Therasia Resort Sea & Spa: hotel di lusso a Vulcano

Riapre il 26 giugno il Therasia Resort Sea and Spa, nella suggestiva isola di Vulcano, una delle sette Eolie.

Si apre così la sua quindicesima stagione e per l’occasione sulle pagine social (Instagram e Facebook) della struttura è stato pubblicato un post e un video emozionale di benvenuto creato con tutto lo staff. Molte le novità per la nuova stagione. Ad annunciarle è il general manager, Umberto Trani. “Riapriremo con i 4 ristoranti e con nuove 10 camere, per le quali abbiamo fatto un restyling totale, introducendo anche il meglio della tecnologia al servizio dell’ospite”. Rivoluzione anche nei menù. “Il nostro chef Giuseppe Biuso ha rivoluzionato il menù grazie ai suoi viaggi dai quali si è lasciato ispirare. Tutto sarà orientato al rispetto della stagionalità del prodotto, del periodo, della filiera – ha affermato Trani – Lavoreremo con pescatori locali, delle Eolie. Al Cappero, ristorante stellato, non ci sarà una carta fissa, ma due menù degustazione: fantasia dello chef, il primo, e un secondo menù che racchiude piatti storici. La pandemia ci ha indotto a riflettere sulle nostre responsabilità e sul nostro contributo per la filiera e per la sostenibilità. Per questa ragione investiremo sui piccoli produttori, con lo scopo di cambiare rotta allontanandoci dal consumismo. A dominare sarà la genuinità, che non prevede stoccaggio di materie prime, quindi cucineremo con ciò che si troverà in mercato dai piccoli. E questa sarà una garanzia anche per l’ospite e offrirà la massima motivazione allo chef, già pronto a divertirsi con stimoli sempre nuovi, ogni giorno”.

Novità anche al ristorante vegetariano Tenerumi con lo chef Daniele Teresi, e con a capo Giuseppe Biuso. “Quest’anno aggiungeremo anche una piccola raccolta di verdure di mare, come la salicornia, per fare un solo esempio: abbiamo una ricca vegetazione marina a Vulcano e vogliamo sfruttarla”. Interessanti le curiosità anche sui vini. “Giuseppe Fiorito, capo sommelier dopo i suoi viaggi in Francia e Sud America è pronto a far scoprire nuove etichette dal mondo, oltre a quelle siciliane naturalmente”.

Il Therasia Resort Sea & Spa, unico hotel di lusso 5 stelle presente sull’isola di Vulcano, coglie al meglio la poesia ambientale delle Eolie, consegnandola agli ospiti da una tela raffinata e preziosa. Qui lo sfarzo si sposa con la natura, per un’esperienza di soggiorno indimenticabile.

L’impianto ricettivo, incastonato sul promontorio di Vulcanello, domina un panorama mozzafiato, che nei tramonti acquista uno splendore unico e surreale. Le linee morbide e mediterranee dell’albergo si mischiano con l’armoniosa architettura eoliana; le mille sfumature di colori tenui rilassano lo spirito, che può ritrovare nel pieno silenzio di questa oasi il suo naturale equilibrio. Il relax fisico e mentale è una piacevole quotidianità.

La struttura, dolcemente accarezzata dall’azzurro del cielo e dalle sfumature turchesi del mare, racconta la storia dell’isola attraverso la pietra lavica, i cotti siciliani, il legno di cedro e i colori tenui delle ceramiche.

Fra le esperienze possibili, c’è l’opportunità di fare trekking a Vulcano, con percorsi naturalistici che si snodano lungo le pendici del Gran Cratere, la zona del Piano e la Valle dei Mostri sulla penisola di Vulcanello. Un fascino unico che può essere assaporato anche in modo semplice e poco impegnativo.

Zanellato si riprende la voglia d’estate: le bag made in Italy

Il produttore di borse da Vicenza rilancia la moda per la bella stagione. Un inno alla positività che esprime il saper fare italiano.

Quella che si vede in foto di apertura è Postina, la icon bag espressione dello stile di vita italiano che è la punta della collezione primavera/estate 2020 di Zanellato. Il produttore di borse e accessori da desiderare, collezionare da Vicenza, non ha mai smesso di sfornare prodotti eleganti, sofisticati e autentici, una delle più inconfondibili espressioni della qualità made in Italy.

Ancora oggi, per i prodotti di questa collezione 2020, le “regole” di produzione sono quelle dell’ateliér, dove il rispetto della tradizione e la continua ricerca di nuovi design si fondono in perfetta armonia per creare pezzi ricercati, iconici, che esaltano il vero saper-fare Italiano.

Zanellato è oggi uno dei brand di riferimento negli accessori di lusso, e, sotto la guida di Franco Zanellato, propone un nuovo “stile di vita”, dove una creazione di lusso, discreto e impeccabile, diventa un accessorio irrinunciabile da amare, indossare, desiderare e, soprattutto, custodire.

Era il 1999 quando Franco Zanellato, forte di una tradizione famigliare nel campo della pelletteria, diede vita al proprio sogno, creando una piccola realtà per la produzione di preziosi accessori di lussuosa bellezza, trattati e lavorati con scrupolosa cura. Il lusso ricercato e il gusto made in Italy risuona nelle boutique di Milano, Mosca e Tokyo. I prodotti, eleganti, sofisticati e autentici, sono una delle più inconfondibili espressioni della qualità di queste borse ricercate. Con la graduale riapertura dei negozi, restiamo accanto al fatto in Italia di qualità.

La limited edition Sakura, l’anno scorso, si ispirava a questa opera d’arte del mondo, con colori e linee che richiamano il romantico fiore di ciliegio, protagonista della fioritura orientale che da secoli ispira gli artisti di tutto il mondo. Da qui derivava questo splendido allestimento che riportiamo in foto, che richiamava un trend primaverile nei negozi Zanellato.

Le vacanze più esclusive (e distanziate) quest’estate si fanno in villa.

Una Jacuzzi sopra un faro vicino Siracusa. Un castello immerso nella natura pugliese. Una piscina che si affaccia sui campi di grano di Marsala. Residenze esclusive, silenziose, volutamente poco pubblicizzate, ideali per gli amanti del lusso non ostentato e della privacy, come quella che cercano anche molti personaggi pubblici internazionali. Luoghi unici, che appartengono a famiglie antiche a cui, fino a poco tempo fa, si accedeva solo attraverso il passaparola.

Quando Rossella e Huw si sono incontrati, quella sera di 22 anni fa a Parigi, a una festa di un amico americano, mai avrebbero pensato di occuparsi un giorno delle vacanze degli altri. Lei, originaria di Palermo, era appena atterrata da New York e stava completando un dottorato di ricerca in biologia cellulare. Lui Huw Beaugié, ingegnere londinese, stava lavorando per una casa automobilistica ma con ambizioni che lo portavano, almeno col pensiero, lontano da lì. Da quella sera non si sono più lasciati e per passare del tempo di qualità insieme hanno stravolto i loro piani. «Dopo una lunga primavera piovosa a Parigi, siamo volati sull’Isola di Stromboli per una breve vacanza. Volevo fargli conoscere il sole della mia terra e lì, in quel posto magico, si è accesa la scintilla», racconta Rossella. «Huw si è innamorato dell’Isola e del calore della Sicilia.  E io, che fino a quel momento avevo viaggiato per tutto il mondo, l’ho riscoperta. Così abbiamo iniziato a sognare e progettare. E dopo qualche anno il sogno è diventato una società, Thinking Traveller». Complice il grande network di conoscenze di entrambi, in poco tempo sono diventati il punto di riferimento delle vacanze di inglesi e americani, tra cui cantanti famosi e attori di Hollywood di cui non vuole svelare le identità.

«Ci siamo concentrati sulla qualità delle ville. Ne curiamo 140 in esclusiva, tra Sicilia, Puglia e Toscana. Fuori dall’Italia ne abbiamo in Grecia, Corsica e Turchia. Le conosciamo una per una, gli standard sono alti, quelli che ogni nostro ospite si aspetta. E così qualche volta ci capita di non accettare l’incarico. Magari sono case storiche, che appartengono alla stessa famiglia da secoli ma che non offrono quel comfort che noi garantiamo. E ammetto che in certi casi non è facile dire di no», spiega Rossella.

Chi li contatta per i soggiorni spesso sono amici di amici. Col tempo la clientela si è allargata, è principalmente straniera, arriva soprattutto da New York, Londra e Lugano. Alcuni sono personaggi noti alla ricerca del buon gusto, ma anche di silenzio e discrezione. «Si fidano, sono abituati a vivere in un mondo di comodità e la cercano anche in vacanza. Con noi sono certi di evitare il rischio. Quando consigliamo una casa, sappiamo che è quella giusta per le esigenze di chi ce la chiede. Le conosciamo tutte, i nostri occhi sono i loro». I prezzi vanno dai 3 ai 20 mila euro a settimana, gli stranieri apprezzano l’Italia anche più di chi ci vive tutto l’anno. «Amano i paesaggi, la cucina, apprezzano l’olio appena uscito dal frantoio, il vino locale, il formaggio appena fatto dal contadino, cercano le esperienze. Per questo quando forniamo una cuoca per l’intero soggiorno vogliamo che sia una vera signora di casa, che sappia cucinare piatti locali». Certo, capita anche qualche imprevisto e che gli ospiti non sempre capiscano a che cosa vanno incontro. Come quella volta che una coppia americana aveva scelto una villa isolata, raggiungibile solo attraverso una strada sterrata, e poi voleva affittare una Ferrari. «Gli abbiamo fatto capire che sarebbe stato meglio un fuoristrada», sorride Rossella, abituata a non perdere il suo aplomb davanti alle richieste più complesse. Come far cantare un soprano di fama internazionale per il compleanno a sorpresa di un ospite. O far recapitare un pianoforte a coda in giardino, in una villa a picco sul mare.

Con l’incognita del Covid e i divieti di circolazione aerea, quest’anno il passaparola ha coinvolto anche molti italiani. Che dal 3 giugno potranno circolare tra regioni. «La villa garantisce il distanziamento sociale richiesto, per questi molti le cercano. Sul nostro sito, da poco in lingua italiana, si possono trovare le soluzioni. Chi ama il mare e le isole troverà anche ville a Favignana e Marettimo, Lipari e Capraia. Sono tra le più belle d’Italia», conclude Rossella. «Su questo garantisco io».

Grecia

“Mantea Gourmet: l’evidenza della cose”

Puntare i riflettori sulle storia di successo dell’Italia, raccontare bellezze, curiosità ed eccellenze del territorio che ha saputo valorizzare tradizioni millenarie con uno sguardo proiettato al futuro è da sempre la mission di Ingredienti Magazine, diffondendone tradizione e cultura, Mantea Gourmet è uno tra i più significativi.

Il cibo è cultura quando si produce, perché l’uomo non utilizza solo ciò che trova, ma ambisce anche a creare il proprio cibo, sovrapponendo l’attività di produzione a quella delle emozioni. Il cibo è cultura quando si prepara, perché, una volta acquisiti i prodotti base della sua alimentazione, l’uomo li trasforma mediante l’uso del fuoco e un’elaborata tecnologia che si esprime nelle pratiche di cucina.

Attraverso tali percorsi il cibo si configura come elemento decisivo dell’identità umana e come uno dei più efficaci strumenti per esprimerla e comunicarla, creando anche qualcosa di nuovo, dando calore con proprietà.

Oggi vogliamo farvi conoscere una bellissima realtà imprenditoria di Mantova, Mantea Gourmet; e andremo a conoscere il propulsore e l’anima di questa realtà: Cristina Maffei.

Le rivolgiamo immediatamente la prima domanda, perché comprare Mantea Gourmet?

Abbiamo deciso di non scendere mai a compromessi con la qualità dei nostri ingredienti e per questo i nostri prodotti sono sani e gustosi, capaci di allietare ogni palato e di portare sulle tavole la genuinità. Esperienza, attenzione, innovazione e ricerca sono le parole d’ordine che guidano le nostre scelte produttive e selettive, noi di Ingredienti Magazine aggiungiamo: altissimo impatto visivo e di gusto.

*Cristina, cosi vi rende cosi innovativi?

Abbiamo ormai una discreta storia, ma l’innovazione è il nostro motore. Lavoriamo costantemente per offrire prodotti sempre nuovi che sappiano stupire per la qualità degli ingredienti e le tecniche di lavorazione sempre più moderne.

*La vostra mission?

La filosofia Manteaconfetture e brand di qualità per l’hotellerie, l’attenzione che pone nella propria produzione si riconosce anche nei più piccoli dettagli. Seguendo l’idea di un esperienza esclusiva e personalizzata, “produciamo un dessert di frutta nel vasetto di vetro”.

*Cristina, cosa significa essere imprenditori?

Se è vero che la nostra unicità è il nostro asso nella manica, se lavori da dipendente, puoi sempre contare sul tuo capo e sui tuoi colleghi per una parola di conforto che ti aiuti a rimetterti in careggiata. Ma se lavori per te, devi essere in grado di rimetterti in pista da sola. Un’imprenditrice di successo non si ferma mai nemmeno quando tutto sembra remargli contro. Ha ben chiari i propri obiettivi e nessuno può fermarla.

E’ in grado di trovare la giusta motivazione ed agire in maniera costruttiva anche quando le cose non vanno come devono.

*Obiettivi per il 2020?

Vorremmo maggiormente creare e sviluppare la cultura del cibo, dialogando con gli chef, perché il cibo è parola, il cibo diventa linguaggio che unisce e trasmette emozioni, Il marketing moderno per creare o rinnovare attività nel campo della ristorazione.

Per concludere, da questa breve chiacchierata con Cristina, abbiamo appreso come in molti altri mestieri che interessano cibo e immagine, anche il comfort food deve fare i conti con i desideri del cliente e quelli del food “sono tra i più difficili da accontentare, soprattutto in Italia”. Secondo noi, infatti, il cibo è trattato con una sacralità che difficilmente si ritrova in altri posti ed è celebrato in maniera del tutto originale: pertanto, riuscire a rendergli giustizia soddisfando clienti e consumatori esigenti non è affatto banale, e Mantea Gourmet è sulla strada giusta.

Info utili:

www.manteagourmet.it

mail:info@manteagourmet.it

Tel. 0376.1591834

Cristina Parodi lancia Crida, marchio sussurrato di capi d’abbigliamento comodi e chic

Sorellanza di stile. Cristina Parodi e Daniela Palazzi si sono lanciate nel mondo dell’abbigliamento. Da questa settimana in boutique e on-line, debutta la prima capsule collection di Crida, il nuovo marchio nato dall’incontro della giornalista e volto tv con l’amante di arte e design. Entrambe mamme (in due hanno sette figli), condividono un’amicizia lunga vent’anni e la stessa idea della moda: sussurata più che gridata, sostenibile, facile da indossare, di qualità e completamente Made in Italy. Il sogno delle due amiche è diventato realtà nel momento più difficile dal dopoguerra. Come è nata l’idea, ce lo spiega al telefono Cristina Parodi: “Ci abbiamo pensato tanto, erano anni che ci facevamo confezionare vestiti in seta o in cotone immaginati da noi. Poi non avendo più un programma quotidiano in tv e con molto più tempo libero a disposizione, ci siamo dette: “ora o mai più” e ci siamo buttate con dieci abiti, una giacca e un trench. Chi avrebbe potuto immaginare che di lì a poco sarebbe successa una tale sciagura? All’ultima Fashion week milanese avevamo presentato la nostra capsule collection con tanti riscontri positivi, e tanti ordini soprattutto dall’estero. Eravamo contentissime. Poi quando eravamo pronte a fare il botto, non solo si è fermato tutto ma abbiamo avuto anche tante disdette, ci siamo dovute ridimensionare. La nostra collezione è online ma prima i nostri capi devono arrivare nei negozi, devono essere visti, toccati, indossati”.

Come state ripartendo?
“Dopo questo periodo di stop totale ci siamo rimesse in marcia. I bergamaschi sono gente tosta, che non lascia mai le cose a metà e le porta fino in fondo. Gli ordini che non sono stati cancellati li abbiamo spediti. Siamo tornate in manifattura e ora comunichiamo il nostro progetto che, pur essendo partito prima della pandemia, è in linea con un nuovo sentire che ha raccontato bene Giorgio Armani quando si è espresso in favore di una moda più umana che non rincorra continuamente i trend di stagione con costi esagerati. Quella dell’eleganza senza tempo è anche una nostra idea fissa. Forse, dopo questa battuta d’arresto, si comincerà a pensare in termini di contenuti ed emozione. Penso e spero che quando le donne torneranno nei negozi avranno voglia di trovare qualcosa che non sia solo lo sfizio di stagione da mettere solo un paio di volte: non è più il momento dell’usa e getta, anche da un punto di vista economico, A noi era sembrato fin dall’inizio della nostra avventura che ci fossero delle donne come noi in cerca di qualcosa di diverso, di italiano, con tessuti supernaturali e sostenibili per l’ambiente, di abiti femminili e comodi al tempo stesso, italiani e adatti per situazioni formali ed eleganti, buoni sia per il mattino che la sera che rimangano nell’armadio per più di una stagione”.

Ben prima della pandemia, avete concepito la vostra collezione come un omaggio all’Italia e all’italianità…
“Fin dall’inizio il nostro è stato un messaggio d’amore per il nostro paese, il Made in Italy e le sue filiere. Ora più che mai sosteniamolo, compriamo vestiti italiani e tutto ciò che viene creato qui. Restiamo in Italia anche perr le vacanze. I nostri capi si ispirano alle nostre città che dobbiamo poter tornare presto a visitare. E i modelli della nostra capsule hanno nomi come ‘Firenze, Positano, Taormina, Roma, Venezia”. E colori che suonano così: “luminosa come una mattina sul Lungarno’ o ‘Rosso come un tramonto sul Gianicolo’.

Nella comunicazione avete puntato anche sulla famiglia…
“Al glamour e al patinato abbiamo preferito associare un’immagine calda e famigliare con i valori che ci appartengono, che piacciano a noi e alle nostre figlie”.

Per ricevere un capo ci vogliono circa tre settimane…
“Alcuni capi li abbiamo già, altri li produciamo sul momento, come si fa con gli abiti sartoriali. Siamo una realtà di nicchia con l’ambizione di diventare grande. Vendiamo on-line e in boutique, abbiamo negozi dal Piemonte a Baden Baden in Germania”

Tra i vostri modelli dall’allure sobria e borghese, c’è solo un abito trasparente e sexy che spariglia. Come mai?
“E’ stato un errore,  il tessuto nero non era pesante come pensavamo, ma alle amiche delle nostre figlie è piaciuto subito”

Le sue figlie, Bendetta e Angelica, l’hanno aiutata?
Non vedevano l’ora di vedere i primi disegni, e quando i primi capi sono arrivati in showroom, Benedetta, che è la più grande, ha scattato le prime foto e compare in tanti immagini per i social. Più delle supermodelle, per quanto belle e professionali, preferiamo mostrare gli abiti indossati dalle mie figlie, da un’amica, e in generale da persone normali perché raccontano qualcosa in più. Ora per esempio c’è l’immagine di mia sorella  che ha messo un nostro abito giallo per il suo primo giorno di lavoro in un nuovo programma. Volevamo comunicare anche un messaggio di ‘girl power’, di soddisfazione. Così come io e Daniela a cinquant’anni ci siamo rimesse in gioco facendo una piccola rivoluzione, così ci piace che le donne – hanno portato più di tutti sulle spalle la fatica e la difficoltà di stare in casa – ci possano raccontare i loro obiettivi raggiunti, dall’essere riuscite a rientrare in un paio di jeans, a essersi ritagliate uno spazio solo per loro o un nuovo lavoro”.

Ha imparato in famiglia a lavorare con le donne?
“Ho dei legami forti con le mie sorelle, le amiche, mia cognata. Non sono mai stata in competizione con l’universo femminile, invece di invidiare, ammiro le donne in gamba. Ma questo sentimento purtroppo non è così diffuso. La sorellanza e l’aiuto reciproco sarebbero utile da portare avanti ma c’è ancora un po’ di strada da fare perché ci riconoscano pari diritti. Lo vedo nei social, ci sono cattiverie terrificanti che mi feriscono. A fronte di tante belle testimonianze ricevute, ce ne sono state altre di segno opposto. E’ come se il successo invece di inorgoglire desse fastidio”

Vivete nella città più colpita dalla pandemia, le immagini della macabra sfilata delle casse mortuarie nei mezzi militari resterà per tutti un ricordo indelebile. Suo marito, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è stato ed è in prima linea. Come l’ha cambiata la pandemia?
“Da vent’anni sono l’ambasciatrice del Cesvi, ma questa volta sono stata coinvolta anche per raccogliere fondi, una cosa che non avevo mai fatto. Poi ho scoperto quanto mi piace accudire la mia famiglia. Ho sempre lavorato in altre città, facendo avanti e indietro. Da due mesi sono a casa con i miei ragazzi e pranziamo e ceniamo tutti insieme, è un’esperienza molto bella. Ognuno collabora: mio figlio Alessandro ha fatto la spesa  per gli anziani, e quindi è diventato l’addetto anche dei nostri acquisti, le ragazze mi hanno dato una mano e tutti tengono a posto la loro stanza. All’inizio avevamo paura: Giorgio non ha mai pensato che si sarebbe potuto ammalare però si è sempre protetto. Quando rientrava lo assalivamo: ‘lava le mani’, ‘togli la mascherina’…Per fortuna stiamo tutti bene”

Il lutto vi ha toccato direttamente?
“A Bergamo chiunque io conosca ha perso qualcuno o aveva uno o più malati in famiglia. Solo adesso sono venute fuori le cifre reali della pandemia ma noi lo sentivamo. Il dolore si respirava nel silenzio tutt’intorno. Da noi quei momenti di allegra condivisione come i canti dalle finestre o gli aperitivi via social non ci sono mai stati. Ora, poco per volta, la città si sta risvegliando, siamo gente silenziosa che va avanti a testa bassa ma c’è bisogno di fondi per sostenere il nostro territorio fitto di imprese anche piccole in difficoltà”.


Spa della settimana: ringiovanimento come nessun altro nella spa Chiva-Som, Hua Hin, Tailandia

Quando la nostra salute mentale e fisica è stata della massima importanza se non ora? L’arricchimento emotivo e il ringiovanimento fisico sono il bisogno dell’ora; siamo fortunati che un tale paradiso esiste a Hua Hin, in Thailandia dove lo spazio, la tranquillità e l’eccezionale ospitalità thailandese si uniscono per darci un innalzamento di spiriti ed esperienze indimenticabili per la vita. Benvenuti a Chiva-Som, un resort sulla spiaggia situato all’interno di sette acri di terreno sereno e un ambiente confortevole. Per coloro che sono alla ricerca di benessere e arricchimento oltre al riposo senza meta, Chiva-Som è il posto che fa per te. una collezione unica di 54 camere e suite raffinate rende omaggio a un’elegante estetica thailandese. Caratteristici arredi in teak e tessuti locali creano un ambiente grazioso e accogliente. Ma il più grande richiamo di tutti a Chiva-som è la combinazione unica di programmi e servizi per godersi una vacanza salutare lontano dalle grinfie dello stress e della routine.

Di cosa si occupa la spa: la Thailandia non è altro che il posto con le migliori spa e la guarigione olistica e la spa di Chiva-Som riflettono proprio questo fatto. La gamma di trattamenti per il corpo e idroterapia di Chiva-Som Hua Hin è stata progettata per migliorare il benessere ottimale e assistere gli ospiti nel loro viaggio verso il benessere. La loro tavolozza di materiali aumenta il nostro senso di riposo con opzioni completamente naturali come il bambù e il granito americano bianco. Le suite di idroterapia migliorate incorporano pannelli in vetro teak e seta e utilizzano una tavolozza di materiali più controllata e semplificata. Le sale per trattamenti sono lussuosamente realizzate con dimmer regolabili per illuminazione, letti per trattamenti più ampi e personalizzabili in altezza, così gli ospiti non devono mai adattarsi a dimensioni più piccole e scendere a compromessi sul comfort. Khun Wanna Homsanoe, il direttore della spa lo ripristina con le sue parole, “La nostra missione presso la Spa è di aiutare i nostri ospiti a raggiungere i loro obiettivi con trattamenti su misura che leniscono la mente, il corpo e lo spirito. Il bozzolo per il corpo di Chiva-Som Skin Haven racchiude tutto questo e altro ancora ”.

Dove: 73/4 Petchkasem Road, Tambon Nong Kae, distretto di Hua Hin, Prachuap Khiri Khan 77110, Tailandia
Telefono: +66 32 536 536

Questa custodia controllata da smartphone utilizzerà l’energia dell’ozono per sanitizzare i tuoi vestiti da batteri e virus.

Ti ricordi che scrivevamo del Samsung Air Dresser € 1500? Un guardaroba che pulirà automaticamente i tuoi vestiti? Qualcos’altro su linee simili chiamato Pura-Case è un purificatore di guardaroba portatile di Carlo Ratti associati per la startup tecnologica scribit. Sta facendo un’incursione nella nostra vita per darci un’idea di ciò che la nuova normalità richiede. Questo purificatore per guardaroba alimentato a batteria elimina la maggior parte dei microrganismi, batteri e virus dai vestiti utilizzando l’ozono. Non ci vuole cervello per indovinare che la nostra ossessione per il rimanere liberi da virus continuerà per molti anni a venire e un aggeggio come il Pura-Case è più che utile. 

La custodia portatile può essere posizionata in un corridoio o all’interno di un armadio e sarà realizzata con fibre riciclate, che saranno rivestite per mantenere l’ozono all’interno della custodia durante il processo di sanificazione. Una volta che un capo è appeso all’interno della custodia, un sistema di purificazione dell’aria con trattamento all’ozono pulisce e deodora i tessuti. Virus o batteri possono sopravvivere sui vestiti per lunghi periodi, ma grazie alla tecnologia utilizzata in Pura-Case, l’ozono sterilizza i vestiti senza usare acqua per il lavaggio e risparmia anche sprechi d’acqua. È una macchina molto efficiente poiché si stima che il 98% di microrganismi, batteri e virus provenienti dai vestiti e dal tessuto dell’utente possa essere disinfettato entro un’ora.

Il progetto è attualmente sviluppato come prototipo; il caso Pura sarà presto lanciato su Kickstarter per coloro che sono interessati.

È questo il futuro dell’alta cucina? In questo ristorante di Amsterdam è ora possibile cenare in una serra individuale

Mentre il blocco finirà prima, il coronavirus ci ha sicuramente indotto a valutare i nostri stili di vita. Soprattutto il settore alberghiero è tenuto a intensificare il suo gioco con i clienti che stanno ripensando alle loro esigenze di mangiare fuori! Tuttavia, per garantire che gli affari procedano senza intoppi – un ristorante di Amsterdam ha avuto un’idea unica per infallibile l’unica cosa di cui i clienti sono preoccupati al momento – Sicurezza.

Per garantire il rispetto delle norme sul distanziamento sociale, Mediamatic ETEN, un ristorante vegano situato nel Dijksgracht nel quartiere Oosterdok di Amsterdam, invita ora gli ospiti a cenare in serre individuali. Le strutture in vetro racchiuse sono dotate di un tavolo per due o tre commensali e assicureranno che la società di 1,5 metri sia facilitata dopo tutto!

Commentando la nuova iniziativa, il socio fondatore di Mediamatic Willem Velthoven in una dichiarazione a NL Times ha dichiarato: “Questa è stata una delle idee più fattibili da un ampio elenco di idee che abbiamo avuto durante il brainstorming”, ha aggiunto inoltre, “Ne abbiamo altre, più grandi serre, ma il loro utilizzo dipende da come tutto finisce. I gruppi più grandi potrebbero [venire] ora ma poi dovrebbero essere famiglie. Per ora, i gruppi più grandi vengono scoraggiati perché, per nostra esperienza, sono solo più rumorosi e quindi ottieni il comportamento eccitato che fa volare lo sputo e così via, e questo è il tipo di comportamento che farebbe diffondere il virus più velocemente. ”

Gli appassionati di cibo possono prenotare in anticipo un menu di 4 portate a base vegetale nelle serre di quarantena di Mediamatic ETEN dalle 18:00 alle 20:30 o dalle 20:30 alle 23:00, sebbene le prenotazioni non siano attualmente disponibili fino a giugno.

Halfbike, il triciclo che fa impazzire i millennials

Un po’ bici, un po’ monopattino, un po’ skateboard: ha tre ruote, quella davanti motrice e si guida come un surf, ma derapa come una supercar da drifting, regalando sensazioni simili a quelle che prova uno sciatore. Benvenuti nel folle pianeta della Halfbike, la “mezza bici” che fa impazzire i millennials.

Un ibrido mai visto prima che richiede una guida unica, si piega e si infila in una borsa e quindi è perfetto per essere “parcheggiato” a casa o in ufficio, magari dopo essersi fatto lunghi tragitti in treno o metropolitana. Già perché la mobilità del futuro ha una sola parola d’ordine: intermodalità, ossia percorrere tratti lunghi con mezzi veloci e subito percorsi brevi con veicoli leggeri, green e facili da trasportare.

Prodotta dalla Kolelinia Ltd in Bulgaria, questa specie di bicicletta si ispira alle famose due ruote alte Penny-Farthing del 1870, quegli stanissimi mezzi con la ruota anteriore gigantesca. La posizione di guida qui però è verticale e la ruota anteriore è da 18 pollici e quella posteriore da 8 e ha un cambio a quattro marce (nel mozzo come ora va di moda) e freni a tamburo, mentre il telaio è realizzato in alluminio aerospaziale ed è pieghevole.

La posizione eretta del pilota consente poi un allenamento unico: migliore respirazione, allenamento costante dell’equilibrio e dei riflessi e quindi coinvolgimento di tutti i muscoli del corpo. Per girare con una Halfbike è infatti necessario inclinarsi, più o meno come su uno skateboard, quindi per controllare il veicolo non basta solo sterzare, bisogna usare tutto il corpo e visto che qui si sta sempre in piedi e non c’è la sella, non ci si riposa mai, neanche nelle discese. Insomma con la Halfbike si fatica di più ma è questo il bello.

A metà strada fra un monopattino e una bici, si guida in piedi e offre sensazioni di guida uniche: costa 550 euro e si vende on line. E’ il mezzo perfetto per la mobilità del futuro delle grandi città.

I suoi inventori Martin Angelov e Mihail Klenov sono due giovani architetti, non a caso grandi esperti della mobilità urbana: l’Halfbike nasce proprio per essere il perfetto anello di congiunzione fra bici e monopattino, e per chi vuole sempre tenersi in forma. Facile no?

Piazza San Marco a Venezia: bellezza in solitudine

Una visita silenziosa ed in punta di piedi a Piazza San Marco durante il lockdown del Coronavirus, per ammirare una Venezia unica. Senza persone ammassate lungo le calli e senza vaporetti che si incrociano nei canali. Senza gondole sotto i ponti e senza venditori di ricordi da portare con sè per ricordo..

Ecco le immagini di Piazza San Marco come non l’ho vista mai, bellissima durante  uno dei momenti magici della giornata, l’ora d’oro del tramonto.

C’è un’atmosfera surreale, pennellate di luce sulla piazza vuota e sulla laguna insolitamente calma e dalle acque trasparenti: il tempo di specchiarsi e ritrovare la sua antica bellezza, la Signora delle Acque, poi sarà più bella di prima. Ma ora abbiamo capito che la sua bellezza è fragile, e va rispettata.