I ricercatori giapponesi hanno creato una maschera facciale intelligente.

I ricercatori giapponesi hanno creato una maschera facciale intelligente che ha un altoparlante incorporato e può tradurre il discorso in 8 lingue diverse

Viviamo in un mondo pieno di tecnologia ma fino ad ora era un mondo senza maschere intelligenti! Una società tecnologica giapponese Donut Robotics ha preso l’iniziativa di creare le prime maschere intelligenti che si collegano al telefono. Certo, non avremmo potuto combattere il coronavirus con una semplice maschera che fa ancora il lavoro di proteggerci perfettamente. Noi come razza dobbiamo portare la tecnologia in tutto e di più, quindi se fa una serie di cose estremamente importanti e salvavita come usare un altoparlante per amplificare la voce di una persona, convertire il discorso di una persona in testo e poi tradurlo in otto lingue diverse attraverso uno smartphone app. Chiaramente non c’è vittoria contro Covid-19 senza le caratteristiche sopra menzionate, tranne forse investire tempo, denaro e risorse per inventare un vaccino?

Comunque, fino a quando il necessario non sarà disponibile, abbiamo questa maschera a C in plastica bianca che si adatta alle maschere facciali standard e si collega tramite Bluetooth a un’applicazione per smartphone e tablet che può trascrivere il parlato in messaggi di testo, effettuare chiamate o amplificare la voce di chi indossa la maschera per aiutarci a navigare nei giorni difficili e imminenti. La società addebiterà inoltre una quota di abbonamento mensile aggiuntiva per accedere ai servizi di traduzione. Le lingue supportate includono inglese, cinese, spagnolo, francese, coreano, tailandese, vietnamita e indonesiano. La c-mask è inoltre dotata di un microfono incorporato per creare registrazioni di informazioni importanti che possono essere archiviate sullo smartphone collegato.

Queste maschere tecnologicamente avanzate saranno prodotte in serie, ma le prime 5.000 saranno destinate agli acquirenti giapponesi e le spedizioni inizieranno a settembre.

Lo splendore: Casa Olivi

Casa Olivi è una fattoria da sogno con vista mozzafiato, un edificio protetto situato nella splendida regione Marche. L’esterno della casa è rimasto fedele alle sue origini, mentre gli architetti svizzeri Markus Wespi e Jérôme de Meuron hanno trasformato l’interno in uno spazio straordinario e moderno decorato con colori neutri e inondato di luce.

La casa offre 11 posti letto in 5 camere da letto, 4 nella casa e 1 nella guest house indipendente. Tutte le camere sono dotate di bagno privato con aria condizionata e bagno privato. Casa Olivi ha tutto ciò che ci si può aspettare da una villa così lussuosa, dagli arredi firmati da designer internazionali a una cucina all’avanguardia. Gli esterni offrono una magnifica piscina a sfioro, spazi ben arredati per mangiare e rilassarsi e caratteristiche speciali come una griglia giapponese e una zona cottura esterna.

A soli 5 minuti dalla città di Treia con un’ottima strada asfaltata, a 20 minuti da Macerata e il suo festival dell’opera all’aperto in estate e 1 ora da Ancona, il Monte Conero e la costa adriatica, Casa Olivi è in posizione ideale per scoprire le splendide città dell’ Umbria, visite turistiche e attività nelle Marche.

http://www.casaolivi.com

Hostaria in Certosa: Alajmo

VENEZIA.  Hostaria in Certosail nuovo pop-up restaurant estivo del Gruppo Alajmo apre sull’Isola La Certosa a Venezia in collaborazione con Vento di Venezia, la società fondata da Alberto Sonino che gestisce l’isola ed il Venezia Certosa Marina. Un locale informale con un menu di piatti semplici per un’estate in laguna, abbinato a un servizio giovane, simpatico e tipicamente Alajmo.

IL CONCEPT

La genesi dell’Hostaria ha inizio meno di due mesi fa nel pieno della pandemia. «È una storia incredibile», racconta Raffaele Alajmo. «Fino a sabato 25 aprile alle 9 del mattino non esisteva nemmeno l’idea, poi mi arriva un sms di Alberto Sonino e da qui ha inizio il concept di un nuovo format, un locale che nasce anche dal contributodelle idee di molti del nostro staff  animati dalla voglia di ripartire, di far rivivere Venezia, di animare la laguna ed accogliere i nostri ospiti».

L’Hostaria in Certosa èaperta 7 giorni su 7, dalle 9 a mezzanotte, dalla colazione del mattino, al tramezzino, allo spritz, al pranzo, al gelato soft nel pomeriggio, all’aperitivo, alla cena e al dopo cena con i cocktail del bartender del Gruppo, Lucas Kelm.

La struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini vari, sorge alla fine del pontile del vaporetto e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. Sui tavoli le lampade di Davide Groppi creano intimità e scaldano l’atmosfera alla sera.

È inoltre disponibile un servizio di take-away gestito tramite una piattaforma digitale integrata sul sito Alajmo che consente di prenotare, ordinare e pagare con facilità, effettuando il ritiro direttamente dalla propria barca comodamente ormeggiata presso uno stallo dedicato.

L’ISOLA

«Fino ad poco più di un decennio fa», spiega Alberto Sonino, «la Certosa era una delle molte isole demaniali abbandonate della laguna. Nel recente passato ha ospitato attività Militari mentre in antichità vi sorgeva un magnifico complesso monastico. Strategicamente posizionata in adiacenza al centro di Venezia, tra il Lido e l’Arsenale, la Certosa è oggetto di un programma di rigenerazione urbana gestito dalla società Vento di Venezia che, attraverso un partenariato pubblico-privato col Comune di Venezia, ha bonificato l’isola e sta progressivamente trasformando lo stabilimento industriale militare dismesso in un grande parco naturale, attrezzato con servizi per gli ospiti e la nautica da diporto, ideale per passeggiate nel verde attraverso il variegato paesaggio naturale e gli scorci mozzafiato sulla laguna, picnic in famiglia e con amici: un’oasi aperta a tutti tra laguna, bocca di porto e centro storico».

L’isola è soprattutto una destinazione di yachting ed offre servizi per la nautica da diporto a partire da un porto turistico, con oltre trecento ormeggi per imbarcazioni di ogni dimensione, integrato ad una struttura alberghiera con spazi per convegni ed eventi, attività artigianali di costruzione e riparazione delle unità navali, scuola nautica, shipchandler, servizi di locazione e noleggio di kaiak e natanti tradizionali con propulsione elettrica. 

L’Hostaria completa l’opportunità che diportisti e visitatori hanno di vivere Venezia e la laguna con la propria barca, sia per un breve passaggio che per una permanenza più lunga che consente di vivere la propria barca come pied-à-terre veneziano. 


 

IL MENU

«Il desiderio di ritrovarsi in un ambiente libero in mezzo alla laguna ci consente di proporre una cucina facile, immediata, comprensibile che rassicuri tutti i palati e che racconti, attraverso la semplicità, la bellezza del nostro territorio», spiega Massimiliano Alajmo.

Il menù prevede piatti realizzati con ingredienti locali come: i moscardini all’aglio, olio, limone e prezzemolo con patate bollite; la tartare di ricciola con insalatina e salsa tartara; gli spaghetti alle vongole, olio extravergine, peperoncino, sedano e pomodoro; o lo scartosso di calamari, cipolla e fiori di zucchina, fritti.

Non mancano piatti di carne come il vitello in salsa tonnata con fagiolini e capperi all’aceto balsamico; e il Sandwich del Timoniere, un hamburger con patate fritte; e le preparazioni allo spiedo come il galletto alla senape e spezie rosse allo spiedo e la faraona alla salvia e rosmarino, tutte e due con patate arrostite.

Per chi cerca un pranzo o cena a base di verdura, troverà l’insalata di melone, anguria, cetrioli, sedano e basilico; riso bianco e nero, curry, peperoncino, curcuma, verdure estive, e passata di carote; la parmigiana di melanzane MariaPia; e una grigliata di verdure con olio e basilico.      

Tra i dessert, gelati soft, granite, dolci del laboratorio di pasticceria, MammaRita Lab, come la Torta Leone, la Torta Venezia e la Focaccia Mediterranea all’olio extravergine di oliva con origano, capperi, olive, peperoncino e limone canditi.

È stato inoltre creato un piccolo orto che, per il momento, fornisce erbe aromatiche e alcune varietà di pomodori. Un appezzamento che con il tempo verrà ampliato e sarà in grado di rifornire, in parte, il ristorante.

La proposta beverage prevede una selezione di vini curata dai nostri sommelier, birre artigianali realizzate in esclusiva per Alajmo dal birrificio Baladin, un’ampia proposta di apertivi e cocktails, oltre al caffè di Gianni Frasi, celebre torrefattore veronese del Laboratorio di Torrefazione Giamaica Caffè che ha creato una miscela unica in esclusiva per tutti i locali Alajmo.

LE INFO

Orari di apertura

Aperto tutti i giorni

Bar caffetteria 9 – 24
Cucina 12 – 15 / 19 – 22.30

Come prenotare

+ 39 347 0787755

COME ARRIVARE…

In vaporetto (fermata Certosa)

Dalle 06.00 alle 21.00, sono attive le linee 4.1 e 4.2, ogni 20 minuti

Dalle 21.00 alle 24.00, sono attive le linee 4.1 e 4.2 con frequenza di 30 minuti (fermata su richiesta)

SITO

www.alajmo.it/hostaria-in-certosa

Suite della settimana: Provate il lusso rilassato nella Penthouse Suite a Nobu Ibiza Bay, Ibiza

La vita sta migliorando come la conosciamo, è solo questione di tempo fino a quando non ci ritroviamo nel grembo della natura a goderci la compagnia di amici e compagni di viaggio. Quindi, mentre facciamo un’incursione nelle piacevoli fasi delle vacanze dopo aver riavviato le nostre vite, quale posto migliore di Ibiza Bay per riprendere i tempi della gioia? L’idilliaca Talamanca conosciuta come la “spiaggia della città di Ibiza”, detiene una gemma chiamata Nobu Ibiza Bay, considerata la principale destinazione a 5 stelle di Ibiza. Se i tuoi piani di viaggio futuri includono la direzione lì, allora devi rimanere nella Nobu Penthouse Suite che offre il massimo del lusso rilassato. È situato in posizione ideale, a soli 3 km dalla città di Ibiza, ma conserva l’isolamento e lo spazio di una villa privata sul mare di Ibiza. Vuoi il trambusto di una festa? È vicino! E se vuoi goderti la pace, soggiorna in hotel e goditi la bellezza delle meravigliose morbide sabbie bianche. 

La grande suite duplex è un rifugio elegante, la tua lussuosa casa lontano da casa che offre oltre 200 mq. di spazio per rilassarsi in compagnia dei propri cari. La suite è davvero enorme e comprende una camera da letto matrimoniale king-size e altre due lussuose camere da letto, il che significa che puoi avere familiari o amici che si avvicinano per rendere il tuo viaggio piacevole ma non affollato. Gli ospiti vengono accolti nella suite, dapprima con un sofisticato ingresso che è seguito da un magnifico soggiorno, sala da pranzo, e cucina per indulgenza completa. La Penthouse Suite si trova proprio in cima all’hotel con finestre dal pavimento al soffitto che garantiscono ampie vedute del Mediterraneo insieme a viste impeccabili sulla baia di Talamanca e sulla città di Ibiza. Uno è tenuto ad amare gli interni realizzati con gusto utilizzando la tavolozza di colori naturali di bianchi, oro, acqua e blu combinati armoniosamente con il lusso di arredi opulenti che aggiungono un fascino classico al luogo.

Se hai voglia di esplorare la proprietà al di fuori della tua fantastica Nobu Penthouse Suite, il resort dispone di quattro ristoranti e bar, che offrono una varietà di opzioni per tutti i gusti. Il ristorante Nobu serve una straordinaria cucina fusion giapponese-nikkei. C’è anche un ristorante in stile chiringuito sulla spiaggia, che serve pesce fresco, e poi c’è il Bay Café che serve piatti senza glutine per gli ospiti attenti alla salute.

FridaBike: Il primo negozio di cargo bike di Milano che sta trascinando un quartiere verso la responsabilità

Anche io, come le danesi, avrei voluto usare una cargo Bike per portare in giro per Milano i miei due bimbi, i loro giochi, le borse e la spesa. E’ stato difficile trovarle in Italia così ho decisi di importarle e rivenderle. 

Nel 2015, mentre stavo cercando un magazzino in affitto, trovai un vecchio deposito di vernici ricavato da un androne dell’800. Appena lo vidi decisi di aprire un grande Atelier di sole Cargo Bike, perchè penso sia indispensabile provare più modelli prima di decidere.Nel frattempo i miei bambini sono diventati tre ed è sempre più chiaro che senza Cargo Bike non ce l’avrei fatta.

Il negozio di cargo Frida Bike è bello anche solo da vedere: in fondo a un lungo cortile vecchia Milano, sgarrupato e romantico come solo il tempo sa fare, è però funzionalissimo per i bambini che lo frequentano. A metà tra dentro e fuori, tra protetti e liberi, loro sì che possono vivere la promessa di una Milano diversa, dove muoversi sia piacevole, sicuro e veloce per tutti. Tra loro ci sono i figli di una donna, famosa nel quartiere perché è coraggiosa da aver non solo avviato un negozio di biciclette nella città delle auto, ma proprio quel genere di bici che solo un pazzo o un genio sceglierebbe di guidare nella capitale dei suv: le cargo bike, le bici da trasporto. La cosa più brutta che mi hanno mai urlato dietro? “Sei una mamma irresponsabile, ambientalista radical chic del cavolo!!”. «Come se “ambientalista” fosse un insulto!»

Ma di sicuro quel che generano le cargo bike – bici ancora semi sconosciute sono soprattutto boati d’ammirazione da parte dei bambini e domande a raffica da parte dei genitori. Perché come ogni mamma sa, tutti i bambini sono sempre magicamente felici, e cheti, se li si porta in bici.

«Dieci anni fa, neo mamma di due bimbi molto piccoli, mi arrangiavo a girare Milano a piedi, o sui mezzi, con un pesantissimo passeggino gemellare. Un’esperienza che non auguro a nessuno. Rinunciavo agli inviti e prima di compiere qualsiasi attività dovevo organizzare lo spostamento. Soffrivo, soprattutto in un momento delicato come il post-partum, dove socializzare è fondamentale».

Poi Antonella Pesenti, ex modella, andò in vacanza a Copenhagen. «Vidi per la prima volta le Cargo Bike, e vidi mamme indipendenti negli spostamenti. L’organizzazione è tutto, ma a volte non hai lo strumento per poterti organizzare al meglio: io l’avevo appena trovato. Al mio compleanno arrivò in regalo una Christiania Bike: abbandonai gli invitati e scappai con la mia nuova bicicletta. Da quel momento la mia vita cambiò, stavo tutto il giorno in giro e i miei bambini piccolissimi si distraevano e non litigavano più, incontravo gente, giravo i parchi, facevo tutto quello che mi andava di fare, come prima».

«La bici è il mezzo più veloce per spostarsi in città, eviti il traffico e non hai intoppi, sei sicura di metterci ogni volta lo stesso tempo a fare lo stesso percorso. La cargo è la bicicletta per i ciclisti che hanno bisogno di spazio per mettere persone o bagagli. Suona strano, ma è la bicicletta che più si avvicina all’automobile».

Innamorata del suo nuovo mezzo, Antonella pensa di farne un lavoro. «Incontravo pochi ciclisti e tutti mi guardavano come fossi un marziano, mi riempivano di domande sulla mia strana bici, sembravano tutti interessati ad acquistarla. Non essendoci un rivenditore in Italia decisi di iniziare a venderle io. Così nel 2015 ho aperto Fridabike, un luogo in cui poterle vedere e provare. Ho investito i miei quattro soldini risparmiati e ho lasciato un lavoro redditizio per aprire un negozio e vendere qualcosa che nessuno voleva. All’inizio non entrava nessuno, era troppo presto. Dopo 5 anni, le cose vanno meglio grazie soprattutto al passaparola dei clienti soddisfatti». Oggi tutto il quartiere tra Pier della Francesca e Paolo Sarpi conosce Antonella e i suoi bambini, e le sue bici-da-trasporto in giro sono ormai molte, e bellissime, piene d’orgoglio e indistruttibili (anche perché da qualche tempo si possono anche noleggiare).

INSALATE DI BELLEZZA CON KALE, MELOGRANO, FICHI E ALTRI INGREDIENTI LA PELLE RISPLENDE

Multivitaminiche, antismog e booster, sono trend beauty

Cure di bellezza: è la volta delle ’beauty salad’, arricchite con fermenti. L’insalata mista è alla base dei nuovi rimedi come sieri, maschere e gelatine cosmetiche e filtri solari messi a punto nel mondo per l’estate 2020. Multivitaminiche, antismog e ad effetto ‘booster’ (rinforzante) sul sistema immunitario indebolito dalla quarantena, le insalate di vegetali e frutta di stagione, condite con gli enzimi dello yogurt, sono la soluzione del momento per avere una pelle migliore.

Quali ingredienti in particolare? Si va dal ‘kale’ (ovvero il nostrano cavolo riccio usato dalle nostre nonne ed ora consumato in grandi quantità in insalata dalle celebrities per il contenuto di vitamine che lo rendono un ‘super food’ anti rughe e anti smog,) al ravanello, dai fichi ai chicchi di melograno e d’uva. Magari una spolverata di tartufo bianco, ricco di aminoacidi essenziali, e di fermenti e enzimi probiotici. Per proteggersi dal sole le insalate contengono anche anguria, lampone e olio di karanja, albero asiatico dalla proprietà anti-age antiossidanti.

Contro l’acne invece, che pare affliggere non solo teenagers ma un adulto su venti, spopolano le creme a base di enzimi e fermenti. Questi gli ingredienti beauty provenenti da tutto il mondo, inclusi nel report dedicato ai trend di Cosmoprof Bologna, curato da Beautystreams, agenzia di trend statunitense di fama mondiale.“La bellezza riscopre la natura e l’importanza della salute e dei meccanismi innati di difesa dell’organismo, anche come conseguenza della pandemia, quindi il rispetto per l’ambiente e il riuso di confezioni e imballi, – spiegano gli analisti Beautystreams. “Le beauty salad danno una nuova carica vitaminica e di rinforzo diventando cibo per la salute della pelle. A questo trend segue il concetto di ‘clean beauty’, con detergenti sieri detossinanti, rinforzanti, anti smog, contro le imperfezioni e rinforzanti. Cresce l’impiego dei composti per potenziare il microbioma cutaneo e la salute. Anche sul fronte della protezione solare la tendenza per l’estate 2020 è l’arrivo di schermi anti UV green, ricavati da filtri minerali”.

Fra le novità anti UV i nuovi schermi al melograno, mallo di noce, olio di anguria e di karanja e le nuove creme anti ultravioletti senza conservanti. Inoltre make up e acetoni per le unghie vegani (anche al ravanello) e i nuovi rimedi contro l’acne a base di esteri di beta glucano da fermenti di lactobacillus, brevetto mondiale dell’imprenditore olandese Ralph Berkel (il nome del brand Anna is clear si ispira all’aver risolto grazie a questo siero e per la prima volta, le imperfezioni sulla pelle del viso di una fotomodella di nome Anna, di origini italiane).

Le novità sono esposte al WeCosmoprof 2020, fiera internazionale della bellezza di BolognaFiere che per questa edizione, per la prima volta dopo oltre 50 anni, è stata trasferita interamente online per fronteggiare i cambiamenti mondiali in corso conseguenti la pandemia. Niente padiglioni ima centinaia di workshop, meeting, presentazioni e oltre 8.000 prodotti nuovi da tutto il mondo disponibili sulla nuova piattaforma, inaugurata il 4 giugno e consultabile in modo gratuito fino al 10 giugno su http://www.cosmoprof.com/wecosmoprof/

Zero Real Estate, l’esperienza di lusso non alberghiera in Svizzera

Tornare alla natura sta assumendo un significato completamente nuovo nelle Alpi svizzere, grazie agli artisti Frank e Patrik Riklin, che quest’estate hanno portato il loro concetto di hotel senza pareti e senza soffitti in diverse località della Svizzera orientale.

Zero Real Estate , uno spin-off del progetto 2016 della coppia Null Stern Hotel , che si traduce liberamente in “hotel a zero stelle”, è puntuale alla luce della situazione attuale. Il distanziamento sociale diventa facile con il concetto a cielo aperto in cui solo Madre Natura circonda gli ospiti nel loro hotel minimalista, se così possiamo chiamarlo così. I letti sono disposti con gusto sulle piste all’aperto, lontano dalla civiltà.

Allora, cosa ottieni in questi hotel Zero Real Estate? Accesso sfrenato a ampie vedute sulle montagne, panorami che evidenziano la bellezza incontaminata dell’Appenzellerland meno noto e, naturalmente, accesso diretto a sentieri ben segnalati sul Lago Schwendisee o sul Monte Säntis. Ci sono sette “camere” tra cui scegliere, ognuna situata in una diversa regione svizzera: Toggenburg, Heidiland, St. Gallen-Bodensee, Appenzellerland, Thurgau, Schaffhauserland e Liechtenstein parteciperanno quest’anno.

Ovviamente, non dovrai mungere le tue mucche per colazione: c’è un servizio completo di maggiordomo disponibile, che include una deliziosa colazione piena di prodotti locali per svegliarti quando il sole sorge come sveglia personale.

E se piove? Gli ospiti possono ritirarsi nei vicini alloggi, fattorie o fienili. Il prezzo? L’equivalente di circa 270 Euro a notte. Qui le info: http://www.zerorealestate.ch

LUSSO, CONSUMI E COVID 19: SHOPPING ONLINE NON BASTA, IL RITORNO DI NEGOZI E DELLA CALMA

Mentre le attività commerciali, la moda fast e le botteghe arrancano o restano serrati nella crisi da coronavirus (e lo shopping online non basta a colmare le chiusure), il settore del lusso si ferma a riflettere e punta ad avvicinarsi di più ai clienti, i paperoni di tutto il mondo. Al centro dell’attenzione di stilisti, designer, architetti e creativi non c’è solo l’organizzazione del business e una più corretta gestione delle vendite online ma la trasformazione dei negozi. Anche la nuova frenata del fast fashion, nonostante l’incremento dei mercati digitali degli ultimi mesi, dimostra che lo shopping online non basta e lo sguardo degli addetti ai lavori è ritornato a soffermarsi sui punti vendita che potrebbero essere il vero ‘tesoro’ per ridare ossigeno alle vendite al dettaglio.

E il lusso perciò punta sui negozi facendo da apripista di un nuovo modo di agire e magari essere da esempio trainante per gli altri settori. Mentre la moda fast e low-cost fa i conti con i clienti in fila all’ingresso e avanti alle cabine prova, termometri, guanti, detergenti e difficoltà a sanificare i capi (che finiscono ammucchiati sulle grucce dei camerini), i luxury brand trasformano la distribuzione in chiave esperienziale evoluta e stanno rivedendo l’intera filiera. Ai ricchi piace fare shopping senza fretta vedendo, toccando e provando i prodotti. La fretta non fa bene agli affari e il Covid-19 ha incrementato la voglia e la necessità di recuperare il tempo.

Rallentare e ascoltare di più i consumatori (dando loro prodotti duraturi e autentici) è anche l’appello lanciato le scorse settimane dallo stilista Giorgio Armani in una lettera aperta al magazine americano WWD ripresa dai media di tutto il mondo. Lo stilista, criticando la corsa alle pre-collezioni e agli sconti ripetuti degli ultimi anni, propone di riallineare le tempistiche retail nel rifornire i negozi secondo i bisogni dei consumatori recuperando quello che non va in questo momento così delicato.

Dopo show e lustrini, in questa fase di gestione della pandemia il lusso punta sul ‘prodotto’ di altissima qualità e sui negozi ‘esperienziali’ come cuore dello shopping anche secondo un folto gruppo di architetti e designer di livello internazionale dell’hub DesignTech di Mind (Milano Innovation District), autori del nuovo libro bianco ‘DesignTech for future’. “I negozi devono reinventarsi perché ritornano al centro, dopo la crisi generata dall’avvento dell’e-commerce, – si legge nell’analisi. Il negozio fisico, più una serie di servizi digitali o esperienziali, sono la soluzione per uno shopping più coinvolgente dei modelli di attrazione, intrattenimento e di estrema digitalizzazione perseguiti fino ad oggi. Le vetrine ritornano centrali, lo shopping per la fascia lusso si fa su appuntamento (niente fila all’ingresso) e le cabine di prova hanno l’aria di loft per garantire distanziamento, ma soprattutto privacy, comodità e alcun disagio. Nel negozio si deve restare volentieri”.

“Oltre il Covid, dobbiamo guardare all’emergenza e capire come accelera dei cambiamenti in atto. Non credo che la chiave per comprendere il futuro del retail sia dunque il distanziamento sociale garantito dalla rimodulazione degli spazi. Non basta. Piuttosto la parola chiave è esperienza, e forse il settore del lusso ci può insegnare qualcosa, – ribatte Alberto Iacovoni, architetto e coordinatore master in Exhibit Design all’Istituto europeo di design (IED). “Il commercio è in crisi da prima dell’emergenza e i negozi possono fornire ciò che nessuna simulazione digitale può fare, fornendo una esperienza unica nel provare quel prodotto e poi, magari, trovare il capo provato in negozio consegnato in tempo reale a casa propria”.

Precisa Iacovoni: “Il tema del ritorno dei negozi, in particolare nel settore del lusso, è al centro di un nuovo progetto su cui stiamo lavorando anche allo IED di Roma dove, insieme ad un partner prestigioso, stiamo sperimentando una nuova formula di negozio, producendo diversi scenari in cui il punto vendita diventa un luogo dove passare del tempo, fruire dei contenuti, vivere insomma una esperienza unica, come unico è il brand . Si tratta di una chiave che potrebbe dare una nuova linfa anche a tanti altri esercizi commerciali che hanno chiuso per la concorrenza con la grande distribuzione. L’esperienza, come ci dicono gli economisti, è l’ultimo step nell’incremento del valore economico e il covid, secondo noi, ci spingerà ancora di più a salire quel gradino”.

Accadrà ad esempio che i negozi di arte forniranno ai potenziali clienti prodotti eccezionali, pezzi unici o in tiratura limitata ma anche piccoli oggetti in chiave merchandising, accoglieranno esposizioni temporanee di artisti con ingresso gratuito o ad invito, in linea con la storia del brand e dei prodotti. Altro esempio le librerie che potranno fare spazio a poltrone e divani da lettura imitando le strutture delle biblioteche permettendo di fermarsi per bere un caffè sfogliando riviste e libri. E la moda? Risponde iacovoni: “I punti vendita devono raccontare storie, permettere letture e approfondimenti, attività rilassanti, ricreare ambienti caldi, come a casa propria anche se caratterizzati dal brand. In mostra oggetti eccezionali, non per forza in vendita. Gli acquisti verranno poi conclusi online anche in un secondo passaggio”.

Il successo del nuovo shopping dipenderà dall’esatta e non invadente integrazione tra e-commerce e negozio fisico. Spiegano gli analisti di DesignTech: “Seguono servizi integrati digitali come avatar virtuali e ‘virtual fitting room’ per poter simulare la prova e pre selezionare i capi, anche con maggiore garanzia di sanificazione degli abiti perché si evita la confusione nei camerini. Poi video consulenti, shop assistant, click & collect, customer service, personal shopper digitale e consegna in lockers, non solo per evitare il contatto. Tutto in modo tale da promuovere la vendita al dettaglio e fare da catalizzatore sugli store”.

Therasia Resort Sea & Spa: hotel di lusso a Vulcano

Riapre il 26 giugno il Therasia Resort Sea and Spa, nella suggestiva isola di Vulcano, una delle sette Eolie.

Si apre così la sua quindicesima stagione e per l’occasione sulle pagine social (Instagram e Facebook) della struttura è stato pubblicato un post e un video emozionale di benvenuto creato con tutto lo staff. Molte le novità per la nuova stagione. Ad annunciarle è il general manager, Umberto Trani. “Riapriremo con i 4 ristoranti e con nuove 10 camere, per le quali abbiamo fatto un restyling totale, introducendo anche il meglio della tecnologia al servizio dell’ospite”. Rivoluzione anche nei menù. “Il nostro chef Giuseppe Biuso ha rivoluzionato il menù grazie ai suoi viaggi dai quali si è lasciato ispirare. Tutto sarà orientato al rispetto della stagionalità del prodotto, del periodo, della filiera – ha affermato Trani – Lavoreremo con pescatori locali, delle Eolie. Al Cappero, ristorante stellato, non ci sarà una carta fissa, ma due menù degustazione: fantasia dello chef, il primo, e un secondo menù che racchiude piatti storici. La pandemia ci ha indotto a riflettere sulle nostre responsabilità e sul nostro contributo per la filiera e per la sostenibilità. Per questa ragione investiremo sui piccoli produttori, con lo scopo di cambiare rotta allontanandoci dal consumismo. A dominare sarà la genuinità, che non prevede stoccaggio di materie prime, quindi cucineremo con ciò che si troverà in mercato dai piccoli. E questa sarà una garanzia anche per l’ospite e offrirà la massima motivazione allo chef, già pronto a divertirsi con stimoli sempre nuovi, ogni giorno”.

Novità anche al ristorante vegetariano Tenerumi con lo chef Daniele Teresi, e con a capo Giuseppe Biuso. “Quest’anno aggiungeremo anche una piccola raccolta di verdure di mare, come la salicornia, per fare un solo esempio: abbiamo una ricca vegetazione marina a Vulcano e vogliamo sfruttarla”. Interessanti le curiosità anche sui vini. “Giuseppe Fiorito, capo sommelier dopo i suoi viaggi in Francia e Sud America è pronto a far scoprire nuove etichette dal mondo, oltre a quelle siciliane naturalmente”.

Il Therasia Resort Sea & Spa, unico hotel di lusso 5 stelle presente sull’isola di Vulcano, coglie al meglio la poesia ambientale delle Eolie, consegnandola agli ospiti da una tela raffinata e preziosa. Qui lo sfarzo si sposa con la natura, per un’esperienza di soggiorno indimenticabile.

L’impianto ricettivo, incastonato sul promontorio di Vulcanello, domina un panorama mozzafiato, che nei tramonti acquista uno splendore unico e surreale. Le linee morbide e mediterranee dell’albergo si mischiano con l’armoniosa architettura eoliana; le mille sfumature di colori tenui rilassano lo spirito, che può ritrovare nel pieno silenzio di questa oasi il suo naturale equilibrio. Il relax fisico e mentale è una piacevole quotidianità.

La struttura, dolcemente accarezzata dall’azzurro del cielo e dalle sfumature turchesi del mare, racconta la storia dell’isola attraverso la pietra lavica, i cotti siciliani, il legno di cedro e i colori tenui delle ceramiche.

Fra le esperienze possibili, c’è l’opportunità di fare trekking a Vulcano, con percorsi naturalistici che si snodano lungo le pendici del Gran Cratere, la zona del Piano e la Valle dei Mostri sulla penisola di Vulcanello. Un fascino unico che può essere assaporato anche in modo semplice e poco impegnativo.

Zanellato si riprende la voglia d’estate: le bag made in Italy

Il produttore di borse da Vicenza rilancia la moda per la bella stagione. Un inno alla positività che esprime il saper fare italiano.

Quella che si vede in foto di apertura è Postina, la icon bag espressione dello stile di vita italiano che è la punta della collezione primavera/estate 2020 di Zanellato. Il produttore di borse e accessori da desiderare, collezionare da Vicenza, non ha mai smesso di sfornare prodotti eleganti, sofisticati e autentici, una delle più inconfondibili espressioni della qualità made in Italy.

Ancora oggi, per i prodotti di questa collezione 2020, le “regole” di produzione sono quelle dell’ateliér, dove il rispetto della tradizione e la continua ricerca di nuovi design si fondono in perfetta armonia per creare pezzi ricercati, iconici, che esaltano il vero saper-fare Italiano.

Zanellato è oggi uno dei brand di riferimento negli accessori di lusso, e, sotto la guida di Franco Zanellato, propone un nuovo “stile di vita”, dove una creazione di lusso, discreto e impeccabile, diventa un accessorio irrinunciabile da amare, indossare, desiderare e, soprattutto, custodire.

Era il 1999 quando Franco Zanellato, forte di una tradizione famigliare nel campo della pelletteria, diede vita al proprio sogno, creando una piccola realtà per la produzione di preziosi accessori di lussuosa bellezza, trattati e lavorati con scrupolosa cura. Il lusso ricercato e il gusto made in Italy risuona nelle boutique di Milano, Mosca e Tokyo. I prodotti, eleganti, sofisticati e autentici, sono una delle più inconfondibili espressioni della qualità di queste borse ricercate. Con la graduale riapertura dei negozi, restiamo accanto al fatto in Italia di qualità.

La limited edition Sakura, l’anno scorso, si ispirava a questa opera d’arte del mondo, con colori e linee che richiamano il romantico fiore di ciliegio, protagonista della fioritura orientale che da secoli ispira gli artisti di tutto il mondo. Da qui derivava questo splendido allestimento che riportiamo in foto, che richiamava un trend primaverile nei negozi Zanellato.