I ricercatori giapponesi hanno creato una maschera facciale intelligente.

I ricercatori giapponesi hanno creato una maschera facciale intelligente che ha un altoparlante incorporato e può tradurre il discorso in 8 lingue diverse

Viviamo in un mondo pieno di tecnologia ma fino ad ora era un mondo senza maschere intelligenti! Una società tecnologica giapponese Donut Robotics ha preso l’iniziativa di creare le prime maschere intelligenti che si collegano al telefono. Certo, non avremmo potuto combattere il coronavirus con una semplice maschera che fa ancora il lavoro di proteggerci perfettamente. Noi come razza dobbiamo portare la tecnologia in tutto e di più, quindi se fa una serie di cose estremamente importanti e salvavita come usare un altoparlante per amplificare la voce di una persona, convertire il discorso di una persona in testo e poi tradurlo in otto lingue diverse attraverso uno smartphone app. Chiaramente non c’è vittoria contro Covid-19 senza le caratteristiche sopra menzionate, tranne forse investire tempo, denaro e risorse per inventare un vaccino?

Comunque, fino a quando il necessario non sarà disponibile, abbiamo questa maschera a C in plastica bianca che si adatta alle maschere facciali standard e si collega tramite Bluetooth a un’applicazione per smartphone e tablet che può trascrivere il parlato in messaggi di testo, effettuare chiamate o amplificare la voce di chi indossa la maschera per aiutarci a navigare nei giorni difficili e imminenti. La società addebiterà inoltre una quota di abbonamento mensile aggiuntiva per accedere ai servizi di traduzione. Le lingue supportate includono inglese, cinese, spagnolo, francese, coreano, tailandese, vietnamita e indonesiano. La c-mask è inoltre dotata di un microfono incorporato per creare registrazioni di informazioni importanti che possono essere archiviate sullo smartphone collegato.

Queste maschere tecnologicamente avanzate saranno prodotte in serie, ma le prime 5.000 saranno destinate agli acquirenti giapponesi e le spedizioni inizieranno a settembre.

Lo splendore: Casa Olivi

Casa Olivi è una fattoria da sogno con vista mozzafiato, un edificio protetto situato nella splendida regione Marche. L’esterno della casa è rimasto fedele alle sue origini, mentre gli architetti svizzeri Markus Wespi e Jérôme de Meuron hanno trasformato l’interno in uno spazio straordinario e moderno decorato con colori neutri e inondato di luce.

La casa offre 11 posti letto in 5 camere da letto, 4 nella casa e 1 nella guest house indipendente. Tutte le camere sono dotate di bagno privato con aria condizionata e bagno privato. Casa Olivi ha tutto ciò che ci si può aspettare da una villa così lussuosa, dagli arredi firmati da designer internazionali a una cucina all’avanguardia. Gli esterni offrono una magnifica piscina a sfioro, spazi ben arredati per mangiare e rilassarsi e caratteristiche speciali come una griglia giapponese e una zona cottura esterna.

A soli 5 minuti dalla città di Treia con un’ottima strada asfaltata, a 20 minuti da Macerata e il suo festival dell’opera all’aperto in estate e 1 ora da Ancona, il Monte Conero e la costa adriatica, Casa Olivi è in posizione ideale per scoprire le splendide città dell’ Umbria, visite turistiche e attività nelle Marche.

http://www.casaolivi.com

Suite della settimana: Provate il lusso rilassato nella Penthouse Suite a Nobu Ibiza Bay, Ibiza

La vita sta migliorando come la conosciamo, è solo questione di tempo fino a quando non ci ritroviamo nel grembo della natura a goderci la compagnia di amici e compagni di viaggio. Quindi, mentre facciamo un’incursione nelle piacevoli fasi delle vacanze dopo aver riavviato le nostre vite, quale posto migliore di Ibiza Bay per riprendere i tempi della gioia? L’idilliaca Talamanca conosciuta come la “spiaggia della città di Ibiza”, detiene una gemma chiamata Nobu Ibiza Bay, considerata la principale destinazione a 5 stelle di Ibiza. Se i tuoi piani di viaggio futuri includono la direzione lì, allora devi rimanere nella Nobu Penthouse Suite che offre il massimo del lusso rilassato. È situato in posizione ideale, a soli 3 km dalla città di Ibiza, ma conserva l’isolamento e lo spazio di una villa privata sul mare di Ibiza. Vuoi il trambusto di una festa? È vicino! E se vuoi goderti la pace, soggiorna in hotel e goditi la bellezza delle meravigliose morbide sabbie bianche. 

La grande suite duplex è un rifugio elegante, la tua lussuosa casa lontano da casa che offre oltre 200 mq. di spazio per rilassarsi in compagnia dei propri cari. La suite è davvero enorme e comprende una camera da letto matrimoniale king-size e altre due lussuose camere da letto, il che significa che puoi avere familiari o amici che si avvicinano per rendere il tuo viaggio piacevole ma non affollato. Gli ospiti vengono accolti nella suite, dapprima con un sofisticato ingresso che è seguito da un magnifico soggiorno, sala da pranzo, e cucina per indulgenza completa. La Penthouse Suite si trova proprio in cima all’hotel con finestre dal pavimento al soffitto che garantiscono ampie vedute del Mediterraneo insieme a viste impeccabili sulla baia di Talamanca e sulla città di Ibiza. Uno è tenuto ad amare gli interni realizzati con gusto utilizzando la tavolozza di colori naturali di bianchi, oro, acqua e blu combinati armoniosamente con il lusso di arredi opulenti che aggiungono un fascino classico al luogo.

Se hai voglia di esplorare la proprietà al di fuori della tua fantastica Nobu Penthouse Suite, il resort dispone di quattro ristoranti e bar, che offrono una varietà di opzioni per tutti i gusti. Il ristorante Nobu serve una straordinaria cucina fusion giapponese-nikkei. C’è anche un ristorante in stile chiringuito sulla spiaggia, che serve pesce fresco, e poi c’è il Bay Café che serve piatti senza glutine per gli ospiti attenti alla salute.

FridaBike: Il primo negozio di cargo bike di Milano che sta trascinando un quartiere verso la responsabilità

Anche io, come le danesi, avrei voluto usare una cargo Bike per portare in giro per Milano i miei due bimbi, i loro giochi, le borse e la spesa. E’ stato difficile trovarle in Italia così ho decisi di importarle e rivenderle. 

Nel 2015, mentre stavo cercando un magazzino in affitto, trovai un vecchio deposito di vernici ricavato da un androne dell’800. Appena lo vidi decisi di aprire un grande Atelier di sole Cargo Bike, perchè penso sia indispensabile provare più modelli prima di decidere.Nel frattempo i miei bambini sono diventati tre ed è sempre più chiaro che senza Cargo Bike non ce l’avrei fatta.

Il negozio di cargo Frida Bike è bello anche solo da vedere: in fondo a un lungo cortile vecchia Milano, sgarrupato e romantico come solo il tempo sa fare, è però funzionalissimo per i bambini che lo frequentano. A metà tra dentro e fuori, tra protetti e liberi, loro sì che possono vivere la promessa di una Milano diversa, dove muoversi sia piacevole, sicuro e veloce per tutti. Tra loro ci sono i figli di una donna, famosa nel quartiere perché è coraggiosa da aver non solo avviato un negozio di biciclette nella città delle auto, ma proprio quel genere di bici che solo un pazzo o un genio sceglierebbe di guidare nella capitale dei suv: le cargo bike, le bici da trasporto. La cosa più brutta che mi hanno mai urlato dietro? “Sei una mamma irresponsabile, ambientalista radical chic del cavolo!!”. «Come se “ambientalista” fosse un insulto!»

Ma di sicuro quel che generano le cargo bike – bici ancora semi sconosciute sono soprattutto boati d’ammirazione da parte dei bambini e domande a raffica da parte dei genitori. Perché come ogni mamma sa, tutti i bambini sono sempre magicamente felici, e cheti, se li si porta in bici.

«Dieci anni fa, neo mamma di due bimbi molto piccoli, mi arrangiavo a girare Milano a piedi, o sui mezzi, con un pesantissimo passeggino gemellare. Un’esperienza che non auguro a nessuno. Rinunciavo agli inviti e prima di compiere qualsiasi attività dovevo organizzare lo spostamento. Soffrivo, soprattutto in un momento delicato come il post-partum, dove socializzare è fondamentale».

Poi Antonella Pesenti, ex modella, andò in vacanza a Copenhagen. «Vidi per la prima volta le Cargo Bike, e vidi mamme indipendenti negli spostamenti. L’organizzazione è tutto, ma a volte non hai lo strumento per poterti organizzare al meglio: io l’avevo appena trovato. Al mio compleanno arrivò in regalo una Christiania Bike: abbandonai gli invitati e scappai con la mia nuova bicicletta. Da quel momento la mia vita cambiò, stavo tutto il giorno in giro e i miei bambini piccolissimi si distraevano e non litigavano più, incontravo gente, giravo i parchi, facevo tutto quello che mi andava di fare, come prima».

«La bici è il mezzo più veloce per spostarsi in città, eviti il traffico e non hai intoppi, sei sicura di metterci ogni volta lo stesso tempo a fare lo stesso percorso. La cargo è la bicicletta per i ciclisti che hanno bisogno di spazio per mettere persone o bagagli. Suona strano, ma è la bicicletta che più si avvicina all’automobile».

Innamorata del suo nuovo mezzo, Antonella pensa di farne un lavoro. «Incontravo pochi ciclisti e tutti mi guardavano come fossi un marziano, mi riempivano di domande sulla mia strana bici, sembravano tutti interessati ad acquistarla. Non essendoci un rivenditore in Italia decisi di iniziare a venderle io. Così nel 2015 ho aperto Fridabike, un luogo in cui poterle vedere e provare. Ho investito i miei quattro soldini risparmiati e ho lasciato un lavoro redditizio per aprire un negozio e vendere qualcosa che nessuno voleva. All’inizio non entrava nessuno, era troppo presto. Dopo 5 anni, le cose vanno meglio grazie soprattutto al passaparola dei clienti soddisfatti». Oggi tutto il quartiere tra Pier della Francesca e Paolo Sarpi conosce Antonella e i suoi bambini, e le sue bici-da-trasporto in giro sono ormai molte, e bellissime, piene d’orgoglio e indistruttibili (anche perché da qualche tempo si possono anche noleggiare).

Zero Real Estate, l’esperienza di lusso non alberghiera in Svizzera

Tornare alla natura sta assumendo un significato completamente nuovo nelle Alpi svizzere, grazie agli artisti Frank e Patrik Riklin, che quest’estate hanno portato il loro concetto di hotel senza pareti e senza soffitti in diverse località della Svizzera orientale.

Zero Real Estate , uno spin-off del progetto 2016 della coppia Null Stern Hotel , che si traduce liberamente in “hotel a zero stelle”, è puntuale alla luce della situazione attuale. Il distanziamento sociale diventa facile con il concetto a cielo aperto in cui solo Madre Natura circonda gli ospiti nel loro hotel minimalista, se così possiamo chiamarlo così. I letti sono disposti con gusto sulle piste all’aperto, lontano dalla civiltà.

Allora, cosa ottieni in questi hotel Zero Real Estate? Accesso sfrenato a ampie vedute sulle montagne, panorami che evidenziano la bellezza incontaminata dell’Appenzellerland meno noto e, naturalmente, accesso diretto a sentieri ben segnalati sul Lago Schwendisee o sul Monte Säntis. Ci sono sette “camere” tra cui scegliere, ognuna situata in una diversa regione svizzera: Toggenburg, Heidiland, St. Gallen-Bodensee, Appenzellerland, Thurgau, Schaffhauserland e Liechtenstein parteciperanno quest’anno.

Ovviamente, non dovrai mungere le tue mucche per colazione: c’è un servizio completo di maggiordomo disponibile, che include una deliziosa colazione piena di prodotti locali per svegliarti quando il sole sorge come sveglia personale.

E se piove? Gli ospiti possono ritirarsi nei vicini alloggi, fattorie o fienili. Il prezzo? L’equivalente di circa 270 Euro a notte. Qui le info: http://www.zerorealestate.ch

LUSSO, CONSUMI E COVID 19: SHOPPING ONLINE NON BASTA, IL RITORNO DI NEGOZI E DELLA CALMA

Mentre le attività commerciali, la moda fast e le botteghe arrancano o restano serrati nella crisi da coronavirus (e lo shopping online non basta a colmare le chiusure), il settore del lusso si ferma a riflettere e punta ad avvicinarsi di più ai clienti, i paperoni di tutto il mondo. Al centro dell’attenzione di stilisti, designer, architetti e creativi non c’è solo l’organizzazione del business e una più corretta gestione delle vendite online ma la trasformazione dei negozi. Anche la nuova frenata del fast fashion, nonostante l’incremento dei mercati digitali degli ultimi mesi, dimostra che lo shopping online non basta e lo sguardo degli addetti ai lavori è ritornato a soffermarsi sui punti vendita che potrebbero essere il vero ‘tesoro’ per ridare ossigeno alle vendite al dettaglio.

E il lusso perciò punta sui negozi facendo da apripista di un nuovo modo di agire e magari essere da esempio trainante per gli altri settori. Mentre la moda fast e low-cost fa i conti con i clienti in fila all’ingresso e avanti alle cabine prova, termometri, guanti, detergenti e difficoltà a sanificare i capi (che finiscono ammucchiati sulle grucce dei camerini), i luxury brand trasformano la distribuzione in chiave esperienziale evoluta e stanno rivedendo l’intera filiera. Ai ricchi piace fare shopping senza fretta vedendo, toccando e provando i prodotti. La fretta non fa bene agli affari e il Covid-19 ha incrementato la voglia e la necessità di recuperare il tempo.

Rallentare e ascoltare di più i consumatori (dando loro prodotti duraturi e autentici) è anche l’appello lanciato le scorse settimane dallo stilista Giorgio Armani in una lettera aperta al magazine americano WWD ripresa dai media di tutto il mondo. Lo stilista, criticando la corsa alle pre-collezioni e agli sconti ripetuti degli ultimi anni, propone di riallineare le tempistiche retail nel rifornire i negozi secondo i bisogni dei consumatori recuperando quello che non va in questo momento così delicato.

Dopo show e lustrini, in questa fase di gestione della pandemia il lusso punta sul ‘prodotto’ di altissima qualità e sui negozi ‘esperienziali’ come cuore dello shopping anche secondo un folto gruppo di architetti e designer di livello internazionale dell’hub DesignTech di Mind (Milano Innovation District), autori del nuovo libro bianco ‘DesignTech for future’. “I negozi devono reinventarsi perché ritornano al centro, dopo la crisi generata dall’avvento dell’e-commerce, – si legge nell’analisi. Il negozio fisico, più una serie di servizi digitali o esperienziali, sono la soluzione per uno shopping più coinvolgente dei modelli di attrazione, intrattenimento e di estrema digitalizzazione perseguiti fino ad oggi. Le vetrine ritornano centrali, lo shopping per la fascia lusso si fa su appuntamento (niente fila all’ingresso) e le cabine di prova hanno l’aria di loft per garantire distanziamento, ma soprattutto privacy, comodità e alcun disagio. Nel negozio si deve restare volentieri”.

“Oltre il Covid, dobbiamo guardare all’emergenza e capire come accelera dei cambiamenti in atto. Non credo che la chiave per comprendere il futuro del retail sia dunque il distanziamento sociale garantito dalla rimodulazione degli spazi. Non basta. Piuttosto la parola chiave è esperienza, e forse il settore del lusso ci può insegnare qualcosa, – ribatte Alberto Iacovoni, architetto e coordinatore master in Exhibit Design all’Istituto europeo di design (IED). “Il commercio è in crisi da prima dell’emergenza e i negozi possono fornire ciò che nessuna simulazione digitale può fare, fornendo una esperienza unica nel provare quel prodotto e poi, magari, trovare il capo provato in negozio consegnato in tempo reale a casa propria”.

Precisa Iacovoni: “Il tema del ritorno dei negozi, in particolare nel settore del lusso, è al centro di un nuovo progetto su cui stiamo lavorando anche allo IED di Roma dove, insieme ad un partner prestigioso, stiamo sperimentando una nuova formula di negozio, producendo diversi scenari in cui il punto vendita diventa un luogo dove passare del tempo, fruire dei contenuti, vivere insomma una esperienza unica, come unico è il brand . Si tratta di una chiave che potrebbe dare una nuova linfa anche a tanti altri esercizi commerciali che hanno chiuso per la concorrenza con la grande distribuzione. L’esperienza, come ci dicono gli economisti, è l’ultimo step nell’incremento del valore economico e il covid, secondo noi, ci spingerà ancora di più a salire quel gradino”.

Accadrà ad esempio che i negozi di arte forniranno ai potenziali clienti prodotti eccezionali, pezzi unici o in tiratura limitata ma anche piccoli oggetti in chiave merchandising, accoglieranno esposizioni temporanee di artisti con ingresso gratuito o ad invito, in linea con la storia del brand e dei prodotti. Altro esempio le librerie che potranno fare spazio a poltrone e divani da lettura imitando le strutture delle biblioteche permettendo di fermarsi per bere un caffè sfogliando riviste e libri. E la moda? Risponde iacovoni: “I punti vendita devono raccontare storie, permettere letture e approfondimenti, attività rilassanti, ricreare ambienti caldi, come a casa propria anche se caratterizzati dal brand. In mostra oggetti eccezionali, non per forza in vendita. Gli acquisti verranno poi conclusi online anche in un secondo passaggio”.

Il successo del nuovo shopping dipenderà dall’esatta e non invadente integrazione tra e-commerce e negozio fisico. Spiegano gli analisti di DesignTech: “Seguono servizi integrati digitali come avatar virtuali e ‘virtual fitting room’ per poter simulare la prova e pre selezionare i capi, anche con maggiore garanzia di sanificazione degli abiti perché si evita la confusione nei camerini. Poi video consulenti, shop assistant, click & collect, customer service, personal shopper digitale e consegna in lockers, non solo per evitare il contatto. Tutto in modo tale da promuovere la vendita al dettaglio e fare da catalizzatore sugli store”.

Therasia Resort Sea & Spa: hotel di lusso a Vulcano

Riapre il 26 giugno il Therasia Resort Sea and Spa, nella suggestiva isola di Vulcano, una delle sette Eolie.

Si apre così la sua quindicesima stagione e per l’occasione sulle pagine social (Instagram e Facebook) della struttura è stato pubblicato un post e un video emozionale di benvenuto creato con tutto lo staff. Molte le novità per la nuova stagione. Ad annunciarle è il general manager, Umberto Trani. “Riapriremo con i 4 ristoranti e con nuove 10 camere, per le quali abbiamo fatto un restyling totale, introducendo anche il meglio della tecnologia al servizio dell’ospite”. Rivoluzione anche nei menù. “Il nostro chef Giuseppe Biuso ha rivoluzionato il menù grazie ai suoi viaggi dai quali si è lasciato ispirare. Tutto sarà orientato al rispetto della stagionalità del prodotto, del periodo, della filiera – ha affermato Trani – Lavoreremo con pescatori locali, delle Eolie. Al Cappero, ristorante stellato, non ci sarà una carta fissa, ma due menù degustazione: fantasia dello chef, il primo, e un secondo menù che racchiude piatti storici. La pandemia ci ha indotto a riflettere sulle nostre responsabilità e sul nostro contributo per la filiera e per la sostenibilità. Per questa ragione investiremo sui piccoli produttori, con lo scopo di cambiare rotta allontanandoci dal consumismo. A dominare sarà la genuinità, che non prevede stoccaggio di materie prime, quindi cucineremo con ciò che si troverà in mercato dai piccoli. E questa sarà una garanzia anche per l’ospite e offrirà la massima motivazione allo chef, già pronto a divertirsi con stimoli sempre nuovi, ogni giorno”.

Novità anche al ristorante vegetariano Tenerumi con lo chef Daniele Teresi, e con a capo Giuseppe Biuso. “Quest’anno aggiungeremo anche una piccola raccolta di verdure di mare, come la salicornia, per fare un solo esempio: abbiamo una ricca vegetazione marina a Vulcano e vogliamo sfruttarla”. Interessanti le curiosità anche sui vini. “Giuseppe Fiorito, capo sommelier dopo i suoi viaggi in Francia e Sud America è pronto a far scoprire nuove etichette dal mondo, oltre a quelle siciliane naturalmente”.

Il Therasia Resort Sea & Spa, unico hotel di lusso 5 stelle presente sull’isola di Vulcano, coglie al meglio la poesia ambientale delle Eolie, consegnandola agli ospiti da una tela raffinata e preziosa. Qui lo sfarzo si sposa con la natura, per un’esperienza di soggiorno indimenticabile.

L’impianto ricettivo, incastonato sul promontorio di Vulcanello, domina un panorama mozzafiato, che nei tramonti acquista uno splendore unico e surreale. Le linee morbide e mediterranee dell’albergo si mischiano con l’armoniosa architettura eoliana; le mille sfumature di colori tenui rilassano lo spirito, che può ritrovare nel pieno silenzio di questa oasi il suo naturale equilibrio. Il relax fisico e mentale è una piacevole quotidianità.

La struttura, dolcemente accarezzata dall’azzurro del cielo e dalle sfumature turchesi del mare, racconta la storia dell’isola attraverso la pietra lavica, i cotti siciliani, il legno di cedro e i colori tenui delle ceramiche.

Fra le esperienze possibili, c’è l’opportunità di fare trekking a Vulcano, con percorsi naturalistici che si snodano lungo le pendici del Gran Cratere, la zona del Piano e la Valle dei Mostri sulla penisola di Vulcanello. Un fascino unico che può essere assaporato anche in modo semplice e poco impegnativo.

“Mantea Gourmet: l’evidenza della cose”

Puntare i riflettori sulle storia di successo dell’Italia, raccontare bellezze, curiosità ed eccellenze del territorio che ha saputo valorizzare tradizioni millenarie con uno sguardo proiettato al futuro è da sempre la mission di Ingredienti Magazine, diffondendone tradizione e cultura, Mantea Gourmet è uno tra i più significativi.

Il cibo è cultura quando si produce, perché l’uomo non utilizza solo ciò che trova, ma ambisce anche a creare il proprio cibo, sovrapponendo l’attività di produzione a quella delle emozioni. Il cibo è cultura quando si prepara, perché, una volta acquisiti i prodotti base della sua alimentazione, l’uomo li trasforma mediante l’uso del fuoco e un’elaborata tecnologia che si esprime nelle pratiche di cucina.

Attraverso tali percorsi il cibo si configura come elemento decisivo dell’identità umana e come uno dei più efficaci strumenti per esprimerla e comunicarla, creando anche qualcosa di nuovo, dando calore con proprietà.

Oggi vogliamo farvi conoscere una bellissima realtà imprenditoria di Mantova, Mantea Gourmet; e andremo a conoscere il propulsore e l’anima di questa realtà: Cristina Maffei.

Le rivolgiamo immediatamente la prima domanda, perché comprare Mantea Gourmet?

Abbiamo deciso di non scendere mai a compromessi con la qualità dei nostri ingredienti e per questo i nostri prodotti sono sani e gustosi, capaci di allietare ogni palato e di portare sulle tavole la genuinità. Esperienza, attenzione, innovazione e ricerca sono le parole d’ordine che guidano le nostre scelte produttive e selettive, noi di Ingredienti Magazine aggiungiamo: altissimo impatto visivo e di gusto.

*Cristina, cosi vi rende cosi innovativi?

Abbiamo ormai una discreta storia, ma l’innovazione è il nostro motore. Lavoriamo costantemente per offrire prodotti sempre nuovi che sappiano stupire per la qualità degli ingredienti e le tecniche di lavorazione sempre più moderne.

*La vostra mission?

La filosofia Manteaconfetture e brand di qualità per l’hotellerie, l’attenzione che pone nella propria produzione si riconosce anche nei più piccoli dettagli. Seguendo l’idea di un esperienza esclusiva e personalizzata, “produciamo un dessert di frutta nel vasetto di vetro”.

*Cristina, cosa significa essere imprenditori?

Se è vero che la nostra unicità è il nostro asso nella manica, se lavori da dipendente, puoi sempre contare sul tuo capo e sui tuoi colleghi per una parola di conforto che ti aiuti a rimetterti in careggiata. Ma se lavori per te, devi essere in grado di rimetterti in pista da sola. Un’imprenditrice di successo non si ferma mai nemmeno quando tutto sembra remargli contro. Ha ben chiari i propri obiettivi e nessuno può fermarla.

E’ in grado di trovare la giusta motivazione ed agire in maniera costruttiva anche quando le cose non vanno come devono.

*Obiettivi per il 2020?

Vorremmo maggiormente creare e sviluppare la cultura del cibo, dialogando con gli chef, perché il cibo è parola, il cibo diventa linguaggio che unisce e trasmette emozioni, Il marketing moderno per creare o rinnovare attività nel campo della ristorazione.

Per concludere, da questa breve chiacchierata con Cristina, abbiamo appreso come in molti altri mestieri che interessano cibo e immagine, anche il comfort food deve fare i conti con i desideri del cliente e quelli del food “sono tra i più difficili da accontentare, soprattutto in Italia”. Secondo noi, infatti, il cibo è trattato con una sacralità che difficilmente si ritrova in altri posti ed è celebrato in maniera del tutto originale: pertanto, riuscire a rendergli giustizia soddisfando clienti e consumatori esigenti non è affatto banale, e Mantea Gourmet è sulla strada giusta.

Info utili:

www.manteagourmet.it

mail:info@manteagourmet.it

Tel. 0376.1591834

Cristina Parodi lancia Crida, marchio sussurrato di capi d’abbigliamento comodi e chic

Sorellanza di stile. Cristina Parodi e Daniela Palazzi si sono lanciate nel mondo dell’abbigliamento. Da questa settimana in boutique e on-line, debutta la prima capsule collection di Crida, il nuovo marchio nato dall’incontro della giornalista e volto tv con l’amante di arte e design. Entrambe mamme (in due hanno sette figli), condividono un’amicizia lunga vent’anni e la stessa idea della moda: sussurata più che gridata, sostenibile, facile da indossare, di qualità e completamente Made in Italy. Il sogno delle due amiche è diventato realtà nel momento più difficile dal dopoguerra. Come è nata l’idea, ce lo spiega al telefono Cristina Parodi: “Ci abbiamo pensato tanto, erano anni che ci facevamo confezionare vestiti in seta o in cotone immaginati da noi. Poi non avendo più un programma quotidiano in tv e con molto più tempo libero a disposizione, ci siamo dette: “ora o mai più” e ci siamo buttate con dieci abiti, una giacca e un trench. Chi avrebbe potuto immaginare che di lì a poco sarebbe successa una tale sciagura? All’ultima Fashion week milanese avevamo presentato la nostra capsule collection con tanti riscontri positivi, e tanti ordini soprattutto dall’estero. Eravamo contentissime. Poi quando eravamo pronte a fare il botto, non solo si è fermato tutto ma abbiamo avuto anche tante disdette, ci siamo dovute ridimensionare. La nostra collezione è online ma prima i nostri capi devono arrivare nei negozi, devono essere visti, toccati, indossati”.

Come state ripartendo?
“Dopo questo periodo di stop totale ci siamo rimesse in marcia. I bergamaschi sono gente tosta, che non lascia mai le cose a metà e le porta fino in fondo. Gli ordini che non sono stati cancellati li abbiamo spediti. Siamo tornate in manifattura e ora comunichiamo il nostro progetto che, pur essendo partito prima della pandemia, è in linea con un nuovo sentire che ha raccontato bene Giorgio Armani quando si è espresso in favore di una moda più umana che non rincorra continuamente i trend di stagione con costi esagerati. Quella dell’eleganza senza tempo è anche una nostra idea fissa. Forse, dopo questa battuta d’arresto, si comincerà a pensare in termini di contenuti ed emozione. Penso e spero che quando le donne torneranno nei negozi avranno voglia di trovare qualcosa che non sia solo lo sfizio di stagione da mettere solo un paio di volte: non è più il momento dell’usa e getta, anche da un punto di vista economico, A noi era sembrato fin dall’inizio della nostra avventura che ci fossero delle donne come noi in cerca di qualcosa di diverso, di italiano, con tessuti supernaturali e sostenibili per l’ambiente, di abiti femminili e comodi al tempo stesso, italiani e adatti per situazioni formali ed eleganti, buoni sia per il mattino che la sera che rimangano nell’armadio per più di una stagione”.

Ben prima della pandemia, avete concepito la vostra collezione come un omaggio all’Italia e all’italianità…
“Fin dall’inizio il nostro è stato un messaggio d’amore per il nostro paese, il Made in Italy e le sue filiere. Ora più che mai sosteniamolo, compriamo vestiti italiani e tutto ciò che viene creato qui. Restiamo in Italia anche perr le vacanze. I nostri capi si ispirano alle nostre città che dobbiamo poter tornare presto a visitare. E i modelli della nostra capsule hanno nomi come ‘Firenze, Positano, Taormina, Roma, Venezia”. E colori che suonano così: “luminosa come una mattina sul Lungarno’ o ‘Rosso come un tramonto sul Gianicolo’.

Nella comunicazione avete puntato anche sulla famiglia…
“Al glamour e al patinato abbiamo preferito associare un’immagine calda e famigliare con i valori che ci appartengono, che piacciano a noi e alle nostre figlie”.

Per ricevere un capo ci vogliono circa tre settimane…
“Alcuni capi li abbiamo già, altri li produciamo sul momento, come si fa con gli abiti sartoriali. Siamo una realtà di nicchia con l’ambizione di diventare grande. Vendiamo on-line e in boutique, abbiamo negozi dal Piemonte a Baden Baden in Germania”

Tra i vostri modelli dall’allure sobria e borghese, c’è solo un abito trasparente e sexy che spariglia. Come mai?
“E’ stato un errore,  il tessuto nero non era pesante come pensavamo, ma alle amiche delle nostre figlie è piaciuto subito”

Le sue figlie, Bendetta e Angelica, l’hanno aiutata?
Non vedevano l’ora di vedere i primi disegni, e quando i primi capi sono arrivati in showroom, Benedetta, che è la più grande, ha scattato le prime foto e compare in tanti immagini per i social. Più delle supermodelle, per quanto belle e professionali, preferiamo mostrare gli abiti indossati dalle mie figlie, da un’amica, e in generale da persone normali perché raccontano qualcosa in più. Ora per esempio c’è l’immagine di mia sorella  che ha messo un nostro abito giallo per il suo primo giorno di lavoro in un nuovo programma. Volevamo comunicare anche un messaggio di ‘girl power’, di soddisfazione. Così come io e Daniela a cinquant’anni ci siamo rimesse in gioco facendo una piccola rivoluzione, così ci piace che le donne – hanno portato più di tutti sulle spalle la fatica e la difficoltà di stare in casa – ci possano raccontare i loro obiettivi raggiunti, dall’essere riuscite a rientrare in un paio di jeans, a essersi ritagliate uno spazio solo per loro o un nuovo lavoro”.

Ha imparato in famiglia a lavorare con le donne?
“Ho dei legami forti con le mie sorelle, le amiche, mia cognata. Non sono mai stata in competizione con l’universo femminile, invece di invidiare, ammiro le donne in gamba. Ma questo sentimento purtroppo non è così diffuso. La sorellanza e l’aiuto reciproco sarebbero utile da portare avanti ma c’è ancora un po’ di strada da fare perché ci riconoscano pari diritti. Lo vedo nei social, ci sono cattiverie terrificanti che mi feriscono. A fronte di tante belle testimonianze ricevute, ce ne sono state altre di segno opposto. E’ come se il successo invece di inorgoglire desse fastidio”

Vivete nella città più colpita dalla pandemia, le immagini della macabra sfilata delle casse mortuarie nei mezzi militari resterà per tutti un ricordo indelebile. Suo marito, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è stato ed è in prima linea. Come l’ha cambiata la pandemia?
“Da vent’anni sono l’ambasciatrice del Cesvi, ma questa volta sono stata coinvolta anche per raccogliere fondi, una cosa che non avevo mai fatto. Poi ho scoperto quanto mi piace accudire la mia famiglia. Ho sempre lavorato in altre città, facendo avanti e indietro. Da due mesi sono a casa con i miei ragazzi e pranziamo e ceniamo tutti insieme, è un’esperienza molto bella. Ognuno collabora: mio figlio Alessandro ha fatto la spesa  per gli anziani, e quindi è diventato l’addetto anche dei nostri acquisti, le ragazze mi hanno dato una mano e tutti tengono a posto la loro stanza. All’inizio avevamo paura: Giorgio non ha mai pensato che si sarebbe potuto ammalare però si è sempre protetto. Quando rientrava lo assalivamo: ‘lava le mani’, ‘togli la mascherina’…Per fortuna stiamo tutti bene”

Il lutto vi ha toccato direttamente?
“A Bergamo chiunque io conosca ha perso qualcuno o aveva uno o più malati in famiglia. Solo adesso sono venute fuori le cifre reali della pandemia ma noi lo sentivamo. Il dolore si respirava nel silenzio tutt’intorno. Da noi quei momenti di allegra condivisione come i canti dalle finestre o gli aperitivi via social non ci sono mai stati. Ora, poco per volta, la città si sta risvegliando, siamo gente silenziosa che va avanti a testa bassa ma c’è bisogno di fondi per sostenere il nostro territorio fitto di imprese anche piccole in difficoltà”.


Spa della settimana: ringiovanimento come nessun altro nella spa Chiva-Som, Hua Hin, Tailandia

Quando la nostra salute mentale e fisica è stata della massima importanza se non ora? L’arricchimento emotivo e il ringiovanimento fisico sono il bisogno dell’ora; siamo fortunati che un tale paradiso esiste a Hua Hin, in Thailandia dove lo spazio, la tranquillità e l’eccezionale ospitalità thailandese si uniscono per darci un innalzamento di spiriti ed esperienze indimenticabili per la vita. Benvenuti a Chiva-Som, un resort sulla spiaggia situato all’interno di sette acri di terreno sereno e un ambiente confortevole. Per coloro che sono alla ricerca di benessere e arricchimento oltre al riposo senza meta, Chiva-Som è il posto che fa per te. una collezione unica di 54 camere e suite raffinate rende omaggio a un’elegante estetica thailandese. Caratteristici arredi in teak e tessuti locali creano un ambiente grazioso e accogliente. Ma il più grande richiamo di tutti a Chiva-som è la combinazione unica di programmi e servizi per godersi una vacanza salutare lontano dalle grinfie dello stress e della routine.

Di cosa si occupa la spa: la Thailandia non è altro che il posto con le migliori spa e la guarigione olistica e la spa di Chiva-Som riflettono proprio questo fatto. La gamma di trattamenti per il corpo e idroterapia di Chiva-Som Hua Hin è stata progettata per migliorare il benessere ottimale e assistere gli ospiti nel loro viaggio verso il benessere. La loro tavolozza di materiali aumenta il nostro senso di riposo con opzioni completamente naturali come il bambù e il granito americano bianco. Le suite di idroterapia migliorate incorporano pannelli in vetro teak e seta e utilizzano una tavolozza di materiali più controllata e semplificata. Le sale per trattamenti sono lussuosamente realizzate con dimmer regolabili per illuminazione, letti per trattamenti più ampi e personalizzabili in altezza, così gli ospiti non devono mai adattarsi a dimensioni più piccole e scendere a compromessi sul comfort. Khun Wanna Homsanoe, il direttore della spa lo ripristina con le sue parole, “La nostra missione presso la Spa è di aiutare i nostri ospiti a raggiungere i loro obiettivi con trattamenti su misura che leniscono la mente, il corpo e lo spirito. Il bozzolo per il corpo di Chiva-Som Skin Haven racchiude tutto questo e altro ancora ”.

Dove: 73/4 Petchkasem Road, Tambon Nong Kae, distretto di Hua Hin, Prachuap Khiri Khan 77110, Tailandia
Telefono: +66 32 536 536