BEAUTY ROUTINE DEL RIENTRO, 15 IDEE PER PROLUNGARE L’EFFETTO VACANZE

Dal thalasso scrub ai babylight, dalla coppettazione ai massaggi aromaterapici

Beauty routine del rientro post ferie: esfoliare, reidratare, ossigenare. Ecco come prolungare i benefici delle vacanze, una volta tornati alla quotidianità. Il sole, il mare, le passeggiate in montagna, il relax, una maggiore attività fisica e una pelle scoperta hanno dato effetti positivi sul corpo oltre che sulla psiche. Proviamo a consigliare un addio soft al bonne mine.

Per godere il più a lungo possibile della tintarella il primo step è sbarazzarsi delle cellule morte – che “schermano” la luminosità della pelle – con un trattamento esfoliante, ideale per rivitalizzare la cute e restituire un colorito omogeneo. A seconda delle esigenze si punta sullo scrub, da quello al miele e sali del Mar Morto a quello al mosto d’uva e miele di castagno, passando per quello con il sapone di Aleppo – che stimola la produzione di collagene – o alla polpa di cocco.

Il secondo passo per mantenere l’abbronzatura è darci dentro con l’idratazione, bevendo tanta acqua e coccolando il viso con un trattamento reidratante – un vero e proprio cocktail di vitamine e olii essenziali profumati per dare luce al volto – e il corpo con un massaggio all’olio di Argan.

Anche l’ossigenoterapia è una soluzione da prendere in considerazione per mantenere un incarnato luminoso e sano, rimandando ben oltre settembre il colorito spento tipico dell’autunno. Con un aerografo l’estetista rilascia sul viso ossigeno pressurizzato, capace di aumentare la produzione di collagene ed elastina, a cui segue l’applicazione di sieri nutrienti o acido ialuronico. Riducendo la carica sebacea da un lato e svolgendo un’azione tonificante su viso e collo dall’altro, l’ossigenoterapia è indicata anche per chi soffre di acne o desidera minimizzare o prevenire le rughe.

Per dare un boost ulteriore alla tintarella si può ricorrere anche alla tecnologia del lettino solare o della lampada a bassa pressione: quest’ultima, attraverso i raggi UVB, stimola la melanina per ricreare un’abbronzatura dall’effetto naturale su viso e corpo.

Dal mare al salone di bellezza con il thalasso stone linum e il massaggio bioenergetico: il mare è un vero e proprio toccasana per corpo e mente, agendo positivamente sulle vie respiratorie, sulla circolazione e sull’umore. Per godere dei suoi benefici anche in città, Treatwell consiglia di optare per un massaggio bioenergetico nella culla del sale, che “sblocca” i flussi energetici ostacolati dallo stress, rilassa le articolazioni, ha un effetto drenante e migliora la respirazione per effetto del sale di Sicilia. Per riprodurre l’azione levigante dell’acqua marina c’è poi il thalasso scrub, prezioso alleato per eliminare le impurità e rigenerare lo strato superficiale della pelle. Inoltre, anche dovendo rinunciare a lunghe passeggiate sulla sabbia, si può continuare a combattere la ritenzione idrica: per farlo c’è il thalasso stone linum, un rituale di bellezza rivitalizzante, remineralizzante e drenante. Si inizia con un massaggio effettuato con guanti di lino per stimolare la circolazione; si passa poi all’applicazione dell’olio di mandorle caldo miscelato con sali del Mar Morto per nutrire la pelle e sbarazzarsi delle tossine e si chiude in bellezza con un massaggio con pietre laviche calde che potenziano l’effetto drenante.

Per migliorare la circolazione e combattere la cellulite è possibile anche ricorrere alla coppettazione, una pratica che affonda le sue radici nella medicina cinese e che oggi è molto apprezzata anche dagli atleti. Sul corpo vengono applicate delle coppette di vetro, gomma o plastica che, con un effetto ventosa, favoriscono l’afflusso di sangue in punti specifici del corpo.

In spiaggia si fa il pieno di vitamina D e di iodio, accoppiata vincente per rafforzare il sistema immunitario e dare una marcia in più alle difese naturali. Anche alcuni trattamenti in salone possono essere utili su questo fronte: il massaggio shiatsu, ad esempio, ha il merito non solo di rilassare il sistema nervoso e combattere dolori articolari e muscolari, ma anche di potenziare le difese immunitarie, tramite una pressione esercitata con mani, piedi, gomiti e ginocchia che riequilibra i flussi energetici. Questo massaggio è approdato dal Sol Levante in Italia, dove ormai vanta una popolarità inarrestabile.

Trattamenti alla paraffina, la vera spa per le unghie Lontano dall’ufficio, lontano dallo smalto perennemente sbeccato. Rientrati in città la manicure semipermanente può essere una soluzione, per uno smalto a prova di pc e un look impeccabile per almeno due settimane. Per chi vuole prolungare i benefici delle vacanze e ricerca una sensazione di profondo benessere e una pelle vellutata, i trattamenti alla paraffina sono un toccasana e alleati preziosi per la bellezza delle mani. Questa piccola sauna di calore aumenta la circolazione sanguigna, rilassa i muscoli e riduce tensioni e piccoli dolori, rendendo l’epidermide liscia e rosea e le unghie lucide e forti.

A tutto relax con i massaggi facciali e l’aromaterapia: Vacanze e relax vanno a braccetto, ma anche in città si può riprodurre l’aspetto disteso frutto di giornate all’insegna del “me-time”. Ad esempio con un massaggio facciale: l’estetista applica con una leggerissima pressione una crema idratante fresca intorno agli occhi, riducendo così occhiaie e gonfiore; la manipolazione si sposta poi sulle tempie per un effetto antistress e arriva infine a coinvolgere tutto il viso per stimolare la microcircolazione e ridurre le rughe d’espressione. Il risultato è una pelle tonica e rivitalizzata. A questo si può associare anche un trattamento specifico per il contorno occhi, con maschere che rendono la pelle più liscia, decongestionando le palpebre affaticate.

Via lo stress e relax assicurato con l’Hot Stone Massage, o massaggio con pietre calde, che utilizza pietre di origine vulcanica, riscaldate a una temperatura di circa 60 gradi. Si posizionano le pietre sui punti dolenti del corpo, in modo da sciogliere le tensioni: il calore, rilasciato lentamente, va ad agire sulle rigidità e aiuta a decontrarre i muscoli, migliora inoltre la circolazione, favorendo il lavoro dell’apparato nervoso, con un effetto benefico non solo sul corpo ma anche sulla mente. Infine, i massaggi associati all’aromaterapia sono particolarmente indicati per fare il pieno di energia quando ci si sente a terra o si fatica a riposare serenamente, in assenza del dondolio delle onde del mare. 

Arroccata al 52 ° piano – Potrebbe essere questa la libreria più singolare del mondo?

Immagina di avere uno spazio proprio nel mezzo di una vivace città dove puoi dedicarti in un po ‘di tempo a leggere mentre ti godi una tazza di tè bollente! Bene, darti la possibilità di fare proprio questo è Duoyun Books con il suo nuovissimo flagship store a Shangai. Situato al 52 ° piano dell’edificio più alto della città, la Shanghai Tower, il luogo sperimentale è un paradiso per gli appassionati di cultura e letteratura della città.

Battezzato come “Beyond the cloud’s, il negozio copre una vasta area di 2259 mq, adatta a contenere oltre 60.000 libri. Più che una semplice libreria, lo spazio esclusivo progettato da Wutopia Lab comprende una varietà di funzioni come una libreria, una sala conferenze, uno spazio espositivo e una caffetteria in un unico posto.

Una volta dentro, gli appassionati di libri vengono accolti con scaffali per libri traslucidi sovrapposti in strati, o ciò che il team di progettazione descrive come una “montagna astratta bianca”. Aprendosi con un ingresso curvo, lo spazio offre una zona accogliente ma luminosa con grandi finestre che offrono una vista impressionante delle viste della città. 

Il negozio è anche costituito da una sala di studio nera per lettori seri in cui una libreria mobile viene utilizzata come una partizione per separare diverse aree della stanza fornendo così il conforto tanto necessario a coloro che la cercano. 

Inoltre, lo spazio offre un’area polifunzionale per mostre o conferenze, nonché due caffè: il “tiffany-blue” e la rosa dessert house in cui gli ospiti possono gustare una tazza di caffè con il loro libro preferito per la compagnia. Un negozio di libri non è mai stato così bello!

Suite della settimana – La seducente suite duplex del Fauchon L’hôtel Paris arricchirà la tua vacanza da sogno parigina

La Suite della settimana è da abbastanza tempo che vogliamo farvela conoscere, una volta terminata la lettura di questo spazio, avrete sicuramente deciso di passare un prossimo week end a Parigi. E’ uno di questi posti che è nella lista dei desideri di tutti, giustamente. Ma ora vi presentiamo la suite duplex nel Fauchon L’hôtel Paris, consigliamo vivamente di trasformare la vostra vacanza parigina in una vacanza da sogno prima di fare il check-in nella “Duplex Suite” di Fauchon L’hôtel Paris, dovrai ripetere dicendo “J’aime Paris”. Quindi tuffiamoci direttamente in questa meraviglia di una suite. 

La suite duplex mira a catturare il meglio di ciò che Parigi ha da offrire, Fauchon Hotel è un fantastico hotel integrato da servizi che migliorano i sensi. Due piani, due persone e il doppio del divertimento è ciò che è in serbo per questa suite mozzafiato. Immagina di goderti le viste mozzafiato di Parigi e della Torre Eiffel mentre guardi fuori dalle grandi finestre luminose, sorseggiando un’ottimo vino insieme a deliziosi salati dal bar gourmet Fauchon. 

Se ti stai chiedendo in che modo questa suite aiuta a placare i sensi? L’arredamento la rende un vivace ambiente epicureo, lo stile eclettico, l’architettura in stile Haussman è un piacere visivo. Puoi solleticare i tuoi sensi uditivi godendo di una sessione sulla chitarra acustica Gibson o semplicemente godendo i tuoi brani preferiti mentre sei immerso nella poltrona incorporata con altoparlanti e cuffie Gibson.

Mentre a Parigi il tuo tempo deve essere tutto dedicato alla bellezza della città e al cibo di fronte a te, ecco perché la suite duplex di Fauchon L’hôtel Paris è una scelta adatta. Devi provare la loro cucina e i deliziosi spuntini e prelibatezze Fauchon disponibili nella tua camera. È davvero semplice quando vieni a Parigi, prima vieni per l’arte, la musica e resta per la vista meravigliosa nella suite duplex Fauchon L’hôtel Paris. 

Cliff House: una casa di vetro a picco sull’oceano

Se hai sognato una casa su una scogliera lontano dalle folle esasperanti della tua città, ecco la tua occasione per averne una! 

Il suo punto di forza è sicuramente la vista incredibile sull’oceano. Si chiama Cliff House il concept abitativo ideato dallo studio di architettura australiano Modscape, famoso per le case prefabbricate.

Una casa da brivido, a picco sull’oceano, progettata per una coppia proprietaria di un piccolo appezzamento di terra sulla costa di Victoria in Australia.

Nel pieno rispetto dell’ambiente circostante la casa è stata concepita come una sorta di estensione artificiale della scogliera con spazi modulari prefabbricati e sovrapposti ancorati alla roccia con perni in acciaio.

L’abitazione si sviluppa su cinque piani collegati tramite un ascensore.

L’ingresso è posto in alto. Vi è un ampia terrazza coperta che funge da garage e si utilizza l’ascensore per muoversi dall’alto verso il basso ed accedere alle varie zone della casa.

Al quarto piano si trova la zona giorno con l’ampio salotto e la cucina, mentre al terzo piano ci sono due camere da letto e un bagno.

La camera padronale, con un ampio bagno, è collocata al secondo piano vicinissima all’acqua mentre il piano più basso è occupato da unarea semi outdoor con spa e zona barbecue.

L’arredo è minimale ed è caratterizzato dalla grande presenza del vetro che rende l’abitazione ultra-panoramica in contatto diretto con il mare ed il cielo.

L’intero progetto, sia nella scelta dei materiali che del design, è inoltre improntato all’insegna dell’ecosostenibilità, così da minimizzare l’impatto ambientale

Il bello di andare in montagna d’estate

Fare trekking, immergersi nella natura per un bagno di energia, disconnettere e rimettersi in sintonia con se stessi.

Di solito si va in montagna da piccoli, poi la si tradisce per il mare durante la fase teenager, e la si ricomincia ad amare verso i 30 anni. Se d’estate il mare è il luogo più immediato a cui pensare, la montagna, da vera donna, è più esigente e ha occhi solo per chi la sa apprezzare davvero.

Noi siamo stati a Livigno per una due giorni di attività outdoor e abbiamo provato e apprezzato il senso di benessere e di equilibrio che trasmette lo stare in mezzo alla natura. Una experience organizzata da Scarpa lo storico brand di Asolo specializzato in calzature da montagna, guidato dalla famiglia Parisotto.

E dove, in un mondo al maschile, si è fatta strada Cristina, la più giovane dei tre fratelli, ma con la tempra e il senso creativo di chi, da donna a donna, la montagna la capisce davvero. Proprio per questo, con le ultime collezioni della linea di approach, adatta per il trekking su sentieri, e di trail running, ha voluto puntare sul lato più femminile della montagna. Grazie a modelli che nei colori ma soprattutto nella realizzazione sono studiati per assecondare le esigenze delle donne e facilitarne il comfort.

Noi quest’estate scegliamo la montagna perché:

 – Praticare attività outdoor stimola le endorfine e fa sentire meno il senso della fatica. Muoversi in mezzo alla natura cambia in positivo la percezione di cosa vuol dire fare uno sforzo fisico.

– Perché non esiste solo la montagna dei grandi alpinisti. Esiste anche la versione slow: quella del trekking leggero, che permette di godersi il paesaggio, rilassarsi, e ascoltare i suoni della natura.

– Perché elimina lo stress. Secondo alcuni studi, il contatto con la vegetazione del bosco abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, rilassa, riduce l’ansia, e stimola persino la creatività. I benefici si devono all‘ossigenazione che si ottiene camminando immersi nella vegetazione: è come fare un bagno di energia.

– Per rimettersi in equilibrio con se stessi. Godesi la montagna significa rimettersi in connessione col proprio io. Fare trekking dà la possibilità di ascoltarsi durante il percorso. È una alternativa alla meditazione per rigenerarsi e disconnettere.

– Perché si mangia bene e sano. È un luogo comune che la montagna stimola l’appetito. Ma non potrebbe essere altrimenti vista la bontà dei piatti tipici preparata con ingredienti locali a chilometro zero.

– Perché dà un senso di soddisfazione. La montagna è più selettiva e come una donna, va conquistata. Ma dà un senso di soddisfazione totalizzante.

Novità 2020

Essere gentili fa bene alla salute e migliora la vita

Essere gentili porta numerosi benefici nella vita: ecco perché, se lo sarete, avrete vantaggi nel lavoro e con la vostra salute (fisica e mentale)

La gentilezza è la forma più alta di educazione e rispetto verso le altre persone, ci permette di avere un’immagine più positiva di noicreare energia positiva.

Insomma una volta provata, non la si lascia più.

Il potere della gentilezza nasce proprio dal fatto che con un sorriso o con un semplice gesto possiamo trasformare positivamente la giornata di qualcuno e sentirci fieri di noi stessi.

Il contagio è esponenziale e l’ottimismo sarà una delle primissime conseguenze dei vostri gesti gentili.

Vi diamo 4 buoni motivi per essere gentili e trarne dei vantaggi.

Starete meglio con voi stessi

La gentilezza ha un effetto boomerang: più sarete gentili con gli altri, più gli altri lo saranno con voi e più vi sentirete meglio.

Se farete gesti gentili, infatti, vi abituerete a notare quando gli altri li faranno a loro volta e diventerete più coscienti della positività che avete intorno.

Tutto questo vi piacerà talmente tanto che continuerete inconsapevolmente a incrementare la vostra gentilezza.

Attenzione però alla falsa gentilezza, si vede a distanza di chilometri (e n questo caso l’effetto boomerang vale il doppio!).

Migliora la salute

Se sarete gentili e cercherete di essere ben disposti, ridurrete il rischio di malattie cardiache e ictus.

I ricercatori del National Institute on Aging di Baltimora, infatti, hanno verificato che i soggetti con temperamento più competitivo e aggressivo tendono a sviluppare più facilmente un ispessimento delle carotidi che provocherebbe un rischio di infarto e ictus fino al 40%.

Aiuta nel lavoro

La gentilezza vi farà lavorare meglio e potrete anche mantenere il posto di lavoro più a lungo rispetto a una persona scontrosa.

Una ricerca della North Carolina State University ha mostrato come, in un gruppo di lavoro, un capo che tratta con gentilezza i propri dipendenti otterrà risultati migliori grazie al clima di fiducia che spinge a lavorare di più.

Un altro studio dell’University of Notre Dame invece ha dimostrato che le persone più gentili sono anche le più gradevoli e quindi meno soggette a licenziamento.

È un’ottima difesa

Rabbia chiama rabbia. E gentilezza chiama calma.

Se una persona è molto arrabbiata, provate a rispondere usando l’arma della gentilezza, avrete sicuramente più speranze di risolvere la questione spinosa in meno tempo.

Il motivo? Il cervello dell’altra persona registrerà uno stile di comunicazione totalmente diverso da quello rabbioso che stava utilizzando e sarà costretta ad adeguarsi allo stesso stile.

Pcup:il bicchiere intelligente

È l’invenzione green di due ragazzi liguri: resistente e flessibile, dotato di chip, permette di risparmiare su ogni consumazione 19 grammi di plastica e 83 grammi di anidride carbonica.

Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli sono due ragazzi liguri di 28 anni, fondatori di Pcup, una start up che con il suo bicchiere “intelligente” promette un’alternativa ecologica ed economicamente vantaggiosa all’usa e getta. 

Il bicchiere di plastica costa poco, cinque centesimi, ma con l’utilizzo azzera il suo valore e inquina – spiega Lorenzo, amministratore delegato della società – il nostro Pcup invece costa di più, 2,50 euro, ma conviene rispetto alle alternative biodegradabili perché genera valore con l’uso, insomma fa dell’ecologia un segno più”.

Pcup infatti è dotato di un chip a cui viene associato il profilo di chi sta partecipando a un evento. Tutto attraverso un’applicazione che consente di pagare la consumazione e di ritirarla direttamente dal barista appoggiando il bicchiere al suo lettore.  

In questo modo l’esercente fa una scelta green e nel tempo dispone di un campione di dati e informazioni preziose per impostare le proprie strategie di marketing. Non solo. Risparmia sullo smaltimento, può dare ai suoi clienti informazioni in tempo reale e mostrare quanta plastica e quanta anidride carbonica sta evitando di disperdere nell’ambiente.  Per esempio, in un evento con 1200 persone, con almeno 2 cocktail a testa, si consumano oltre 2 mila bicchieri usa e getta. Ogni pezzo “costa” 19 grammi di plastica e circa 83 grammi di anidride carbonica.

Dall’altra parte il cliente, oltre a saltare le file alla cassa, entra in una community esclusiva, può sapere se ci sono suoi amici nel locale, può pagare loro da bere. E accedere al proprio contatore ecologico, cioè alle informazioni sulla plastica risparmiata in quell’occasione e da tutti i bicchieri che ha usato nel tempo.

Per questo Pcup è stato realizzato per durare il più a lungo possibile. Con il vantaggio di poter essere usato ovunque, dalle fiere agli stadi, laddove altri materiali come il vetro sono vietati per ragioni di sicurezza. Una delle sue caratteristiche infatti è la flessibilità:  può entrare in tasca, come se fosse di gomma. Ma a differenza della gomma non è prodotto usando il petrolio ed è particolarmente resistente alle alte temperature e agli agenti chimici. Inoltre può essere personalizzato con il marchio del locale o dell’evento in cui viene usato, trasformandosi in un gadget.

Il modello di business è quello del vuoto a rendere. Il bicchiere, cioè, viene dato dietro cauzione. Se non viene restituito l’esercente guadagna comunque. “In questo modo i nostri clienti possono fare anche margini piuttosto alti”, spiega ancora Lorenzo.

www.pcup.info

Honolulu questa piscina dal fondo di vetro offre le viste più spettacolari

Se sei un nuotatore che non teme le altezze, ecco una destinazione piena di avventura che potrebbe essere perfetta per te! Stiamo parlando di un nuovo edificio residenziale di 40 piani a Honolulu, a Oahu, che dispone di una piscina sospesa a 23 metri nell’aria! Sì, è giusto! La piscina che induce vertigine si estende dal settimo piano del complesso “Anaha” ed è l’ideale per coloro che desiderano avventurarsi mentre nuotano nelle acque!

Progettato dallo studio di Chicago Solomon Cordwell Buenz (SCB) in collaborazione con la ditta locale Benjamin Woo Architects, la piscina è a sbalzo da 23 metri dal suolo e presenta una base trasparente che può essere vista da entrambi i lati e il fondo. Surfacedesign, con sede a San Francisco, è stata responsabile della progettazione del paesaggio, comprese le strutture per il nuoto della piscina unica nel suo genere, che fornisce una rotazione perfetta per la sessione di nuoto regolare.

L’edificio residenziale presenta inoltre spazi pubblici disegnati ad arte, negozi, ristoranti e luoghi di intrattenimento al suo interno. Comprende anche il rivestimento in vetro verde-blu, scelto per imitare i colori del vicino Oceano Pacifico insieme a una pila di volumi con pareti curve, sfalsate l’una dall’altra per assomigliare a delle onde, che si elevano fino a 120 metri di altezza. Bene, se non c’è niente, ecco un altro motivo per visitare le Hawaii al più presto!

MODA A NOLEGGIO, TWINSET APRIPISTA IN ITALIA

Il nome della capsule è ispirato da un vecchio motivo della fine anni ’70 ‘Please Don’t Go’, ma il miraggio da conquistare sono i giovani della generazione Zeta, quelli abituati allo streaming on demand, allo sharing, al rental. Twinset, l’azienda di Carpi, nel modenese, ha deciso di tentare il business del noleggio nel mondo del fashion.

Da settembre sarà disponibile ‘Pleasedontbuy’ una collezione progettata, creata e prodotta interamente Made in Italy, e destinata esclusivamente al noleggio.

Abiti di tulle e volant, seta e cachemire, impreziositi da dettagli lussuosi, da cerimonia, matrimoni, eventi particolari che, se acquistati, costerebbero dai 900 ai 3000 euro, potranno essere ‘affittati’ ad un prezzo variabile dato 40 ai 90 euro, per alcuni giorni. “Mi piaceva anche il concetto di educare un po’ i giovani, che non possono permetterselo, alla qualità – ha detto Alessandro Varisco, ceo di Twinset – Lo so che ci sono già dei servizi di noleggio abiti, ma sono multibrand che comprano a stock, dopo che il prodotto è già stato nel boutique o negli outlet. La squadra di stilisti creerà invece la collezione solo a questo scopo, saremo il primo brand a fare questo, controllando tutto, dall’acquisto del tessuto al noleggio”.

Inizialmente saranno 21 modelli, con 3 o 4 colori diversi, dalla taglia 38 alla 48, aggiornati in modo da andare incontro alle esigenze della moda e della cliente. Da settembre avranno il loro spazio ‘Pleasedontbuy’ due punti vendita a Roma, due a Milano, uno a Firenze, Verona, Bari, e nel corner dell’Orio Center vicino Bergamo. Da gennaio il progetto si allargherà su altre città, sul web (“il futuro dello shopping”) e all’estero.

“E’ anche un servizio eco friendly – ha aggiunto il ceo – senza consumismo ma riutilizzabile”. La generazione che Twinset intende attirare è quella delle giovani sotto i 25 anni, che al momento rappresenta solo il 5% della clientela della griffe (“voglio stimolare l’azienda a parlare un linguaggio più contemporaneo”). Ma ci saranno modelli anche per donne più adulte. Il fashion rent targato Twinset prevede anche il servizio di assicurazione, sartoria e di lavaggio.

“Il mio sogno, se questa cosa prende piede, è di andare da tutti i grandi nomi e convincerli a fare una capsule così – ha concluso Varisco – noi metteremo a disposizione la nostra filiera”.

La spiaggia diventa plastic free

Ogni estate si produce il 30 per cento in più di rifuti di plastica, 5 kg al giorno su ogni km di costa. Sempre più stabilimenti la mettono al bando

Si moltiplicano le spiagge “plastic free”, stabilimenti nei quali la plastica e gli oggetti realizzati con questo materiale sono messi al bando, sulla scia della direttiva europea che impone di ridurre la plastica usa e getta entro il 2021 (posate, piatti, bicchieri, cannucce, ecc da sostituire con prodotti realizzati in materiali biodegradabili e compostabili). 

Spiagge “plastic free”

Tra le prime località si è distinta Rimini, che già dallo scorso 15 aprile ha vietato l’uso di contenitori in plastica usa-e-getta. Tutta l’Emilia Romagna ha messo a punto un progetto, chiamato Plastic free 2023, che prevede politiche analoghe, così come ha fatto anche buona parte del litorale ligure: a Vernazza (Cinque Terre) già dal 1° gennaio 2019 tutte le attività commerciali e di ristorazione hanno vietato gli oggetti monouso in plastica. Da Lerici (Levante) ad Andora (Ponente) si moltiplicano gli stabilimenti balneari dove campeggiano cartelli con divieto di uso di bicchieri e posate in questo materiale.

Si chiama Pelagos Plastic Free, invece, il progetto dell’isola d’Elba, dove i comuni di Porto Azzurro, Capoliveri, Marciana Marina e Campo all’Elba hanno scelto prodotti riutilizzabili o compostabili anche nei supermercati.

Stessa linea per altri litorali come quelli delle Marche e del Lazio, dove a Sperlonga, ad esempio, si accede solo con borse della spesa e contenitore di carta.

In Campania, a Ischia e Capri multe salate (fino a 500 euro) per chi usa prodotti non riciclabili. La Puglia è stata poi la prima regione a bandire gli oggetti monouso in plastica, non solo nelle spiagge attrezzate, ma anche in quelle libere, con controlli rigidi e attenzione particolare alle isole Tremiti, dove lo scorso anno sono state trovate concentrazioni di microplastiche tra le più elevate d’Italia. Politiche analoghe sono state adottate anche in Sardegna (da Olbia a Stintino, fino a Carloforte) e in Sicilia, dove i divieti a San Vito Lo Capo sono scattati il 1° maggio scorso mentre a Taormina entreranno in vigore da agosto.

Estate, più inquinamento su spiagge e mari

 Francia, Italia e Turchia, affacciati sul Mediterraneo, producono oltre 24 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno” spiega il WWF. “Il problema aumenta in estate con un flusso turistico che fa salire del 30 per cento la produzione di rifiuti plastici. Il nostro Paese produce 4 milioni di tonnellate di plastica all’anno, dei quali l’80 per cento proviene dall’industria degli imballaggi. Ogni anno solo l’Italia riversa in natura mezzo milione di tonnellate di rifiuti plastici.  

Il nostro Paese produce oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti, dei quali l’80 per cento proviene dall’industria degli imballaggi. Ogni anno solo l’Italia riversa in natura mezzo milione di tonnellate di rifiuti plastici. L’emergenza cresce durante il periodo estivo. “I cittadini e i turisti, la maggior parte provenienti da Francia, Italia e Turchia, producono nei mesi estivi il 30 per cento in più rispetto al resto dell’anno” spiega il WWF.

Più sensibili al problema?

 “Quella della plastica è una vera emergenza, una delle sei più grandi problematiche globali e viene sicuramente percepita di più rispetto al cambiamento climatico, su cui c’è un forte negazionismo da parte del mondo dell’industria. Chiunque di noi può vedere il capodoglio o la tartaruga spiaggiata per aver mangiato plastica. Per agire, però, occorre intervenire a livello di abitudini” spiega Eva Alessi, responsabile programma Consumi sostenibili del WWF, che quest’anno ha organizzato il Tour plasticfree 2019, per ripulire spiagge e fondali dalla plastica, lungo i litorali italiani, con 6 tappe fino al 31 agosto.

Come vengono sostituiti gli oggetti di plastica?

“Ogni giorno su ogni chilometro di costa si accumulano in media oltre 5 kg di plastica che è dispersa nel mare. La costa della Cilicia, in Turchia, è la più inquinata del Mediterraneo, ma anche altre comunità costiere sono particolarmente colpite. In molti casi si tratta delle principali mete turistiche come Barcellona, Tel-Aviv, Valencia, la spiaggia di Marsiglia e Venezia e le coste prossime al Delta del Po” denuncia il WWF, che in una sola giornata di volontariato, lo scorso 7 aprile a Palidoro, lungo il litorale nord di Roma, ha raccolto circa 1.500 kg di rifiuti nell’ambito della campagna #plastifree, per un totale di oltre 3.000 “reperti”. “Nelle spiagge delle località che hanno deciso di mettere al bando la plastica il primo passo è sicuramente quello di sostituire gli oggetti monouso in questo materiale con altri biodegradabili, come la carta, ma in realtà dovremmo fare un passo in più, usando per esempio bicchieri di vetro o posate di metalli o piatti di ceramica. Non possiamo pensare di sostituire 500 kg di piatti in plastica con altrettanti in carta, bioplastiche o bambù, perché se è vero che non rimarranno per 600 anni nell’ambiente, questi materiali devono essere coltivati, raccolti, lavorati e trasportati, con notevole inquinamento e impatto ambientale” spiega Eva Alessi.

Ogni settimana “ci mangiamo” una carta di credito

“L’obiettivo è rinunciare a qualche comodità. Ormai non c’è più spazio per i rifiuti: abbiamo trovato carte di caramelle alla Fossa delle Marianne. Ormai ognuno di noi ha dentro di sé microfibre di plastica: l’ultimo report ci segnala che ciascuno mangia ogni settimana l’equivalente di una carta di credito o una penna, pari a 5 grammi di plastica; ogni 3 settimane è come se ingerissimo un pettine” continua l’esperta. “Si parla molto delle cannucce, ma basta sostituirle con quelle in materiali biodegradabili: dovremmo semplicemente rinunciarvi e bere anche i cocktail dal bicchiere come facciamo per l’acqua” prosegue la responsabile consumi sostenibili del WWF, che a proposito dell’acqua ricorda: “Le raccomandazioni sulla salute ci ricordano che dovremmo bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, pari a una bottiglia da 20 grammi, che in un anno significano 7 kg di plastica buttati via per ciascuno: possiamo bere l’acqua del rubinetto che in Italia, salvo rare eccezioni, è controllatissima e sempre a disposizione”. Un altro esempio, infine, è dato dalle salviettine umidificate per le mani, per i bambini o per struccarsi: “È vero che sono comode, specie fuori casa, ma sono fatte di fibre plastiche che non si degradano” conclude l’esperta del WWF.