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Halfbike, il triciclo che fa impazzire i millennials

Un po’ bici, un po’ monopattino, un po’ skateboard: ha tre ruote, quella davanti motrice e si guida come un surf, ma derapa come una supercar da drifting, regalando sensazioni simili a quelle che prova uno sciatore. Benvenuti nel folle pianeta della Halfbike, la “mezza bici” che fa impazzire i millennials.

Un ibrido mai visto prima che richiede una guida unica, si piega e si infila in una borsa e quindi è perfetto per essere “parcheggiato” a casa o in ufficio, magari dopo essersi fatto lunghi tragitti in treno o metropolitana. Già perché la mobilità del futuro ha una sola parola d’ordine: intermodalità, ossia percorrere tratti lunghi con mezzi veloci e subito percorsi brevi con veicoli leggeri, green e facili da trasportare.

Prodotta dalla Kolelinia Ltd in Bulgaria, questa specie di bicicletta si ispira alle famose due ruote alte Penny-Farthing del 1870, quegli stanissimi mezzi con la ruota anteriore gigantesca. La posizione di guida qui però è verticale e la ruota anteriore è da 18 pollici e quella posteriore da 8 e ha un cambio a quattro marce (nel mozzo come ora va di moda) e freni a tamburo, mentre il telaio è realizzato in alluminio aerospaziale ed è pieghevole.

La posizione eretta del pilota consente poi un allenamento unico: migliore respirazione, allenamento costante dell’equilibrio e dei riflessi e quindi coinvolgimento di tutti i muscoli del corpo. Per girare con una Halfbike è infatti necessario inclinarsi, più o meno come su uno skateboard, quindi per controllare il veicolo non basta solo sterzare, bisogna usare tutto il corpo e visto che qui si sta sempre in piedi e non c’è la sella, non ci si riposa mai, neanche nelle discese. Insomma con la Halfbike si fatica di più ma è questo il bello.

A metà strada fra un monopattino e una bici, si guida in piedi e offre sensazioni di guida uniche: costa 550 euro e si vende on line. E’ il mezzo perfetto per la mobilità del futuro delle grandi città.

I suoi inventori Martin Angelov e Mihail Klenov sono due giovani architetti, non a caso grandi esperti della mobilità urbana: l’Halfbike nasce proprio per essere il perfetto anello di congiunzione fra bici e monopattino, e per chi vuole sempre tenersi in forma. Facile no?

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Piazza San Marco a Venezia: bellezza in solitudine

Una visita silenziosa ed in punta di piedi a Piazza San Marco durante il lockdown del Coronavirus, per ammirare una Venezia unica. Senza persone ammassate lungo le calli e senza vaporetti che si incrociano nei canali. Senza gondole sotto i ponti e senza venditori di ricordi da portare con sè per ricordo..

Ecco le immagini di Piazza San Marco come non l’ho vista mai, bellissima durante  uno dei momenti magici della giornata, l’ora d’oro del tramonto.

C’è un’atmosfera surreale, pennellate di luce sulla piazza vuota e sulla laguna insolitamente calma e dalle acque trasparenti: il tempo di specchiarsi e ritrovare la sua antica bellezza, la Signora delle Acque, poi sarà più bella di prima. Ma ora abbiamo capito che la sua bellezza è fragile, e va rispettata.

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“Rompere i preconcetti nobilitando materiali innovativi: Benedetta Boroli”.

SPRING SUMMER 20

Geometrica, grintosa con linee morbide ed iperfemminili, sinonimo di artigianalità e Made in Italy: lasciati incantare dalla nuova collezione SS20! Caratteristico della stagione è il nuovo tacco composto da due parti: la zeppa che dona comfort e praticità giornaliera, mentre il piccolo tacco conferisce alla scarpa un twist moderno e un nuovo look in chiave contemporanea.

Non essendo quest’ultima parte rivestita pelle, non si rovina nel tempo!
Colori pastello si fondono con morbide nappe, pellami laminati e materiali tecnici come rete e neoprene.

Lasciati ispirare dal mondo di Benedetta Boroli, dove classicità e modernità si fondono creando forme che rivoluzionano il tradizionale Made in Italy.

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ARRIVA IL BIKINI CON MASCHERINA COORDINATA

I primi due modelli li ha fatti per gioco, in casa, scherzando con le due figlie ma appena la foto è stata messa sui social ha iniziato ad essere virale ed è finita anche su Striscia la Notizia. E’ di Tiziana Scaramuzzo, romana di nascita, ma da 45 anni residente a Falconara Marittima, l’idea del trikini da spiaggia all’epoca della mascherina obbligatoria e del distanziamento sociale:ai classici due pezzi del costume è abbinata la mascherina della stessa fantasia del bikini. «Non pensavo potesse avere tutta questa risonanza – si schermisce Scaramuzzo – e invece ha colpito. L’idea è venuta davvero per gioco.Ho un negozio artigianale, Elexia Beachwear, i costumi li faccio io e vendo soprattutto in questo periodo: Ma con l’attività chiusa, parlando con le mie figlie ho detto che se proprio dovevamo convivere con le mascherine, che mascherine siano, anche al mare.

Ho fatto due prototipi, avevo già i costumi da bagno e ho abbinato loro la mascherina dello stesso colore e della stessa stampa. Poi ho pubblicato le foto sulla mia pagina Facebook e su quella Instagram”. Da lì le foto hanno cominciato a fare il giro dei social e sono arrivate le prime richieste . “Se mi copiano l’idea? Pazienza, io non vedo l’ora solo di riaprire il negozio, poi potrò fare il trikini a tutte” dice Scaramuzzo”.

Nel frattempo ha riconvertito la produzione e ha cominciato a realizzare mascherine munite di tasca. “La gente le ordina sia al telefono che attraverso i social. Per fuori comune facciamo le spedizioni – spiega -. Sono tutte in cotone, sono lavabili, non sono certificate come quelle mediche, ma possono contenere la mascherina chirurgica perché hanno una taschina”.. La negoziante ha scelto un prezzo calmierato di 5 euro per la vendita

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Questo attico da 20 milioni di dollari è la casa più costosa mai venduta a Brooklyn

Molti dicono che la casa è dove si trova il cuore. Attualmente, potrebbe non sembrare che un sovradosaggio di essere messo in quarantena all’interno delle nostre umili dimore ci stia facendo impazzire. Non sarebbe questo il caso se fossimo confinati in questa bellissima casa a Brooklyn. Un appartamento di Brooklyn ha appena venduto per $ 20,3 milioni e ha battuto tutti i record per essere la casa più costosa mai venduta nel quartiere. L’ attico è in cima alla Quay Tower di 30 piani. Senza dubbio la casa è fatta con gusto, ma ciò che lo rende un problema è anche la posizione. L’appartamento si trova a Brooklyn Heights e offre una vista sui fiumi Hudson e East. Coloro che vivono qui godranno di viste ininterrotte sullo skyline di Manhattan, sul Ponte di Brooklyn e sulla Statua della Libertà. Perché qualcuno vorrebbe mai finire la quarantena in un attico come questo e andarsene? Esploriamo come appare all’interno.

Le viste inimmaginabilmente impressionanti dall’attico lo rendono un acquisto desiderabile. Non tutti i giorni guardi fuori dalla finestra e vedi la Statua della Libertà, il Ponte di Brooklyn e uno skyline considerato uno dei migliori al mondo.

Riesci a immaginare di vivere in questo salotto? Misura per un re direi! L’abbondante luce naturale illumina l’arredamento e le finestre dal soffitto al pavimento consentono di godere della vista da ogni angolo della stanza.

Non è un hotel, è l’ascensore privato che ti conduce in questo appartamento da sogno. L’attico è composto da cinque camere da letto e 5,5 bagni, tra cui questo bagno in stile Jack e Jill

Questo bagno con ampie vedute della città è dove posso sicuramente passare metà della mia vita con un buon libro in una mano e un vino in un’altra.

Questa è la sala del tramonto pensata per godersi un tramonto davvero speciale se goduto da questo spazio tentacolare. La casa offre numerosi servizi come una sala da musica, un centro fitness di 2000 metri quadrati, capacità di casa Amazon Smart e un servizio di portineria 24 ore al giorno.

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MODA MADE IN ITALY, LA RICETTA PER RIPARTIRE IN TRE PUNTI

Gradualità, sicurezza e puntare al reshoring riportando produzioni nel paese

La moda italiana e la sua filiera, unica al mondo per la qualità dei prodotti, è quasi del tutto ferma da un mese e mezzo circa. E’ necessario ripartire per non perdere la leadership, ma con nuove regole per la sicurezza nelle aziende ed anche con nuove strategie, magari approfittando della situazione per riportare in Italia produzioni che si facevano all’estero (reshoring), senza perdere tempo, per non minare per sempre la preziosa filiera italiana, fatta anche di migliaia di piccole imprese e di artigiani. “La moda è una filiera stagionale.

Ci sono date importanti, non comprimibili – ha detto  il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa intervenendo a L’Italia che investe su Corriere.it – noi dobbiamo presentare le collezioni a giugno per venderle, prepararle e consegnarle alle boutique di tutto il mondo. Non dimentichiamo che ieri in Cina a Canton, ha riaperto la boutique di Hermes, incassando la cifra record di 2,5 milioni di dollari”.   “Si riparte tutelando la salute – sottolinea Matteo Lunelli che con Altagamma riunisce 107 eccellenze del made in Italy -. Devono riavviarsi le piccole imprese e settori come il design, completamente bloccati da un mese e mezzo. Gli associati di Altagamma, Camera Moda e Confindustria Moda vogliono ripartire rispettando le regole, gradualmente”.   

“Lo smart working va benissimo per la parte commerciale e amministrativa delle imprese – spiega  il presidente di Confindustria Moda Claudio Marenzi (Herno)- ma la produzione va fatta sul campo. Insisto sul tema sicurezza perché abbiamo firmato in Confindustria un protocollo con i sindacati, che poi verrà discusso con il comitato scientifico e con il Mise. Ma abbiamo una filiera unica al mondo e stiamo fermi. In Spagna, Turchia, Portogallo, hanno continuato a lavorare, in sicurezza certo. Qualcuno potrebbe cominciare a pensare di produrre fuori abbandonando la filiera italiana. Se non ripartiamo subito rischiamo di perdere il supporto del made in Italy, la filiera. Tra la bolla 1998 – 2008 abbiamo perso centinaia di migliaia di addetti ai lavori. Se la filiera la perdi è finita, non si ricrea. Ricordiamo che siamo la seconda manifattura in Europa con il 40% della produzione, poi viene la Germania con l’11%”.

“Bisogna ripensare al reshoring – sottolinea Marenzi – lavorando sul cuneo fiscale e valutando certi fattori come il costo dell’energia che in Italia è il 30% in più degli altri paesi europei. Bisogna pensare anche al costo del lavoro e sono sicuro che ripartirebbe anche tanta occupazione al Sud Italia”. “Noi siamo in primi in qualità – incalza Capasa –l’occupazione del settore riguarda un milione di persone. Stiamo rischiando di distruggere la migliore azienda italiana”. “Io con Herno sono ripartito da quattro settimane in sicurezza” rivela Marenzi. “Le nostre aziende daranno la priorità alla salute delle persone- conferma Lunelli -. Ricordiamo inoltre che gli associati di Altagamma hanno donato per l’emergenza sanitaria 41 milioni di euro e hanno pagato tutti e i fornitori con grande senso di responsabilità sociale.

A questo proposito aggiungo che garantire al sicurezza dei dipendenti vuol dire anche pensare a dettagli come organizzare i turni nella pausa pranzo per evitare assembramenti nelle mense”.  “La riapertura dovrà essere graduale – conclude Marenzi – la parte commerciale e amministrativa può continuare in remoto, ma bisogna riaprire almeno il 50% di ogni azienda, per fasce di età, cominciando dai più giovani, pensando ai trasporti più sicuri o consigliando spostamenti con mezzi propri”. 

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Dove si sono rifugiati gli ultraricchi durante la pandemia

La crisi del Covid-19 sta esponendo le differenze di status come raramente era successo in questi anni. Il reddito e la classe sociale di appartenenza condizionano i luoghi dell’abitare, la vicinanza ai servizi essenziali, oppure l’accesso all’assistenza sanitaria. Chi può permetterselo, si è messo subito alla ricerca di luoghi per sfuggire alla pandemia, lontano dalle folle. Che si tratti di superyacht noleggiati in fretta e furia o di tenute di campagna simili a fortezze, gli ultraricchi di tutto il mondo stanno trovando un modo per rendere più gradevole una situazione da molti paragonata a una guerra.

L’amministratore delegato della società di noleggio di yacht Burgess Jonathan Beckett, in un’intervista al Telegraph ha spiegato che la domanda per i suoi servizi è schizzata dall’inizio della pandemia: “Uno yacht con un bel clima non è un brutto posto per isolarsi”. Il prezzo per noleggiare le sue navi? Tra i 53mila dollari e il milione di dollari a settimana. Beckett ha spiegato che adesso molti clienti prenotano le navi per diversi mesi: “Una famiglia ha noleggiato uno yacht per nove settimane e abbiamo anche avuto due prenotazioni a lungo termine per yacht da 39 e 70 metri”. I clienti pianificano già lezioni on-line a bordo per i loro figli, o fanno salire in barca direttamente i professori, con lezioni di cucina dallo chef per mamma e papà. Le destinazioni più di tendenza: l’Alaska, le isole del Pacifico e il Cile meridionale.

Se l’industria dei viaggi è stata colpita duramente dalla pandemia, non tutti i comparti soffrono allo stesso modo. Le compagnie aeree aspettano il salvataggio dei governi e gli alberghi si sono svuotati, ma gli aerei e gli elicotteri privati vanno alla grande. NetJets, una società statunitense che vende la proprietà parziale di aerei privati, sta cercando di collaborare con altre imprese per fare in modo che i clienti possano evitare gli aeroporti commerciali. Approfittando del momento d’oro, NetJets si è anche offerta in compenso, di mettere a disposizione parte della propria flotta per consegnare in tempi rapidi mascherine protettive da una parte all’altra degli Stati Uniti.

C’è anche un’altra ragione, non meno importante del lusso, che spinge i ricchi a scegliere gli yacht: mentre i porti delle navi da crociera sono chiusi in tutto il mondo, le marine da diporto sono ancora aperte. Il motivo sarebbe che gli yacht sono mediamente più puliti e al tempo stesso meno “monitorati” delle navi passeggeri. Del resto, le scarse possibilità di completa igienizzazione sono una delle ragioni per cui la nave Diamond Princess è diventata uno dei più famosi focolai di Covid-19 al mondo, con un numero di contagi passato da 10 a 700 nel giro di due settimane.

Ogni yacht è invece disinfettato da cima a fondo tra un noleggiante e l’altro, e alcuni includono speciali filtri per l’aria condizionata pensati apposta per ridurre la diffusione di agenti patogeni. Come se non bastasse, mentre nelle marine chi scende e chi sale resta quasi tutto il tempo all’aperto, mentre una squadra di pulizie si occupa della sua imbarcazione, i terminal delle crociere sono quasi sempre affollati da centinaia di passeggeri e personale di bordo. Il risultato è che – pur nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria globale – l’affitto delle navi di lusso è incoraggiato  mentre tutto il resto del settore nautico è costretto in casa.

“I ricchi sono più resilienti dei poveri di fronte alle epidemie, in funzione delle maggiori risorse di cui dispongono”, ha speigato Richard Keller, professore di storia medica e bioetica all’Università del Wisconsin. Quando al presidente Donald Trump è stato chiesto perché gli atleti e altre persone più “interconnesse” ottengano i tamponi prima di tutti gli altri, ha risposto: “Forse è perché così è la vita”. Per chi non può solcare i mari proibiti alla gente comune, esiste l’opzione della fuga via terra. Negli Stati Uniti, le persone con la seconda o terza casa si sono allontanati dai focolai del Covid, come New York, verso spazi più bucolici: gli Hamptons, Cape Cod nel Massachusetts, Hilton Head in Carolina del Sud oppure Palm Beach, in Florida, sono stati presi d’assalto.

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Ispirato alle supercar, questo concetto di yacht di lusso hard-top da 27 m viene chiamato “Lamborghini of the seas”

L’anno scorso, lo studio di design di yacht Officina Armare con sede a Milano ha rivelato un concetto di motoscafo a cielo aperto chiamato A43 che è stato ispirato da uno dei più malvagi hypercar in edizione limitata mai realizzati: la Lamborghini Centenario Roadster. Lo studio di design è tornato quest’anno con l’ennesimo concetto di nave di lusso che attinge fortemente dal mondo delle automobili esotiche. Il nuovo sorprendente A88 Gransport è un concetto di yacht di lusso hard-top da 27 m con molti elementi di design presi in prestito dalle supercar.Il Rapporto Robb lo ha definito “Huracan Evo del mare”, e ci sono motivi sufficienti per sostenerlo. Il corpo aerodinamico dello yacht evoca la forma di una supercar aerodinamica. Inoltre, l’arco muscoloso, le prese d’aria multiple, l’hardtop aerodinamico simile a una coupé, i quattro scarichi d’acqua e gli spoiler in fibra di carbonio per gli aiuti aerodinamici sono elementi che vengono sollevati direttamente dalle auto performanti.

I due motori diesel 16 valvole A88 da 2.600 cavalli che generano una potenza cinque volte maggiore rispetto al motoscafo A43 dell’anno scorso. È sufficiente dare allo yacht di 27m una velocità massima di 46 mph, mentre la portata massima dichiarata è di 400 miglia a velocità di crociera di 40 mph. L’A88 può ospitare fino a 8 persone in 4 cabine: due Master Suite e due cabine doppie. Il layout può anche essere interamente personalizzato per soddisfare le esigenze del suo proprietario. Il master a tutto baglio presenta un letto king-size, un bagno privato con doccia a sedere e una propria area mini-lounge. Il ponte di prua presenta due grandi prendisole e una copertura per bimini in tela, mentre il ponte di poppa vanta un divano in pelle e una zona pranzo all’aperto. 

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Il designer Yves Behar ha introdotto uno specchio intelligente alimentato dall’intelligenza artificiale che funge anche da sistema di fitness domestico all-inclusive

Con COVID-19 , gli allenamenti casalinghi hanno guadagnato un’enorme popolarità. E contribuendo in modo equo alla tendenza sono il designer Yves Behar e l’imprenditore Trent Ward che hanno recentemente svelato uno specchio intelligente che non solo funge da aggiunta estetica alla tua casa, ma ti aiuta anche a rimanere in forma! 

Progettato come un sistema di fitness domestico all-in-one , ‘Forme’ come viene chiamato fornisce proiezioni di lezioni di fitness secondo la scelta dell’utente. Lo specchio a figura intera è dotato di altoparlanti, un microfono e una videocamera e può contenere attrezzature per l’allenamento di resistenza ad alta tecnologia all’interno della sua struttura. È dotato di pulegge e bracci regolabili in fusione di alluminio di alta qualità che possono essere regolati secondo le proprie preferenze e il dispositivo può essere montato a parete e mantenuto indipendente per soddisfare le diverse esigenze di arredamento.

In definitiva, Forme mira a creare un’esperienza coinvolgente raccogliendo i dati dell’utente da allenamenti precedenti e lanciando raccomandazioni personalizzate sui pesi corretti, esercizi ottimali basati su età e peso e la quantità ideale di attività a proprio vantaggio. Commentandolo, Behar in una dichiarazione ha dichiarato: “Giriamo gli allenamenti in un modo che ci fa sentire come se l’utente fosse effettivamente nella stessa stanza del loro allenatore”, ha aggiunto inoltre, “Tutti sono occupati, il che rende più difficile allenarsi un paio di volte a settimana per il tuo benessere. Forme fa molto per risolvere questo problema. “

L’esclusivo sistema di fitness a casa con mirroring intelligente costa 4.000 Euro ed è ora disponibile per il pre-ordine online. Sarà lanciato per la vendita al dettaglio a Los Angeles e New York nell’agosto di quest’anno. Bene, sembra che gli allenamenti a casa abbiano appena avuto un significato completamente nuovo!

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Excellence Fashion Diaries: Calicanto Luxury Bags, la Linea Sottile tra Moda e Architettura.

Ci sono quegli oggetti magnifici, che piacciono perché non sono solo belli, ma sono interessanti, sono irresistibili e desiderabili come un’opera d’arte. Il libro Il lato oscuro del design mette in luce quei prodotti appunto definiti paradossalmente di design, quando in realtà non adempiono alla loro vera funzione d’uso pratico che migliora un’azione quotidiana, ma svelano solo la propria anima estetica, elitaria. Uno fra tutti? Lo spremiagrumi di Philippe Starck, un esempio di oggetto cult la cui appartenenza ne comunica uno status symbol e la soddisfazione del desiderio del fruitore.

Così, questi prodotti fanno breccia nel cuore delle persone per le implicazioni emozionali che celano. Vi chiederete, che legame c’è tra il titolo e la prima parte dell’articolo? Mi è venuto in mente il libro di Dario Russo, quando ho letto un’intervista di Pietro Leonardi. Architetto per professione e direttore creativo per passione di Calicanto, brand di borse luxury di famiglia, Leonardi ha affermato che il marchio intende essere riconoscibile con garbo discreto, senza ostentazioni, desiderabile come un oggetto di design di cui ci si innamora per la forza evocativa che ha in sé. Senza perdere di vista la funzione contenitiva, quella primaria, di una borsa.

Se questo è dunque l’obiettivo di Calicanto, devo ammettere che personalmente con me è riuscito a raggiungerlo. Ho scoperto il marchio in una pagina di uno dei magazine mensili che sfoglio abitualmente, in una campagna pubblicitaria dove l’heritage veneziano dialoga con l’allure blasé della modella che mostra la borsa Mini Flap green rafia.

Calicanto sintetizza il mix di cultura della pelletteria di una famiglia di artigiani di Riviera del Brenta, combinandolo con le tecnologie avanzate. Emblema della squisita manifattura Made in Italy, la collezione della label è scandita da ricerca e design. Si riconosce una certa futurabilità dei modelli, risultato del background tecnico-progettuale di Leonardi.

L’ispirazione è Venezia in tutte le sue sfumature e complessità: dal blu delle fodere delle borse uguale a quelle delle coperture delle gondole fino ad alcuni nomi degli accessori: vi sono Lido, dal dettaglio in legno, e Biennale, una it piece dalle linee tridimensionali in cui il pellame è tagliato e assemblato manualmente attraverso una lavorazione di alta manifattura. La collezione Autunno Inverno 2020-21 esplora invece il rapporto della città lagunare con la capitale bizantina Costantinopoli.

Poche linee composte da variante caratterizzano la selezione di Calicanto, che per la stagione primaverile 2020 ha introdotto tinte pastello: Biennale e Lido sono proposte nelle nuance aloe, gardenia e acquamarina.

Micro-architetture in pelle: quel che si dice un alleato di stile al quadrato per cosmopolite che amano lo stile deciso!