“Tradizione e innovazione, tra realtà e futuro: Villa Parens Wine”

Ogni vino ci racconta una storia,Prima di tutto è la storia delle sue origini, dei luoghi in cui è nato, delle terre che lo hanno generato e degli uomini che lo hanno prodotto. Sono storie ricche di umanità e di tradizioni, ed è bello lasciarsi sedurre dai racconti belli e seducenti, lasciarsi che accompagnano in un viaggio immaginario attraverso le terre del vino.

Il vignaiolo è competente e ricercatore, il ricercatore è colui che come tale non si accontenta, va avanti, persevera nello studio e nella sperimentazione, non si culla mai di aver valorizzato un territorio, inoltre perchè il vino ha bisogno di persone vere che si parlano guardandosi negli occhi.

Il vignaiolo ritiene di poter raccontare i suoi vini meglio di chiunque altro, non di rado a volte questa funzione si accosta ad alcuni personaggi, magari in tutt’altre faccende, viene assunta da opinionisti che poco o nulla sanno dei processi in vigna ed in cantina. Il consumatore attuale è (acculturato) cresciuto, è esigente, appassionato e pertanto cerca il vuole conoscere, ed è normale quindi che si rivolga a quella figura professionale che, dall’impianto del vigneto alla messa in bottiglia, può, con cognizione di causa, descrivere l’intero processo. 

Ecco perché risultano cosi determinanti, oltre al contenuto della bottiglia, il racconto della storia, delle origini, della fatica quotidiana, del rapporto con la terra, dei sogni realizzati, e di quelli ancora nel cassetto, per proporre e trasmettere emozioni, è fondamentale proporre emozioni.

Ce lo ha insegnato Giovanni Puiatti di Villa Parens, quando abbiamo chiacchierato con lui di vino.

Quanto conta raccontare il vino che si vuole vendere?
È fondamentale, perchè la qualità ormai è data come un prerequisito. Sapere aggiungere alle qualità organolettiche del prodotto un racconto, una storia,  che lo renda veramente unico, è quello che può determinarne il successo nel mercato. Soprattutto se nel messaggio si riesce a trasmettere un’emozione, oltre a chi siamo, che cosa facciamo e perché.

Che cosa va raccontato? il territorio, le persone o le caratteristiche del vino?

La componente umana è un elemento importante. Giovanni Puiatti è uomo che conosce il mercato internazionale, inoltre ci descrive che oggi essere imprenditore è passione, che deve alimentare un talento, in grado leggere il mercato. Per raccontare la sua, una storia lunga e vissuta, inizia con un padre innovatore ed esteta, che per primo cambia il rapporto con mondo vino, traslandolo da bevanda/alimento a momento emozionale/estetico, e quindi artistico. Perché, ci spiega, anche il vino prima di essere bevanda, è un’idea, nasce dall’uomo. Le storie aiutano a memorizzare quel che il produttore racconta, il perché lo fa, dove lo fa ed in generale tutti quegli elementi della sfera affettiva. La componente umana è l’elemento in più, per determinare il fascino ed il successo del mio vino.

Cosa conta nel racconto del vino?

Primo: Essere efficaci, riuscire, amo ad adottare il punto di vista del pubblico a cui ci rivolgiamo,se riusciamo ad intuire il cosa, i suoi interessi, trasmettere purezza e naturalezza. Le frasi fatte non trasmettono un messaggio emozionale.

Secondo: La strategia, perché è imprescindibile avere ben presente dove si sta andando, capire la comunicazione che ci circonda, sia dei competitor, che del territorio a cui si appartiene. Originalità, è la chiave per distinguersi e direi perseveranza.

Terzo: Evitare di concentrarci su dati statistici, aspetti tecnici, analisi chimiche. Il nostro cervello non è fatto per immagazzinare numeri, è più interessante dire come e per quale motivo è nato un vino o un progetto, ad esempio Villa Parens che rappresenta il sunto e la continuità della storia di famiglia, l’estensione di un sogno e la dichiarazione di un amore.

L’uomo è il protagonista del vino, l’interprete del suo farsi e con il ritmo del lavoro che rimane artigianale, condizionato dalla natura, dal tempo atmosferico, dagli usi, dalle tradizioni e dai gusti. Tutto questo ci conforta per il fatto che il vino non è mai casuale ne banale. Il vino è sempre portatore di valori sani, genuini, della terra e del gusto, della cultura alimentare. In una parola, quando l’amore per l’arte diventa vino è EMOZIONE.

“Arua: Lì, dove la tranquillità trova casa"

In dialetto altoatesino, “A rua” significa pace, spazi personali e affrancarsi dalla quotidianità. Il risultato è un luogo unico per rigenerarsi e sentirsi liberi da ogni pensiero; un complesso creato nel rispetto della natura che lo circonda.

Qui, sopra Merano, troverete un’oasi in cui il tempo si cristallizza nell’attimo del piacere: il design elegante e indimenticabili esperienze culinarie sposano la bellezza dei vigneti, degli alberi di olivo e dei frutteti della zona, rendendo le nostre ville un “rifugio dell’anima”. Per l’anima. Cogliete quell’attimo e date alla vostra vita un ritmo nuovo.

SEI APPARTAMENTI, SEI SOLUZIONI CONCETTUALI

Ambienti in cui sentirsi liberi. Fino in fondo.

L’ampiezza degli ambienti, le finestre che si affacciano su un paesaggio meraviglioso e i materiali naturali plasmano un’atmosfera incantevole. Qui, un design classico ricco di stile, mobili senza tempo e studiati dettagli costituiscono un inscindibile trait d’union.
L’esterno diventa interno con la terrazza che si pone come un’amabile estensione dello spazio abitativo. Dulcis in fundo, un panorama da acquerello in grado di ispirare.

Respirate l’atmosfera mediterranea del giardino impreziosito da un vigneto di 2,5 ettari, magari godendovi una buona lettura. In contrasto con questo scenario, cime scoscese, splendide e maestose, a portata di mano e di cuore…

Non importa se passeggiando nel nostro uliveto, tra quelli situati più in quota qui in Alto Adige, nuotando nell’Infinity Sole Pool riscaldata o rilassandosi nell’apposita sala relax con ampia vetrata: lasciate che la forza e la bellezza della natura vi infondi nuove energie.

Sapori

La colazione sarà servita ogni mattina direttamente nella vostra villa. Dolci e abbondanti prelibatezze regionali assicurano un inizio di giornata fenomenale.

E di sera, fiorisce un bouquet di squisite possibilità…

L’Arua Dinner: nel raffinato ristorante “Texel” situato al piano terra e con caratteristica cucina a vista. In vostra presenza viene proposto un allettante menu di 4 portate, che può essere gustato avendo il tramonto come sfondo.

Ready to cook: se si preferisce cenare da soli, invece, consegneremo le pietanze desiderate direttamente in villa. Dovrete solo terminarne la preparazione passandole, ad esempio, in padella. Per una favolosa cena intima con ingredienti e… ricetta compresi.

Dinner out: il padrone di casa, Otto Mattivi, vi vizierà nel ristorante Hidalgo proponendo il meglio della tradizione culinaria mediterranea. La pasta fatta in casa, i classici altoatesini, le specialità di carne e pesce alla griglia e il famoso Wagyu Beef Tasting, seguiti da dolci eccezionali, delizieranno il vostro palato.

Dall’autunno 2019, potrete godervi il piacere della carne di prima classe: Nel nuovo ristorante di specialità Aomi, anch’esso gestito da Mattivi, diverse varianti del delizioso Wagyu & Kobe Beef vi attenderanno a tavola. Un’esperienza di gusto indimenticabile…

Attraverso il servizio navetta, saremo lieti di organizzare le vostre trasferte per i ristoranti di Postal, situati a circa 25 minuti di trasbordo.

E cosa sarebbero queste delizie culinarie senza l’accompagnamento di un buon bicchiere di rosso o bianco? Potrete trovare vini selezionati anche nella vostra villa, a magnifica conclusione della serata. La possibilità di scelta è sontuosa grazie alle 600 pregiate etichette tra cui optare.

Lago Arredamenti: capacità innovativa e visionaria

Il territorio dà, il territorio riceve. È così che devono andare le cose. Certo, se l’azienda non fosse nata in un contesto come quello veneto – padovano per la precisione – puntellato di piccole aziende con le competenze necessarie a dare forma a molti suoi progetti, sarebbe stato difficile raggiungere i risultati attuali e quelli futuri a cui oggi aspira. Ma la capacità innovativa e visionaria dei figli di Giuseppe Lago – fondatore dell’azienda di arredamento negli anni 80 – è stata a sua volta motore di innovazione per un territorio e un modello imprenditoriale che, in certi casi, dimostrava di aver segnato il passo.

Ma andiamo con ordine: Daniele Lago – ultimo dei dieci figli di Giuseppe – è amministratore delegato dell’azienda di famiglia, mente e anima di un’evoluzione che, in poco più di dieci anni, ha portato da 3 a 35 milioni di euro il fatturato della società, presente in tutto il mondo con 400 punti vendita indiretti, 13 monomarca in Italia e quattro al’estero, e quasi 200 dipendenti . E che, soprattutto, ha imposto il brand come uno dei più dinamici del design italiano, artefice non soltanto di soluzioni per l’arredo originali e attente alle esigenze di un mondo in trasformazione, ma anche di formule commerciali e di marketing inedite, che in taluni casi hanno fatto scuola. Come il «Lago Apartment» lanciato nel 2009, ovvero la possibilità per un partner di mettere il proprio appartamento a disposizione dell’azienda, che ne cura l’interior, in cambio dell’impegno di aprire le porte di casa per promuovere i prodotti stessi di Lago, con eventi e attività di vario genere. Nel 2014 il progetto si è esteso alle strutture ricettive e commerciali, agli uffici e agli spazi real estate. Oggi il «Lago Design Network» è una rete che conta oltre 200 luoghi in tutto il mondo.

Ed è questa la cosa fondamentale per Daniele Lago: essere una comunità: «Quello che accade intorno a un tavolo è più importante del tavolo stesso», è uno dei suoi mantra. La comunità è quella da cui si parte, quella in cui si affondano le radici, certo: è la tradizione di ebanisteria ereditata dai nonni, sono i valori e la cultura che si respirano nella terra in cui si cresce.

Ma poi bisogna cambiare, evolvere: «C’è un’inerzia nei modelli familiari di impresa che ancora resiste nel Nord-Est e in generale in Italia – osserva -. Per me uscire da questa familiocrazia è fondamentale». Ed è quello che ha fatto Lago: «Pur riconoscendo il valore positivo e la qualità del lavoro di nostro padre – racconta – per prima cosa abbiamo cambiato la governance, aprendo a manager e collaboratori esterni, che hanno contribuito con un grande apporto di creatività e innovazione nella progettazione, nei processi produttivi e nella comunicazione».

Lago punta sui mercati esteri con in Marketing digitale

Oggi i fratelli Lago operativi in azienda sono tre: gli altri hanno preso altre strade. Perché, osserva Daniele, «la cosa più importante per fare innovazione è fare ciò che si ama, e non sempre in una famiglia tutti hanno voglia di lavorare nella propria azienda». Il capitalismo del domani, osserva Lago, si fonda sulla capacità di incentivare e motivare i propri dipendenti, facendone una squadra, mettendo assieme le idee. L’evoluzione digitale ha aiutato, costringendo le aziende a rivoluzionare i paradigmi di business, che oggi devono comprendere l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla sua progettazione alla sua commercializzazione e anche oltre, perché oggi un oggetto vive anche nella condivisione sui social del suo utilizzo e Lago è una delle più grandi community digitali del mondo dell’arredo, seconda soltanto a Ikea.

Adesso per l’azienda la sfida è diventare più internazionali: oggi l’export vale circa il 30% del fatturato ma, entro 4-5 anni, l’obiettivo è di rovesciare queste percentuali, anche facendo leva sul modello distributivo e di marketing molto incisivo, diverso da quello dei competitor, che va al di là del prodotto e parla a 25 milioni di persone attraverso i canali digitali.

“GLI ABITI E I GIOIELLI CHE HANNO CREATO LO 'STILE MILANO’

In mostra a Palazzo Morando cambiamenti ed evoluzioni dagli anni ’50

Ogni città ha il suo stile e Milano, con la sua sobrietà, fatta di capi impeccabili e dettagli preziosi, frutto di alta artigianalità, è la capitale della moda: la mostra ‘Stile Milano’, aperta a palazzo Morando, dal 21 gennaio al 29 marzo, racconta come lo è diventata, grazie ad artigiani, spesso donne, che hanno permesso la nascita dei grandi brand.

Le ‘Storie di eleganza’ della mostra ideata da Mara Cappelletti, curata dalla stessa Cappelletti e Cristina Ongania con la collaborazione di Anna Cecilia Russo, uniscono il mondo dell’abito e del gioiello made in Milano sottolineando lo stretto legame che esiste tra il vestito e l’ornamento dagli anni Cinquanta a oggi. Dal dopoguerra in poi le sartorie, da Biki a Jole Veneziani, e i gioiellieri milanesi, da Buccellati a Cusi, da Faraone a Calderoni, hanno creato per le loro clienti abiti e gioielli personalizzati che esprimono un lusso non gridato ma ricercato e ‘su misura’. E nel 1952 le Case di Moda di Jole Veneziani, Vanna, Noberasko, Germana Marucelli, partecipando alla storica sfilata della sala bianca di Palazzo Pitti a Firenze, contribuiscono alla nascita dell’Alta Moda Italiana.

Two models in dresses designed by Jole Veneziani, 1956, Courtesy The Art Archive, Mondadori Portfolio, Electa Uno degli ‘ensemble’ in mostra al V&A-Victoria and Albert Museum di Londra in occasione della mostra dedicata all’ apporto che l’Italia ha dato al mondo della moda dalla Seconda guerra mondiale a oggi, Londra, 16 Marzo 2014.

Contemporaneamente nascono e prosperano altri atelier milanesi come Fercioni, Giuseppina Tizzoni, Ferrario, Selia, Pirovano, Biki e Gigliola Curiel. Questa – per le curatrici – è l’origine di ciò che eleggerà Milano capitale della moda.

La creatività non è solo nella realizzazione di oggetti, ma anche nel modo di indossarli, nella comunicazione, nel giornalismo, come mostra la ricerca svolta dalle curatrici in diversi archivi privati e pubblici, come quello del Gruppo Rcs e della Rai, dove sono state raccolte memorie, documenti e testimonianze delle sartorie e dei gioiellieri, la cui storia si interseca con quella delle famiglie milanesi.

 “La collaborazione con il Centro di Produzione Rai di Milano – spiega Cappelletti – ha permesso una ricostruzione e un’interpretazione dello stile, rendendo accessibile al pubblico un percorso che riporta nel presente quello che era la realtà dei diversi periodi del passato riguardante la città e i suoi personaggi. La ricerca ha permesso anche di rileggere, attraverso alcune delle penne più ironiche, intelligenti e fantasiose del giornalismo italiano, tra cui Camilla Cederna, Lina Sotis e Marisa Rusconi, i modi e le mode dell’uso e dell’acquisto del gioiello sullo sfondo degli avvenimenti sociali ed economici che hanno, in maniera diretta o indiretta, contribuito ai cambiamenti dello stile dal dopoguerra al giorno d’oggi”.

Ed ecco nell’allestimento, ideato da Maurizio Favetta e Antonio Pio Giovanditto, sfilare il boom degli anni ’50, i rivoluzionari anni ’60, gli anni di piombo, la spensieratezza degli anni ’80, il pop degli anni ’90 e il nuovo millennio.

Sartoria d’eccezione: Latorre

La Sartoria Latorre nasceva nel lontano 1965; era una piccola impresa locale, fondata da Michele Latorre, che inizialmente creava abiti su misura. Negli anni, Michele acquisiva maturità ed esperienza, lavorando dapprima per clienti locali, nel suo piccolo laboratorio artigianale a Locorotondo, delizioso borgo nel cuore della Valle d’Itria, in Puglia.

Ma il suo sguardo lungimirante e la sua curiosità imprenditoriale lo portavano oltre le mura del suo paese, verso quell’alta sartoria che faceva del Made in Italy una forza internazionale.

La sartoria napoletana, per esempio, è sempre stata per Michele un punto di riferimento fondamentale; ed è da questa ispirazioni che partono, ancora oggi, le sue creazioni, apprezzate, ormai dopo tanti anni, non solo più a livello locale. I suoi figli (Vito, Alberto, Luciano ed Alessio) hanno saputo far tesoro dell’esperienza paterna, accordandola con un nuovo spirito imprenditoriale, giovane e frizzante, ma con un occhio sempre rivolto alla manualità del classico metodo sartoriale, sinonimo di qualità e alta precisione.

I processi produttivi della Sartoria Latorre sono molteplici, provenienti dall’antica tradizione di una sartoria d’altri tempi. Ago, filo e ditale: sono l’anima del loro lavoro, cuore insostitubile di un lavoro meticoloso e sopraffino; questi oggetti, semplici e fondamentali, si sono evoluti negli anni, attraverso un connubio tra tradizione ed innovazione.

L’utilizzo di tecnologie ultra moderne da mani sapienti garantiscono una produzione sartoriale, che mira alla perfezione. Un capo Latorre si riconosce dalla vestibilità, dai dettagli numerosi ed ineccepibili, dall’eleganza di un capo creato su misura, tutti ingredienti fondamentali per uno stile unico e al passo coi tempi.

I migliori tessuti, finiture curate nei minimi dettagli, una cura meticolosa nella scelta degli accostamenti, una perfetta vestibilità: questa è la Sartoria Latorre. Oggi la Sartoria Latorre è orgogliosa di realizzare i suoi capi totalmente in Italia, in quella che un tempo era una piccola impresa a conduzione familiare, a Locorotondo, dove ora circa 150 operai specializzati creano capi unici e di altissima qualità.

Dalle docce intelligenti attinenti allo stress alle vasche da bagno artistiche – Ecco come si sono evoluti i bagni moderni per offrire un senso di benessere

È l’unico posto nella casa in cui una persona può davvero essere sola, per indulgere in riti che leniscono, riposano e ripristinano. Quindi, nel progettare progetti di lusso per i suoi clienti, la designer di Rowena Gonzales, di Liquid Interiors, cerca ogni opportunità per incorporare elementi di benessere che nutrono e ispirano.

Bagni che sono fuori dall’ordinario portando un’atmosfera di spa in casa, rendono il benessere un’esperienza quotidiana, piuttosto che un lusso, dice: Antoine Besseyre Des Horts, vicepresidente del design presso Lixil Water Technology Asia, concorda sul fatto che l’elevato ruolo del bagno di un tempo umile ha alimentato la domanda di prodotti per il benessere che supportano le nostre esigenze di vita in modo sano, responsabile e bello.

Per soddisfare tali criteri, afferma, il bagno moderno “deve essere facile da usare e pulito, ergonomico, sicuro, fornire un senso di benessere ed esprimere il proprio stile personale”.

Specialmente, sottolinea il designer, il bagno è un’altra area della casa in cui i confini tradizionali si stanno dissolvendo. Proprio come la cucina si è fusa con il soggiorno per creare un nuovo spazio sociale, il bagno si fonde sempre di più con la camera da letto per formare un rifugio privato. Ciò richiede una maggiore attenzione al design, in modo che l’illuminazione, i colori e i materiali scelti riflettano lo stato mutevole della stanza.

Se hanno spazio, molte persone vogliono ancora una vasca da bagno in modo da poter lussureggiare ininterrottamente in un lungo bagno caldo. Le vasche da bagno dal design ergonomico offrono il massimo del comfort e non c’è dubbio sul fascino visivo di una vasca autoportante glamour, come la sinuosa vasca da bagno Veil di Kohler, o il richiamo di un bagno giapponese ispirato alla sorgente di acqua calda nelle nuove linee INAX S600 e S400 , lanciato a livello globale alla Milano Design Week 2019.

Questo non è l’unico modo per godersi una sessione di idroterapia riparativa a casa ora che le esperienze spa sono integrate nelle docce.

Il nuovo sistema doccia Euphoria Smart Control di Grohe, ad esempio, ti consente di personalizzare la tua esperienza con il semplice tocco di un pulsante. “A seconda del tuo umore o dell’ora del giorno, puoi scegliere uno spray potente e corroborante per un inizio energizzante al mattino o rilassarti con uno spray rilassante, morbido come la pioggia estiva”, dice Besseyre Des Horts. La tecnologia assicura che la temperatura dell’acqua rimanga esattamente come piace a te.

Per ottenere l’atmosfera rilassante desiderata e soddisfare la necessità di maggiore comodità e comfort nel bagno, tutto nello spazio dovrebbe essere intuitivo e facile da usare. “Non devi dover giocherellare con controlli diversi”, sottolinea.

In termini di colori, il bianco è pulito, minimal, elegante e senza tempo. Ma con il comfort, un obiettivo generale del design del bagno, emergono trame morbide come finiture in venature del legno, tonalità della terra e ceramica mentre i proprietari di case cercano di fare una dichiarazione forte nel loro ritiro privato.

Nel frattempo, Kohler sta definendo “la rinascita dei colori” la principale tendenza per il bagno del momento. Il marchio riporta la continua domanda per la sua gamma di servizi igienici, vasche e vanità neri, ma coloro che non sono in grado di fare un passo così grande possono sempre immergere il dito del piede nel colore semplicemente cambiando le rubinetterie.

Clutter è un killer della passione, e in nessun luogo più che in un bagno. Il comodo vano portaoggetti nel cassetto progettato per accessori per il trucco e la rasatura dei capelli tiene fuori dalla vista le necessità quotidiane, mentre è a portata di mano. Per semplificare l’aspetto, nascondi i punti di potere all’interno dell’armadietto.

Per finire, aggiungi le piccole cose che faranno la differenza. Asciugamani di alta qualità, soffici, splendido sapone per le mani e prodotti per il bagno, coccole per il corpo e l’uso di candele e diffusori profumati trasformeranno il bagno di casa in una lussuosa esperienza spa.

Eco-lusso da città: ecco la nuova bici elettrica Carrer

Ecologica, Elegante ed Elettrica. Sono queste le tre E per la nuova bicicletta made in Italy di Carrer, che mantiene il cuore di legno (il telaio, unico e artigianale) e un’anima moderna e tecnologica.

Una bicicletta interamente Made in Italy, perfetta per la città, a cui è stato aggiunto il motore tedesco Ansmann, unico componente estero.

Dopo le prime e-bike Carrer arrivate nel mercato nel 2016, la ricerca è stata indirizzata verso un motore elettrico performante, capace di maggiore autonomia rispetto ai modelli precedenti. La e-bike Carrer è utile a chi vuole muoversi in città o percorrere tragitti lunghi senza grandi sforzi. La nuova versione elettrica è applicabile a tutti i modelli di city bike: Bibione, Valgrande e Venezia. Il motore non compromette il design sinuoso delle linee: è celato in una elegante borsa artigianale in cuoio italiano conciato al vegetale e tamponato a mano.

La bicicletta CarrerBikes si caratterizza per il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, la sicurezza e le ottime prestazioni di guida.

CarrerBikes è il marchio italiano di biciclette di design che unisce tecnologia a un telaio in legno realizzato a mano da maestri d’ascia. L’unica bicicletta in legno al mondo costruita in un cantiere nautico, dove la conoscenza dei materiali e la lavorazione del legno hanno raggiunto i livelli massimi di performance e bellezza.

Ausmann e telaio fatto a mano in legno di rovere da Maestri d’Ascia veneti. Sella Brooks, manubrio Metropolis, ruote artigianali Pippowheels, borsa in cuoio personalizzata Bambulé

Fonte:carrer

Store della settimana: Room 19.21 Milano

Room 19.21: apre a Milano la boutique di Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti, inaugurato al civico 8 di via Piacenza, a MilanoRoom 19.21 è il nuovo Pop Wear Store firmato Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti, due stilisti ben noti nel panorama fashion italiano, che oggi presentano il loro punto di riferimento per lo shopping in città.

Uno spazio creativo e colorato, arredato come un salotto ricercato, con mobili, tappeti, poltrone, quadri e ritratti che fanno da cornice alle collezioni donna realizzate dal duo creativo, tra capi d’abbigliamento e accessori che colgono ogni genere di spunto: epoche, tendenze e stili tra i più disparati.

Nello specifico, l’estroso punto vendita accoglie le linee rigorosamente Made in Italy a marchio MG4Coulture in tirature limitate, una scelta che permette di rendere l’offerta sempre più varia e fresca. Così come dichiarato da Gigliotti: “La caratteristica del nostro lavoro oggi è la grande velocità, le nostre idee si trasformano rapidamente nel prodotto che arriva subito in negozio direttamente dai produttori. Non abbiamo altri passaggi né filtri per cui possiamo pensare oggi i capi che proporremo tra qualche settimana. Con questa nuova modalità ci siamo resi conto che il prodotto, in fase di vendita, viene caricato di un entusiasmo e di una emotività nostra personale come mai prima d’ora”.

Il punto di forza di Room 19.21? Accompagnare le clienti in una shopping experience coinvolgente e customizzata. “Oggi ci consideriamo degli artigiani che aprono la bottega ogni giorno, è una bella sensazione. Ci rendiamo contro di aver intrapreso un percorso un po’ controcorrente, in un’epoca in cui l’e-commerce è in crescente sviluppo, soprattutto nella moda – ha spiegato Maurizio Modica – Noi da sempre abbiamo cercato il rapporto con la nostra clientela e oggi comprendiamo che tante donne amano frequentare la boutique, provare i capi e ascoltare i nostri consigli per scegliere l’outift perfetto”.

FESTE DI LUSSO? IN VILLE ED ATTICI PER 'SENTIRSI A CASA'

Feste (e capricci) da ricchi  e ghirlande ovunque nell’attico della Grande Mela, sculture di ghiaccio sulla terrazza panoramica dell’appartamento di Parigi, biglietti garantiti per spettacoli ed eventi già sold-out nelle capitali del mondo. Autisti, guide ed auto di lusso per visite culturali, shopping e Vip tour nei parchi a tema (come gli Universal e Disney) per i ragazzi. Cacce al tesoro e giochi a tema ‘sopravvissuti’ in giro per l’isola di Saint John delle Antille o sulle caraibiche Turks e Caicos. Cenone in casa ordinando menù “delivery” cucinati espressi nei migliori ristoranti stellati della città. E, per le cene di festa, tavole apparecchiate a tema con centrotavola di fiori di stagione, tavoli e posti a sedere in aggiunta per gli ospiti degli ospiti. Questi alcuni esempi delle numerose richieste che i più ricchi del globo, famiglie al seguito, esprimono quando prenotano ville, penthouse e appartamenti di lusso dove alloggiare per le vacanze.


La scelta della casa al posto dell’albergo non riguarda solo il ceto medio, piace sempre di più anche a quella minoranza di popolazione che detiene lo scettro del portafogli più pieno. Le case sono più comode se si viaggia con i parenti al seguito e gli alloggi di altissimo livello includono amenities a cinque stelle, inclusa la possibilità di esaudire ogni capriccio.

Appartamento di lusso nel Greenwich Village di New York

Il fenomeno è in crescita tanto che anche il noto portale di affitti brevi, AirBnb, ha inaugurato recentemente la sezione luxury che include, fra le altre, anche Villa Fleming, casa giamaicana dello scrittore Ian Fleming e interi atolli nella Polinesia Francese . “I viaggiatori di lusso oggi desiderano molto più di un alloggio esclusivo, – ha dichiarato Brian Chesky, co-fondatore e amministratore delegato della piattaforma. – Vogliono un cambiamento ed esperienze che li uniscano e li divertano”.


La casa diventa così destinazione e non più solo un bell’alloggio: per il pubblico più facoltoso è a disposizione un team di professionisti e creativi che offrano amenities a cinque stele ed esaudiscano i sogni di tutti. “I nostri ospiti possono godere di qualcosa in più rispetto al bellissimo appartamento che li ospita – sottolinea Lavinia Liyanage, Chief Markets Officier- City Collection di Onefinestay, agenzia londinese con ville e appartamenti di lusso in Europa, Stati Uniti, Australia, Messico, Caraibi e Hawaii. – Offriamo loro un’esperienza che celebri il loro stile di vita individuale e valorizzi la vacanza, come ad esempio rifornire anticipatamente la cucina con i prodotti alimentari preferiti dall’intera famiglia oppure prenotare in uno dei migliori ristoranti di Roma o gestire richieste più complesse come organizzare la perfetta esperienza parigina”.

Parigi, appartamento per vacanze di lusso preferite dalle famiglie

“A New York abbiamo reso ‘baby proof’ l’intera casa, Jane Street Townhouse II, per una coppia di celebrity, – precisa Liyanage. – In un altro appartamento abbiamo ritirato e stirato un abito così da essere perfettamente pronto per il Met Gala del Metropolitan per una celeb nota nel mondo, in tempo per il suo arrivo a casa. In occasione della festa del papà abbiamo pianificato una cena per clienti che avevano prenotato un appartamento a New York. Avevano espressamente richiesto un menù con capesante da un ristorante di lusso che però ci avvisò di non averne nei parametri richiesti espressamente dagli ospiti. Il nostro service manager è andato di ristorante in ristorante per NYC per trovarle perché erano il main focus di questa cena. Per il Natale ci richiedono di preparare alberi riccamente addobbati e ghirlande per decorare la casa in modo da farli sentire il più possibile a casa”.


Gli hotel non stanno a guardare e non mancano le catene che aprono sezioni ‘home’ e alloggi privati in case e ville di lusso, come Marriott, HomeAway, Oliver’s Travel. Nascono progetti ‘ibridi’ con accordi fra alberghi di lusso e proprietari di ville mozzafiato e perfino start-up per aprire hotel pop-up, come l’agenzia WhyHotel di Washington che trasforma interi condomini in temporary-home a cinque stelle e staff disponibile 24 ore su 24.


Anche i Vip arrotondano mettendo a disposizione le loro magioni e l’agenzia The Agency, sede a Beverly Hills e ad Spen, gestisce gli affitti brevi in villoni di Hollywood. Come quella della cantante Rihanna (a 35.000 dollari per un mese). Non è la più costosa: la villa East Hamptons, progettata dall’interior designer David Kleinberg, è stata pagata 125.000 dollari per la stagione estiva scorsa e la cantante non è l’unica ad avere deciso di affittare. Le fanno compagnia anche Leonardo DiCaprio, Sandra Bullock, Brooke Shields, Orlando Bloom e Felicity Huffman, come segnala Architectural Digest.

ESPERIENZE ED EMOZIONI NELLA LISTA DEI DESIDERI

Soggiorni in case patrizie, hotel di lusso con musica dal vivo, importante è sorprendere.

Il Natale da ricchi? Meno formale e più emozionante, leggero e divertente. Anche nella scelta dei doni le cose stanno cambiando e i ‘giocattoli’ per adulti prendono il posto di gioielli e orologi d’oro. Console di design per giochi in tv, roller per fare da sé sigarette di cannabis in oro 24 carati, mazze da golf (di Bentley), motociclette per viaggi on the road (prezzo su richiesta) spuntano nella lista dei regali di Natale dedicata ai miliardari appena stilata da Forbes. Le esperienze e il divertimento sono ora al primo posto per i più facoltosi che iniziano ad abbandonare le vecchie abitudini di shopping e i luoghi di ritrovo appositamente pensati per loro, quando troppo formali e privi di calore.


I super ricchi viaggiano anche con la famiglia al completo e il divertimento dei figli è adesso in cima alla lista dei desideri di Natale. La giocosa confusione dei bambini riempie i luoghi del lusso e alberghi, agenzie, negozi e ristoranti si organizzano anche con il supporto di apposite Kids-App divertenti che i nativi digitali apprezzano molto. Per i tour culturali con mamma e papà le agenzie specializzate abbinano adesso giochi interattivi e percorsi a premi a misura di bambini.
Il lusso non è più formale e serioso. Si sta spostando verso le esperienze divertenti, autentiche.

L’ironia è, ad esempio, divenuta l’eccellenza, ai ristoranti stellati che possono apparire algidi e rigorosi, molti clienti preferiscono gustare una vera pasta e fagioli o l’amatriciana nelle trattorie tipiche della penisola perché piene di calore ed emozioni e perfino andare nelle cucine delle case o delle locande. L’obiettivo dei viaggi, ad esempio, non è più visitare i paesi ma conoscere le persone. Americani, australiani e canadesi in testa, seguiti da brasiliani e messicani, amano moltissimo fare parte della ‘vita da romano’ ma la richiesta vale per tutti i nostri magnifici territori della penisola. Ricercano l’alta convivialità e il cuore delle persone con cui diventano anche amici di lunga data”.

L’esperienza vale più del possesso. Si possono organizzare visite di ‘panettone experience’ accompagnando i clienti a visitare il ‘dietro le quinte’ delle piccole produzioni artigianali di dolci, come la pasticceria e i laboratori specializzati. Qui si sente il profumo delle festività, si scopre la lavorazione di questo dolce noto in tutto il mondo. Sempre più richiesti i mercatini autentici, in cima quello di Piazza Navona a Roma perché in un contesto unico di opere che sorprende, oltre a quelli di Torino e Milano. In questo periodo piace la caccia al Christmas tree, con tracce divertenti da seguire. Non si tratta di trovare gli alberi addobbati nei luoghi classici, ma quelli nascosti in chiostri, giardini, scorci, nelle case e negli hotel. Il gioco termina con lo shopping di decori natalizi”.

Case storiche, proprietà di conti e contesse si aprono per ospitare i multimilionari che le preferiscono agli hotel di lusso. “Con l’ospite amano discutere anche di politica, assaggiano i vini, si creano alchimie. Fra le case più richieste un appartamento storico a Monti, quartiere centrale della capitale, che appartiene ad un collezionista di pianoforti degli anni trenta e di reperti. C’è anche un ipogeo sotterraneo con i resti di un tempio dedicato a Mitra” ci confida Leonardo di Ingredienti Magazine.


In cima alle case più ambite ci sono inoltre, a Firenze, un appartamento dotato di un chiostro ed un giardino, rari in questa città. E’ di un noto pianista, anche collezionista di opere d’arte antica. Il proprietario, affabile e empatico, offre anche concerti ai suoi ospiti. In Sicilia c’è la casa del Gattopardo dove si può prendere un caffè con la proprietaria che racconta la storia del palazzo e di Palermo.

Hotel Eden Rome

Anche i luoghi lussuosi per eccellenza, come gli hotel a cinque stelle, ripensano l’offerta a misura di emozioni autentiche. “La formalità è in calo negli alberghi di lusso dove regnava il silenzio e si parlava sotto voce. Ora si punta alle emozioni. Dall’ora dell’aperitivo a mezzanotte, nella libreria, nel giardino e nel ristorante si fa musica dal vivo, niente più dj-set o sottofondi musicali. Musicisti professionisti ci permettono di produrre musica di alta qualità tanto che recentemente un ospite dell’albergo, Sir Paul McCartney, ha voluto fare i complimenti ai musicisti perché non si aspettava fosse tutto dal vivo.

Alla clientela piace essere stupita, meravigliata ed emozionata e la musica ha questo compito principale. Perciò abbiamo pensato anche ad un tenore ed un soprano al bar, al tavolo, che si alternano con arie dalla Tosca. Per le feste di fine anno, si potrebbe pensare di trascorrerlo a Roma all’Hotel Eden, dove gli spettacoli non mancano, ad esempio si esibiranno 15 artisti con opere per soprano e baritono, da Mozart a Verdi, swing con canzoni degli anni cinquanta cantate anche con il megafono come le originali e dj set con una violinista-artista in chiusura. La formalità è in calo, è il momento delle emozioni”.