per adattarsi alle dimensioni gigantesche della TV. È dotato di un motore di qualità delle immagini AI noto come Quantum Processor Flex che contribuirà all’upscaling e all’ottimizzazione della qualità delle immagini. Lo schermo da 292 pollici offrirà anche la tecnologia Quantum HDR con una luminosità di picco di 2.000 nit e una frequenza di aggiornamento di 120Hz.

The Luxury Wall di Samsung è abbastanza grande da coprire un’intera parete di un grande soggiorno, quindi è naturale che l’azienda sudcoreana esamini l’uso della sua Modalità Ambiente che trasformerà il display in un’installazione artistica quando non è in uso. È simile alla gamma TV QLED a scomparsa rivelata l’anno scorso. The Wall Luxury sarà disponibile per la vendita in tutto il mondo a luglio, ma non è una sorpresa che Samsung non abbia annunciato i dettagli sui prezzi. Dato che il televisore Q900 8K di Samsung da 98 pollici ha un prezzo di ben $ 100.000, The Luxury Wall avrà prezzi proibitivi.

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Una tazza di rame controllata dall’app, in modo che la tua tazza di tè sia sempre alla temperatura perfetta

La tecnologia è sicuramente entrata in ogni piccolo aspetto della nostra vita. E la racchetta per un prodotto salva-vita nuovo di zecca è Ember, un’azienda tecnologica che ha recentemente presentato una tazza in rame in edizione limitata per chi ama avere le proprie bevande alla temperatura ottimale. Progettata per mantenere la tua tazza calda o tiepida, la nuova tazza Ember è proprio ciò di cui hai bisogno in questa stagione.

L’ingegnoso prodotto è realizzato in acciaio inossidabile di alta qualità con rivestimento in ceramica ed è rifinito perfettamente per attrarre. La tazza in edizione speciale ti consente di impostare la tua temperatura di bevuta precisa e mantenerla per circa un’ora tramite un’app collegata che ti avvisa anche quando raggiunge il calore scelto. Con una temperatura regolabile da 120 °  a 145 °, la tazza Ember è ideale per l’uso a casa o in ufficio.

La tazza ti consente inoltre di cambiare il colore dei LED a tuo piacimento con l’aiuto dell’app Ember semplice e facile da usare (disponibile per IOS e Android). Un’altra funzionalità aggiuntiva è la sua modalità intuitiva incorporata che entra nella tazza in modalità di sospensione quando è vuota e si attiva automaticamente quando rileva movimenti o liquidi. La tazza di rame in edizione limitata Ember è attualmente disponibile online per € 135. 

Bene, se l’idea di utilizzare la tecnologia per mantenere il tuo caffè caldo ti eccita, prendi la tazza di Ember ora! 

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Quando le sneakers pensano alla natura

Collezioni di sneakers ecologiche, sostenibili, rispettose dell’ambiente e realizzate producendo il minor impatto possibile

Le sneakers sono le scarpe per antonomasia di questo periodo storico. L’ecosostenibilità il tema di quest’epoca. Quando questi due aspetti del mondo contemporaneo si uniscono, nascono collezioni di sneakers ecologiche, sostenibili, rispettose dell’ambiente e realizzate producendo il minor impatto possibile. E naturalmente belle, ça va sans dire.

Womsh sneakers vegan

Womsh è un progetto che coniuga la moda (italiana) con i temi di sostenibilità ambientale ed economica. Cura l’intero ciclo di vita del prodotto, partecipa a progetti per compensare e ridurre le emissioni di CO2 grazie alla collaborazione con Lifegate. Ed è partner de Il Giardino di Betty, progetto sostenuto da ESOsport per dar nuova vita alle vecchie Womsh trasformandole in pavimenti antishock delle aree gioco dei bambini. Una collezione di sneakers a impatto zero e riciclabili. E nessun compromesso in fatto di stile: sono belle, di carattere, divertenti e giovani. Una linea è anche vegan, e nasce dagli scarti della lavorazione delle mele – apple skin. Risultato di un uso intelligente ed ecosostenibile degli scarti industriali biologici. Le scarpe sono ecologiche, mantengono il calore garantendo al contempo un’elevata traspirabilità e sono impermeabili.

Veja Riobranco

Tre anni dopo la loro prima collaborazione, Veja e Bleu de Paname fanno nuovamente squadra per il lancio di due paia di sneakers dallo stile light retro-running. Realizzate con Hexamesh, un tessuto tecnico fatto al 70% con cotone organico e al 30% con plastica riciclata. I due brand propongono una collezione unisex dal design forte. Fatte in Brasile con suede, hexamesh e jersey realizzati da poliestere riciclato. L’uninioe tra i due brand nasce sulla base comune della ricerca di stili di vita urbani, multi-sfaccettati e innovativi. Che rigenerano il know-how tessile e le tradizioni dimenticate attraverso l’approccio di un lavoratore moderno. Mixando design, ecologia e principi del commercio equo e integrazione sociale.

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Langosteria Paraggi inaugura la stagione estiva

Langosteria Paraggi è un luogo speciale, lo si capisce subito. Un po’ perché si trova in quell’angolo di paradiso che è la baia di Paraggi, incastonata tra Portofino e Santa Margherita Ligure, e poi perché si cena in spiaggia, con i piedi sulla sabbia e il profumo del mare che ti circonda. Certo, la location spettacolare aiuta, ma il bello di questo ristorante con vista mozzafiato – il quarto per il gruppo che a Milano ha dato vita a Langosteria, Langosteria Bistrot, Langosteria Café Milano – risiede nei dettagli.

In effetti, Enrico Buonocore, fondatore dell’impero Langosteria, quando nel 2017 ha scelto di portare in Liguria la sua realtà, non ha lasciato nulla al caso. Dalla posizione – sulla terrazza degli storici Bagni Fiore – agli arredi di design – caratterizzati allo stile nautico e rétro – fino a un menù realizzato ad hoc, che mixa una selezione di piatti signature, come il king crab alla catalana o la pappa al pomodoro e vongole, ad alcune novità, studiate appositamente dallo chef Domenico Soranno, tra cui tra cui i pansoti con salsa agli scampi, il pomodoro della Costiera condito con gamberi viola di Santa Margherita e l’insalata di baccalà alla ligure.

Tant’è, oggi Langosteria Paraggi non solo è diventato un punto di riferimento in Liguria per tutti i foodie della zona, ma è anche un’ottima ragione per un weekend al mare per gli habitué più affezionati, che in questo lato di riviera vengono volentieri per un po’ di relax, soprattutto adesso che il ristorante ha ufficialmente inaugurato la stagione estiva. Tra l’altro, l’offerta di questa succursale pieds-dans-l’eau, è la più ampia del gruppo: si passa dalla colazione al lunch, dall’aperitivo alla cena. Senza dimenticare il menù spiaggia riservato ai clienti dei Bagni Fiore, per gustare toast, crudi e insalate comodamente seduti sotto l’ombrellone.

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SHOPPING REVOLUTION

Dimenticate il mordi e fuggi, il bevo un caffè in piedi e scappo, compro un jeans senza neanche provarlo in un negozio fast fashion tanto si cambia e rimborsano, una crema beauty come fosse un litro di latte. Tutto questo c’è ancora ma altro sta arrivando in termini di shopping affatto tradizionale, molto più contiguo ad una forma di socialità e di esperienza che non è detto debba finire in acquisto. Una shopping revolution come viene definito: è presente in Treviso.

I concept store, ossia i negozi un po’ grandi, multi brand o multi things, stanno diventando anche luoghi di incontro dove far salotto o una pausa. Si entra in uno di questi nuovi posti  ci si incuriosisce delle cose in vendita molto spesso anche molte e diverse tra loro  e poi ci si accomoda, caffetteria e food (meglio se vegetariani o comunque healthy di tendenza) e si trascorre del tempo. Concept store ibrido se vogliamo dare un nome è questo.

Vorrei dirvi che appena ho varcato la soglia del negozio di abiti e accessori vintage Storage e ho avuto l’impressione di entrare nell’armadio della nonna. Insomma sarebbe l’attacco perfetto per un pezzo sul vintage. Ma non sarebbe la verità. In via Tommaso Salsa 2/B si entra in un paradiso di buon stile e gusto, dove ogni oggetto è perfettamente portabile ai nostri giorni, un Fashion e Food e tanto altro.

Vorrei dirvi che appena ho varcato la soglia del negozio di abiti e accessori vintage Storage e ho avuto l’impressione di entrare nell’armadio della nonna. Insomma sarebbe l’attacco perfetto per un pezzo sul vintage. Ma non sarebbe la verità. In via Tommaso Salsa 2/B si entra in un paradiso di buon stile e gusto, dove ogni oggetto è perfettamente portabile ai nostri giorni, un Fashion e Food e tanto altro.

Il concept store, o meglio, il mondo vintage di Amadio Valerio, l’ideatore e realizzatore del progetto Storage . oggi vi racconto di questo indirizzo speciale per gli amanti del vintage e non e del gusto raffinato, che ho scoperto grazie alla segnalazione di alcuni nostri amici.

Ho trovato curiosità per riscrivere le regole, perseveranza per reinventare i canoni,visione nel concepire modelli capaci di imporsi perché nati da una sintonia profonda con i clienti e con il mercato. E così questo spazio dedicati ai prodotti, al design ed al gusto.

Da provare!

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La nuova coupé della BMW è splendida

Una delle vetture ad alte prestazioni più attese di quest’anno è finalmente arrivata. Incontra la BMW M8, la prima auto della serie 8 a ricevere il trattamento “M” nella storia della casa automobilistica bavarese. Dal momento che la serie 8 originale degli anni ’90, è per la prima volta BMW ha costruito un M8 e non potremmo essere più eccitati. Sotto il lungo cofano scolpito della M8 c’è il familiare V8 da 4 litri turbocompresso, che si trova anche nella nuova BMW M5. In effetti, il motore è nello stesso stato di sintonia, il che significa che produce 600 cavalli. Il motore è accoppiato con una trasmissione Steptronic a otto velocità che trasferisce la potenza a tutte e quattro le ruote attraverso il sistema xDrive di BMW. 

BMW ha anche una variante di competizione più potente che si pone come modello di punta. Il V8 twin-turbocompresso da 4,4 litri in questa variante produce 617 cavalli, che aiutano l’auto GT ad accelerare da zero a 60 miglia all’ora in 3 secondi in piano. In termini di aspetto, la BMW M8 ha elementi di design sottili che la differenziano dai modelli standard della Serie 8, che includono specchi e spoiler in fibra di carbonio con finiture e distintivi neri lucidi. La GT ad alte prestazioni ottiene anche un tetto in fibra di carbonio a doppia bolla. La BMW M8 farà il suo debutto pubblico al NextGen evento automobilistico bavarese a Monaco di Baviera alla fine di giugno e sarà in vendita all’inizio di settembre. 


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La bottiglia di Yamazaki, vecchia di 50 anni, rendendolo il più costoso whisky giapponese fino ad oggi

Gli intenditori di whisky possono spendere milioni per realizzare una bottiglia perfetta dello spirito. Tuttavia, la nostra mente ad un altro livello è la recente notizia di un decanter Yamazaki venduto per ben € 440.000. Sì, è giusto! Il whisky giapponese è stato una scelta venerata per anni e la sua recente vendita lo rende il whisky più costoso della nazione fino ad oggi.

La bottiglia in questione è una prima edizione di 50 anni prodotta nel 2005. Solo 50 numeri dello spirito sono disponibili nel lotto, due dei quali sono già stati venduti per cifre da record. In totale, lo Yamazaki è stato prodotto in tre edizioni, con il secondo e il terzo imbottigliati rispettivamente nel 2007 e nel 2011. Tuttavia, ciò che rende il whisky così speciale è il suo processo delicato. Lo squisito Yamazaki viene prima maturato in botti di mizunara (quercia giapponese) prima di essere imbottigliato e rilasciato. Questo gli conferisce un sapore distintivo che lo rende così apprezzato in tutto il mondo.

L’anno scorso, ad agosto, un’altra bottiglia della prima edizione della Yamazaki di 50 anni è stata venduta per € 345.000 a Hong Kong, diventando così la seconda nel suo genere a detenere il record per il più costoso whisky giapponese. Inscritto con le parole “Suntory Single Malt Whiskey” Yamazaki “e presentato in una bellissima custodia di legno, non vediamo alcun motivo per cui la Yamazaki vince per tutto il tempo!

MA SE NON POSSO SPENDERE COSÌ TANTO, COSA BEVO? 
Coloro che sono incuriositi dai whisky giapponesi non devono disperare davanti al prezzo stratosferico dello Yamazaki 50 venduto da Sotheby’s. Evitando le edizioni da collezione e le bottiglie fuori dalla norma, ad esempio quelle affinate a lungo o in botti particolari, è possibile procurarsi un ottimo Yamazaki spendendo un numero sensato di euro. Il Distillers Reserve si trova ad esempio attorno agli ottanta euro, mentre l’eccellente Yamazaki 12 Years è acquistabile investendo 130-180 euro, a seconda dei rivenditori: un prezzo importante, ma assolutamente adeguato alla qualità del distillato. 



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Gozo, la destinazione dell’estate

Meno conosciuta di Formentera, ma non meno cool. ci sono molti motivi per scegliere l’isola vicino a Malta dove si può andare al mare anche a maggio e c’è la spiaggia di sabbia rossa

La leggenda racconta che Ulisse trascorse sette anni sull’isola di Gozo (nell’Odissea è chiamata Ogigia) prigioniero della ninfa Calipso che gli offrì l’immortalità in cambio dell’amore. Un mito che rende ancora più magica quest’isola, che ruba la scena a Mykonos e Formentera.

A Gozo l’estate inizia prima, e la bella notizia è che oltre ad essere molto vicina a Malta, si trova a soli 90 chilometri dalla Sicilia, ovvero a 40 minuti di aereo. (Dal Nord Italia il volo dura meno di due ore). La location perfetta per una fuga romantica o un long weekend con le amiche dove unire spiagge da cartolina, attività outdoor come trekking e arrampicata, e nightlife.

Ecco perché è la meta cool dell’estate 2019. Per non scegliere le solite destinazioni mainstreem, e postare foto su Instagram che dettano tendenza.

PERCHÉ C’È UN CALENDARIO RICCO DI FESTE ED EVENTI 
Ogni settimana a Gozo si celebra un santo patrono con feste che coinvolgono gente del posto e turisti. Mentre per cinque settimane, da giugno a luglio, c’è il Victoria International Arts Festival con un programma di eventi musicali che includono il Festival jazz al Mgarr Harbour, il Brass Festival, il Qala International Folk Festival, e concerti a Xlendi, Mgarr e Marsalforn.

PER I TRAMONTI
Ogni angolo dell’isola vale un tramonto. Basta spostare “la sedia” come faceva il Piccolo Principe sul suo pianeta minuscolo. Gli scorci più belli si vedono a Xlendi, Dwejra e Xwejni, nella parte occidentale. Ma anche a sud, sulle colline di Xagħra, Nadur, Żebbuġ e dalla Cittadella.

PER LE SPIAGGE WILD E LA VITA SOTT’ACQUA
A Gozo la vacanza è slow. Ma solo per chi vuole viverla così, tra le sue spiagge wild. (Gozo è nella classifica 2019 delle destinazioni più sostenibili). La spiaggia più famosa è Ramla Bay dall’iconica sabbia rossa, seguita dalla sua sorellina San Blas Bay. Se amate fare snorkeling, immersioni e foto in modalità fish eye con la Gopro o il telefono (industrittibiule) CrossCall dotato di action camera, l’elenco continua con Hondoq Bay e la sua baia segreta Bemberin, le spiaggie di Ix-Xatt L-Aħmar e Wied il-Għasri. E ancora, Dwejra Bay e San Filep fuori dai sentieri battuti. Per i sub esperti, al largo di Xwejni Bay c’è la spettacolare formazione del Double Arch: un doppio arco che emerge dal fondo del mare, dove si incrociano spesso banchi di barracuda in un paesaggio di spugne rosse e coralli. O ancora la Cathedral Cave, appena sotto il livello dell’acqua. Ma il paradiso a Gozo si chiama Blue Hole, una piscina naturale che si è creata dal crollo di due grotte di rocce calcaree.

PERCHÉ NON ESISTE SOLO IBIZA
A Gozo c’è una delle discoteche più famose d’Europa che soprattutto in estate ospita Dj importanti. È la pittoresca La Grotta, arroccata su una scogliera che domina la Valle di ix-Xlendi.

PERCHÉ SI PUÒ FARE MINDFULNESS
Praticare Yoga Sup tra le acqua cristalline di Gozo dà tutta un’altra energia. La lezione di Sup Yoga si svolge sulla tavola e comprende la asana di base dello Yoga, più altre combinazioni di movimenti tra cui la pagaia. La location più cool è a Hondoq Bay.


Più info quiwww.visitgozo.com

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Ermanno Scervino lancia il suo primo profumo

Il nuovo e primo profumo di Ermanno Scervino non poteva che esser lanciato a maggio. Uno dei momenti più glamour dell’anno. Le dive della Costa Azzurra, presenti come ogni anno per il Festival di Cannes, hanno stregato e ispirato Ermanno Scervino. Lo stilista, in vacanza da bambino a Forte dei Marmi, in Costa Azzurra e a Cortina, ha avuto modo di incontrare le più grandi star del cinema italiano e hollywoodiano. Da Monica Vitti a Sophia Loren, da Elizabeth Taylor a Kim Novak.

Il sogno di poterle vestire, un giorno, si è avverato nel 2000, quando il designer ha fondato la Maison toscana, con sede a Firenze, Ermanno Scervino.

Il sogno di profumarle, invece, si è avverato adesso. In collaborazione con Mavive, la casa di moda ha creato, infatti, la sua prima fragranza: l’eau de parfum Ermanno Scervino. Accordi di gianduia, petali vellutati di tuberosa e un fondo di legni e muschi, racchiusi in un flacone infiocchettato con un nastro di organza color rosa nude.

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“I briganti ti chiedono la borsa o la vita; le donne le vogliono tutt’e due”

Essere eleganti è una questione di gusto e cultura, e non riguarda tanto seguire le tendenze quanto scegliere uno stile personale, aperto alle novità e alle variazioni ma anche ben pensato, vissuto quotidianamente nel tempo, tanto da farci sentire a nostro agio. Lo stile è qualcosa di continuo, come diceva Yves Saint Laurent, a differenza della moda che è passeggera.


Per essere e soprattutto sentirti elegante, quindi, ti basterà sperimentare e poi approfondire uno stile che ti fa sentire chic, ma anche bene con te stessa. La cosa più importante dell’eleganza è che dovrebbe essere senza sforzo, sembrare una cosa naturale, un modo di essere. Tenerli sempre a mente, e il resto verrà da sé.

Eledor nasce con l’idea di far avvicinare il più possibile la persona ad un’esperienza tutta personale e diretta tra designer e cliente. Questo avvicinamento permette di dare vita a borse di lusso totalmente made in Italy del tutto personalizzate ed uniche. Avere la possibilità di poter decidere i dettagli, il colore e la pelle del proprio accessorio. renderà unico il vostro outfit e vi permetterà di mettervi in risalto .

Eledor si distingue per la produzione di borse ed accessori di artigianato italiano funzionali e di grande personalità, presentandosi con uno stile italiano di qualità ed accenni peculiari, che rendono il suo brand inconfondibile. Pongono tra i loro obiettivi primari la valorizzazione delle professionalità migliori nel design e nella lavorazione dei materiali. Un vanto è per Eledor, in particolare la qualità delle pelli, che rende ciascun prodotto una eccellenza che distingue: la consistenza e la tessitura delle sue superfici diventerà così per ciascuno, secondo la propria personalità, un cenno di raffinatezza che attrae.

www.eledor.it

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Questa è la Rolls Royce dei tavoli da ping-pong

Se sei uno che ama gli sport indoor come il ping-pong, ecco la tua occasione per farti un tavolo da gioco all’avanguardia che è diverso da qualsiasi cosa tu abbia mai visto prima e, innalzarne il fattore gioco a un livello completamente nuovo, è un tavolo in edizione dorata di Adriano Design, rinomato studio di design torinese.

Cresciuto come edizione in oro premium Lungolinea, lo straordinario tavolo presenta giunti di collegamento realizzati in oro 24k e realizzati artigianalmente da esperti orafi italiani. Realizzato in collaborazione con Impatia, produttore di tavoli da gioco di lusso con sede a Milano, il tavolo comprende anche una superficie di gioco in vetro con una rete da gioco al centro realizzata in Alcantara. La sua tecnica di produzione ad alta precisione lo rende inoltre adatto per giocare a un gioco approssimativo e usarlo per altri sport indoor come il ping-pong o il poker.

Il tavolo d’oro Lungolinea misura 274 cm x 152,5 cm x 76 cm (h) e viene fornito un set completo di accessori composto da un kit di rete da ping pong, quattro racchette Professional e sei sfere Professional. Pesa un solido kg 250, rendendolo un pezzo estetico stabile che difficilmente può mai cadere preda di furti o altri incidenti. Oltre all’edizione in oro, la collezione Lungolinea della serie Adriano Design comprende anche una versione in legno, cromo nero e cromo. 

www.impatia.com

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BMW si avventura in mobilità personale lancia il suo elegante scooter elettrico

Scooter elettrici ed e-bike sono segmenti in forte espansione quando si tratta di mobilità personale e le case automobilistiche non sono disposte a lasciare che un’opportunità come questa scivoli via.

Aggiungete a ciò la legislazione che ha iniziato a diventare favorevole in alcuni paesi ed è facile capire perché molte case automobilistiche abbiano o iniziato a costruire i propri scooter elettrici ed e-bike, o comprino società che li fanno per avere un punto d’appoggio questo business.

Come noto produttore di biciclette e, più recentemente, di biciclette elettriche, la BMW non fa eccezione. Attraverso la sua divisione BMW Lifestyle, la compagnia bavarese ha annunciato che lancerà la BMW E-Scooter da settembre 2019.

Sviluppato in collaborazione con Micro, l’inventore del Micro Scooter, l’E-Scooter offre un’autonomia di 12 chilometri  ed è in grado di viaggiare a velocità fino a 20 km. Lo scooter elettrico è motivato da un motore da 150 watt montato sulla ruota posteriore alimentato da una batteria agli ioni di litio inserita nella pedana.

La ricarica della batteria a piena capacità richiede due ore. La potenza di arresto è assicurata da due sistemi di frenatura separati. Nonostante l’imballaggio di tutta questa tecnologia, il BMW E-Scooter punta la bilancia a soli 9 kg e presenta un design salvaspazio che consente di piegarlo molto facilmente.

Caratterizzato da un design nero opaco e luci anteriori e posteriori incorporate, l’E-Scooter sarà offerto con un prezzo di vendita consigliato di € 799 in Germania.

Oltre all’E-Scooter, BMW Lifestyle presenta il City Scooter e il Kids Scooter. Creati anche in collaborazione con Micro, sono normali scooter senza propulsione elettrica. Il City Scooter costa € 200  e viene fornito con un meccanismo di chiusura e chiusura a tripla chiusura, ruote grandi e pedana bassa con un cavalletto integrato.

Disponibile per € 120, il Kids Scooter size-shifting è disponibile in due combinazioni di colori ed è progettato per bambini tra i 3 ei 12 anni. Il sedile può essere semplicemente tolto e l’altezza del manubrio viene regolata man mano che il pilota diventa più alto.

Tutti gli scooter BMW possono essere acquistati presso rivenditori BMW selezionati.

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Torta Tropezienne. Il dolce di Brigitte Bardot

Era il lontano 1955, quando Roger Vadim gira a Saint-Tropez il film Et Dieu… créa la femme. Sul set lo chef Alexandre Micka è incaricato di preparare il pranzo a tutta la troupe. Ai tempi, il cuoco possedeva una piccola BOULANGERIE dove vendeva il dolce che la leggenda vuole fosse stato tramandato da una ricetta polacca della quale lo chef era in possesso. Il dolce tramandato dalla nonna consisteva nella preparazione di una torta aromatizzata ai fiori d’arancio, farcita con una crema al burro e una crema pasticcera. Era l’embrione della tarte Tropeziénne, che proprio in occasione della lavorazione del film Micka fece assaggiare sul set all’attrice Brigitte Bardot.

Lei disse Torta di Saint-Tropéz. Lui rispose Tarte Tropeziénne.
Oh, Mon Dieu, uno tra i più buoni dolci francesi non ha origini francesi, ma polacche: un pensiero saltuario e malizioso che di regola svanisce quando affondo il coltello nell’impasto soffice che profuma di fiori d’arancio e agrumi.

La storia

L’interprete rimase colpita dalla bontà del dessert soffice e suggerì al cuoco di chiamarla Tarte de Saint-Tropez. Partendo da quel suggerimento, il pasticciere optò invece per Tarte Tropezienne; e ne depositò subito il brevetto. E allora, che ci si senta attrici o chef, ecco la ricetta per preparare il dolce proposta da Giallo Zafferano. Ingredienti per il lievitino. Farina 00 50 gr Lievito di birra disidratato 4 gr (o fresco 12 gr, latte 40 ml. Per l’impasto. Uova 1 medio, Latte 150 ml, Farina 0 manitoba 180 gr, Farina 00, 100 gr, Zucchero 40 g, Sale 4 g, Burro morbido 60 gr. Per la crema. Latte 750 ml, Vaniglia una bacca, Uova 9 tuorli, Zucchero 225 g, Sale q.b., Farina 00 75 gr, Colla di pesce 10 g, Panna fresca liquida 350 ml, Zucchero a velo 20 gr. Per spennellare. Uova 1 albume, Zucchero granella q.b.

Il procedimento

Per realizzare la Torta Tropeziénne iniziate dal preparare il lievitino. In una ciotola ponete la farina setacciata, il lievito di birra disidratato e il latte. Poi impastate a mano gli ingredienti, fino ad ottenere un composto morbido. Ponete il lievitino in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare. Trascorso il tempo di lievitazione ponete il lievitino nella planetaria con foglia, aggiungete l’uovo intero e azionate la macchina, poi versate il latte a temperatura ambiente, le farine setacciate, il sale e lo zucchero. Sostituite la foglia con il gancio, aggiungete il burro ammorbidito, un pezzetto alla volta e aspettando che si sia assorbito prima di aggiungere un altro pezzo, continuate ad impastare fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno raccolti intorno al gancio. Trasferite l’impasto su di una spianatoia infarinata fatelo a forma sferica, ponetelo in una ciotola, copritelo con pellicola e lasciatelo lievitare per 2 ore a temperatura ambiente. Poi ponetelo in frigorifero a lievitare per 12 ore. Per la crema: estraete i semi dalla bacca di vaniglia e mettete in infusione nel latte caldo sia i semi che la bacca per circa mezzora e lasciate raffreddare il latte.

Ancora procedimento

Ammorbidite i fogli di gelatina mettendoli in acqua fredda per 10 minuti. Intanto con una frusta montate lo zucchero e i tuorli. Poi incorporate la farina setacciata. Estraete con una pinza da cucina la bacca di vaniglia lasciata in infusione nel latte ormai raffreddato.Versate il latte nel composto di tuorli e farina. Trasferitelo in un pentolino e portatelo sul fuoco. Fate addensare la crema a fuoco dolce mescolando con una frusta. Quando la crema sarà densa, incorporate la gelatina ammorbidita e ben strizzata.

La fine della ricetta

Mescolate per farla sciogliere nella crema. Spegnete il fuoco e trasferite la crema in una ciotola, copritela con la pellicola a contatto e lasciatela intiepidire a temperatura ambiente e poi ponetela in frigorifero coperta con pellicola a contatto. Intanto montate la panna e quando sarà semimontata aggiungete lo zucchero a velo. Unite la panna montata alla crema, mescolando con una spatola delicatamente. Trasferite tutto in una ciotola, coprite con la pellicola e conservate la crema in frigorifero.

Riprendete l’impasto lievitato, fatelo rinvenire a temperatura ambiente per un paio di ore prima di lavorarlo. Ponete l’impasto su una spianatoia infarinata, lavoratelo per dargli una forma sferica. Poi prendete una foglio di carta forno e disegnate la sagoma di un disco di 24 cm di diametro. Stendete l’impasto sulla sagoma e appiattitelo leggermente. Trasferite il disco su una leccarda, avvolgetelo con la pellicola trasparente e fate lievitare ancora per 1 ora.

Passato il tempo necessario, riprendete il disco di pan brioche, spennellate la superficie con l’albume e ricopritela con lo zucchero in granella. Cuocete la tarte tropezienne in forno statico preriscaldato a 160° per 50 minuti (in forno ventilato a 140° per 40 minuti), se dovesse diventare troppo scura in cottura, copritela con un foglio di carta di alluminio. A cottura ultimata sfornatela, e lasciatela raffreddare completamente su una gratella. Una volta raffreddata, tagliatela a metà e farcitela con la crema. Buon appetito.

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Mio nonno teneva la cravatta anche in casa, perché voleva che nonna lo vedesse “bello” come il primo giorno. Ed è stato così fino all’ultimo.

La cravatta è l’uomo», sosteneva, a ragione, mister eleganza Lord Brummel. Regimental, rigata, cashmere, tinta unita, a disegni geometrici, con motivi animalisti o a fantasia, dai colori neutri o vivaci, la cravatta è il segno distintivo di un uomo. Per questo deve essere realizzata artigianalmente, da mani esperte.

Il mondo della cravatta è un mondo che parla sempre più italiano. Magari con tessuti presi in prestito dalla lunga tradizione anglosassone, ma la mano d’opera e la tecnica (come anche in sartoria) sono sempre quelle del nostro paese. Napoli è in questo settore la patria della cravatta fatta a regola d’arte. Tra le tante aziende, una in particolare si segnala per intraprendenza: parliamo di Ulturale, la cui storia è al contempo un mix di vecchio e nuovo.

Tutto nasce con la famiglia Ulturale: Mario opera nel settore dei tessuti dagli anni 50 trasmettendo al figlio Enzo la passione per l’artigianato e il mondo serico. Grazie a questo amore, negli anni 80, Enzo si specializza nel settore della cravatta fatta a mano. Nel 2004 la grande svolta, con il nuovo corso dell’azienda, grazie ai nuovi Soci e soprattutto a modelli inediti e innovatici. Seguirà da lì a poco l’ apertura del primo punto vendita su Napoli.

Sono tutte tagliate e confezionate a mano con la cura e la meticolosa precisione proprie dell’antica, quanto attuale, scuola sartoriale napoletana. L’altissima qualità dei tessuti in seta jacquard, garza di seta, seta stampata e cachemire, selezionati tra le più antiche e prestigiose tessiture e stamperie italiane ed inglesi, insieme all’accurata manifattura rigorosamente realizzata nei quattro, talvolta cinque o anche sei passaggi a mano, ne fanno oggetti esclusivi, di altissimo prestigio e valore, prodotti in numero limitato anche su misura, con la scelta diretta delle stoffe, sia per il tradizionale modello tre pieghe che per le raffinate sette, dieci e dodici pieghe”.

Il cavallo di battaglia dell’azienda è senz’altro la fortunatissima (e brevettata…) Tiè, ideata di Giancarlo Auriemma, che a tutt’oggi ricopre il ruolo di responsabile commerciale: “Una cravatta sette pieghe al cui interno si cela un cornetto in corallo mediterraneo con montatura dorata, agganciato ad un anellino a cui può essere attaccato un qualsiasi monile, anche personalizzato con logo aziendale. Dall’inglese tie al napoletanissimo tiè, solo un accento, ma tanta fantasia in più!”

www.ulturale.com

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Heinz ha realizzato il ketchup più raffinato del mondo?

Non stiamo parlando di green ketchup o di quelle orrende fette di ketchup, ma in realtà ci riferiamo al prodotto più nuovo e probabilmente più fantasioso del padiglione di tutti i tempi – un vaso unico in edizione limitata di “Ketchup Caviar”. Sì, è vero!

Tutto però stà nella presentazione, perché se il ketchup fosse servito come una salsina di lusso allora tutto cambierebbe, così Heinz ha pensato di trasformare il ketchup in uno dei prodotti alimentari più costosi e rinomati: il caviale.

Il caviale di ketchup Heinz non è altro che una variante della salsa proposta in piccole perle per guarnire i cibi. Il Caviale di Ketchup Heinz è confezionato anche dentro ai tipici barattolini di vetro, con tanto di etichetta personalizzata per dare un aspetto prestigioso al prodotto. Per quanto appaia come cibo di lusso però il caviale non è altro che normale ketchup in formato alternativo.

Ogni barattolo di Heinz Ketchup Caviar pesa 1,6 gr. e sorprendentemente non contiene nemmeno una traccia di uova. I piccoli blob rossi sono fatti al 100% puro Heinz Ketchup per assomigliare a piccole palline simili a caviale che possono essere usate per guarnire pasta o altri piatti a scelta. Commentando il prodotto insolito, la società in un comunicato stampa ha dichiarato: “Per 150 anni, HEINZ ha creduto nel ‘fare le cose insolite straordinariamente bene’ e non ha fatto eccezione per il gusto straordinario.” Il Ketchup Caviar è così esclusivo che ci sono solo 150 vasetti a disposizione in tutta Italia, uno per ogni anno di storia  creati appositamente per i veri Ketchup Lovers. 

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Lacoste sostituisce il logo del coccodrillo con simboli di 10 specie in via di estinzione per aumentare la consapevolezza

Lacoste è uno dei pochi marchi di abbigliamento di lusso che è stato al timone di creare consapevolezza ambientale. All’inizio dell’anno scorso, il marchio ha cambiato il suo famoso logo in cambio di quello delle specie in via di estinzione per una linea di magliette polo in edizione limitata. Continuando i suoi sforzi per diffondere consapevolezza, il tendone è tornato con uno sforzo simile, questa volta ancora per una serie di t-shirt iconiche.

Creata in stretta associazione con SOS (Save Our Species) dell’IUCN – un ente benefico per la conservazione della natura, la nuova collezione di t-shirt da polo presenta loghi di alcune specie in via di estinzione, vale a dire: il condor della California, la saola, la tigre di Sumatra, l’iguana di terra di Anegada , la vaquita, la tartaruga birmana, il lemure sportivo del nord, il rinoceronte di Giava, il gibbone di Cao-Vit e il kakapo. Ciascuno dei 10 disegni è creato in numero limitato che corrisponde alla popolazione rimanente di detta specie che rappresentano ciascuno, con il lotto più piccolo che è quello della focena californiana a soli 30 pezzi.

Una collezione in via d’estinzione.
Lacoste, attraverso una partnership con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, ha realizzato una collezione in cui l’iconico coccodrillo è stato sostituito da altri 10 animali. Il numero di polo prodotte per ciascuna serie (costo di 150 euro, per un totale di 1.775 capi) corrisponde al restante numero di animali esistenti in natura: lìiguana di Anegada (450 polo), la tigre di Sumatra (350), il Saola (250), il condor della California (231), il gibbone di Cao-vit (150), il Kakapo (157), il rinoceronte di Giava (67), il lepilemure settentrionale (50), la tartaruga rugosa birmana (40) e la vaquita, il più piccolo cetaceo del mondo (30).

Commentando la collezione, Lacoste in una dichiarazione ha dichiarato: “Per le specie in via di estinzione di questo mondo, il coccodrillo abbandona il suo posto ancestrale.” Negli ultimi 85 anni, il marchio non ha mai scambiato il suo logo esclusivo, creato originariamente come un omaggio al fondatore René Lacoste, che è stato soprannominato “Il coccodrillo” per come ha distrutto gli avversari sul campo da tennis. Le t-shirt polo ‘Save Our Species’ vendute al dettaglio a € 195 ciascuna con l’intera collezione in corso di esaurimento.

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E’ come una nuvola galleggiante di caramelle di cotone, questa potrebbe essere la tazza di caffè più bella di sempre!

La Coffee Art è superata, ha detto nessuno mai! E mentre i disegni sugli strati schiumosi del tuo latte possono sembrare un po ‘fuori dal blocco, c’è ancora molto da esplorare nella terra del caffè. Farti credere così mentre ti presenti anche un sogno, sono i tizi della catena di caffetterie cinesi Mellower Coffee che di recente hanno creato la magia con la loro nuova edizione intitolata – Sweet little Rain.

Ogni tazza della “Sweet Little Rain” arriva con il tuo Americano preferito e un gomitolo di zucchero filato bianco per accompagnarlo. Tuttavia, la lanugine di zucchero, invece di essere offerta sul lato, viene sospesa sopra la tazza. La “nuvola” fluttuante ha lo scopo di gocciolare lo zucchero quando viene colpita dal vapore del caffè, aggiungendo così dolcezza al tuo caffè mentre lo assapori. Come previsto, lo stupore di un caffè si è già fatto strada su Instagram con il suo tag di tendenza come #sweetlittlerain.

I creatori di Mellower Coffee sono venuti con le diverse miscele di caffè uniche nel passato, tuttavia, questo potrebbe di gran lunga considerarsi uno dei migliori. Anche se ci sono poche informazioni sul prezzo e sulla disponibilità della birra, è previsto che sia disponibile in ognuno dei 50 siti di Mellower Coffee in tutto il mondo. Detto questo, il tuo ultimo sogno per il caffè ora ha un nome e si chiama Sweet Little Rain!

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SOLO PER DUE: IL RISTORANTE PIÙ PICCOLO DEL MONDO… È IN ITALIA!

Un solo tavolo. Due posti disponibili. Tutto il resto è a discrezione degli ospiti. Si chiama “Solo per Due”, ed è il ristorante più piccolo del mondo. Si trova a a Vacone, un piccolo e grazioso villaggio in provincia di Rieti situato a 68 chilometri a nord di Roma.

Sapreste immaginare un luogo più indicato per trascorrere un momento speciale con la persona che amate? Non è certo un ristorante come tutti gli altri: ogni cosa è studiata nei minimi dettagli, con il menù che viene stilato e concordato con gli ospiti che prenotano. La struttura è incastonata come una pietra preziosa, in un contesto affascinante e glamour, che risale al secolo scorso.

All’esterno del ristorante sono visibili le vestigia di un’antica villa romana. Quando si aprono i cancelli del ristorante, si accede ad un giardino splendido, nel quale è possibile ammirare palme provenienti da ogni parte del mondo. Ma le emozioni più autentiche si provano nel momento in cui ci si siede a tavola: le luci si abbassano, i candelabri si accendono ed il cameriere, mai come in questo caso definibile come personale, arriva solo quando lo si chiama, attraverso un campanello d’argento a disposizione degli ospiti.

“Solo per due” è un ristorante ‘double face’. Nei mesi invernali è possibile cenare all’interno dell’antica villa, a lume di candela, davanti al camino. Con la bella stagione si può invece godere del meraviglioso giardino, ove sono coltivate palme provenienti da tutto il mondo, e del panorama mozzafiato che dà sulla vallata ricoperta di ulivi e vigneti che rimandano un leggero odore di uva fragola. In entrambi i casi, la sera, sarete accolti da un giardino magico,illuminato da fiaccole che vi indicheranno la strada.

La cucina è unicamente italiana e propone specialità tipiche del luogo, accompagnate da vini pregiati, che fanno parte della cantina (fornitissima) del ristorante. Tra i servizi offerti dalla struttura, si può usufruire di spettacoli pirotecnici personalizzati, suggestivi addobbi floreali, un taxi collegato con aeroporti ed Hotel di Roma, il noleggio giornaliero senza conducente di esclusive autovetture Ferrari oppure il servizio con autista a bordo di una fantastica Limousine che viene a prendere l’ospite direttamente a casa, permettendogli di trascorrere così il viaggio fino a Vacone nella massima tranquillità e agio. Il proprietario ed inventore di questa splendida realtà è Remo Di Claudio, con il quale abbiamo voluto approfondire e conoscere da vicino un ristorante, tra i più esclusivi del pianeta.

Come nasce l’idea di creare “il ristorante più piccolo del mondo”?

L’idea è estremamente precisa: creare un ristorante dedicato alla celebrazione della cena d’amore per antonomasia.

Quali sono le caratteristiche del locale? In che contesto è inserito?

Un tavolo, due poltrone, un caldo camino, candelabri e posate d’argento, un giardino incantato, un panorama incontaminato ed una antica villa romana adiacente, piena di misteri…

Che tipo di menù proponete?

Il menù viene concordato al momento della conferma della cena, su specifiche indicazioni fornite dagli ospiti.

In che modo differenziate accoglienza e menù in base alla stagione?

La celebrazione è profondamente influenzata dalla stagione, sia per i sapori, i profumi ed i colori che caratterizzano in modo unico ogni cena d’amore.

Che atmosfera trova chi entra nel vostro ristorante?

Come spesso accade quando si varca la soglia di un luogo incantato, si percepisce immediatamente una forte emozione. Credo che quello che si sente chiaramente sia la presenza di migliaia di frammenti di storie d’amore che si sono sedimentate qui negli anni, ed è possibile coglierne tutte le sfumature attraverso la lettura di un libro con delle pagine bianche che vengono riempite ogni sera dagli innamorati che ci raccontano la loro vita, il “libro dei pensieri”.

Quanto tempo prima bisogna prenotare?

Abbiamo prenotazioni sino al 2021, ma non tutti gli ospiti sono così previdenti, in ogni caso, poiché lo stato delle prenotazioni/conferme è in costante evoluzione, al fine di fornire informazioni corrette ed aggiornate, invitiamo gli ospiti a contattarci solo telefonicamente

Qual è il prezzo medio per degustare le vostre prelibatezze?

Il costo della cena completa (o del pranzo) è quello indicato sul sito http://www.soloperdue.it al link “come prenotare”, in fondo alla pagina (500,00 Euro inclusi i dettagli che verranno concordati all’atto della conferma).

In che modo accogliete i vostri clienti?

Con il desiderio di servirli al meglio delle nostre possibilità.

Gli ospiti vengono solo dall’Italia o anche dall’estero?

Per la maggior parte provengono dall’estero.

Qual è la cosa che stupisce maggiormente i frequentatori del vostro ristorante?

Sicuramente quella di avere la sensazione di essere trasportati fuori dal tempo.

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Suite della settimana: l’incantevole suite di Ponte Vecchio al Portrait Firenze

L’architettura storica e l’attrazione culturale di Firenze sono probabilmente uno dei motivi principali per cui visito la città. Dall’ispirazione di Ponte Vecchio al sognante paesaggio fiorentino, la città poetica di Firenze ha sempre un pezzo del mio cuore. Una visita alla città è incompleta senza un soggiorno al Portrait Firenze, la proprietà boutique della famiglia Ferragamo. Inserito tra i Leading Hotels of the World, l’hotel di lusso a cinque stelle di Firenze racchiude il concetto di lusso e lo distingue da qualsiasi altro hotel della città.

L’architetto fiorentino Michele Bönan ha sfruttato la posizione sul lungofiume dell’hotel e ha creato un capolavoro in mezzo al trambusto di questa città ricca di storia. Il tema della proprietà boutique è classico e contemporaneo, che si fonde magnificamente con la graziosa città di Firenze.

A differenza della maggior parte degli hotel, questa struttura è un hotel di sole suite, alcune con splendide viste sul fiume Arno. È interessante notare che l’hotel boutique offre un bouquet di opzioni di alloggio – una scelta di dieci suite splendidamente arredate, con la maggior parte delle viste sul fiume. Mentre ogni suite è affascinante e affascinante a modo suo, un soggiorno presso la suite dell’hotel Ponte Vecchio è altamente raccomandato.

Arroccata al sesto piano dell’hotel, la suite si affaccia sul fiume scintillante, aprendo la strada per incantevoli cene private sulla terrazza sul fiume. Con una superficie di 120 mq, la suite ospita due camere da letto rivestite in una sofisticata gamma di colori grigio e bianco.

La suite è immersa in accenti italiani, adornata con eleganti accessori. La sala da pranzo è probabilmente la mia zona preferita della suite con sedie grigio caldo straordinariamente chic e profonde lampade nere. Una vasca colossale occupa il centro della scena nel bagno padronale matrimoniale bianco vanità. 

La suite dal design impeccabile comprende due ampi bagni, due armadi, una zona salotto, una zona soggiorno e una sala da pranzo. Tutte le vostre esigenze in sala da pranzo possono essere gestite meticolosamente nell’angolo cottura interno, che funge anche da bar.

Dove: Ritratto Firenze 
Lungarno degli Acciaiuoli, 
4, 50123 Firenze FI, Italia 
Telefono: +39 055 2726 800

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La Svizzera lancia i “bedroom cinema”: divani-letto al posto delle poltrone

Abbiamo incontrato molti lussuosi home theatre nel mondo, ma questa nuova sala cinematografica in Svizzera supera tutti con il massimo comfort. Non ci credi? Bene, lo farai, una volta che avrai dato uno sguardo ai posti a sedere all’interno del lussuoso cinema situato nel comune nord-occidentale di Spreitenbach, vicino al confine svizzero-tedesco.

Parte della “camera da letto VIP” del Cinema Pathé, il nuovo concept screen ridefinisce il lusso sostituendo i normali posti con comodi letti matrimoniali. L’innovativo luogo di incontro pone particolare attenzione all’igiene e garantisce che durante le proiezioni all’interno non vadano perse attività inappropriate. Commentando l’aspetto della pulizia, Venanzio Di Bacco, amministratore delegato di Pathé Svizzera, in una dichiarazione al sito web di notizie locali 20 minuti ha dichiarato: “L’aspetto dell’igiene è molto importante per noi”. Ha inoltre aggiunto: “L’offerta è unica in Svizzera. Ma abbiamo testato il concetto all’estero e finora non abbiamo avuto problemi. “

Bacco ha anche chiarito che i fogli saranno cambiati tra ogni singolo film e che il design è provato e testato. La camera da letto VIP del Cinema Pathé dispone attualmente di undici letti matrimoniali, ciascuno dotato di poggiatesta regolabili elettronicamente. I biglietti per la nuova sede costano £ 37 (41,57 USD) e includono un prodotto alimentare gratuito e bevande per il film. L’ampia area VIP del cinema comprende anche un cinema Imax di 350 capacità e un teatro con divani singoli e doppi per coloro che non sono disposti a pagare il costo pesante di quest’ultimo.

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LA TOUR EFFEIL FA 130 ANNI

La “Signora di ferro”, compie 130 anni, ma tutt’attorno alla Tour Eiffel ferve l’attività di giganteschi cantieri. C’è polemica sugli anni di lavoro e i costi per rifare il look del simbolo di Parigi, il monumento accessibile a pagamento più visitato al mondo. Ma il 15 maggio per l’anniversario, la folla dei momenti importanti, per uno spettacolo di suoni e luci senza precedenti, alle 22 con il via dato dalla sindaca, Anne Hidalgo.


Con 7 milioni di visitatori all’anno (per tre quarti stranieri) la Tour costruita nel 1889 per l’Esposizione universale resta la vetrina della Francia. Per questo, le autorità non vogliono che l’aria invecchiata e le travi che danno l’impressione di essere arrugginite ne intacchino il prestigio planetario. Così, dallo scorso autunno – e fino al 2021 – ecco il lifting, una “spennellata” di vernice. Operazione che, però, si sta rivelando più complicata del previsto, e comunque più difficile rispetto ai 20 restyling subiti dalla sua costruzione.

“E’ uno dei più grossi cantieri che metta mano alla Tour Eiffel”, ha ammesso Anne Yannic, la direttrice generale della Sete, la Società che gestisce il monumento. In pratica, la pittura viene data alle storiche travi di ferro ogni 7 anni, ma stavolta ci si è accorti che i 19 strati precedenti presentavano profonde crepe in diversi punti, tanto da rendere impossibile l’aderenza di una nuova verniciatura. Si sta procedendo, quindi, con un’operazione di raschiatura degli strati precedenti sul 10% della struttura, circa 25.000 metri quadri, per un totale di una trentina di tonnellate di vecchia pittura che sarà eliminata.


Per consentire l’operazione, sono state erette impalcature fra il piano terra e il primo piano sui pilastri sud ed est, che non sono i più esposti sul fronte-Senna. Una volta terminata l’operazione, si passerà alla nuova mano di pittura, il famoso “colore bruno-Torre Eiffel”, che sarà applicata in 60 tonnellate.

A lavorare nel gigantesco cantiere sono un’ottantina di operai specializzati, che agiscono “in senso discendente”, dall’alto al basso, riparando e sostituendo pezzi originali quando ne ravvisano il bisogno. Ci vorranno 3 anni, per un costo di 40 milioni di euro. Come se non bastasse, la riverniciatura si aggiunge all’enorme cantiere ai piedi del monumento, dove si sta concludendo la costruzione di un un muro trasparente antiproiettile. Si tratta di vestire e proteggere la “Signora” in base ai tempi nuovi che sta vivendo, dove minacce di terroristi, di violenze durante le manifestazioni di gilet gialli e – la settimana scorsa – di un fulmine che l’ha colpita proprio in cima, non sembra vogliano rispettare la sua età.

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“Un luogo speciale”

Paper & People, con sede a Milano, è il più grande centro espositivo, di promozione e vendita a livello europeo di carte grafiche, cartoncini ad alto valore aggiunto e buste. Un ricco spazio che si presenta come un campionario vivente, dove le carte sono esposte per sfumatura di colore, per tipologia, per sensazioni tattili, per effetti speciali di trasparenza. E’ il punto di aggregazione dei professionisti della grafica, del design, della comunicazione, del marketing e di tutti coloro che amano distinguere il proprio modo di comunicare.

Nello showroom si possono vedere, toccare, testare e acquistare più di 2500 articoli tra carte, cartoncini, supporti speciali e buste coordinate(classiche, innovative, con effetti speciali, ecc) per dare forma e supporto alle idee.

I prodotti sono acquistabili anche in piccole quantità e nei formati utili alle esigenze cdi ciascuno. E’ possibile inoltre testare immediatamente i prodotti con la tecnologia di stampa Xerox, osservare esempi di prodotti e progetti finiti, realizzati con le carte in esposizione, acquistare libri e pubblicazioni specializzate, ammirare le più recenti soluzioni per l’interior decoration sviluppate da 3M per una comunicazione coordinata a tutto campo.

L’obiettivo è quello di connettere ed integrare l’intero processo, dalla produzione, alla progettazione, fino alla realizzazione del prodotto. Forme, colori e materiali verranno scelti da voi con l’aiuto del team di P&P per permettervi di realizzare il vostro un progetto su misura. Paper & People, oggi è il più grande centro espositivo in Europa, specializzato nella vendita di carte grafiche.

Dove: Milano, Via Pecchio 14

info@paperandpeole.com

www.paperandpeople.com




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Arriva la bicicletta elettrica superveloce

Realizzata da Bond Mobility, la bici dockless è in grado di raggiungere i 60 chilometri orari. Una bicicletta elettrica capace di tener testa alle automobili. Bond Mobility è una startup svizzera che ha realizzato una bici dockless in grado di raggiungere le 30 miglia orarie (circa 60 chilometri all’ora). Il doppio della velocità massima di uno scooter elettrico, ad esempio. Questo tipo di servizio potrebbe essere dedicato agli utenti che hanno bisogno di spostarsi in velocità nelle strade cittadine.

Al momento, l’occhio degli investitori è puntato sui monopattini elettrici. Lime e Bird, ad esempio, sono capaci di raccogliere centinaia di milioni di dollari in investimenti. Ma non è detto chel’attenzione dei fondi di investimento non possa spostarsi verso le biciclette veloci. Intanto Bond Mobility ha raccolto 20 milioni di dollari, investiti dalla divisione del gruppo giapponese Denso, dedicata alle soluzioni per la mobilità.

Il concorrente ideale di Bond Mobility potrebbe essere lo scooter. Questi ultimi possono arrivare al massimo a 30 chilometri orari. Ma, come riporta Techcrunch, in realtà la startup non vede questo tipo di servizi come concorrenti diretti. Molto probabilmente perchè gli scooter devono essere parcheggiati negli spazi consentiti, mentre le biciclette dockless possono essere posizionate ovunque.

Al momento il servizio è disponibile in Svizzera: a Zurigo e Berna. Mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti, non è ancora presente ma potrebbe arrivare a breve. Insomma, la compagnia ha tutte le carte in regola per acquisire un ruolo di rilievo sul mercato. Entro il 2030, il settore della micromobilità potrebbe valere 300 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 150 miliardi in Europa.

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ESEMPLARE…..

Esemplare, perché ne è esempio. L’azienda è infatti maestra nel realizzare capispalla, che uniscono la sartorialità italiana, con un fit impeccabile e tecnologia d’avanguardia. Fondata nel 2000, ora di proprietà della Pattern, rappresenta oggi a livello internazionale un punto di riferimento per la progettazione, la modellistica e la produzione di linee di abbigliamento di prestigiosi marchi nel segmento prime linee uomo e donna. 

“La collezione riprende i “classici” dello sportswear, attualizzandoli nell’uso quotidiano cittadino, convinta che l’eleganza non necessiti l’esclusione delle performance tecniche o delle nuove tecnologie, ma al contrario la esaltino. Esemplare intraprende così un percorso di qualità, dove materiali abbinati a tecnologie avanzate e ad una moderna vestibilità, si fondano con un design ricercato”. – dichiara Alessandro Pungetti, che ha disegnato l’ultima collezione di Esemplare, uomo e anche donna.Il brand nasce dal desiderio di percorrere una strada nuova nel campo dell’abbigliamento, dedicata a chi di strade ne percorre ogni giorno, con la mente o sulle proprie gambe, purché in piena libertà.

Ed è questo senso di libertà che ispira: l’essere naturale senza badare troppo a quello che si ha indosso. L’idea è che ogni capo sia diverso dall’altro perché si impregna della personalità di chi lo possiede, trasformandosi di volta in volta in qualcosa di nuovo e portando con sé un messaggio in continuo divenire. Accompagna così la storia, la strada, di chi lo indossa.

http://www.esemplare.com

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Tecnografica Italian Wallcoverings, tra tecnologia e artigianalità

La loro storia nel mondo dei rivestimenti inizia nel 1992. L’idea di base che guida questa azienda fin dal principio è quella di offrire prodotti di qualità eccellente, modellati attraverso il design più aggiornato e la tecnologia più all’avanguardia. 

Divenuta negli anni leader mondiale nel settore del design per l’industria ceramica, Tecnografica attinge oggi dalla sua profonda esperienza e dalla sua riconosciuta competenza grafica per dare vita a Tecnografica Italian Wallcoverings, il brand che crea e realizza le linee Wallpaper e Wallcovering.

Tecnografica Italian Wallcoverings propone carta da parati e pannelli decorativi, elementi d’arredo di alto livello artistico che fondono insieme industria e artigianalità, la cui unione da sempre contraddistingue l’operato della nostra azienda.

Pannelli decorativi: rivestimenti e arredamento interni

pannelli decorativi Tecnografica Italian Wallcoverings rappresentano una realtà innovativa nel mondo delle decorazioni per pareti. Il sistema di realizzazione utilizzato consiste in set di pannelli di grande formato (fino a 150×300 cm), a ridottissimo spessore. La tecnologia di rilevazione grafica e di stampa di ultima generazione permette di avere pannelli decorativi per pareti caratterizzati da una qualità grafica senza precedenti, per quanto riguarda sia l’impatto visivo (realistici pannelli effetto pietra o minerale, come effetto marmo, agata, onice e molti altri), sia i suppurti utilizzati (tra cui pannelli retroilluminati, matt, glossy e a ridotto spessore).

Sulla base delle diverse finiture proposte, questo sistema di rivestimento si divide in: Dècora Resin, Dècora Stucco, Dècora Lux e Smart Panel. La flessibilità dell’offerta Italian Wallcoverings stà anche nella misura dei pannelli decorativi, che può essere totalmente personalizzata in base alle esigenze legate al singolo progetto.

Dove: tecnografica.net

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PORTOPICCOLO DESIGNZONE 2019

Siete a PortoPiccolo a Sistiana, immersi in rilassante paesaggio marino, una piccola insenatura nel golfo di Trieste. Un borgo di mare con architettura a impatto zero e una posizione geografica unica, incastonata tra il Castello di Miramare e il Castello di Duino. Qui il prossimo weekend si svolge Portopiccolo DesignZone, una manifestazione dedicata al design declinato in tutte le sue manifestazioni: progetti, ma anche food, automobili, arte e moda. Due weekend di maggio alla scoperta delle eccellenze creative del territorio triestino, tra home visit, test drive, cooking show e concorsi fotografici

Arte, design, nautica, food e automotive. Al via la quarta edizione di Portopiccolo Design Zone, il festival della creatività ospitato nella Baia di Sistiana di Duino vicino a Trieste. Nei due weekend del 11-12 e 18-19 maggio il pubblico potrà andare a passeggio tra le suggestive vie del borgo alla scoperta di soluzioni di arredo per interni ed esterni in un percorso tra residenze vista mare che ospitano diverse formule abitative realizzate dai partner dell’iniziativa, tra cui De Padova, Flou, Torre 1961, CFM, Calligaris, Ditre, Emu e Coincasa.

Ma non si parlerà solo di arredamento: la piazzetta di Portopiccolo si trasformerà in una cucina a cielo aperto per raccontare percorsi legati al cibo e al design tramite cookingshow e degustazioni, i collezionisti di libri potranno scovare edizioni rare e tirature limitate e gli appassionati di quattro ruote si divertiranno a esplorare il territorio con i test drive di Lexus.

Non ultimo, un momento dedicato alla ricerca che vedrà coinvolti gli studenti del dipartimento di Ingegnera e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, protagonisti del concorso fotografico “Design ZOOM” organizzato in collaborazione con Studiolabo (Milano). Segnatevi in agenda gli appuntamenti di sabato 11 di Maggio con la festa di inaugurazione presso lo stabilimento balneare Maxi’s Beach Club, che inaugura la stagione estiva 2019, e la due giorni di regate della Grand Soleil Cup nel weekend del 18 e 19 maggio.

dove: Portopiccolo, Strada Costiera km 137+125 Sistiana, Trieste
tel. +39 040 291 291

designzone.portopiccolosistiana.it

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IL LETTO? E’ SUPERTECNOLIGICO

Lo smart bed HiCan non è solo un letto. La definizione sarebbe davvero riduttiva… HiCan contiene in sé una sofisticata tecnologia che trasformare questo smart bed di design in vero e proprio coach per il sonno e per il benessere della persona.

I progettisti di Hi-Interiors sono partiti dalla constatazione che lo stile di vita moderno ha modificato ritmi e modalità del riposo e che oggi dormiamo in media 1,5 ore in meno rispetto a 50 anni fa. Sapendo l’importanza del sonno per la salute, per il benessere e per il recupero delle energie indispensabili ai ritmi della vita contemporanea, hanno deciso di sviluppare questo innovativo progetto.

Lo smart bed HiCan, oltre ad essere integrato con componenti tecnologiche multimediali e domotiche, è dotato anche della funzione di personal health tracker, che monitora tempi e qualità del sonno, fornendo riscontri immediati e andamento nel tempo sul nostro benessere. Un vero e proprio sistema di automazione, intrattenimento e monitoraggio dei principali parametri biometrici sia degli utilizzatori, sia dell’ambiente in cui è inserito, in grado di sincronizzarsi con altri dispositivi intelligenti.

HiCan, a poco tempo dal suo lancio ha già partecipato alle principali fiere internazionali, e agli eventi dedicati alla tecnologiche più importanti al mondo.



Le caratteristiche tecniche di HiCan

HiCan, lo smart Bed di Hi-Interiors, è realizzata con un innovativo materiale ecologico, antibatterico e dalle altissime prestazioni: un “solid surface” italiano. La struttura interna è invece in legno laccato con rivestimenti in pelle.

Il letto HiCan dotato dei seguenti dispositivi:

Infotainment:

– proiettore HD 4k enhancement

– schermo home theater 70” motorizzato

sistema audio basato su tecnologia “exciter” (altoparlanti invisibili) + subwoofer

– impianto di sinto-amplificazione A / V di alta qualità con ingressi HDMI per collegare più dispositivi

– media center

– gaming console e TV supportati

– collegamento Wi-Fi

Health: 

– monitoraggio del sonno e dei principali parametri biometrici

– log cronologico del peso corporeo, confrontabile nel tempo

– environmental monitoring con sensori di rilevamento temperatura, umidità, qualità dell’aria e livello di rumorosità

– smart alarm per risveglio intelligente

– illuminazione ambientale RGB+W dimmerabile a LED

– luci di lettura dimmerabili

– sensori capacitivi a sfioramento

– reti motorizzate con memoria

– tende oscuranti motorizzate

– wake-up alarm con audio notifications (meteo, google calendar, news)

– è in fase di sviluppo la tecnologia a controllo vocale

Il tutto è controllabile da app OS e Android native.

Prezzo: 10mila euro.

Maggiori informazioni, sul sito : www.hi-interiors.com

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Suite della settimana: la sofisticata Terrace Suite del Bvlgari Hotel Beijing

La vivace città di Pechino è una delle mie città preferite nel mondo. La capacità di questa città cinese di fondere i grattacieli contemporanei con i monumenti storici è eccezionale. Scopri l’hotel Bvlgari di Pechino, una delle proprietà più famose di Bvlgari in Cina. Ideale per i dignitari che visitano la città, insieme ai viaggiatori alla ricerca della massima esperienza, la lussuosa proprietà è arroccata nel lussuoso quartiere delle ambasciate della città.

Mentre l’hotel ospita 119 camere e suite, ognuna delle quali offre un’esperienza unica in sé; Consiglio vivamente la Terrace Suite. Il motivo principale per cui ho scelto questa suite colossale è l’ampia terrazza esterna con vista inedita sul fiume Liangma e sul quartiere delle ambasciate, perfetta per cene private. 

La suite è cosparsa di tavoli e vasi per console ispirati alla tradizione cinese, creando un’atmosfera contemporanea. Mentre la suite è decorata con servizi moderni ed elegante legno nero, un tono abbronzatura generale è ciò che spicca davvero, dandogli un’atmosfera accogliente.

Un’ampia alcova conduce alla camera da letto dal design imponente e al bagno rivestito in marmo, ornato da una vasca da bagno in granito. La camera da letto principale comprende una ricca biancheria con trama a 600 fili, per un’esperienza ultra luxe. Per coloro che cercano un’esperienza memorabile, consiglio vivamente di prenotare un soggiorno al Terrace Suite. 



Superficie: 195 mq 
Tariffa: RMB 46,888 ++ (7000 USD ++) 
Occupazione: 3 persone

Dove: Bvlgari Hotel Pechino Cina, Pechino, 100027 
Telefono: +86 10 8555 8687

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Come stupire regalando una cappelliera di rose

È davvero possibile esprimere affetto, passione, devozione sentimentale con un gesto tanto maestoso quanto inequivocabile? La risposta è sì. Esiste un modo semplice e molto raffinato per donare una cappelleria di rose, senza risultare eccessivi! Scopritelo qui

Ha un’impronta universale ed è il gesto più romantico e raffinato, spesso anche il più seduttivo. Portare in dono delle rose non è semplicemente un messaggio d’amore: è il simbolo di un’intima devozione nei confronti di chi amiamo.

Non per nulla, sia nella cultura occidentale sia in quella orientale, la rosa ha sempre avuto uno stretto collegamento con la spiritualità e l’amore più puro: fu proprio il  “giardiniere” Valentino, secondo la leggenda, a farne un simbolo di amore e armonia sentimentale, donando una rosa di “riconciliazione” a una coppia di giovani fidanzati. Lo stesso Dante si ispirò a questo fiore dalla potenza trascendentale per descrivere la Candida Rosa, il luogo in cui collocò le anime pure del Paradiso nella sua Divina Commedia, mentre è noto come lo scrittore Antoine de Saint Exupery, nel suo Le Petit Prince, abbia scelto di esaltare il valore assoluto dell’amicizia, proprio attraverso una rosa. In Medioriente, ancora oggi, uomini e donne si profumano della sua preziosissima essenza per prepararsi alla preghiera.

Cariche di significati estetici, sentimentali e spirituali, le rose catturano l’attenzione di qualunque osservatore e conquistano sempre chi le riceve in dono, grazie all’inconfutabile bellezza che le caratterizza. E che dire del loro incantevole profumo e dell’attrazione che suscita, generando sofisticate reazioni chimiche olfattive?

Venite a scoprirle Sabato 04 Maggio Un Tè tra le Rose dalle ore 15.00 presso la Flower Boutique Rosa e Rose di Bresseo di Teolo, Via Generale dalle Chiesa 12.

www.rosaerose.it

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Manolo Blahnik, genio sul campo

Con alle spalle una carriera di oltre trent’anni Manolo Blahnik è uno dei maggiori designer al mondo, e le sue creazioni hanno stuoli di adoranti fans in ogni angolo del pianeta.

Nato nel 1942 a Santa Cruz de la Palma da madre Spagnola e padre Ceco studiò a Ginevra, dove si laureò in Letteratura, per poi trasferirsi a Parigi per studiare arti scenografiche, Manolo Blahnik è un nome impresso nel profondo dell’immaginario femminile. Una storia di un brand che narra come un uomo ha saputo negli anni interpretare e tradurre in fatti i sogni delle donne di tutto il mondo. Donne che si vogliono sentire belle, eleganti ed affascinanti, in ogni momento del giorno e della vita.

Nel 1970, in viaggio a New York, decise di mostrare i bozzetti di scenografie da lui creati a Diana Vreeland, l’allora redattore capo di Vogue America, a cui però piacquero più le sue creazioni di costumi e scarpe, e lo invitò ad abbandonare scenografie e teatri, per concentrarsi invece sulla moda.

Blahnik, che fino ad allora non aveva nemmeno considerato l’ipotesi di poter lavorare in questo campo, decise di seguire il consiglio che gli veniva offerto, ma non conoscendo nulla di creazioni di moda, decise di “imparare sul campo”, ed iniziò a visitare le più grandi ed importanti fabbriche di calzature, parlando agli operai ed imparando da loro a disegnare, tagliare e cucire una scarpa. La passione per questo lavoro si fece sentire subito, e nel 1971 si trasferì a Londra con l’intenzione di creare e vendere scarpe. Il punto di svolta fu nel 1972, quando Ossie Clark – il più grande stilista di allora – utilizzò le sue scarpe in una collezione: la carriera di Manolo Blahnik esplose letteralmente, e nel 1973 aprì il suo primo negozio a Chelsea.

Sebbene abbia oggi raggiunto una fama mondiale, Manolo Blahnik rimane un artigiano e i suoi modelli dalle splendide forme e squisiti tacchi, passano ancora dalle sue mani per gli ultimi dettagli prima di essere messe in vendita. Ed è in questo che nasce la perfezione dei suoi lavori: i suoi modelli sono unici, inimitabili per precisione ed equilibrio, uno squisito risultato di lussuoso artigianato. “le scarpe – dice lui stesso – trasformano una donna”.

Dal negozio di Chelsea il marchio si è espanso a livello mondiale e gli Stati Uniti, che lo hanno incluso nell’esclusivo “Council of Fashion Designers of America”, ne hanno premiato il lavoro nel 1987, 1990 e 1998. Dal “British Fashion Council”ha ricevuto onorificenze nel 1990, 1999 e nel 2003, mentre la sua nativa Spagna lo ha premiato con la “Aguja de Oro” nel 2001 e con la Medaglia d’Oro per le Arti, consegnatagli dal Re Juan Carlos in persona.

Nel 2003 il Design Museum di Londra ha allestito una sua mostra personale, e allo stesso tempo è stato pubblicato “Drawings”, una raccolta di bozzetti e schizzi realizzati da Blahnik ambiti almeno quanto un paio delle sue scarpe. Due anni dopo, nel 2005 il suo amico e fotografo Eric Boman gli dedicò “Blahnik by Boman”, una celebrazione fotografica delle sue creazioni, con introduzione di Paloma Picasso, amica di entrambi sin dagli anni ’70. Nello stesso anno gli venne chiesto di disegnare le scarpe che sarebbero servite a completare i costumi del film “Marie Antoinette”(il film, come è noto, prese l’Oscar proprio per i costumi).

Le sue creazioni sono pura arte : un insieme di passione, perfezione e design : “Ho il vantaggio di aver studiato – dice Blahnik – questa forma d’arte per più di vent’anni, ed è per questo che so esattamente dove e come deve essere tagliata una scarpa per essere elegante, sexy, ma soprattutto comoda. E lo stesso vale per i tacchi : se anche sono di 12 centimetri devono essere lavorati in modo da dare stabilità e sicurezza e per questo li modello personalmente: a mano e con un cesello.

www.manoloblahnik.com