Eledor: un inno alla friendship

Cosa hanno in comune Elena Dorella di Eledor Borse? Una passione per l’artigianato e la qualità. Questi due elementi si sono incontrati in una capsule collection composta da eleganti borse in pelle e, usando un occhio per i dettagli come siamo abituati noi di Ingredienti Magazine.

Qualsiasi sia la definizione che ne vogliamo dare, la borsa è la fedele compagna della donna moderna, che nasconde al suo interno un intero ufficio di oggetti smarriti e poi ritrovati: dal mazzo di chiavi che aprono porte che non ricordiamo nemmeno più di aver chiuso a interi beauty case che permetterebbero di presentarsi, all’ora di cena, perfette.

Creatività, Artigianalità e Contemporaneità, queste sono le caratteristiche che per noi rispecchiano il “Made in Italy”, ci dice Elena di Eledor,in aggiunta il processo stesso di creazione delle nostre collezioni, partendo da materie prime eccellenti, rispecchia tutta la tradizione artigianale, l’arte del bello e l’attenzione al dettaglio che fa la differenza in tutte le cose ben fatte.

“La collezione è intrisa di design italiano con un look che si esprime in modo interessante. Mi piace la loro praticità tanto quanto l’estetica. È bello realizzare borse che siano desiderabili ma siano anche funzionali.” 

La collezione Eledor è disponibile nei negozi, dove?

  • Videolook – Padova
  • Vanda Boutique – Riva del Garda
  • Rosy Boutique – Desenzano del Garda
  • Eternity Store – Piove di Sacco
  • Camomilla – Albignasego
  • Porticò – Merano
  • First – Villafranca Veronese



Un sontuoso viaggio aereo di lusso! Un lusso deve avere?

Come uno yacht di lusso e un iPhone incrostato d’oro, i viaggi aerei di lusso definiscono l’opulenza. Qui, il tuo duro lavoro viene premiato in quanto puoi evitare problemi di volo, mantenere il tuo mondo esclusivo e goderti i migliori servizi.

Ci sono ragioni pratiche per volare con jet privato. Circa trentamila voli vengono cancellati al mese e oltre mezzo milione in ritardo in tutto il mondo e, questo può togliere il desiderio a qualsiasi viaggio, indipendentemente dalla destinazione.

Il noleggio del proprio aereo rimuove l’inconformità del volo, hai il meglio del meglio nel cielo ed è tutto tuo.

Noleggiare il proprio jet
Noleggiare un jet non potrebbe essere più semplice grazie a JetApp , un’app dinamica progettata per questo scopo. Ti consente di prenotare un volo dal palmo della tua mano. Quando noleggi un volo, puoi raggiungere luoghi che le compagnie aeree commerciali non possono raggiungere. Questo mette più mondo a portata di mano. È anche significativamente più conveniente. Decollare da piste di atterraggio più piccole che possono essere un’ottima opzione se si vola internamente o su un volo a corto raggio.

Noleggiare il tuo jet porta anche:

Ottimo cibo – Un volo charter degno del suo genere arriva con chef eccellenti che preparano un menu secondo le tue specifiche.
Vola direttamente – La vita è troppo breve per i trasferimenti e il tempo è denaro.
Spazio: il tuo aereo sarà come un ufficio o un salotto nel cielo. Avrai spazio per lavorare o la stanza per rilassarti. Eccellente equipaggio di cabina– Sarai curato dal momento in cui decollerai al momento in cui atterrerai. Check-in e sicurezza– Questo accade così in fretta che sembrerà di arrivare all’aeroporto e di salire sull’aereo. Nessuna attesa o ritardi prolungati. Volate al vostro programma–Non è necessario piegare il programma per vedere a che ora arrivano e partono gli aerei. Definisci il programma. Funziona secondo i tuoi desideri.

Sono disponibili altre opzioni in cui puoi decidere come raggiungere l’aeroporto. Ciò include limousine con autista o viaggio in elicottero. Le scelte sono tue e puoi personalizzare ogni volo.

Affari e piacere
Sia che viaggiate per affari o per piacere, noleggiare un aereo è il lusso che deve avere un’opzione. Tu e i tuoi team potete lavorare come se foste in un ufficio, arrivi rinfrescato, ringiovanito e pronto a fare gli affari. Non arriverai mai stanco, in ritardo e bisognoso di una doccia e di un pò di riposo.

Se stai volando per piacere, ben arrivi al tuo hotel pronto per esplorare, piuttosto che avere il mal di testa nel superare la dogana e la raccolta dei bagagli, il tuo servizio prioritario ti vedrà sfrecciare verso il tuo hotel o villa. 

Puoi noleggiare un jet per qualsiasi tipo di volo ti venga in mente. Ciò include visite guidate su uno splendido paesaggio, fino alle soste in città in cui il tuo aereo ti porterà in giro per il mondo, permettendoti di visitare città per città.

Le opzioni sono infinite. Le opzioni sono tue.

Hand Picked: il luxury denim italiano

Ricerca e attenzione ai materiali come chiave del successo

Gusto sartoriale, materiali di altissima qualità, dettagli preziosi e rispetto dell’ambiente. È questo il segreto del successo di HAND PICKED, il marchio di luxury denim di proprietà del Gruppo Giada (licenziatario di Jacob Cohën, Karl Lageferld Denim, Vilebrequin) fondato da Franco Catania, che propone un’estetica moderna e sofisticata che fonde abilità sartoriali e passioni creative. Ispirata dai colori, profumi e texture di una preziosa foglia scura della foresta amazzonica, la linea HAND PICKED asseconda i concetti di materia eccelsa, millesimato, deep selection.

E lo fa attraverso la ricerca attenta dei materiali, nella cura maniacale dei tagli e dei dettagli, e nelle lavorazioni. Il risultato? Una collezione portabilissima, raffinata, dalle linee fresche ed essenziali, in cui colori minimal si fondono nella natura, utilizzando cotone biologico, ecosostenibile e raccolto a mano, tessuti preziosi, tutti perfezionati da tagli e dettagli sartoriali come nella collezione primavera/estate 2020 presentata in anteprima a Taormina durante l’evento “Hand Picked outshines in Taormina”.

Il guardaroba della prossima estate è interamente declinato nei colori della natura: dal rosso all’arancio del tramonto, dal blu intenso del mare al bianco, dal marrone al verde della savana alle sfumature sabbia. 140 capi, tutti rigorosamente confezionati in Italia, dal taglio alla cucitura, che comprendono gli iconici cinque tasche (modello di punta della collezione) proposti in denim giapponese, con fibra ecologica o in tessuti dalle fantasie multicolor, che si arricchiscono di nuovi modelli chino.

E poi ancora i bermuda, perfetti per la stagione calda, da indossare sotto camicie, maglie, polo e T-shirt, e anche giacche urban tailoring per uno stile più sofisticato ma sempre rilassato.

“Villa Parens, una storia da raccontare”

Villa Parens è una storia da raccontare, tante esperienze da condividere e la grande abilità di winemaker di Giovanni Puiatti e la sorella Elisabetta, con i loro vini accolgono gli ospiti che arrivano a Farra d’Isonzo in visita. Come viaggiatori nel tempo, in una dimensione spazio temporale parallela fatta di futuro e di tradizioni, una natura che contraccambia con generosità le attenzioni che le vengono riservate. Un’esperienza emozionale unica.

Racconto di una avventura, vissuta insieme alla sorella Elisabetta, costruita sul solco tracciato dal padre Vittorio. Insieme a Felluga, Schiopetto furono i pionieri di quella viticoltura che ha trasformato il Friuli  tra le regioni più interessanti dal punto di vista enoico.

Una realtà recente, nata solo nel 2014, a riaffermare quell’identità costruita da papà Vittorio. Negli anni settanta e ceduta all’apice del suo successo per un’ideale di globalizzazione poi naufragato.

Un nuovo corso che riparte dai sei ettari del Cru Ruttars, rimasti di proprietà della famiglia, dall’edifico ereditato dal nonno materno che risale al 1860 divenuto ora cantina e dall’esperienza di una famiglia che ha fatto la storia del vino.

Villa Parens riassume le vicende di anni di attività svolta ad alti livelli e conosciuta ovunque nel mondo, ma rappresenta anche la continuità della tradizione e dei valori condivisi. Un nome latino Parens, che significa genitori ma anche avi, per ricordare sempre le proprie radici. Come la riassume Giovanni Puiatti: «il futuro della tradizione».

Ancora oggi, come ai tempi di papà Vittorio, la filosofia aziendale rimane la stessa: «meno alcool e niente legno». Una rivoluzione per la fine degli anni sessanta che si dimostra vincente ancora oggi. Mai più di 12 – 12 gradi e mezzo e nessuna alterazione delle fragranze apportata da elementi esterni.

A raccontare la storia più bella però,  rimangono i vini. Grande pulizia e freschezza, tanta eleganza ed una forte identità, espressione netta del territorio e del il vitigno. Tre metodi classici, il Blanc de Blanc extra Brut, i Blanc de noir e Rosè de noire a dosage zero; spumanti dalla grande personalità, così eleganti e fragranti che nulla hanno da invidiare ai francesi. E i quattro Ruttars: Chardonnay, Ribolla Gialla, Sauvignon e Pinot Nero, dalla grande eleganza, fragranti e profumati, espressione pura del territorio e del vitigno. Ed ancora le preziose riserve, ed il «Gran finale» un vendemmia tardiva di Sauvignon e Ribolla Gialla per concludere in dolcezza.

CRAVATTA, 10 MOTIVI PER NON RINUNCIARE AD UN ACCESSORIO SENZA TEMPO

I numeri parlano chiaro: nell’ultimo decennio il settore delle cravatte ha vissuto un calo costante e, stando ai dati del Centro Studi di Confindustria Moda, solo nell’ultimo anno l’export ha registrato una diminuzione del 9,6%. Gli uomini non amano più questo accessorio? Non proprio.

Riconoscendone l’importanza prestano massima cura ai dettagli al momento dell’acquisto e si assicurano di comprare un prodotto di qualità, confezionato a mano, prediligendo fibre naturali selezionate. Meno acquisti quindi, ma più attenzione alla qualità con un solo metro di giudizio al momento della scelta: la sartorialità. A resistere nel settore è, infatti, il ramo artigianale. La cravatta sartoriale non conosce quindi crisi e risultano innumerevoli i buoni motivi per continuare ad indossarla e celebrarla ogni anno in occasione del Cravatta Day, ricorrenza ufficializzata nel 2008 quando il Parlamento Croato ha dichiarato all’unanimità il 18 ottobre il giorno della cravatta.

“Acquistare una cravatta confezionata artigianalmente significa scegliere in maniera consapevole un prodotto di qualità e versatile, che potrà essere indossato a lungo e in molteplici momenti della propria vita, aggiungendo un tocco di stile e personalità all’outfit – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano, una piccola realtà virtuosa che lo scorso anno ha venduto circa 45 mila cravatte realizzate completamente a mano nel suo laboratorio milanese a Porta Ticinese, per un fatturato di quasi 2 milioni di euro, dei quali oltre la metà provenienti dalle esportazioni – Se per i signori l’attenzione ai materiali e la ricerca di motivi e righe classiche sono le motivazioni che spingono all’acquisto, per le giovani generazioni è il desiderio di cimentarsi con un look nuovo e ricercato, in controtendenza con lo stile casual che spesso popola il guardaroba dei millennials, il motore che li muove ad avvicinarsi a un accessorio versatile e sofisticato come la cravatta.”

Ma quali sono i 10 buoni motivi che spingono ad acquistare e indossare una cravatta sartoriale?


1) Riscoprire il valore dell’artigianalità: il sapere che solo uno storico laboratorio artigianale sa trasmettere e tradurre con efficacia e la precisione e l’accuratezza di un lavoro che ancora si basa sull’esperienza di mani abili costituiscono un tesoro dal valore inestimabile. Acquistare una cravatta frutto di questo processo produttivo significa, quindi, indossare un prodotto unico ed esclusivo.

2) Prestare attenzione alla sostenibilità: in un tempo in cui la salvaguardia dell’ambiente ricopre sempre più importanza si modificano anche i comportamenti di acquisto, soprattutto quelli dei giovani. Sempre più persone si orientano verso prodotti realizzati artigianalmente, nell’ottica di acquistare creazioni più sostenibili e in grado di durare più a lungo. Tempi bui per il fast fashion, quindi, altamente dannoso per il Pianeta: secondo il New York Times, infatti, dal 1960 ad oggi i rifiuti tessili sono aumentati del 750%.

3) Impreziosire un look casual: è finita l’era in cui la cravatta si indossava solo ed esclusivamente con completo e scarpa elegante, oggi c’è spazio per nuovi accostamenti più moderni e cool, che affiancano un classico senza tempo a soluzioni più casual, mixando lo stile formale a quello informale. Attenzione, però, a bilanciare in modo corretto queste due anime: l’ispirazione per un look impeccabile arriva dall’attore Eddie Redmayne che, come riporta il Daily Mail, sul red carpet del Toronto Film Festival ha sfoggiato una giacca in pelle nera accompagnata da una cravatta skinny con eleganti punti spillo. D’esempio anche Mariano Di Vaio che ha osato ancor di più con una giacca da motociclista e cravatta petrolio, in un look che lui stesso ha definito “casual gentle”.

4) Aggiungere personalità a un outfit: i tessuti e le fantasie di una cravatta raccontano storie e descrivono, più di qualsiasi altro capo maschile, la personalità di chi la indossa. Che si tratti di uomini che scelgono di osare, amanti del classico o ragazzi sempre attenti alle ultime tendenze, per ognuno esiste la cravatta perfetta. O più d’una, come dimostra lo statunitense Ian Squires che, racconta l’Alabamas’s News Reader, è riuscito a trovare ben 1600 cravatte in grado di parlare di lui: l’uomo ha infatti scelto di indossare ogni giorno una cravatta diversa, appendendole di volta in volta in ufficio. Un’incredibile collezione che racconta tutte le sue sfumature!

5) Fare da passe-partout per il mondo del lavoro: la cravatta può rivelarsi la chiave per chi è alla ricerca del primo impiego o deve muovere i primi passi in ufficio. Quando ci si presenta ad un colloquio è, infatti, fondamentale dare una buona impressione di sé sin dal primo sguardo, mettendo vestiti appropriati. Indossare giacca e cravatta si rivela spesso la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.

6) Aumentare la fiducia in se stessi: tra i diversi lati positivi di indossare la cravatta si annovera anche il suo potere di far sentire più sicuri. Gli studi in questo campo affondano le loro radici nel XIX quando lo psicologo William James assicurava che i vestiti scelti da una persona influiscono sulla formazione della sua personalità. Anche in ufficio la cravatta rende più sicuri, un effetto che gli psicologi hanno ribattezzato “enclothed cognition” e che, riporta The Sidney Morning Herald, permette alle persone che indossano un vestito formale di aumentare la propria capacità di pensiero astratto.

7) Accrescere il proprio fascino: le donne spesso sembrano preferire l’uomo in giacca e cravatta, in controtendenza con un mondo che pare tendere al casual. Sembra che una buona parte del gentil sesso subisca oggi, come nel passato, il fascino dell’uomo elegante, ammirandone il senso di sicurezza emanato dall’outfit formale e uno charme intramontabile.

8) Distinguersi soddisfacendo un vezzo estetico: portare la cravatta oggi non è più un obbligo imposto dalla società ma un piacere personale. Si tratta di una scelta consapevole dettata dal desiderio di soddisfare un bisogno estetico e di distinzione. Un vezzo sempre più diffuso anche in contesti informali, come un aperitivo tra amici, dove a fare la differenza è proprio l’attenzione al dettaglio.la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.

9) Riflettere un valore affettivo: la cravatta può avere riflessi altamente simbolici e significativi sull’uomo che la indossa, soprattutto se viene regalata da persone care o addirittura da un genitore al figlio. Rappresenta, infatti, un accessorio senza tempo che ricorda inevitabilmente la persona che l’ha donata.

10) Valorizzare le piccole realtà locali: l’attenzione verso le eccellenze artigianali del territorio è il primo passo per valorizzare le potenzialità delle piccole e medie imprese che contribuiscono a sostenere l’economia del Paese. Una fitta rete di realtà imprenditoriali virtuose, agili e snelle che custodiscono i segreti di generazioni, reinterpretandoli e adattandoli ai cambiamenti del mercato, e che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi a livello mondiale.

Nasce la Spontaneity Suite: il container di lusso!

Suite sulle onde

Una suite da 23.000 euro a notte che galleggia sull’oceano. HotelTonight, la piattaforma mobile nota nelle prenotazioni alberghiere last-minute, e Ovolo Hotels azienda specializzata nei servizi di lusso, ha presentato la Spontaneity Suite.

Una camera d’albergo pensata per viaggiare in tutto il mondo. Ad agosto ha debuttato nella pittoresca Yarra Valle a Melbourne.

In 12 metri quadrati racchiude ogni confort. Il design degli interni è stato curato da Coco Republic che ha creato un ambiente caldo in equilibrio tra un retrò di lusso e uno “scandinavian style”. La suite è dotata di un letto king size con biancheria in cotone egiziano. Divani e poltrone in soffice montone, tavoli e superfici in legno lavorato e un minibar a disposizione. La zona bagno ha una vasca in pietra nera sormontata da un romantico lucernario magari per osservare le stelle mentre si viaggia. A completamento una Jacuzzi sul tetto. 

Per rendere accessibile il servizio HotelTonight ha proposto di godersi un’ora sulla suite viaggiante a 99 dollari (63 euro circa). Ma solo chi sarà sull’app al momento giusto riuscirà ad aggiudicarsela. (www.hoteltonight.com) 

LA CASA-OASI DIALOGA CON LA NATURA ANCHE NELL’ARREDAMENTO

Il giardino entra nell’abitare, colori e materiali outdoor entrano in salotto.

La casa un po’ giardino un po’ piazza, il giardino e la piazza sempre più casa. E’ la voglia di vivere nel verde e all’aria aperta, ma con tutti i comfort e con raffinato design, la tendenza del nuovo lifestyle dell’abitare.  Una casa green che si allarga verso l’esterno e continua negli spazi verdi di terrazzi e giardini nel segno di una nuova concezione dell’abitare che integra gli ambienti.

La filosofia di dilatare la casa all’esterno per godere del verde e dell’aria aperta è ben illustrata nel concept Oasi Urbana dove la contaminazione interno-esterno, privato-pubblico è realizzata con i divani del salotto che con una revisione dei materiali che non ne cambiano comodità e stile arrivano sul terrazzo, mentre tavolini e pezzi di collezioni da esterno si insinuano efficacemente in salotto perchè comunque di design importante. Il ‘Bosco Verticale’, il complesso di due palazzi residenziali a torre, realizzato a Milano dall’architetto Stefano Boeri e inaugurato nel 2014 è stato forse il punto di partenza di questa nuova filosofia dell’abitare.

“E’ stata l’idea geniale di portare la natura nel cemento rendendolo estremamente gradevole e dando la percezione che il verde può portare ossigeno in casa e il terrazzo, se ben arredato e valorizzato, può diventare una stanza in più”, ha spiegato l’architetto Cinzia Felicetti, direttore di Marie Claire Maison e direttore artistico del concept allestito a HoMi Outdoor-HoMi dehors, la prima rassegna internazionale degli stili di vita alla Fiera di Milano con 361 espositori da 19 paesi.

“L’idea è proprio quella di rompere i confini tra dentro e fuori e anche tra casa ed esterno nella consapevolezza che il vero lusso ormai è questo dialogo virtuoso con la natura, l’idea di vivere come si fosse sempre in vacanza”. Grande attenzione per la texture dei tessuti e per i colori, polverosi, mai squillanti o troppo decisi: sono entrambi estremamente ruvidi perché citano la terra e poi tanta voglia di comfort e di accoglienza per promuovere la convivialità in casa o fuori ma sempre con la natura protagonista. 

Fili Pari il marmo Made in Italy diventa fashion

Fili Pari è un marchio nato nel 2016 con l’obiettivo di sviluppare materiali innovativi nel settore tessile nel rispetto dell’ ambiente e del territorio. Partnership con aziende specializzate hanno consentito la creazione di una sinergia tra il distretto lapideo italiano ed il settore tessile, attivando una nuova catena produttiva. Attraverso un’analisi delle problematiche, unite alla ricerca e all’innovazione, si è giunti allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per la valorizzazione delle polveri di marmo.

Il prodotto risultante è la membrana Veromarmo, un microfilm brevettato contenente polvere di marmo, che promuove un utilizzo efficiente dei materiali di lavorazione dei distretti lapidei attraverso l’applicazione di nuove soluzioni per il mercato tessile. L’amore per il territorio e per la natura si traduce nella volontà di valorizzare il materiale attraverso uno sviluppo sostenibile, selezionando materie prime nel rispetto dell’ambiente.

Grazie ad una costante ricerca ed alla sempre più avanzata tecnologia anche i marmi di scarto divengono materia prima, allungando il ciclo di vita della pietra originaria. Fili Pari si occupa di commercializzare il materiale sia tramite la fornitura dello stesso verso terzi, sia attraverso la creazione di capi d’abbigliamento con la private label Fili Pari.

Conoscete il nuovo brand Fili Pari?

Si fa presto a dire Moda Made in Italy! Dietro al complesso mondo che ruota intorno al Fashion System italiano esiste una varietà incredibile di aziende e persone che con il loro lavoro determinano il grande successo del Made Italy.

Oggi vi raccontiamo la genialità di due amiche che partendo da una risorsa del territorio, hanno creato una bella innovazione nel Fashion System Made in Italy. Con il loro brevetto innovativo, infatti, le due giovani donne hanno trasformato la polvere di marmo, risorsa del territorio italiano, in un semilavorato che a tutti gli effetti è un nuovo tipo di tessuto. Vediamo come.

Due ragazze producono il tessuto con le polveri di marmo: Fili Pari è il brand di Francesca Pievani e Alice Zantedeschi

Francesca Pievani e Alice Zantedeschi, ora trentenni, si sono conosciute all’università frequentando il corso in Design per il Sistema Moda al Politecnico di Milano. L’invenzione è nata nel 2014 come tesi di laurea di Alice, veronese DOC, per connettere il territorio del distretto del marmo con la moda. Una membrana contenente vera polvere di marmo, che accoppiata a qualsiasi tipo di tessuto, può essere utilizzato come rivestimentoin molteplici settori.

Sin dai tempi dell’università Alice e Francesca volevano mettersi in proprio, ma solo a fiine 2016, dopo aver fatto esperienza in diverse aziende e dopo lo scalpore del brevetto, si sono licenziate e hanno preso in mano il progetto full time.

Sin dall’antichità il marmo è sinonimo di arte e architettura, portavoce del Made in Italy nel mondo.

Oggi il marmo più pregiato è usato nell’edilizia e nell’oggettistica di design mentre la polvere di marmo ha ampio impiego nel settore chimico, nell’industria delle vernici e della cosmesi. Nel settore tessile fino ad oggi il marmo era utilizzato solo come ispirazione estetica grazie a stampe che imitano la venatura della pietra.

Ricerca e sperimentazione

L’amore di Francesca e Alice per il territorio e per la natura ha spinto la loro ricerca sul marmo, e con un occhio attento all’ambiente, hanno selezionato le materie prime nel rispetto del pianeta. Il materiale, infatti, utilizza anche marmo di scarto, un vero problema di gestione per il distretto del marmo. Insieme stanno lavorando per cercare di utilizzare altre tipologie di scarto del distretto della pietra seguendo le differenti lavorazioni che il materiale subisce, dall’estrazione alla lavorazione del prodotto finito.

La sperimentazione delle giovani donne non si è fermata qui. Ulteriori studi e ricerche hanno dimostrato come il materiale abbia migliori performance tecniche e caratteristiche uniche, grazie proprio alla presenza della polvere di marmo. L’anno scorso è stato depositato un secondo brevetto.

Rose Dior Pop, linea di gioielli divertente e civettuola per il 20 ° anniversario di Dior Joaillerie

Victorie de Castellane progetta capolavori per Dior da oltre 20 anni. Ha recitato nel ruolo di direttore creativo di Dior Joaillerie, dal 1999. Riconosce i dettagli delle tendenze dei gioielli come nessun’altra persona nel mondo del business. Il suo ultimo lavoro noto come Rose Dior Pop rende omaggio alla passione di Christian Dior per le rose. Le creazioni sono così fresche e colorate, come proprio dal giardino degli dei. Rose dai colori audaci e laccate dominano questa linea giovane che spazia dal verde e blu al rosa e rosso. Perfetti per ogni occasione, questi gioielli aggiungeranno un tocco di grinta alle tue dita e se sei un ammiratore di gioielli colorati non migliorerà di così.

L’anello Rose Dior Pop è realizzato in oro rosa e bianco 18 carati, diamanti, zaffiri rosa e lacca rosa che lo rende molto reale. Altri colori disponibili sono blu (tormaline Paraiba e lacca blu utilizzate), verde (smeraldi, granati tsavorite e lacca verde usata), rosso (rubini, spinelli rossi e lacca rossa usati). La linea Rose Dior Pop celebra il 20 ° anniversario di Dior Joaillerie con anelli venduti a € 27000.



“Sofisticata e lusinghiera”

Nasce Mia Becar, nuovo brand di calzature

A Los Angeles è nato di recente un nuovo marchio di calzature, dal cuore (e cuoio) italiano. Si tratta di Mia Becar, brand fondato da Betzabe Gonzalez, che ne è anche direttrice creativa, insieme a Carolina Lujan. Entrambe messicane, le due donne hanno studiato insieme in Italia, da Ars Sutoria, e proprio a Milano hanno deciso di presentare, con un evento a margine della fashion week, la loro collezione.

La linea di calzature di lusso (il price positioning si aggira tra i 500 e gli 800 euro), per ora, è attiva grazie all’e-commerce globale, anche se l’idea è quella di espandersi anche nel retail. “Per le nostre scarpe ci ispiriamo a quello che chiamiamo ‘Italian dream’, ed è questa la ragione per cui puntiamo molto sull’Italia”, spiega Betzabe Gonzalez. Che aggiunge: “La linea è interamente prodotta in Italia, tra Vigevano, Parabiago e la Toscana”. I pilastri della collezione si basano su 12 modelli diversi, ma ogni mese è previsto un drop diverso, con capsule da 6-10 stili differenti, secondo una strategia direct-to-consumer che guarda al di là della stagionalità.