Tecnografica Italian Wallcoverings, tra tecnologia e artigianalità

La loro storia nel mondo dei rivestimenti inizia nel 1992. L’idea di base che guida questa azienda fin dal principio è quella di offrire prodotti di qualità eccellente, modellati attraverso il design più aggiornato e la tecnologia più all’avanguardia. 

Divenuta negli anni leader mondiale nel settore del design per l’industria ceramica, Tecnografica attinge oggi dalla sua profonda esperienza e dalla sua riconosciuta competenza grafica per dare vita a Tecnografica Italian Wallcoverings, il brand che crea e realizza le linee Wallpaper e Wallcovering.

Tecnografica Italian Wallcoverings propone carta da parati e pannelli decorativi, elementi d’arredo di alto livello artistico che fondono insieme industria e artigianalità, la cui unione da sempre contraddistingue l’operato della nostra azienda.

Pannelli decorativi: rivestimenti e arredamento interni

pannelli decorativi Tecnografica Italian Wallcoverings rappresentano una realtà innovativa nel mondo delle decorazioni per pareti. Il sistema di realizzazione utilizzato consiste in set di pannelli di grande formato (fino a 150×300 cm), a ridottissimo spessore. La tecnologia di rilevazione grafica e di stampa di ultima generazione permette di avere pannelli decorativi per pareti caratterizzati da una qualità grafica senza precedenti, per quanto riguarda sia l’impatto visivo (realistici pannelli effetto pietra o minerale, come effetto marmo, agata, onice e molti altri), sia i suppurti utilizzati (tra cui pannelli retroilluminati, matt, glossy e a ridotto spessore).

Sulla base delle diverse finiture proposte, questo sistema di rivestimento si divide in: Dècora Resin, Dècora Stucco, Dècora Lux e Smart Panel. La flessibilità dell’offerta Italian Wallcoverings stà anche nella misura dei pannelli decorativi, che può essere totalmente personalizzata in base alle esigenze legate al singolo progetto.

Dove: tecnografica.net

PORTOPICCOLO DESIGNZONE 2019

Siete a PortoPiccolo a Sistiana, immersi in rilassante paesaggio marino, una piccola insenatura nel golfo di Trieste. Un borgo di mare con architettura a impatto zero e una posizione geografica unica, incastonata tra il Castello di Miramare e il Castello di Duino. Qui il prossimo weekend si svolge Portopiccolo DesignZone, una manifestazione dedicata al design declinato in tutte le sue manifestazioni: progetti, ma anche food, automobili, arte e moda. Due weekend di maggio alla scoperta delle eccellenze creative del territorio triestino, tra home visit, test drive, cooking show e concorsi fotografici

Arte, design, nautica, food e automotive. Al via la quarta edizione di Portopiccolo Design Zone, il festival della creatività ospitato nella Baia di Sistiana di Duino vicino a Trieste. Nei due weekend del 11-12 e 18-19 maggio il pubblico potrà andare a passeggio tra le suggestive vie del borgo alla scoperta di soluzioni di arredo per interni ed esterni in un percorso tra residenze vista mare che ospitano diverse formule abitative realizzate dai partner dell’iniziativa, tra cui De Padova, Flou, Torre 1961, CFM, Calligaris, Ditre, Emu e Coincasa.

Ma non si parlerà solo di arredamento: la piazzetta di Portopiccolo si trasformerà in una cucina a cielo aperto per raccontare percorsi legati al cibo e al design tramite cookingshow e degustazioni, i collezionisti di libri potranno scovare edizioni rare e tirature limitate e gli appassionati di quattro ruote si divertiranno a esplorare il territorio con i test drive di Lexus.

Non ultimo, un momento dedicato alla ricerca che vedrà coinvolti gli studenti del dipartimento di Ingegnera e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste, protagonisti del concorso fotografico “Design ZOOM” organizzato in collaborazione con Studiolabo (Milano). Segnatevi in agenda gli appuntamenti di sabato 11 di Maggio con la festa di inaugurazione presso lo stabilimento balneare Maxi’s Beach Club, che inaugura la stagione estiva 2019, e la due giorni di regate della Grand Soleil Cup nel weekend del 18 e 19 maggio.

dove: Portopiccolo, Strada Costiera km 137+125 Sistiana, Trieste
tel. +39 040 291 291

designzone.portopiccolosistiana.it

IL LETTO? E’ SUPERTECNOLIGICO

Lo smart bed HiCan non è solo un letto. La definizione sarebbe davvero riduttiva… HiCan contiene in sé una sofisticata tecnologia che trasformare questo smart bed di design in vero e proprio coach per il sonno e per il benessere della persona.

I progettisti di Hi-Interiors sono partiti dalla constatazione che lo stile di vita moderno ha modificato ritmi e modalità del riposo e che oggi dormiamo in media 1,5 ore in meno rispetto a 50 anni fa. Sapendo l’importanza del sonno per la salute, per il benessere e per il recupero delle energie indispensabili ai ritmi della vita contemporanea, hanno deciso di sviluppare questo innovativo progetto.

Lo smart bed HiCan, oltre ad essere integrato con componenti tecnologiche multimediali e domotiche, è dotato anche della funzione di personal health tracker, che monitora tempi e qualità del sonno, fornendo riscontri immediati e andamento nel tempo sul nostro benessere. Un vero e proprio sistema di automazione, intrattenimento e monitoraggio dei principali parametri biometrici sia degli utilizzatori, sia dell’ambiente in cui è inserito, in grado di sincronizzarsi con altri dispositivi intelligenti.

HiCan, a poco tempo dal suo lancio ha già partecipato alle principali fiere internazionali, e agli eventi dedicati alla tecnologiche più importanti al mondo.



Le caratteristiche tecniche di HiCan

HiCan, lo smart Bed di Hi-Interiors, è realizzata con un innovativo materiale ecologico, antibatterico e dalle altissime prestazioni: un “solid surface” italiano. La struttura interna è invece in legno laccato con rivestimenti in pelle.

Il letto HiCan dotato dei seguenti dispositivi:

Infotainment:

– proiettore HD 4k enhancement

– schermo home theater 70” motorizzato

sistema audio basato su tecnologia “exciter” (altoparlanti invisibili) + subwoofer

– impianto di sinto-amplificazione A / V di alta qualità con ingressi HDMI per collegare più dispositivi

– media center

– gaming console e TV supportati

– collegamento Wi-Fi

Health: 

– monitoraggio del sonno e dei principali parametri biometrici

– log cronologico del peso corporeo, confrontabile nel tempo

– environmental monitoring con sensori di rilevamento temperatura, umidità, qualità dell’aria e livello di rumorosità

– smart alarm per risveglio intelligente

– illuminazione ambientale RGB+W dimmerabile a LED

– luci di lettura dimmerabili

– sensori capacitivi a sfioramento

– reti motorizzate con memoria

– tende oscuranti motorizzate

– wake-up alarm con audio notifications (meteo, google calendar, news)

– è in fase di sviluppo la tecnologia a controllo vocale

Il tutto è controllabile da app OS e Android native.

Prezzo: 10mila euro.

Maggiori informazioni, sul sito : www.hi-interiors.com

Suite della settimana: la sofisticata Terrace Suite del Bvlgari Hotel Beijing

La vivace città di Pechino è una delle mie città preferite nel mondo. La capacità di questa città cinese di fondere i grattacieli contemporanei con i monumenti storici è eccezionale. Scopri l’hotel Bvlgari di Pechino, una delle proprietà più famose di Bvlgari in Cina. Ideale per i dignitari che visitano la città, insieme ai viaggiatori alla ricerca della massima esperienza, la lussuosa proprietà è arroccata nel lussuoso quartiere delle ambasciate della città.

Mentre l’hotel ospita 119 camere e suite, ognuna delle quali offre un’esperienza unica in sé; Consiglio vivamente la Terrace Suite. Il motivo principale per cui ho scelto questa suite colossale è l’ampia terrazza esterna con vista inedita sul fiume Liangma e sul quartiere delle ambasciate, perfetta per cene private. 

La suite è cosparsa di tavoli e vasi per console ispirati alla tradizione cinese, creando un’atmosfera contemporanea. Mentre la suite è decorata con servizi moderni ed elegante legno nero, un tono abbronzatura generale è ciò che spicca davvero, dandogli un’atmosfera accogliente.

Un’ampia alcova conduce alla camera da letto dal design imponente e al bagno rivestito in marmo, ornato da una vasca da bagno in granito. La camera da letto principale comprende una ricca biancheria con trama a 600 fili, per un’esperienza ultra luxe. Per coloro che cercano un’esperienza memorabile, consiglio vivamente di prenotare un soggiorno al Terrace Suite. 



Superficie: 195 mq 
Tariffa: RMB 46,888 ++ (7000 USD ++) 
Occupazione: 3 persone

Dove: Bvlgari Hotel Pechino Cina, Pechino, 100027 
Telefono: +86 10 8555 8687

Come stupire regalando una cappelliera di rose

È davvero possibile esprimere affetto, passione, devozione sentimentale con un gesto tanto maestoso quanto inequivocabile? La risposta è sì. Esiste un modo semplice e molto raffinato per donare una cappelleria di rose, senza risultare eccessivi! Scopritelo qui

Ha un’impronta universale ed è il gesto più romantico e raffinato, spesso anche il più seduttivo. Portare in dono delle rose non è semplicemente un messaggio d’amore: è il simbolo di un’intima devozione nei confronti di chi amiamo.

Non per nulla, sia nella cultura occidentale sia in quella orientale, la rosa ha sempre avuto uno stretto collegamento con la spiritualità e l’amore più puro: fu proprio il  “giardiniere” Valentino, secondo la leggenda, a farne un simbolo di amore e armonia sentimentale, donando una rosa di “riconciliazione” a una coppia di giovani fidanzati. Lo stesso Dante si ispirò a questo fiore dalla potenza trascendentale per descrivere la Candida Rosa, il luogo in cui collocò le anime pure del Paradiso nella sua Divina Commedia, mentre è noto come lo scrittore Antoine de Saint Exupery, nel suo Le Petit Prince, abbia scelto di esaltare il valore assoluto dell’amicizia, proprio attraverso una rosa. In Medioriente, ancora oggi, uomini e donne si profumano della sua preziosissima essenza per prepararsi alla preghiera.

Cariche di significati estetici, sentimentali e spirituali, le rose catturano l’attenzione di qualunque osservatore e conquistano sempre chi le riceve in dono, grazie all’inconfutabile bellezza che le caratterizza. E che dire del loro incantevole profumo e dell’attrazione che suscita, generando sofisticate reazioni chimiche olfattive?

Venite a scoprirle Sabato 04 Maggio Un Tè tra le Rose dalle ore 15.00 presso la Flower Boutique Rosa e Rose di Bresseo di Teolo, Via Generale dalle Chiesa 12.

www.rosaerose.it

Manolo Blahnik, genio sul campo

Con alle spalle una carriera di oltre trent’anni Manolo Blahnik è uno dei maggiori designer al mondo, e le sue creazioni hanno stuoli di adoranti fans in ogni angolo del pianeta.

Nato nel 1942 a Santa Cruz de la Palma da madre Spagnola e padre Ceco studiò a Ginevra, dove si laureò in Letteratura, per poi trasferirsi a Parigi per studiare arti scenografiche, Manolo Blahnik è un nome impresso nel profondo dell’immaginario femminile. Una storia di un brand che narra come un uomo ha saputo negli anni interpretare e tradurre in fatti i sogni delle donne di tutto il mondo. Donne che si vogliono sentire belle, eleganti ed affascinanti, in ogni momento del giorno e della vita.

Nel 1970, in viaggio a New York, decise di mostrare i bozzetti di scenografie da lui creati a Diana Vreeland, l’allora redattore capo di Vogue America, a cui però piacquero più le sue creazioni di costumi e scarpe, e lo invitò ad abbandonare scenografie e teatri, per concentrarsi invece sulla moda.

Blahnik, che fino ad allora non aveva nemmeno considerato l’ipotesi di poter lavorare in questo campo, decise di seguire il consiglio che gli veniva offerto, ma non conoscendo nulla di creazioni di moda, decise di “imparare sul campo”, ed iniziò a visitare le più grandi ed importanti fabbriche di calzature, parlando agli operai ed imparando da loro a disegnare, tagliare e cucire una scarpa. La passione per questo lavoro si fece sentire subito, e nel 1971 si trasferì a Londra con l’intenzione di creare e vendere scarpe. Il punto di svolta fu nel 1972, quando Ossie Clark – il più grande stilista di allora – utilizzò le sue scarpe in una collezione: la carriera di Manolo Blahnik esplose letteralmente, e nel 1973 aprì il suo primo negozio a Chelsea.

Sebbene abbia oggi raggiunto una fama mondiale, Manolo Blahnik rimane un artigiano e i suoi modelli dalle splendide forme e squisiti tacchi, passano ancora dalle sue mani per gli ultimi dettagli prima di essere messe in vendita. Ed è in questo che nasce la perfezione dei suoi lavori: i suoi modelli sono unici, inimitabili per precisione ed equilibrio, uno squisito risultato di lussuoso artigianato. “le scarpe – dice lui stesso – trasformano una donna”.

Dal negozio di Chelsea il marchio si è espanso a livello mondiale e gli Stati Uniti, che lo hanno incluso nell’esclusivo “Council of Fashion Designers of America”, ne hanno premiato il lavoro nel 1987, 1990 e 1998. Dal “British Fashion Council”ha ricevuto onorificenze nel 1990, 1999 e nel 2003, mentre la sua nativa Spagna lo ha premiato con la “Aguja de Oro” nel 2001 e con la Medaglia d’Oro per le Arti, consegnatagli dal Re Juan Carlos in persona.

Nel 2003 il Design Museum di Londra ha allestito una sua mostra personale, e allo stesso tempo è stato pubblicato “Drawings”, una raccolta di bozzetti e schizzi realizzati da Blahnik ambiti almeno quanto un paio delle sue scarpe. Due anni dopo, nel 2005 il suo amico e fotografo Eric Boman gli dedicò “Blahnik by Boman”, una celebrazione fotografica delle sue creazioni, con introduzione di Paloma Picasso, amica di entrambi sin dagli anni ’70. Nello stesso anno gli venne chiesto di disegnare le scarpe che sarebbero servite a completare i costumi del film “Marie Antoinette”(il film, come è noto, prese l’Oscar proprio per i costumi).

Le sue creazioni sono pura arte : un insieme di passione, perfezione e design : “Ho il vantaggio di aver studiato – dice Blahnik – questa forma d’arte per più di vent’anni, ed è per questo che so esattamente dove e come deve essere tagliata una scarpa per essere elegante, sexy, ma soprattutto comoda. E lo stesso vale per i tacchi : se anche sono di 12 centimetri devono essere lavorati in modo da dare stabilità e sicurezza e per questo li modello personalmente: a mano e con un cesello.

www.manoloblahnik.com

DIOR A VENEZIA, INTRAMONTABILI ELEGANZE

Christian Dior a Venezia 1951, un anno magico. Gli scorci più intriganti della città erano coprotagonisti dalla campagna che in tutto il mondo diffondeva le proposte del sarto più popolare del momento.

“Intramontabili eleganze. Dior a Venezia” è il titolo della mostra fotografica, a cura di Vittorio Pavan e di Luca Del Prete, dedicata al grande couturier francese e al suo legame con Venezia, dal 12 aprile al 3 novembre nel Museo Villa Pisani, a Stra (Riviera del Brenta).

Sempre nel 1951, il 3 settembre, si celebrava a Palazzo Labia il “Ballo del Secolo”, quel Bal Oriental voluto da Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, che richiamò mille protagonisti del jet set. Un ballo in maschera che impegnò Dior con Dalì, il giovane Pierre Cardin, Nina Ricci e altri, come creatori dei costumi per gli ospiti. Un evento che mostrò al mondo i fasti del Settecento veneziano. Testimoni di entrambi gli eventi furono i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel ’46 da Dino Jarach, che in quegli anni documentava tutto ciò che di speciale accadeva a Venezia e oltre. Per volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio di Cameraphoto (la parte storica vanta oltre 300mila negativi schedati) e di Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale Veneto, le immagini di quei due eventi vengono ora esposte al pubblico a Villa Nazionale Pisani, a Stra, la “regina” delle Ville Venete, impreziosita dagli affreschi di Giambattista Tiepolo. Artista che dominò, dai soffitti di Palazzo Labia, la memorabile festa del 1951.

Per la mostra Pavan ha selezionato 40 immagini della collezione messa in scena a Venezia da Dior. In quegli anni ogni sfilata presentava poco meno di 200 modelli. Dior era l’idolo della moda del dopoguerra. Le sue collezioni erano attese dal mondo. Si valuta che solo per vedere e acquistare le sue proposte sorvolassero l’Oceano, ogni anno, 25mila persone.

Ogni suo cambiamento di linea e ogni stagione ne imponeva uno, che veniva accolto con entusiasmo o con critiche feroci. Ma nessuna donna che volesse essere alla moda poteva ignorare i dettami del couturier parigino di Avenue Montaigne, dalla maison nata da appena 5 anni che impegnava già un migliaio di collaboratori.

Il suo New look dominava la moda. Nel 1950 aveva imposto la Linea Verticale, nel ’51 – come documentano le immagini esposte a Villa Pisani – la donna non poteva che vestire in Ovale: spalle arrotondate e maniche a raglan, tessuti modellati come una seconda pelle. Complemento indispensabile, il cappellino, per cui Dior si ispirò, quell’anno, ai copricapi dei coolies, alla cinese quindi. Per l’autunno creò invece la linea “Princesse” in cui la vita dava l’illusione di estendersi sotto al seno. Nelle immagini di Cameraphoto le belle modelle vestite da Dior duettano con Venezia. La mostra ha l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dell’archivio fotografico Cameraphoto, dichiarato di eccezionale interesse culturale dal Mibac.

Il secondo nucleo della mostra è dedicato al Gran Ballo di Palazzo Labia, per il quale il 3 settembre a Venezia giunsero da tutto il mondo mille invitati doc, su invito di don Carlos, popolare come Il Conte di Montecristo. Dior, con giovani sarti e con Dalì, creò abiti ispirati al Settecento di Goldoni e Casanova per i Duchi di Windsor, i Grandi di Spagna, l’Aga Khan III, il Re Faruq d’Egitto, Winston Churchill, re, principi e principesse, milionari, artisti, stilisti come Balenciaga e Schiaparelli, protagonisti del jet set come Barbara Hutton, Orson Welles, Daisy Fellowes, Cecil Beaton, i Polignac, Rothschild. Ad accoglierli Don Carlos svettante su platform alte 40 centimetri, abbigliato da Re Sole. Erede di un’immensa fortuna creata in Messico, viveva tra Parigi, dove possedeva una casa disegnata da Le Courbusier e decorata da Dalì, e un castello di campagna. Aveva acquistato e restaurato Palazzo Labia ed ora lo offriva ai suoi amici.

L’uomo glamour e trendy non rinuncia mai all’orologio giusto

Elegante e sofisticato, sportivo o di foggia militare, prezioso o firmato per l’uomo l’orologio è un oggetto quasi di culto, un simbolo di personalità qualcosa che dice tanto su chi lo indossa.

L’orologio è, per eccellenza, l’ornamento dell’uomo. Pensare che l’ora la si può leggere sul cellulare, è come andare in giro in infradito. Tutto l’anno.

Non si può discutere su quanto sia più elegante girare il braccio e far uscire dal polsino il quadrante dell’orologio, piuttosto che frugare nelle tasche e tirare fuori il cellulare.

Partendo da questo presupposto, la domanda è “perché un uomo non può avere un solo orologio?”

In realtà è molto semplice: possedere un solo orologio, è come possedere solo un paio di scarpe! (oltre alle infradito)

Quell’unico paio non potrà mai essere perfetto per ogni occasione! Indosseresti delle scarpe da trekking con uno smoking? No di certo!

Un orologio, immagine di status symbol per l’uomo molto più che per il sesso opposto, non può essere da meno, e quindi puoi indossare con uno smoking lo stesso orologio che indossi per andare al mare? Penso proprio di no!

Un uso quotidiano, un evento elegante, l’attività sportiva… ogni occasione richiede un diverso tipo di scarpa, e quindi anche un diverso orologio.

VEDIAMO QUALI SONO GLI OROLOGI CON CUI BISOGNA COMINCIARE UNA COLLEZIONE.

1.La prima scelta da affrontare è sicuramente un orologio di uso quotidiano, che si possa abbinare sia a uno stile più casual, per il tempo libero, e a uno più formale, per il lavoro. Deve trattarsi di un orologio preciso, resistente, duraturo, adatto insomma ad una vita piuttosto stressante!

2. Il secondo orologio che dovrebbe entrare nella collezione di ogni uomo è sicuramente un modello sportivo e multifunzionale. Anche in questo caso occorre un orologio che sia duraturo, resistente, solido affidabile, insomma un valido compagno di avventura.

Esistono vari tipo di orologio con molteplici funzioni specifiche,altimetro, profondimetro, ghiera diver… Devi solo decidere quali funzioni sono importanti per te e per le tue attività.

3. Per le occasioni più eleganti occorre invece un orologio più rappresentativo. In questi casi è fondamentale l’abbinamento del cinturino agli altri accessori in cuoio, che deve essere in pelle, senza cuciture, o con impunture sottili.

E’ l’occasione per sfoggiare gli heritage, gli automatici, gli orologi di famiglia. Insomma, è il momento di lasciare da parte le nuove tecnologie, e portare un orologio classico, magari proprio un pezzo di qualche vecchio zio.

DUNQUE UN UOMO DOVREBBE AVERE ALMENO TRE OROLOGI DIVERSI, UNO SPORTIVO, UNO ELEGANTE, E UNO PER L’USO QUOTIDIANO.

E poi andrebbero considerate le varianti di quadrante e di cinturino da abbinare allo stile della giornata, e perchè no, alla tendenza del momento. Ma di un minimo di tre orologi non si può proprio fare a meno, se si vuole avere un’immagine sempre perfetta per gli eventi e le occasioni a cui si partecipa.

Arriva il ponte più lungo di sempre: ecco tante idee look alle quali ispirarvi

…se non avete idea di cosa mettere in valigia. Che abbiate progettato un fine settimana al mare o una staycation cittadina, gli accessori faranno la differenza, per non sbagliare un look

Aprile porta una sorpresa molto gradita (per i fortunati che potranno approfittarne): una sequenza di festività che regaleranno un ponte della durata record di quasi dieci giorni. Sull’organizzazione delle vacanze di solito ci sono due scuole di pensiero: quella di chi organizza tutto in anticipo e nei dettagli e chi invece si lascia ispirare da un’idea last minute. Una sola variabile, di solito, lascia tutti impreparati: la valigia.

Perché qualcosa o manca o è addirittura spaiato se non completamente inadeguato al clima della nostra destinazione. Se poi siete dirette verso una meta glam le difficoltà aumentano perché oltre a pigiama e spazzolino d’ordinanza ci sono ottime probabilità che jeans e scarpe da tennis non saranno abbastanza chic. E di sbagliare abbinamento, poi, non se ne parla.

La soluzione? Portare capi versatili, in tonalità neutre e facilmente abbinabili tra loro, certo. E puntare tutto sugli accessori giusti: un brand come Eledor ad esempio, è perfetto per essere sicure di avere nella vostra borsa tutto ciò che serve. Nei suoi store, infatti, potrete completare qualsiasi outfit senza il rischio di fare errori di stile.

Le borse Eledor

Design e linee pulite. Ecco due elementi che caratterizzano le borse Eledor: chic senza esagerazioni, ma capaci di farsi notare, proprio come gli oggetti di design più riusciti. Lo stile è il punto di forza Niente eccessi, niente forme urlate, piuttosto il valore è dato dalle proporzioni e dai dettagli. Il risultato? Le borse rimangono impresse nella memoria, più per quello che sono realmente, che per il marchio.

Gli orecchini
Sono un altro tormentone di stagione. Meglio se dorati e dalle proporzioni maxi, devono farsi notare.

Gli occhiali da sole
Scegliete i cat-eye del momento: evitate la montatura grande da diva e optate per la versione slim. Decisamente più trendy.

Il foulard
Estremamente versatile, ormai non si indossa più al collo. Perfetto tra i capelli, per dare un twist anche all’hair style più semplice oppure annodato alla borsetta come dettaglio di stile in più.

Le ultraflat
Comode, easy e soprattutto ideali anche la sera. Ebbene si, sfoggiare tacchi altissimi dopo il tramonto non è più un diktat. Così le ciabattine (ricamate, intrecciate, con dettagli speciali insomma) sono perfette 24/7.

Maxicappello
Che siate al mare o in città poco importa: la fine di Aprile di solito coincide con l’inizio ufficiale della bella stagione. E i raggi del sole di quel periodo sono i più insidiosi proprio perché spesso sottovalutati. Fondamentale schermarsi, quindi, ma con stile.

Fermacapelli
Fino a poco tempo fa considerate un accessorio da scolarette, ora si sono trasformate in vero e proprio must have. Tartaruga o decorate da perle, a forma di barretta oppure di fiore, l’importante è sfoggiarne almeno una.

“La creativita’, vuole coraggio”.

Pennelli, tempera e tavolozza non sono gli unici strumenti che permettono di fare arte. Giulia Varotto ne è la dimostrazione: la floral designer di Teolo riesce infatti a utilizzare fiori e non solo per creare delle composizioni che lasciano tutti a bocca aperta.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Giulia una fiorista tutta padovana per farci raccontare come nasce il suo business Rosa Rosae e tanto altro ancora.

Quando nasce la tua passione per i fiori?

La mia passione per i fiori nasce praticamente da sempre, dopo 11 anni di lavoro come dipendente, desideravo ardentemente di aprire qualcosa di mio, nel Settembre 2018 ci sono riuscita.

Cosa vuol dire per te essere una Flower Designer?

Essere una flower designer vuol dire riuscire a costruire una sorta di scenografia, da un singolo prodotto ad un evento, creando qualcosa che regali emozioni e sensazioni curando ogni singolo dettaglio.

Qual è il tuo stile?

Non lo descriverei perchè muta continuamente, amo il rispetto delle composizioni nella percezione più naturale. Però sono felice quando mi dicono di riconoscere un mio lavoro semplicemente da una foto e, questo mi lusinga molto.

Il tuo cavallo di battaglia?

Le mie cappelliere, sono un oggetto molto raffinato.

Come tieni la tua creatività sempre allenata? C’è qualcosa o qualcuno da cui prendi ispirazione?

Prendo ispirazione dalla bellezza della natura che si dimostra in maniera diversa per ogni stagione. C’è tanta abbondanza, così tante varietà di fiori in tutti il mondo che mantenere viva la mia creatività è abbastanza facile. Mi piace anche inserire all’interno delle mie composizioni degli elementi inaspettati, inoltre sono grata al mio maestro Luigi Modolo.

Quali gli obiettivi finora raggiunti?

Sono molto felice di quello che ho messo in piedi da sola. Per il prossimo futuro mi piacerebbe raggiungere un obiettivo nobile, che il mio logo Rosae Rosa rappresenti coerentemente i miei valori, facendolo diventare un brand impegnandomi per costruire qualcosa che possa essere unico e funzionale. La gente non acquista da un negozio perché è leader, acquista perché ha un prodotto migliore, in nessuna indagine di mercato le persone hanno mai detto “acquisto questo prodotto perché l’azienda è leader del settore”.

Il tuo rapporto con il mondo di internet e i social?

Internet, social network e smartphone, stanno cambiando il nostro modo di pensare e le nostre abitudini quotidiane in maniera radicale, li considero nella misura equilibrata che io mi pongo utili, ma non indispensabili, è possibile restare umani in un mondo tecnologico.

Giulia, Tre qualità per essere imprenditori oggi?

Innovazione, tenacia e molta perseveranza.

Tre cose che porteresti sullo spazio?

Il mio cane, la mia famiglia e il cellulare.

Il tuo rifugio?

Il mio negozio, un luogo capace di infondere calore, protezione, pace e serenità. 

Continua…..

Informazioni utili:

www.rosaerosa.it

mail: info@rosaerosa.it