Eledor: un inno alla friendship

Cosa hanno in comune Elena Dorella di Eledor Borse? Una passione per l’artigianato e la qualità. Questi due elementi si sono incontrati in una capsule collection composta da eleganti borse in pelle e, usando un occhio per i dettagli come siamo abituati noi di Ingredienti Magazine.

Qualsiasi sia la definizione che ne vogliamo dare, la borsa è la fedele compagna della donna moderna, che nasconde al suo interno un intero ufficio di oggetti smarriti e poi ritrovati: dal mazzo di chiavi che aprono porte che non ricordiamo nemmeno più di aver chiuso a interi beauty case che permetterebbero di presentarsi, all’ora di cena, perfette.

Creatività, Artigianalità e Contemporaneità, queste sono le caratteristiche che per noi rispecchiano il “Made in Italy”, ci dice Elena di Eledor,in aggiunta il processo stesso di creazione delle nostre collezioni, partendo da materie prime eccellenti, rispecchia tutta la tradizione artigianale, l’arte del bello e l’attenzione al dettaglio che fa la differenza in tutte le cose ben fatte.

“La collezione è intrisa di design italiano con un look che si esprime in modo interessante. Mi piace la loro praticità tanto quanto l’estetica. È bello realizzare borse che siano desiderabili ma siano anche funzionali.” 

La collezione Eledor è disponibile nei negozi, dove?

  • Videolook – Padova
  • Vanda Boutique – Riva del Garda
  • Rosy Boutique – Desenzano del Garda
  • Eternity Store – Piove di Sacco
  • Camomilla – Albignasego
  • Porticò – Merano
  • First – Villafranca Veronese



IL GARAGE SI TRASFORMA, DIVENTA UN’OASI DI LUSSO

Il garage diventa un’oasi di lusso, si reinventa in maniera originale, unica. La casa lo ingloba rendendolo parte integrante e connotandolo come area ancora più appartata, un’intima area di relax razionale e intelligente, perfettamente integrata all’interno della propria casa senza perdere la vera essenza del garage, ovvero l’auto o la moto parcheggiate al suo interno. E’ la Design Box per abitazioni di lusso e spaziose quella che ripensa il concetto di garage.

L’azienda vicentina Ad Dal Pozzo ha lanciato a EICMA 2019 – l’Esposizione internazionale del ciclo e del motociclo tenutasi a Rho Fiera Milano – un servizio di progettazione e ideazione di garage di lusso. Nato dalla partnership con 3D Beta, new-co del Gruppo Beta Utensili SpA dedicata all’architettura dell’officina moderna, Design Box punta a trasformare il garage in una zona dedicata alle proprie passioni e ai momenti di svago dove auto e moto sono al centro di uno spazio personalizzato.

UN’OASI DI LUSSO, FRA INNOVAZIONE E LIFESTYLE

Il garage si trasforma in un autentico mini appartamento da sfruttare in svariate occasioni e in cui creare un’area di relax intima e nascosta. Con Design Box è possibile inserire ad esempio un accogliente angolo bar, dotato di mobile e sgabelli dove sorseggiare un drink, chiacchierando sulle ultime novità nel campo dei motori o concedersi una zona relax dotata di tutti i comfort: divani in pelle, sistema audio surround, cantinetta vini, sufficienti per sentirsi nel garage dei propri sogni.

ALCUNI ESEMPI SORPRENDENTI PER ARREDARE IL GARAGE

Le soluzioni possono essere innumerevoli e possono declinarsi in tantissimi modi diversi, giungendo a soluzioni incredibili che cambiano totalmente il concetto di garage arrivando a creare spazi lussuosi ed elitari.

Il salottino. Bastano un divano, una poltrona e un piccolo mobile per rendere il garage un salottino ospitale.

Il piccolo box arredato. Se il box auto è piccolo arredarlo con tutti i confort lo renderà il garage dei sogni.

La relax room. Una sala in cui rilassarsi, magari con una vasca idromassaggio.

La taverna. Il sogno più comune, un luogo in cui rifugiarsi.
L’officina privata. Un’officina in casa per gli amanti dei motori dove prendersi cura del proprio bolide.

Lo sky garage. In città come Dubai, Melbourne e Singapore, sempre più spesso la scelta è lo “sky garage”. Un ascensore porta le auto direttamente dentro casa.

Un sontuoso viaggio aereo di lusso! Un lusso deve avere?

Come uno yacht di lusso e un iPhone incrostato d’oro, i viaggi aerei di lusso definiscono l’opulenza. Qui, il tuo duro lavoro viene premiato in quanto puoi evitare problemi di volo, mantenere il tuo mondo esclusivo e goderti i migliori servizi.

Ci sono ragioni pratiche per volare con jet privato. Circa trentamila voli vengono cancellati al mese e oltre mezzo milione in ritardo in tutto il mondo e, questo può togliere il desiderio a qualsiasi viaggio, indipendentemente dalla destinazione.

Il noleggio del proprio aereo rimuove l’inconformità del volo, hai il meglio del meglio nel cielo ed è tutto tuo.

Noleggiare il proprio jet
Noleggiare un jet non potrebbe essere più semplice grazie a JetApp , un’app dinamica progettata per questo scopo. Ti consente di prenotare un volo dal palmo della tua mano. Quando noleggi un volo, puoi raggiungere luoghi che le compagnie aeree commerciali non possono raggiungere. Questo mette più mondo a portata di mano. È anche significativamente più conveniente. Decollare da piste di atterraggio più piccole che possono essere un’ottima opzione se si vola internamente o su un volo a corto raggio.

Noleggiare il tuo jet porta anche:

Ottimo cibo – Un volo charter degno del suo genere arriva con chef eccellenti che preparano un menu secondo le tue specifiche.
Vola direttamente – La vita è troppo breve per i trasferimenti e il tempo è denaro.
Spazio: il tuo aereo sarà come un ufficio o un salotto nel cielo. Avrai spazio per lavorare o la stanza per rilassarti. Eccellente equipaggio di cabina– Sarai curato dal momento in cui decollerai al momento in cui atterrerai. Check-in e sicurezza– Questo accade così in fretta che sembrerà di arrivare all’aeroporto e di salire sull’aereo. Nessuna attesa o ritardi prolungati. Volate al vostro programma–Non è necessario piegare il programma per vedere a che ora arrivano e partono gli aerei. Definisci il programma. Funziona secondo i tuoi desideri.

Sono disponibili altre opzioni in cui puoi decidere come raggiungere l’aeroporto. Ciò include limousine con autista o viaggio in elicottero. Le scelte sono tue e puoi personalizzare ogni volo.

Affari e piacere
Sia che viaggiate per affari o per piacere, noleggiare un aereo è il lusso che deve avere un’opzione. Tu e i tuoi team potete lavorare come se foste in un ufficio, arrivi rinfrescato, ringiovanito e pronto a fare gli affari. Non arriverai mai stanco, in ritardo e bisognoso di una doccia e di un pò di riposo.

Se stai volando per piacere, ben arrivi al tuo hotel pronto per esplorare, piuttosto che avere il mal di testa nel superare la dogana e la raccolta dei bagagli, il tuo servizio prioritario ti vedrà sfrecciare verso il tuo hotel o villa. 

Puoi noleggiare un jet per qualsiasi tipo di volo ti venga in mente. Ciò include visite guidate su uno splendido paesaggio, fino alle soste in città in cui il tuo aereo ti porterà in giro per il mondo, permettendoti di visitare città per città.

Le opzioni sono infinite. Le opzioni sono tue.

Van Gogh, Monet e Degas sbarcano in Italia: la suggestiva mostra a Padova

Van Gogh, Monet e Degas sbarcano a Padova. Dal 26 ottobre prossimo la città ospiterà l’attesa mostra “The Mellon Collection of French Art from the Virginia Museum of Fine Arts”.

Circa 70 tele potranno essere ammirate a Palazzo Zabarella. Le opere appartengono alla collezione privata che Paul e Rachel ‘Bunny’ Lambert Mellon donarono in eredità al Virginia Museum of Fine Arts.

La mostra celebra due tra i più importanti e raffinati mecenati del XX secolo ma porterà in esclusiva in Italia oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso e Vincent van Gogh.

Organizzata dal Virginia Museum of Fine Arts, la mostra aprirà i battenti il 26 ottobre 2019 e sarà visitabile fino al 1° marzo 2020.

Le opere coprono un arco cronologico che va dalla metà dell’Ottocento fino all’Impressionismo. La mostra si apre con Mounted Jockey (Fantino a cavallo) di Théodore Géricault e Young Woman Watering a Shrub (Giovane donna che annaffia un arbusto) di Berthe Morisot.

Non mancano altri capolavori di Géricault con una serie di opere a soggetto equestre, tra cui anche i ritratti di cavalli di Eugène Delacroix e scene di competizioni ippiche di Degas. Del maestro francese saranno esposte anche quattro sculture.

Alfred Sisley, Vincent van Gogh, Henri Fantin-Latour, Odilon Redon saranno presenti con diversi quadri di natura morta, mentre per i quadri di figura umana e di ritratto sarà possibile ammirare dipinti di Courbet, Degas, Monet, Renoir, Cézanne e altri.

Il percorso espositivo trascina il visitatore anche nella campagna francese per ammirare opere come Field of Poppies, Giverny (Campo di papaveri, Giverny) di Claude Monet, e altre tele di piccole dimensioni di Georges Seurat, Kees van Dongen e Vincent van Gogh.

Fiore all’occhiello anche una raffinata selezione di opere impressioniste, con due paesaggi di Monet, un ritratto di Renoir e una delle famose ballerine di Degas.

Informazioni e biglietti

La mostra“Van Gogh, Monet, Degas. The Mellon Collection of French Art from the Virginia Museum of Fine Arts” sarà allestita, come anticipato, a Palazzo Zabarella, in via degli Zabarella 14 e sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.

Aperture straordinarie: Venerdì 1° novembre 2019, Domenica 8 dicembre 2019, Giovedì 26 dicembre 2019, Mercoledì 1° gennaio 2020, Lunedì 6 gennaio 2020, dalle 9.30 alle 19.00. Martedì 24 dicembre 2019 e martedì 31 dicembre 2019, dalle 9.30 alle 17.00.

Il costo dei biglietti è di 13€ per quello intero, 11€ per il ridotto (Over 65, dai 18 ai 25 anni compiuti, persone diversamente abili o con invalidità, membri del FAI, membri del Touring Club Italia, titolari di convenzioni).

Hand Picked: il luxury denim italiano

Ricerca e attenzione ai materiali come chiave del successo

Gusto sartoriale, materiali di altissima qualità, dettagli preziosi e rispetto dell’ambiente. È questo il segreto del successo di HAND PICKED, il marchio di luxury denim di proprietà del Gruppo Giada (licenziatario di Jacob Cohën, Karl Lageferld Denim, Vilebrequin) fondato da Franco Catania, che propone un’estetica moderna e sofisticata che fonde abilità sartoriali e passioni creative. Ispirata dai colori, profumi e texture di una preziosa foglia scura della foresta amazzonica, la linea HAND PICKED asseconda i concetti di materia eccelsa, millesimato, deep selection.

E lo fa attraverso la ricerca attenta dei materiali, nella cura maniacale dei tagli e dei dettagli, e nelle lavorazioni. Il risultato? Una collezione portabilissima, raffinata, dalle linee fresche ed essenziali, in cui colori minimal si fondono nella natura, utilizzando cotone biologico, ecosostenibile e raccolto a mano, tessuti preziosi, tutti perfezionati da tagli e dettagli sartoriali come nella collezione primavera/estate 2020 presentata in anteprima a Taormina durante l’evento “Hand Picked outshines in Taormina”.

Il guardaroba della prossima estate è interamente declinato nei colori della natura: dal rosso all’arancio del tramonto, dal blu intenso del mare al bianco, dal marrone al verde della savana alle sfumature sabbia. 140 capi, tutti rigorosamente confezionati in Italia, dal taglio alla cucitura, che comprendono gli iconici cinque tasche (modello di punta della collezione) proposti in denim giapponese, con fibra ecologica o in tessuti dalle fantasie multicolor, che si arricchiscono di nuovi modelli chino.

E poi ancora i bermuda, perfetti per la stagione calda, da indossare sotto camicie, maglie, polo e T-shirt, e anche giacche urban tailoring per uno stile più sofisticato ma sempre rilassato.

LO STORE DELLA SETTIMANA: Al Duca d’Aosta Venezia

Per la rubrica” STORE DELLA SETTIMANA” oggi facciamo una gita a Venezia per presentarvi la realtà della boutique Al Duca d’Aosta.

L’attuale boutique Al Duca d’Aosta nasce sulle basi di un negozio di tessuti per camicie, aperto nel 1902 a Venezia, esattamente sotto il ponte di Rialto.

Sotto la guida di Emilio Ceccato però, l’attività si espande trasformandosi da semplice rivenditore di tessuti per camicie ad una vera e propria filiera di produzione delle stesse.

Negli anni seguenti, attraverso il susseguirsi delle varie generazioni, Al Duca d’Aosta procede a grandi passi nella propria evoluzione, fino ad arrivare ad essere oggi un forte retail multibrand nel settore dell’abbigliamento di lusso.

Nel 2009 il processo di crescita si espande anche nel mondo digitale con la nascita della vendita online attraverso il proprio canale e-commerce che, grazie a servizi dedicati e spedizioni veloci in tutto il mondo, si distingue nella realtà digitale, rappresentando un’ampia parte del business aziendale.

L’attenta selezione dei più importanti brand di lusso e la costante ricerca di nuove proposte rendono il retail multibrand Al Duca d’Aosta un imprescindibile punto di riferimento per uno stile modernoelegante e raffinato.

Oltre 100 top fashion designer uomo e donna sono selezionati dai buyer per offrire al cliente qualitàeleganza, ma soprattutto esclusività, attraverso i prodotti più ricercati e iconici del momento.

I negozi Al Duca d’Aosta ad oggi, sono presenti nelle più importanti città del Triveneto, precisamente in ordine di apertura  a Venezia, Padova, Verona, Mestre, Treviso, Udine e Portopiccolo.

The Brand: People Of Shibuya

Un quartiere visionario di Tokyo, ma anche il nome di un brand che, in comune con il mondo nipponico, ha l’amore per i dettagli, la cura dei particolari, la ricerca della funzionalità. E’ People of Shibuya, brand ri-lanciato dal gruppo Golden Season che ha subito conquistato i cultori dell’abbigliamento tecnico, che amano i capispalla sportwear.

In ogni giacca People of Shibuya, infatti, convivono due anime: una sartoriale, che garantisce una perfetta vestibilità e una cura del fit, l’altra tecnologica, grazie all’utilizzo di tessuti hipertech, dalle massime prestazioni anche in condizioni estreme. Per un outfit perfetto a qualsiasi latitudine e condizione atmosferica.  

“Villa Parens, una storia da raccontare”

Villa Parens è una storia da raccontare, tante esperienze da condividere e la grande abilità di winemaker di Giovanni Puiatti e la sorella Elisabetta, con i loro vini accolgono gli ospiti che arrivano a Farra d’Isonzo in visita. Come viaggiatori nel tempo, in una dimensione spazio temporale parallela fatta di futuro e di tradizioni, una natura che contraccambia con generosità le attenzioni che le vengono riservate. Un’esperienza emozionale unica.

Racconto di una avventura, vissuta insieme alla sorella Elisabetta, costruita sul solco tracciato dal padre Vittorio. Insieme a Felluga, Schiopetto furono i pionieri di quella viticoltura che ha trasformato il Friuli  tra le regioni più interessanti dal punto di vista enoico.

Una realtà recente, nata solo nel 2014, a riaffermare quell’identità costruita da papà Vittorio. Negli anni settanta e ceduta all’apice del suo successo per un’ideale di globalizzazione poi naufragato.

Un nuovo corso che riparte dai sei ettari del Cru Ruttars, rimasti di proprietà della famiglia, dall’edifico ereditato dal nonno materno che risale al 1860 divenuto ora cantina e dall’esperienza di una famiglia che ha fatto la storia del vino.

Villa Parens riassume le vicende di anni di attività svolta ad alti livelli e conosciuta ovunque nel mondo, ma rappresenta anche la continuità della tradizione e dei valori condivisi. Un nome latino Parens, che significa genitori ma anche avi, per ricordare sempre le proprie radici. Come la riassume Giovanni Puiatti: «il futuro della tradizione».

Ancora oggi, come ai tempi di papà Vittorio, la filosofia aziendale rimane la stessa: «meno alcool e niente legno». Una rivoluzione per la fine degli anni sessanta che si dimostra vincente ancora oggi. Mai più di 12 – 12 gradi e mezzo e nessuna alterazione delle fragranze apportata da elementi esterni.

A raccontare la storia più bella però,  rimangono i vini. Grande pulizia e freschezza, tanta eleganza ed una forte identità, espressione netta del territorio e del il vitigno. Tre metodi classici, il Blanc de Blanc extra Brut, i Blanc de noir e Rosè de noire a dosage zero; spumanti dalla grande personalità, così eleganti e fragranti che nulla hanno da invidiare ai francesi. E i quattro Ruttars: Chardonnay, Ribolla Gialla, Sauvignon e Pinot Nero, dalla grande eleganza, fragranti e profumati, espressione pura del territorio e del vitigno. Ed ancora le preziose riserve, ed il «Gran finale» un vendemmia tardiva di Sauvignon e Ribolla Gialla per concludere in dolcezza.

CRAVATTA, 10 MOTIVI PER NON RINUNCIARE AD UN ACCESSORIO SENZA TEMPO

I numeri parlano chiaro: nell’ultimo decennio il settore delle cravatte ha vissuto un calo costante e, stando ai dati del Centro Studi di Confindustria Moda, solo nell’ultimo anno l’export ha registrato una diminuzione del 9,6%. Gli uomini non amano più questo accessorio? Non proprio.

Riconoscendone l’importanza prestano massima cura ai dettagli al momento dell’acquisto e si assicurano di comprare un prodotto di qualità, confezionato a mano, prediligendo fibre naturali selezionate. Meno acquisti quindi, ma più attenzione alla qualità con un solo metro di giudizio al momento della scelta: la sartorialità. A resistere nel settore è, infatti, il ramo artigianale. La cravatta sartoriale non conosce quindi crisi e risultano innumerevoli i buoni motivi per continuare ad indossarla e celebrarla ogni anno in occasione del Cravatta Day, ricorrenza ufficializzata nel 2008 quando il Parlamento Croato ha dichiarato all’unanimità il 18 ottobre il giorno della cravatta.

“Acquistare una cravatta confezionata artigianalmente significa scegliere in maniera consapevole un prodotto di qualità e versatile, che potrà essere indossato a lungo e in molteplici momenti della propria vita, aggiungendo un tocco di stile e personalità all’outfit – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano, una piccola realtà virtuosa che lo scorso anno ha venduto circa 45 mila cravatte realizzate completamente a mano nel suo laboratorio milanese a Porta Ticinese, per un fatturato di quasi 2 milioni di euro, dei quali oltre la metà provenienti dalle esportazioni – Se per i signori l’attenzione ai materiali e la ricerca di motivi e righe classiche sono le motivazioni che spingono all’acquisto, per le giovani generazioni è il desiderio di cimentarsi con un look nuovo e ricercato, in controtendenza con lo stile casual che spesso popola il guardaroba dei millennials, il motore che li muove ad avvicinarsi a un accessorio versatile e sofisticato come la cravatta.”

Ma quali sono i 10 buoni motivi che spingono ad acquistare e indossare una cravatta sartoriale?


1) Riscoprire il valore dell’artigianalità: il sapere che solo uno storico laboratorio artigianale sa trasmettere e tradurre con efficacia e la precisione e l’accuratezza di un lavoro che ancora si basa sull’esperienza di mani abili costituiscono un tesoro dal valore inestimabile. Acquistare una cravatta frutto di questo processo produttivo significa, quindi, indossare un prodotto unico ed esclusivo.

2) Prestare attenzione alla sostenibilità: in un tempo in cui la salvaguardia dell’ambiente ricopre sempre più importanza si modificano anche i comportamenti di acquisto, soprattutto quelli dei giovani. Sempre più persone si orientano verso prodotti realizzati artigianalmente, nell’ottica di acquistare creazioni più sostenibili e in grado di durare più a lungo. Tempi bui per il fast fashion, quindi, altamente dannoso per il Pianeta: secondo il New York Times, infatti, dal 1960 ad oggi i rifiuti tessili sono aumentati del 750%.

3) Impreziosire un look casual: è finita l’era in cui la cravatta si indossava solo ed esclusivamente con completo e scarpa elegante, oggi c’è spazio per nuovi accostamenti più moderni e cool, che affiancano un classico senza tempo a soluzioni più casual, mixando lo stile formale a quello informale. Attenzione, però, a bilanciare in modo corretto queste due anime: l’ispirazione per un look impeccabile arriva dall’attore Eddie Redmayne che, come riporta il Daily Mail, sul red carpet del Toronto Film Festival ha sfoggiato una giacca in pelle nera accompagnata da una cravatta skinny con eleganti punti spillo. D’esempio anche Mariano Di Vaio che ha osato ancor di più con una giacca da motociclista e cravatta petrolio, in un look che lui stesso ha definito “casual gentle”.

4) Aggiungere personalità a un outfit: i tessuti e le fantasie di una cravatta raccontano storie e descrivono, più di qualsiasi altro capo maschile, la personalità di chi la indossa. Che si tratti di uomini che scelgono di osare, amanti del classico o ragazzi sempre attenti alle ultime tendenze, per ognuno esiste la cravatta perfetta. O più d’una, come dimostra lo statunitense Ian Squires che, racconta l’Alabamas’s News Reader, è riuscito a trovare ben 1600 cravatte in grado di parlare di lui: l’uomo ha infatti scelto di indossare ogni giorno una cravatta diversa, appendendole di volta in volta in ufficio. Un’incredibile collezione che racconta tutte le sue sfumature!

5) Fare da passe-partout per il mondo del lavoro: la cravatta può rivelarsi la chiave per chi è alla ricerca del primo impiego o deve muovere i primi passi in ufficio. Quando ci si presenta ad un colloquio è, infatti, fondamentale dare una buona impressione di sé sin dal primo sguardo, mettendo vestiti appropriati. Indossare giacca e cravatta si rivela spesso la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.

6) Aumentare la fiducia in se stessi: tra i diversi lati positivi di indossare la cravatta si annovera anche il suo potere di far sentire più sicuri. Gli studi in questo campo affondano le loro radici nel XIX quando lo psicologo William James assicurava che i vestiti scelti da una persona influiscono sulla formazione della sua personalità. Anche in ufficio la cravatta rende più sicuri, un effetto che gli psicologi hanno ribattezzato “enclothed cognition” e che, riporta The Sidney Morning Herald, permette alle persone che indossano un vestito formale di aumentare la propria capacità di pensiero astratto.

7) Accrescere il proprio fascino: le donne spesso sembrano preferire l’uomo in giacca e cravatta, in controtendenza con un mondo che pare tendere al casual. Sembra che una buona parte del gentil sesso subisca oggi, come nel passato, il fascino dell’uomo elegante, ammirandone il senso di sicurezza emanato dall’outfit formale e uno charme intramontabile.

8) Distinguersi soddisfacendo un vezzo estetico: portare la cravatta oggi non è più un obbligo imposto dalla società ma un piacere personale. Si tratta di una scelta consapevole dettata dal desiderio di soddisfare un bisogno estetico e di distinzione. Un vezzo sempre più diffuso anche in contesti informali, come un aperitivo tra amici, dove a fare la differenza è proprio l’attenzione al dettaglio.la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.

9) Riflettere un valore affettivo: la cravatta può avere riflessi altamente simbolici e significativi sull’uomo che la indossa, soprattutto se viene regalata da persone care o addirittura da un genitore al figlio. Rappresenta, infatti, un accessorio senza tempo che ricorda inevitabilmente la persona che l’ha donata.

10) Valorizzare le piccole realtà locali: l’attenzione verso le eccellenze artigianali del territorio è il primo passo per valorizzare le potenzialità delle piccole e medie imprese che contribuiscono a sostenere l’economia del Paese. Una fitta rete di realtà imprenditoriali virtuose, agili e snelle che custodiscono i segreti di generazioni, reinterpretandoli e adattandoli ai cambiamenti del mercato, e che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi a livello mondiale.

Removed: la serie fotografica che ci mostra come gli smartphone ci isolano dal resto del mondo

Come sarebbe la nostra vita se improvvisamente scomparissero gli smartphone? Provate per un attimo a pensarvi concentrati sullo schermo del cellulare, come probabilmente sta accadendo ora mentre leggete, e immaginate che svanisca nel nulla. Vi ritrovereste immobili di fronte alla vostra mano leggermente piegata, in una posa che ha dell’assurdo.

Forse l’immaginazione non basta per rendere bene l’idea ma la fotografia sicuramente sì, specialmente se nasce da un artista come Eric Pickersgill, fotografo americano che ha dato vita alla curiosa e inquietante serie “Removed”.

Gli scatti immortalano diverse persone intente a utilizzare degli smartphone “invisibili”, perché rimossi volutamente dal set. E mostrano come quella posa che assumiamo tutti indistintamente mentre teniamo in mano l’amico tecnologico, venendo letteralmente assorbiti dallo schermo, sia surreale e assurda.

Ma le fotografie evidenziano anche la nostra totale dedizione allo smartphone, che ci fa dimenticare chiunque ci stia intorno, dai parenti agli amici, in qualunque occasione, rendendoci inconsapevoli schiavi.