Suite della settimana – Valley View Suite at Four Seasons Las Vegas

Ci sono molte ragioni per amare Las Vegas, è famosa in tutto il mondo con sfavillanti luci al neon e ricche località a tema; le meraviglie di Sin City ti garantiranno un soggiorno diverso da qualsiasi cosa tu abbia mai provato prima. Uno dei posti in cui è possibile trascorrere un soggiorno peccaminosamente lussuoso è al Four Seasons di Las Vegas. Se sei in cerca di lusso stravagante, tranquillità e una vista killer, allora la loro Valley View Suite è la stanza che fa per te.


L’hotel ha un ingresso privato al largo di Las Vegas Boulevard e le sue camere e suite sono situate tra il 35 ° e il 39 ° piano della torre della baia di Mandalay. Dal momento che è arroccato in alto sopra la scintillante striscia di Las Vegas, puoi essere sicuro di ottenere viste insuperabili sul Las Vegas Boulevard e sul paesaggio desertico circostante. Non sorprende quindi che la Valley View Suite abbia ampie vedute della valle e delle cime frastagliate della Black Mountain.

A Las Vegas, le dimensioni contano e più grande è, meglio è. La tua suite rimane fedele a questo ed è sovradimensionata, rendendola flessibile per le famiglie. Con una superficie di 170 metri quadrati, comprende soggiorno e sala da pranzo separati, camera da letto, bagno, stanza per gli ospiti, uno studio privato, due armadi di grandi dimensioni e un’ampia cucina. La suite presenta eleganti elementi di design contemporaneo ispirati all’era glamour Art-Deco. La tavolozza dei colori di beige, oro e verde completa molto bene l’art déco e sottolinea l’eleganza come ci si aspetterebbe da un hotel Four Seasons.

Il cuore della suite: la camera da letto ha un letto king size con piumini e cuscini che sicuramente ti manderanno in un beato stato di sonno. La suite dispone anche di un divano letto pieghevole che lo rende perfetto se sei una famiglia o un gruppo.

Goditi una cena accogliente nella sala da pranzo privata che può ospitare sei persone, un servizio di tè e caffè di lusso e vari altri elettrodomestici per la tua comodità. Il bagno (personalmente, il mio spazio preferito) è un posto che non vorrai mai lasciare. Trascorri del tempo in questo lussuoso bagno in marmo e lascia che la doccia completi il tuo risveglio i tuoi sensi o semplicemente scivoli in uno stato di oblio nella vasca da bagno. Quando finalmente decidi di uscire, avvolgiti in un lussuoso accappatoio di spugna e trascorri il resto della giornata senza fare nulla.

Las Vegas ha una reputazione per l’eccellenza culinaria e Four Seasons Las Vegas non delude. Il loro ristorante Veranda offre autentici piatti della cucina italiana e cocktail speciali tra vetrate, un bar e posti a sedere in stile lounge. Oppure vai da Charlie Palmer, dove il famoso chef Charlie Palmer sazierà la tua fame e le tue voglie di pesce abbinate a una lista di vini eclettica.

Prima di fare il check-out, assicurati di regalarti un po ‘di tempo nella loro rinnovata Spa Five Star Spa. Dispone di 12 sale per trattamenti, tra cui due suite per coppie di grandi dimensioni e una Zen Lounge ampliata e un’area commerciale al dettaglio, e utilizza prodotti eco-compatibili come Naturopathica, Phytomer e Pure Fiji.

Costo: 879 USD
Dimensioni: 170 mq.
Occupazione: 4 adulti o 2 adulti e 3 bambini

Perché dovresti andarci?
Con vista sulla città e sul deserto, la suite offre il perfetto mix di stile, serenità e lusso. Le dimensioni della stanza e le funzionalità aggiuntive offerte come un divano letto pieghevole che lo rende perfetto per le famiglie. Dovremo dire che è tutto quello spazio extra che rende questa suite degna di essere vissuta.

Dove: Four Seasons Hotel Las Vegas
3960 Las Vegas Boulevard South
Las Vegas, Nevada 89119
Telefono: +1 (702) 632-5000


“Tradizione e innovazione, tra realtà e futuro: Villa Parens Wine”

Ogni vino ci racconta una storia,Prima di tutto è la storia delle sue origini, dei luoghi in cui è nato, delle terre che lo hanno generato e degli uomini che lo hanno prodotto. Sono storie ricche di umanità e di tradizioni, ed è bello lasciarsi sedurre dai racconti belli e seducenti, lasciarsi che accompagnano in un viaggio immaginario attraverso le terre del vino.

Il vignaiolo è competente e ricercatore, il ricercatore è colui che come tale non si accontenta, va avanti, persevera nello studio e nella sperimentazione, non si culla mai di aver valorizzato un territorio, inoltre perchè il vino ha bisogno di persone vere che si parlano guardandosi negli occhi.

Il vignaiolo ritiene di poter raccontare i suoi vini meglio di chiunque altro, non di rado a volte questa funzione si accosta ad alcuni personaggi, magari in tutt’altre faccende, viene assunta da opinionisti che poco o nulla sanno dei processi in vigna ed in cantina. Il consumatore attuale è (acculturato) cresciuto, è esigente, appassionato e pertanto cerca il vuole conoscere, ed è normale quindi che si rivolga a quella figura professionale che, dall’impianto del vigneto alla messa in bottiglia, può, con cognizione di causa, descrivere l’intero processo. 

Ecco perché risultano cosi determinanti, oltre al contenuto della bottiglia, il racconto della storia, delle origini, della fatica quotidiana, del rapporto con la terra, dei sogni realizzati, e di quelli ancora nel cassetto, per proporre e trasmettere emozioni, è fondamentale proporre emozioni.

Ce lo ha insegnato Giovanni Puiatti di Villa Parens, quando abbiamo chiacchierato con lui di vino.

Quanto conta raccontare il vino che si vuole vendere?
È fondamentale, perchè la qualità ormai è data come un prerequisito. Sapere aggiungere alle qualità organolettiche del prodotto un racconto, una storia,  che lo renda veramente unico, è quello che può determinarne il successo nel mercato. Soprattutto se nel messaggio si riesce a trasmettere un’emozione, oltre a chi siamo, che cosa facciamo e perché.

Che cosa va raccontato? il territorio, le persone o le caratteristiche del vino?

La componente umana è un elemento importante. Giovanni Puiatti è uomo che conosce il mercato internazionale, inoltre ci descrive che oggi essere imprenditore è passione, che deve alimentare un talento, in grado leggere il mercato. Per raccontare la sua, una storia lunga e vissuta, inizia con un padre innovatore ed esteta, che per primo cambia il rapporto con mondo vino, traslandolo da bevanda/alimento a momento emozionale/estetico, e quindi artistico. Perché, ci spiega, anche il vino prima di essere bevanda, è un’idea, nasce dall’uomo. Le storie aiutano a memorizzare quel che il produttore racconta, il perché lo fa, dove lo fa ed in generale tutti quegli elementi della sfera affettiva. La componente umana è l’elemento in più, per determinare il fascino ed il successo del mio vino.

Cosa conta nel racconto del vino?

Primo: Essere efficaci, riuscire, amo ad adottare il punto di vista del pubblico a cui ci rivolgiamo,se riusciamo ad intuire il cosa, i suoi interessi, trasmettere purezza e naturalezza. Le frasi fatte non trasmettono un messaggio emozionale.

Secondo: La strategia, perché è imprescindibile avere ben presente dove si sta andando, capire la comunicazione che ci circonda, sia dei competitor, che del territorio a cui si appartiene. Originalità, è la chiave per distinguersi e direi perseveranza.

Terzo: Evitare di concentrarci su dati statistici, aspetti tecnici, analisi chimiche. Il nostro cervello non è fatto per immagazzinare numeri, è più interessante dire come e per quale motivo è nato un vino o un progetto, ad esempio Villa Parens che rappresenta il sunto e la continuità della storia di famiglia, l’estensione di un sogno e la dichiarazione di un amore.

L’uomo è il protagonista del vino, l’interprete del suo farsi e con il ritmo del lavoro che rimane artigianale, condizionato dalla natura, dal tempo atmosferico, dagli usi, dalle tradizioni e dai gusti. Tutto questo ci conforta per il fatto che il vino non è mai casuale ne banale. Il vino è sempre portatore di valori sani, genuini, della terra e del gusto, della cultura alimentare. In una parola, quando l’amore per l’arte diventa vino è EMOZIONE.

Le scarpe sportive Alex De Pase: un nuovo brand, una nuova idea di lusso

LUSSO E ARTIGIANALITÀ LE BASI DEL BRAND CHE HA GIÀ CONQUISTATO IL MERCATO DEL MEDIO ORIENTE

Tra le tante novità nel mondo dello street wear ci sono le scarpe sportive Alex De Pase. Si tratta però di un progetto che guarda solo in parallelo a quell’universo che si contraddistingue per un mix di abbigliamento sportivo, denim e t-shirt bianche in cotone. Infatti è il mondo del tatuaggio il punto di partenza di un progetto innovativo e inaspettato dedicato alla calzatura di lusso. Ed è proprio quest’ultima parola – lusso – a scandire ogni fase del progetto voluto dal maestro del tatuaggio realistico Alessandro Depase assieme al collettivo creativo Kardif. Il sodalizio sintetizza un’estetica votata al design e spirito ribelle: un binomio che punta a diventare must-have tra gli appassionati di moda.

Manifattura e ispirazione danno vita a una gamma, sia per l’uomo che per la donna, che comprende sneaker e scarpe da corsa e anche un mocassino slip-on. Da qui i creativi non si smuovono. E dichiarano: “La scarpa è forse l’accessorio che più di tutti definisce il nostro stile” afferma il team “così abbiamo pensato che sarebbe stato incredibile poterla rendere speciale. Il tatuaggio realistico è trasporto emotivo, arte, ribellione e l’idea di poter trasferire queste emozioni in una scarpa è davvero una nuova sfida creativa”. “Per la prima volta”, proseguono, “il tatuaggio si declina su una pelle diversa”. I pellami, infatti, sono scelti tra i migliori del made in Italy.

Tuttavia è la suola a contenere il vero saper fare delle scarpe sportive Alex De Pase. Qui, i tatuaggi diventano elemento decorativo e identità stilistica. Sulla superficie, il vitello nappato conversa con la pelle scamosciata, in un continuo mesh up dove il tessuto tecnico incontra il dettaglio decorativo. Gli spike metallici diventano increspature a definire l’allure rock e impertinente della scarpa.

“Arua: Lì, dove la tranquillità trova casa"

In dialetto altoatesino, “A rua” significa pace, spazi personali e affrancarsi dalla quotidianità. Il risultato è un luogo unico per rigenerarsi e sentirsi liberi da ogni pensiero; un complesso creato nel rispetto della natura che lo circonda.

Qui, sopra Merano, troverete un’oasi in cui il tempo si cristallizza nell’attimo del piacere: il design elegante e indimenticabili esperienze culinarie sposano la bellezza dei vigneti, degli alberi di olivo e dei frutteti della zona, rendendo le nostre ville un “rifugio dell’anima”. Per l’anima. Cogliete quell’attimo e date alla vostra vita un ritmo nuovo.

SEI APPARTAMENTI, SEI SOLUZIONI CONCETTUALI

Ambienti in cui sentirsi liberi. Fino in fondo.

L’ampiezza degli ambienti, le finestre che si affacciano su un paesaggio meraviglioso e i materiali naturali plasmano un’atmosfera incantevole. Qui, un design classico ricco di stile, mobili senza tempo e studiati dettagli costituiscono un inscindibile trait d’union.
L’esterno diventa interno con la terrazza che si pone come un’amabile estensione dello spazio abitativo. Dulcis in fundo, un panorama da acquerello in grado di ispirare.

Respirate l’atmosfera mediterranea del giardino impreziosito da un vigneto di 2,5 ettari, magari godendovi una buona lettura. In contrasto con questo scenario, cime scoscese, splendide e maestose, a portata di mano e di cuore…

Non importa se passeggiando nel nostro uliveto, tra quelli situati più in quota qui in Alto Adige, nuotando nell’Infinity Sole Pool riscaldata o rilassandosi nell’apposita sala relax con ampia vetrata: lasciate che la forza e la bellezza della natura vi infondi nuove energie.

Sapori

La colazione sarà servita ogni mattina direttamente nella vostra villa. Dolci e abbondanti prelibatezze regionali assicurano un inizio di giornata fenomenale.

E di sera, fiorisce un bouquet di squisite possibilità…

L’Arua Dinner: nel raffinato ristorante “Texel” situato al piano terra e con caratteristica cucina a vista. In vostra presenza viene proposto un allettante menu di 4 portate, che può essere gustato avendo il tramonto come sfondo.

Ready to cook: se si preferisce cenare da soli, invece, consegneremo le pietanze desiderate direttamente in villa. Dovrete solo terminarne la preparazione passandole, ad esempio, in padella. Per una favolosa cena intima con ingredienti e… ricetta compresi.

Dinner out: il padrone di casa, Otto Mattivi, vi vizierà nel ristorante Hidalgo proponendo il meglio della tradizione culinaria mediterranea. La pasta fatta in casa, i classici altoatesini, le specialità di carne e pesce alla griglia e il famoso Wagyu Beef Tasting, seguiti da dolci eccezionali, delizieranno il vostro palato.

Dall’autunno 2019, potrete godervi il piacere della carne di prima classe: Nel nuovo ristorante di specialità Aomi, anch’esso gestito da Mattivi, diverse varianti del delizioso Wagyu & Kobe Beef vi attenderanno a tavola. Un’esperienza di gusto indimenticabile…

Attraverso il servizio navetta, saremo lieti di organizzare le vostre trasferte per i ristoranti di Postal, situati a circa 25 minuti di trasbordo.

E cosa sarebbero queste delizie culinarie senza l’accompagnamento di un buon bicchiere di rosso o bianco? Potrete trovare vini selezionati anche nella vostra villa, a magnifica conclusione della serata. La possibilità di scelta è sontuosa grazie alle 600 pregiate etichette tra cui optare.

Lago Arredamenti: capacità innovativa e visionaria

Il territorio dà, il territorio riceve. È così che devono andare le cose. Certo, se l’azienda non fosse nata in un contesto come quello veneto – padovano per la precisione – puntellato di piccole aziende con le competenze necessarie a dare forma a molti suoi progetti, sarebbe stato difficile raggiungere i risultati attuali e quelli futuri a cui oggi aspira. Ma la capacità innovativa e visionaria dei figli di Giuseppe Lago – fondatore dell’azienda di arredamento negli anni 80 – è stata a sua volta motore di innovazione per un territorio e un modello imprenditoriale che, in certi casi, dimostrava di aver segnato il passo.

Ma andiamo con ordine: Daniele Lago – ultimo dei dieci figli di Giuseppe – è amministratore delegato dell’azienda di famiglia, mente e anima di un’evoluzione che, in poco più di dieci anni, ha portato da 3 a 35 milioni di euro il fatturato della società, presente in tutto il mondo con 400 punti vendita indiretti, 13 monomarca in Italia e quattro al’estero, e quasi 200 dipendenti . E che, soprattutto, ha imposto il brand come uno dei più dinamici del design italiano, artefice non soltanto di soluzioni per l’arredo originali e attente alle esigenze di un mondo in trasformazione, ma anche di formule commerciali e di marketing inedite, che in taluni casi hanno fatto scuola. Come il «Lago Apartment» lanciato nel 2009, ovvero la possibilità per un partner di mettere il proprio appartamento a disposizione dell’azienda, che ne cura l’interior, in cambio dell’impegno di aprire le porte di casa per promuovere i prodotti stessi di Lago, con eventi e attività di vario genere. Nel 2014 il progetto si è esteso alle strutture ricettive e commerciali, agli uffici e agli spazi real estate. Oggi il «Lago Design Network» è una rete che conta oltre 200 luoghi in tutto il mondo.

Ed è questa la cosa fondamentale per Daniele Lago: essere una comunità: «Quello che accade intorno a un tavolo è più importante del tavolo stesso», è uno dei suoi mantra. La comunità è quella da cui si parte, quella in cui si affondano le radici, certo: è la tradizione di ebanisteria ereditata dai nonni, sono i valori e la cultura che si respirano nella terra in cui si cresce.

Ma poi bisogna cambiare, evolvere: «C’è un’inerzia nei modelli familiari di impresa che ancora resiste nel Nord-Est e in generale in Italia – osserva -. Per me uscire da questa familiocrazia è fondamentale». Ed è quello che ha fatto Lago: «Pur riconoscendo il valore positivo e la qualità del lavoro di nostro padre – racconta – per prima cosa abbiamo cambiato la governance, aprendo a manager e collaboratori esterni, che hanno contribuito con un grande apporto di creatività e innovazione nella progettazione, nei processi produttivi e nella comunicazione».

Lago punta sui mercati esteri con in Marketing digitale

Oggi i fratelli Lago operativi in azienda sono tre: gli altri hanno preso altre strade. Perché, osserva Daniele, «la cosa più importante per fare innovazione è fare ciò che si ama, e non sempre in una famiglia tutti hanno voglia di lavorare nella propria azienda». Il capitalismo del domani, osserva Lago, si fonda sulla capacità di incentivare e motivare i propri dipendenti, facendone una squadra, mettendo assieme le idee. L’evoluzione digitale ha aiutato, costringendo le aziende a rivoluzionare i paradigmi di business, che oggi devono comprendere l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla sua progettazione alla sua commercializzazione e anche oltre, perché oggi un oggetto vive anche nella condivisione sui social del suo utilizzo e Lago è una delle più grandi community digitali del mondo dell’arredo, seconda soltanto a Ikea.

Adesso per l’azienda la sfida è diventare più internazionali: oggi l’export vale circa il 30% del fatturato ma, entro 4-5 anni, l’obiettivo è di rovesciare queste percentuali, anche facendo leva sul modello distributivo e di marketing molto incisivo, diverso da quello dei competitor, che va al di là del prodotto e parla a 25 milioni di persone attraverso i canali digitali.

DAI RIMEDI PER IL SONNO ALLA MUSICOTERAPIA, DIECI TREND MONDIALI DEL WELLNESS

Nel mondo si spendono 432 miliardi di dollari per riposare meglio e ancora non dormiamo. Entro il 2024 la ‘sleep economy’, che include i metodi alternativi per migliorare il riposo notturno, raggiungerà i 585 miliardi di dollari. Devices che controllano come dormiamo, luci ‘circadiane’ biodinamiche per gli ambienti di casa, App con le dosi di luce/buio per i frequent flyers vittime del jet lag, diete calmanti, integratori ed erbe rilassanti, materassi e guanciali pro sonno, massaggi e terme pro-riposo sono in cima alla top ten del wellness a cura del Global Wellness Institute, organizzazione statunitense che monitora le tendenze di palestre, club fitness, studio privati, personal trainer, industrie e clienti di tutto il mondo.

Al secondo posto della classifica i rimedi wellness per i nuovi giovani: gli ultrasessantenni. L’età è riscritta, la generazione di over sessanta è diversa da quella che li ha preceduti, è ancora nel pieno del lavoro, corre le maratone, va in palestra e cura il proprio aspetto in modo puntuale. “La vecchiaia è più bella di quanto pensi”, si legge nel report che punta alla silver wellness economy ricordando che nel 2050 la popolazione over 60 raddoppierà passando dal 12 al 22 per cento. Il business del benessere si prenderà cura non solo della forma fisica dei nuovi anziani e i club del fitness iniziano ad offrire anche corsi contro l’incontinenza e i sintomi fastidiosi della menopausa. Anche la moda considera gli anziani e Maye Musk, modella settantunenne, è fra le nuove cover girl di molte riviste patinate. Non mancano i colossi della cosmetica che puntano al pubblico più vecchio come Shiseido che – segnala il report – in Giappone ha lanciato recentemente ‘Prior’, un brand per pelle molto matura, idem ha fatto la statunitense Pause Well Aging.

Occupa la terza postazione il fitness dal Giappone anche in previsione delle imminenti Olimpiadi (sono attesi 600.000 visitatori fra luglio ed agosto prossimi e non si limiteranno solo a guardare le gare). Il Paese ha alle spalle una tradizione wellness secolare che sarà di grande tendenza per i prossimi anni. Saranno sempre più seguiti i bagni green nelle ‘foreste’, gli Onsen terapeutici, i monasteri buddisti per ritiri meditativi e piatti salutari ‘ shojin ryori’ che includono verdure selvatiche stagionali. Segue la filosofia ‘ikigai’ che invita a svegliarsi al mattino vedendo le cose in modo positivo e, grande ritorno, gli incensi naturali ad azione purificante e rilassante (il 70% prodotti nell’isola di Awaji-shima). Il Giappone abbina alle tradizioni una grossa spinta innovativa introducendo robot anti-stress e anti-depressione negli ospedali e nei centri benessere. Inoltre tecnologie avanzatissime nel campo della cura della pelle, come APP per l’iPhone che analizzano e quantificano le dosi ottimali di sieri in base alle necessità cutanee con ben 80.000 possibili combinazioni diverse (Future Skin, di Fine Fiber Technology). E’ made in Japan anche un nuovo rimedio che combina un siero cosmetico ad una membrana ultrasottile veicolata da un diffusore hi-tech che nutre la pelle la notte (di proprietà del brand Kao) .

Quarto posto per il benessere mentale che traslocherà dal lettino dell’analista al computer di cassa e ai trattamenti olistici e alternativi. Nel 2019, a livello globale, abbiamo speso circa il 15% in più rispetto all’anno precedente e arriveremo a 2.31 miliardi nel 2022. Per combattere l’ansia crescente e la depressione, i problemi di coppia e le difficoltà nelle relazioni umane ci affideremo sempre più agli analisti virtuali. Segnalano gli studiosi che chatbot, robot e piattaforme di consulenza psicologica e terapia di coppia sono destinati ad aumentare e che l’80 per cento delle cure può già traslocare in remoto riducendo i costi delle consulenze ed allargando in modo esponenziale la platea. Ad oggi le APP per la salute mentale sono oltre 10.000, quelle per la meditazione raggiungono un business di miliardi di dollari, i software per il ‘benessere delle relazioni’ crescono del 14,8% ogni anno e raggiungeranno i 2.3 miliardi di dollari entro il 2022.

Quinto posto per la medicina energetica. Olistica, alternativa e da sempre bocciata da quella ufficiale, inizia ad avere una aria più seria, scrivono gli studiosi. Il potenziale dei campi magnetici, delle luci e dei suoni per aumentare l’energia del corpo sono presi sempre più in considerazione nei centri benessere e perfino inclusi nella progettazione di case pensate per il benessere.

Sesta postazione per il wellness sabbatico, per chi può permettersi un ritiro prolungato dalle attività quotidiane per ritrovare la forme fisica e mentale. Il sabbatico deve durare almeno 20 giorni ed è offerto nelle principali Spa, centri termali ed hotel di lusso (con la possibilità di lavorare dal posto, in caso di astinenza).

Al posto numero sette i trattamenti per la salute riproduttiva. Si fanno meno figli e le strategie per averli si intensificano. Meditazione, cibi salutari, attività fisica mirata, test per la fertilità connessi con App e smartphone che includono la conta della ‘riserva ovarica’, congelamento ovuli (che crescerà del 25% nei prossimi due anni) e così via.

All’ottavo posto dei trend del wellness 2020 del Global Wellness Institute la musica per il benessere. Dalla musico-terapia (ne bastano 78 minuti al dì per migliorare il benessere mentale, secondo la British Academy of Sound Therapy), al suono del Gong per calmare l’ansia, dalle tracce musicali per sessioni di mega-meditazione fino alla musica di precisione con l’aiuto di nuove tecnologie applicate con il supporto di neuro scienziati.

Al nono posto gli analisti inseriscono l’importanza della scienza dietro le industrie. Nel mondo wellness è pieno di fake, elisir miracolosi e frodi. Gli analisti citano lo ‘sproporzionato ‘ successo del sito internet Goop di Gwyneth Paltrow, che vende delle sue uova vaginali alle candele profumate di odori corporei come mezzi per stare bene (con un giro d’affari che si avvicina ai 250 milioni di dollari) . Cosa fa davvero bene? Il settore del wellness ha grande bisogno di maggiori prove scientifiche e regole tanto che gli studi in corso rientrano nella nuova classifica.

Al decimo posto: Terme di Relilax Boutique Hotel & SPA a Montegrotto – Lo stress e il superlavoro possono causare dolori, malessere, insonnia. Qui, grazie alle cure termali e al medico in sede, si possono affrontare e può bastare un weekend per sentirsi già meglio. Merito anche della conduzione familiare e dell’atmosfera rilassante, unite al lusso pacato tipico del Relilax. Un’ultima nota sulle opzioni food: se scegliete la versione light – detox, è comunque top.

“GLI ABITI E I GIOIELLI CHE HANNO CREATO LO 'STILE MILANO’

In mostra a Palazzo Morando cambiamenti ed evoluzioni dagli anni ’50

Ogni città ha il suo stile e Milano, con la sua sobrietà, fatta di capi impeccabili e dettagli preziosi, frutto di alta artigianalità, è la capitale della moda: la mostra ‘Stile Milano’, aperta a palazzo Morando, dal 21 gennaio al 29 marzo, racconta come lo è diventata, grazie ad artigiani, spesso donne, che hanno permesso la nascita dei grandi brand.

Le ‘Storie di eleganza’ della mostra ideata da Mara Cappelletti, curata dalla stessa Cappelletti e Cristina Ongania con la collaborazione di Anna Cecilia Russo, uniscono il mondo dell’abito e del gioiello made in Milano sottolineando lo stretto legame che esiste tra il vestito e l’ornamento dagli anni Cinquanta a oggi. Dal dopoguerra in poi le sartorie, da Biki a Jole Veneziani, e i gioiellieri milanesi, da Buccellati a Cusi, da Faraone a Calderoni, hanno creato per le loro clienti abiti e gioielli personalizzati che esprimono un lusso non gridato ma ricercato e ‘su misura’. E nel 1952 le Case di Moda di Jole Veneziani, Vanna, Noberasko, Germana Marucelli, partecipando alla storica sfilata della sala bianca di Palazzo Pitti a Firenze, contribuiscono alla nascita dell’Alta Moda Italiana.

Two models in dresses designed by Jole Veneziani, 1956, Courtesy The Art Archive, Mondadori Portfolio, Electa Uno degli ‘ensemble’ in mostra al V&A-Victoria and Albert Museum di Londra in occasione della mostra dedicata all’ apporto che l’Italia ha dato al mondo della moda dalla Seconda guerra mondiale a oggi, Londra, 16 Marzo 2014.

Contemporaneamente nascono e prosperano altri atelier milanesi come Fercioni, Giuseppina Tizzoni, Ferrario, Selia, Pirovano, Biki e Gigliola Curiel. Questa – per le curatrici – è l’origine di ciò che eleggerà Milano capitale della moda.

La creatività non è solo nella realizzazione di oggetti, ma anche nel modo di indossarli, nella comunicazione, nel giornalismo, come mostra la ricerca svolta dalle curatrici in diversi archivi privati e pubblici, come quello del Gruppo Rcs e della Rai, dove sono state raccolte memorie, documenti e testimonianze delle sartorie e dei gioiellieri, la cui storia si interseca con quella delle famiglie milanesi.

 “La collaborazione con il Centro di Produzione Rai di Milano – spiega Cappelletti – ha permesso una ricostruzione e un’interpretazione dello stile, rendendo accessibile al pubblico un percorso che riporta nel presente quello che era la realtà dei diversi periodi del passato riguardante la città e i suoi personaggi. La ricerca ha permesso anche di rileggere, attraverso alcune delle penne più ironiche, intelligenti e fantasiose del giornalismo italiano, tra cui Camilla Cederna, Lina Sotis e Marisa Rusconi, i modi e le mode dell’uso e dell’acquisto del gioiello sullo sfondo degli avvenimenti sociali ed economici che hanno, in maniera diretta o indiretta, contribuito ai cambiamenti dello stile dal dopoguerra al giorno d’oggi”.

Ed ecco nell’allestimento, ideato da Maurizio Favetta e Antonio Pio Giovanditto, sfilare il boom degli anni ’50, i rivoluzionari anni ’60, gli anni di piombo, la spensieratezza degli anni ’80, il pop degli anni ’90 e il nuovo millennio.

La lana di pecora delle antiche razze: da Vittorio Veneto alla fashion week di Milano

VITTORIO VENETO – Coperte in edizione limitata prodotte dal Lanificio Bottoli, e con il nome di Vittorio Veneto riportato nell’etichetta, nelle mani di Irama, i Negramaro, Andrea Pirlo, Carolina Daur, Pelayo Diaz e di altri importanti ospiti della maison Etro durante la Fashion Week a Milano. «Vittorio Veneto e il Veneto non sono solo territorio di prosecco, ma anche di moda» sottolinea Roberto Bottoli che dal 1978 porta avanti l’attività che venne fondata dai suoi avi nel 1861.

L’imprenditore vittoriese ha fortemente voluto che il nome della città comparisse su queste coperte. «Per questo progetto – sottolinea -, tutta l’azienda ha lavorato molto duro e questo risultato è importante soprattutto per i giovani che hanno deciso di lavorare con noi e che vedono il prodotto da loro creato in mano a personaggi famosi».

L’azienda vittoriese, specializzata nella produzione di filati made in Italy, è stata scelta dallo stilista Etro per una nuova collaborazione. «Per la prima volta nella storia della maison, un grande marchio come Etro ha dato visibilità ad un fornitore, affiancando il suo marchio al nostro – racconta Ettore Bottoli -. Etro ci ha scelto per la produzione di 550 coperte ecologiche esclusive».

Le coperte sono state realizzate con lana di pecora delle antiche razze Sopravvissana e Gentile di Puglia. “Abbiamo lavorato con il Lanificio Bottoli per realizzare una coperta in edizione limitata: 550 esemplari in 100% lana merinos italiana nei colori del vello naturale. La lana, tosata sull’Appennino, è stata filata e tessuta a Vittorio Veneto” si legge nell’etichetta.

«Espressamente abbiamo chiesto che venisse menzionata la sede del lanificio» precisa Roberto Bottoli. Il lanificio ha deciso di puntare su prodotti made in Italy, recuperando anche antichi filati che rischiavano con il tempo di scomparire.

«Molte azienda – conclude l’imprenditore – hanno scelto di delocalizzare, altre di vendere. Noi abbiamo puntato sul vero made in Italy, made in Veneto per l’esattezza, e sulla qualità del nostro prodotto. Farci apprezzare da una delle più famose case di moda ci rende orgogliosi. E ci dà anche l’energia per continuare in un mondo dove la concorrenza sleale cinese, e purtroppo anche di alcuni lanifici italiani, rende sempre più difficile la sopravvivenza di aziende come la nostra».

Sartoria d’eccezione: Latorre

La Sartoria Latorre nasceva nel lontano 1965; era una piccola impresa locale, fondata da Michele Latorre, che inizialmente creava abiti su misura. Negli anni, Michele acquisiva maturità ed esperienza, lavorando dapprima per clienti locali, nel suo piccolo laboratorio artigianale a Locorotondo, delizioso borgo nel cuore della Valle d’Itria, in Puglia.

Ma il suo sguardo lungimirante e la sua curiosità imprenditoriale lo portavano oltre le mura del suo paese, verso quell’alta sartoria che faceva del Made in Italy una forza internazionale.

La sartoria napoletana, per esempio, è sempre stata per Michele un punto di riferimento fondamentale; ed è da questa ispirazioni che partono, ancora oggi, le sue creazioni, apprezzate, ormai dopo tanti anni, non solo più a livello locale. I suoi figli (Vito, Alberto, Luciano ed Alessio) hanno saputo far tesoro dell’esperienza paterna, accordandola con un nuovo spirito imprenditoriale, giovane e frizzante, ma con un occhio sempre rivolto alla manualità del classico metodo sartoriale, sinonimo di qualità e alta precisione.

I processi produttivi della Sartoria Latorre sono molteplici, provenienti dall’antica tradizione di una sartoria d’altri tempi. Ago, filo e ditale: sono l’anima del loro lavoro, cuore insostitubile di un lavoro meticoloso e sopraffino; questi oggetti, semplici e fondamentali, si sono evoluti negli anni, attraverso un connubio tra tradizione ed innovazione.

L’utilizzo di tecnologie ultra moderne da mani sapienti garantiscono una produzione sartoriale, che mira alla perfezione. Un capo Latorre si riconosce dalla vestibilità, dai dettagli numerosi ed ineccepibili, dall’eleganza di un capo creato su misura, tutti ingredienti fondamentali per uno stile unico e al passo coi tempi.

I migliori tessuti, finiture curate nei minimi dettagli, una cura meticolosa nella scelta degli accostamenti, una perfetta vestibilità: questa è la Sartoria Latorre. Oggi la Sartoria Latorre è orgogliosa di realizzare i suoi capi totalmente in Italia, in quella che un tempo era una piccola impresa a conduzione familiare, a Locorotondo, dove ora circa 150 operai specializzati creano capi unici e di altissima qualità.

Dalle docce intelligenti attinenti allo stress alle vasche da bagno artistiche – Ecco come si sono evoluti i bagni moderni per offrire un senso di benessere

È l’unico posto nella casa in cui una persona può davvero essere sola, per indulgere in riti che leniscono, riposano e ripristinano. Quindi, nel progettare progetti di lusso per i suoi clienti, la designer di Rowena Gonzales, di Liquid Interiors, cerca ogni opportunità per incorporare elementi di benessere che nutrono e ispirano.

Bagni che sono fuori dall’ordinario portando un’atmosfera di spa in casa, rendono il benessere un’esperienza quotidiana, piuttosto che un lusso, dice: Antoine Besseyre Des Horts, vicepresidente del design presso Lixil Water Technology Asia, concorda sul fatto che l’elevato ruolo del bagno di un tempo umile ha alimentato la domanda di prodotti per il benessere che supportano le nostre esigenze di vita in modo sano, responsabile e bello.

Per soddisfare tali criteri, afferma, il bagno moderno “deve essere facile da usare e pulito, ergonomico, sicuro, fornire un senso di benessere ed esprimere il proprio stile personale”.

Specialmente, sottolinea il designer, il bagno è un’altra area della casa in cui i confini tradizionali si stanno dissolvendo. Proprio come la cucina si è fusa con il soggiorno per creare un nuovo spazio sociale, il bagno si fonde sempre di più con la camera da letto per formare un rifugio privato. Ciò richiede una maggiore attenzione al design, in modo che l’illuminazione, i colori e i materiali scelti riflettano lo stato mutevole della stanza.

Se hanno spazio, molte persone vogliono ancora una vasca da bagno in modo da poter lussureggiare ininterrottamente in un lungo bagno caldo. Le vasche da bagno dal design ergonomico offrono il massimo del comfort e non c’è dubbio sul fascino visivo di una vasca autoportante glamour, come la sinuosa vasca da bagno Veil di Kohler, o il richiamo di un bagno giapponese ispirato alla sorgente di acqua calda nelle nuove linee INAX S600 e S400 , lanciato a livello globale alla Milano Design Week 2019.

Questo non è l’unico modo per godersi una sessione di idroterapia riparativa a casa ora che le esperienze spa sono integrate nelle docce.

Il nuovo sistema doccia Euphoria Smart Control di Grohe, ad esempio, ti consente di personalizzare la tua esperienza con il semplice tocco di un pulsante. “A seconda del tuo umore o dell’ora del giorno, puoi scegliere uno spray potente e corroborante per un inizio energizzante al mattino o rilassarti con uno spray rilassante, morbido come la pioggia estiva”, dice Besseyre Des Horts. La tecnologia assicura che la temperatura dell’acqua rimanga esattamente come piace a te.

Per ottenere l’atmosfera rilassante desiderata e soddisfare la necessità di maggiore comodità e comfort nel bagno, tutto nello spazio dovrebbe essere intuitivo e facile da usare. “Non devi dover giocherellare con controlli diversi”, sottolinea.

In termini di colori, il bianco è pulito, minimal, elegante e senza tempo. Ma con il comfort, un obiettivo generale del design del bagno, emergono trame morbide come finiture in venature del legno, tonalità della terra e ceramica mentre i proprietari di case cercano di fare una dichiarazione forte nel loro ritiro privato.

Nel frattempo, Kohler sta definendo “la rinascita dei colori” la principale tendenza per il bagno del momento. Il marchio riporta la continua domanda per la sua gamma di servizi igienici, vasche e vanità neri, ma coloro che non sono in grado di fare un passo così grande possono sempre immergere il dito del piede nel colore semplicemente cambiando le rubinetterie.

Clutter è un killer della passione, e in nessun luogo più che in un bagno. Il comodo vano portaoggetti nel cassetto progettato per accessori per il trucco e la rasatura dei capelli tiene fuori dalla vista le necessità quotidiane, mentre è a portata di mano. Per semplificare l’aspetto, nascondi i punti di potere all’interno dell’armadietto.

Per finire, aggiungi le piccole cose che faranno la differenza. Asciugamani di alta qualità, soffici, splendido sapone per le mani e prodotti per il bagno, coccole per il corpo e l’uso di candele e diffusori profumati trasformeranno il bagno di casa in una lussuosa esperienza spa.